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Amici senza scuola3

Claudiaexpat condivide la sua esperienza nel crearsi un circolo di amicizie nella sua nuova città d’accoglienza, in assenza della scuola dei figli. 

 

Per anni arrivare in un nuovo paese significava per me approdare in una nuova scuola, quella dei miei figli, con tutte le possibilità d’incontrare genitori locali e internazionali che questa rappresentava. L’Indonesia, oltre ad essere il mio primo paese asiatico, costituiva anche il passaggio al nido vuoto. Senza i miei figli qui con noi, ero curiosa di scoprire come avrei fatto a trovare amici e crearmi un giro sociale. A distanza di un anno e passa dal mio arrivo, vengo a condividere alcune considerazioni, e quello che ho imparato da quest’esperienza.

Genitori si conoscono alla scuola dei miei figli a Lima, Perù

Genitori si conoscono alla scuola dei miei figli a Lima, Perù

E’ vero, la scuola dei figli è un canale assolutamente privilegiato per incontrare persone nuove, ma non è certo l’unico. La differenza tra l’avere con sé i figli e il non averli sta nel fatto che mentre nel primo caso si è quasi obbligati a stringere amicizia (perché si vogliono invitare a casa gli amici dei figli, perché ci si trova a dover decidere su questioni legate al funzionamento della scuola con altri genitori, perché la scuola propone una miriade d’iniziative), nel secondo se ci si vuole creare una rete sociale, bisogna aprire la porta e agire. Magari anche faticando. Questo dipenderà dai paesi, presumo, anche se ormai il concetto di associazione di espatriati è diventato talmente diffuso e aiutato da Internet, che i paesi dove non esiste questo tipo di aggregazione si contano sulla punta delle dita, magari di due mani.

Qualcuno di voi sa che per me non è stato un anno facile per questioni di salute che mi hanno rallentata e debilitata. Ma a distanza di poco più di un anno da quando sono atterrata nel Gran Durian, sento di avere individuato delle persone con le quali mi trovo in grande sintonia, e di avere già fin troppi impegni sociali rispetto al tempo che ci posso dedicare. Vi racconto come ho fatto e quali sono stati i canali più semplici da navigare.

1.- Innanzitutto lui, il grande, l’unico e insostituibile Expatclic. Grazie a Expatclic, a cinque giorni dal mio arrivo sono stata contattata da una donna che vive al Cairo, che voleva aiutarmi come io avevo aiutato lei in passato, e che mi ha messa in contatto con una sua amica appena atterrata a Jakarta, come me. Ci siamo sentite, e abbiamo cominciato a frequentarci. Grazie a quest’amica mi si è aperto l’accesso a un gruppo molto grosso di donne italiane – e come sempre succede in questi casi, con alcune di loro ho approfondito l’amicizia più che con altre. La cosa bella è che Expatclic è una comunità in continuo movimento :-), e nel corso dei mesi ho continuato ad essere contattata da donne in arrivo…aumentando così il mio pool di amicizie. E’ stato sempre grazie ad Expatclic che una donna brasiliana mi ha cercata per farmi i complimenti e parlarmi di un progetto analogo che aveva in mente. Questa signora, che adesso ha lasciato Jakarta, mi invitava spesso a casa sua in occasione di cene e feste, e attraverso di lei mi sono avvicinata all’associazione di donne latine, enorme e attivissima. Giuliettaexpat mi ha messo in contatto con amici suoi che aveva conosciuto in Giappone, e che si sono rivelati tra le persone più simpatiche che abbiamo incontrato qui. E sempre grazie a Expatclic, dopo aver consigliato una ragazza italiana che viveva negli States e aveva la possibilità di spostarsi qui per lavoro, l’ho conosciuta di persona, e le ho persino affidato la mia gatta (e la mia casa) mentre ero in vacanza in Italia!

 

Con l'amica conosciuta attraverso Expatclic

Con l’amica conosciuta attraverso Expatclic

 

2.- Le associazioni di donne espatriate, io ne sono una fan sfegatata. In ogni paese in cui mi sono installata, ho sempre cercato di unirmi al più presto ai gruppi disponibili. Qui, devo dire la verità, ce ne sono talmente tanti che ho cominciato da quello francofono, e lì mi sono fermata (per il momento). Jakarta Accueil mi ha permesso di conoscere persone davvero interessanti e con una grande esperienza del paese. Sporadicamente entro in contatto con donne americane e inglesi, tutte con la loro associazione di riferimento…magari prima o poi andrò a dare un’occhiata anche lì

3.- La cosa però più stupenda che esiste a Jakarta, e che non avevo ancora mai trovato nello stesso formato in altre capitali in cui ho vissuto, è un’associazione culturale indonesiana che si chiama Indonesian Heritage Society. Non so neanche da dove cominciare per raccontarvi quanto bella e importante sia quest’associazione per gli espatriati in arrivo a Jakarta. Il suo scopo è quello di diffondere la cultura indonesiana in tutti i modi possibili. La storia del paese, la sua arte e i suoi artisti, il suo patrimonio culturale, la sua attualità, i suoi paesaggi e la sua diversità, tutto viene esplorato in seno all’IHS, attraverso eventi ed iniziative che coinvolgono tutti, indonesiani e non, sia nella loro preparazione che nella frequentazione. L’associazione infatti è gestita da un pool misto, alcuni posti importanti sono occupati da stranieri, che hanno in questo modo la possibilità di un contatto forte e interessante con l’Indonesia. Le attività proposte sono tantissime, e vanno da gruppi di esplorazione del paese e della città a conferenze mattutine su temi svariati, da gruppi di lettura e arte a incontri serali, da promozione di materiale letterario a diffusione di film e altre espressioni artistiche. E’ veramente un must per chi arriva a Jakarta, non conosce nessuno e vuole avvicinarsi alla cultura locale. Basta andare a trovarli (questo è il loro sito web con l’indirizzo: http://www.heritagejkt.org/), iscriversi (650,000 rupie all’anno, per tutta la famiglia), e…lanciarsi! Io mi sono iscritta a un gruppo di esploratori, con i quali periodicamente visito vari punti della città, e partecipo al gruppo di letteratura indonesiana – ci sono andata ieri per la prima volta e non me ne staccherò più. Qui potete leggere un articolo dettagliato su questa splendida associazione.

4.- Il lavoro del marito: adesso che non abbiamo più i figli che ci limitano nelle nostre uscite serali, possiamo godere del rapporto coi colleghi di mio marito in maniera più rilassata e libera. E oltre ai colleghi del suo organismo, ci sono tutte le persone che lui incontra a riunioni e affini, e con le quali si può poi continuare a vedersi fuori dal contesto lavorativo.

5.- E last ma naturalmente not least, l’amato parrucchiere Roberto, di cui ho scritto ampliamente in questo articolo. Se ci andate il venerdì o il sabato, trovate sicuramente qualche italiana, ma anche donne di tante altre nazionalità, che Roberto non esiterà a farvi conoscere. In quell’ambiente rilassato e accogliente io ho conosciuto più di una donna in gamba con la quale il contatto è continuato anche fuori dal salone di bellezza.

Certo, ogni tanto invidio le mie amiche che sono a contatto con miriadi di proposte della loro scuola. Qui le scuole internazionali sono davvero molto attive, e non averne accesso significa non poter sfruttare molte iniziative interessanti. Ma chissà, se avessi ancora i figli con me probabilmente non potrei fare tutto quello che faccio con la serenità necessaria. L’importante, indipendentemente dai canali offerti dai vari paesi, è non perdere fiducia nel fatto che sicuramente, là fuori, ci sono tante persone simpatiche e in gamba, che ti aspettano per condividere l’inebriante esperienza di scoprire una nuova cultura.

 

Claudiaexpat
Giacarta, Indonesia
Marzo 2016

 

 

 

2 Comments, RSS

  • ExpatLe

    says on:
    02/05/2016 at 2:06 PM

    Figli croce e delizia di ogni espatrio, sono il motore che ti fa andare avanti, ma sono anche quelli che in molti casi ti frenano. Sono proprio curiosa di sapere cosa mi succederà quando il mio nido sarà vuoto, per ora sono decisamente nel mezzo del marasma più totale, altro che vuoto e mi piace così :)
    Comunque come al solito la tua forza si percepisce in ogni tuo scritto, anche quelli un po’ più down.

  • paolatav

    says on:
    10/03/2016 at 1:05 AM

    Bell’articolo Claudia. Anche io sono in una nuova città’ Los Angeles, senza figli, e mi piacerebbe trovare un gruppo di italiane o europee o comunque expat women ma non mi sembra che vi siano molte expat iscritte alla tua newsletter che vivono a Los Angeles, mi sbaglio? o forse non ho capito come fare a contattarle? Grazie
    Paola