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Oggetti transizionali

Claudiaexpat ci parla della ronda fotografica di oggetti transizionali, a cui hanno partecipato in tantissime! 

 

Tra le tante ronde fotografiche che lanciamo regolarmente sul nostro gruppo FB, ne abbiamo organizzata una ultimamente, che chiedeva alle partecipanti di condividere la foto di uno o più oggetti “transizionali”, quegli oggetti, cioè, che ci portiamo in valigia da un espatrio all’altro, e che tiriamo fuori arrivate a destinazione, e ci fanno sentire a casa. Magari han viaggiato con noi per anni, e ogni volta che li collochiamo nella nostra nuova casa, ci aiutano a dare continuità ad una vita così frammentata tra luoghi e affetti. Certo, un oggetto è un oggetto, ma è incredibile come alcune cose o concetti che in una vita stanziale non vengono magari quasi notati, possano diventare di estrema importanza per chi non ha una dimora fissa, e deve dunque cercare la sua casa non tra mura fisiche, ma in tanti piccoli rituali e simboli che la accompagnano dai deserti alle alte quote.

Oggetti transizionali2Quali sono dunque questi famosi oggetti che le donne della comunità di Expatclic mettono sempre in valigia?

Innanzitutto, le caffettiere! In 32 foto ce ne sono ben 12, alcune girano con tre moke di diversa capienza, e abbiamo anche una macchinetta elettrica per il caffè! Tra l’altro, la maggior parte delle caffettiere fotografate sono rigorosamente timbrate Bialetti, con l’omino ormai così famigliare che troneggia indifferente agli spostamenti intercontinentali. Del resto si sa che il rito del caffè per le italiane è importante, ma importante è un po’ tutto quello che ruota intorno al cibo. E infatti ecco che tra i vari oggetti spunta un mattarello (stupendo!), una tazzina da caffè (piccola e pratica da trasportare), dei raccoglitori per mestoli e cucchiai (fanno cucina vissuta), ma anche cose che dimostrano che le nostre paladine non si fermano né di fronte al peso né all’ingombro: una yogurtiera, un robot, l’immancabile macchina per fare la pasta e addirittura un’affettatrice!

Oggetti transizionali3Di oggetti transizionali ingombranti però non ne troviamo solo in cucina: c’è chi non rinuncia ai suoi sci d’alpinismo, anche se va in un paese dove la neve è solo artificiale :-), al divano, e c’è anche un flipper!!! Quello sì che fa casa, soprattutto quando funziona e ingaggia tutta la famiglia e gli amici in stupende sfide…

A volte una copertina o un copriletto svolgono la funzione perfetta, facili da trasportare e hanno anche l’indubbio vantaggio di riempire una casa magari ancora un po’ vuota. Stessa cosa i magneti da frigo. Dice Serena “Occupano poco spazio in valigia, li rimetti come erano nella casa precedente e ‘fanno subito casa’!”. Michela addirittura ne compra uno in ogni luogo in cui è stata in vacanza, caricandoli quindi ancora più di significato.

Anche i libri hanno la loro importanza. Alessandra ne mette sempre in valigia uno particolare, altre si sentono a casa dopo aver ricomposto la loro libreria.

Ci sono poi oggetti sparsi, molto personali, come una sveglia sgangherata, un pupazzetto, un avvitaocchiali, carte da gioco, una macchina da cucire e una vecchia valigia, che ha sicuramente viaggiato tanto.

Le foto di famiglia sono un altro oggetto transizionale molto usato. Racconta Giulietta “[…]la foto del mio papà quella speciale del frigo, un po’ consumata e piena di ditate. Lui ci segue così da 12 anni, quando lo tiro fuori dalla scatolina e l´attacco in cucina, vuol dire che siamo arrivati…[…]

La vincitrice è una fotografia di Paola, che ritrae suo padre, giovane dottore in Tanzania, “all’ascolto” di un bimbo malato – un’immagine che è diventata l’emblema della loro famiglia, e che da sempre accompagna Paola nelle sue molteplici destinazioni.

 

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Grazie a tutte le amiche che partecipano alle nostre ronde, trovando il tempo di fotografare gli oggetti e mandarli!

 

Claudiaexpat
Jakarta, Indonesia
Marzo 2016