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Come si vive a Jakarta

L’idea di questo articolo mi è venuta quando un’amica mi ha scritto chiedendomi informazioni su Jakarta, in vista di un possibile trasferimento. Dopo averle risposto, mi sono resa conto che tutto quello che le avevo detto avrebbe potuto interessare anche altre persone a cui è stata offerta una posizione nel Gran Durian. Ho quindi rimaneggiato un po’ il messaggio originale, ed è nata la nostra serie “Come si vive a…?”. Se anche voi avete voglia di raccontarci come si vive nei vostri paesi, fatevi vive!

 

Jakarta è una città piuttosto brutta dal punto di vista estetico, con una crescita enorme, quindi si trovano grattacieli giganti a fianco di catapecchie e di vecchie case tipiche…il che può anche essere interessante. Come il resto dell’Asia, i contrasti tra vecchio e nuovo sono molto marcati. Gli espatriati in genere abitano in appartamenti in grandi complessi o grattacieli super moderni e dotati di tutto. Altri scelgono case (la piscina c’è sia in tutte le case che nei condomini) e anche qui c’è un po’ di tutto, le case in genere sono molto grandi, alcune ben tenute, altre più lasciate andare. Molti scelgono i condomini perché tutto è incluso – manutenzione, assistenza… – mentre nelle case se capita un proprietario complicato o che non fa i lavori di manutenzione, magari si soffre un po’ di più. Gli alloggi sono in generale piuttosto cari, standard città europee, per intenderci. La cosa buona di vivere nei compounds, se si hanno bambini, è che ci si trova subito in una comunità, ci sono sempre spazi giochi in comune, la piscina, etc. E alcuni organizzano anche molte attività in comune.

Il costo dell’aiuto è irrisorio e si trovano bravissime baby-sitter e cameriere (anche cuoche). La cosa fantastica di Jakarta (ma questo in tutta l’Asia) è che ti fanno tutto quello che hai bisogno, a qualsiasi ora del giorno e della notte, e a prezzi molto bassi.

Come si vive a Jakarta2Ci sono tante scuole internazionali, e un sacco di associazioni di accoglienza di espatriati, soprattutto donne, che organizzano una marea di cose. Per il partner che non lavora (e che non potrà lavorare per legge, se segue il marito o moglie che ha un contratto di lavoro qui) non c’è modo di annoiarsi.

L’unico grande vero problema di Jakarta è il traffico, che pesa come un macigno sulla vita della gente, perché a volte condiziona davvero la qualità delle giornate. Per questo si cerca sempre disperatamente di andare a vivere il più possibile vicino alle scuole o ai posti di lavoro. Nelle ore di punta può diventare un vero incubo spostarsi. Si passa un sacco di tempo in macchina, al punto che molti si organizzano con cuscini, libri, dvd, etc. Per chi non ha orari fissi di lavoro, aggirare il problema è possibile, basta uscire quando il traffico è un po’ calato. Ma in generale questa cosa pesa parecchio.
E ovviamente questo significa anche che andare a fare passeggiate fuori Jakarta il week-end è richiede una dose di motivazione molto elevata perché si passa un sacco di tempo in coda. La cosa buona è che al traffico in qualche modo ci si abitua, e che comunque la gente alla guida non è per niente aggressiva, anzi (non so come facciano).

E vengo all’aspetto bellissimo del vivere a Jakarta: la gente. Gli indonesiani sono stupendi!!! Simpatici, allegri, aperti e accoglienti. Umanamente a Jakarta ci si sente benissimo. Non ci si sente mai minacciati, la città è sicura, non ci sono furti, nè attacchi alle case, è veramente un’atmosfera in cui si può abbassare la guardia.

Poi naturalmente c’è il fatto che è un paese che si sta sviluppando molto e questo è super interessante. Vivere a Jakarta significa anche poter andare in giro in uno dei paesi più belli del sud-est asiatico. Ci sono un sacco di posti paradisiaci a un’ora di volo, e il problema del traffico per arrivare in aeroporto si supera rapidamente (dopo un po’ si capiscono i ritmi e si sa quando muoversi e quando evitare).

Come si vive a Jakarta3Dal punto di vista dei prodotti, si trova tutto, o quasi. Per i bambini ci sono tutti i negozi necessari. Supermercati, a iosa, frutta meravigliosa, carne, pesce freschissimo… Ci sono anche ristoranti di ogni tipo, per tutti i gusti e tutte le tasche. La cultura non è sviluppatissima, come cinema ci sono i multisala classici e un paio di cinema di nicchia, qualche teatro (ma in indonesiano), e qualche concerto ogni tanto. Centri culturali stranieri molto attivi e un paio di festival (musica, cinema) veramente interessanti.

Per quanto riguarda la salute, può essere un paese un po’ duro, almeno all’inizio. Il corpo deve abituarsi ai batteri dell’equatore, bisogna stare un po’ attenti con l’acqua e col mangiare, ma queste sono cose non difficili da gestire. La qualità delle cure mediche a Jakarta non è il top, infatti c’è tutto un via vai con Singapore, dove le cure sono ottime. Con una buona assicurazione in casi gravi ci si fa evacuare, altrimenti dopo un po’ a Jakarta ci si forma il proprio indirizzario di medici bravi, e si usa quello.

Io sono contenta a Jakarta, anche se la città è davvero piuttosto brutta e priva di luoghi d’interesse. Impossibile camminare (non esistono i marciapiedi) e la quantità di motorette è mostruosa. Bisogna ritagliarsi degli angoli di pace (a casa propria, nel proprio compound) e uscire dalla città di tanto in tanto. Comunque la comunità di espatriati è enorme, ci sono tutte le nazionalità, e ci si fa presto la propria nicchia di amici.

 

Claudiaexpat (Claudia Landini)
Jakarta, Indonesia
Agosto 2016

Foto ©Claudia Landini