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Barbaraexpat vi invita a conoscere Federica Marchesini, un’italiana residente a Cape Town, dove fa cose spettacolari…

 

Federica ed io ci incontriamo su Skype, sono le otto del mattino per lei, a Cape Town, e le quattro del pomeriggio per me, a Melbourne.

Nonostante sia il nostro primo incontro ci ritroviamo a chiacchierare come se fossimo vecchie amiche e vengo subito contagiata dalla sua energia ed esuberanza.

Federica comincia la sua vita da expat molto giovane, quando si trasferisce ad Amburgo dalla nativa Verona, dopo aver passato periodi più o meno lunghi in Francia e Inghilterra per approfondire le lingue. Dopo qualche anno in Germania decide che è ora di cambiare, apre la mappa del mondo: il dito cade su Cape Town e così comincia la sua avventura africana.

Cape Town non mi piaceva ma non potevo fare un passo indietro in Germania e nemmeno due passi indietro, in Italia. Potevo solo andare avanti

Arriva a Cape Town a luglio e purtroppo ad aspettarla non trova il calore dell’estate, ma il grigiore e il freddo inaspettato dell’inverno, perché in Africa non è sempre estate e lei questo non lo aveva preso in considerazione. E così le viene spedita la sua prima coperta via posta dalla mamma, come se in Africa di coperte non ce ne fossero!

federica-cape-townI primi sei mesi sono difficili: “Cape Town non mi piaceva ma non potevo fare un passo indietro in Germania e nemmeno due passi indietro, in Italia. Potevo solo andare avanti”, mi racconta con orgoglio, ricordando il suo arrivo in Sud Africa, quindici anni fa.

Passa i primi anni lavorando in vari campi, dalla moda alla costruzione, al settore alberghiero fino a quando, nove anni fa, decide di aprire una scuola di lingue, la Lingo School.

Nella scuola insegna italiano e inglese con  un metodo particolare, inventato da lei e basato su metafore e analogie per rendere l’apprendimento più visivo, ma soprattutto sul divertimento e sull’aspetto pratico dell’uso della lingua. Offre  lezioni anche via Skype, per raggiungere chi abita lontano e all’estero.

Ma Lingo School non è solo una scuola di lingue. Negli anni Federica è riuscita a creare una vera e propria comunità per gli italiani di Cape Town. Organizza parecchi eventi a cui partecipano italiani nuovi arrivati, italo africani e africani. Particolarmente popolari sono i “Venerdì al bar”, aperitivo mensile in uno dei bar della città, e la tombola “Lingo Bingo”.

 

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Federica organizza anche workshop su aspetti linguistici e culturali tipici italiani, tra i quali quello sulle parolacce e sui gesti, che spesso vengono fraintesi dagli stranieri.

Non capiscono il significato dei gesti italiani, vedono solo il gesticolare delle nostre mani e non conoscono le sottili differenze che distinguono i vari gesti. Cambi il movimento della mano e trasmetti già un altro concetto“.

federica-cape-town-copertinaLa vena creativa di Federica però non si ferma qui, infatti ha appena pubblicato il suo primo libro, “Da un capo all’altro”, un romanzo che, nonostante veda protagonista una giovane donna italiana che vive in Sud Africa, l’autrice preferisce non definire autobiografico, per non dover continuamente spiegare ai suoi lettori curiosi se la fuga in prima classe nel volo Lufthansa è successa veramente e se quell’uomo dagli slippini verdi Arbre Magiche è davvero esistito nella sua vita.

I temi dell’espatrio, delle differenze culturali, del viaggio, tanto cari a noi expat, si mischiano a temi più generici, ma non per questo meno importanti, della vecchiaia e degli anziani, della vita da single, del senso dell’amore, delle difficoltà del divorzio, rendendo Da un capo all’altro un libro nel quale ci riconosceremo in molti, expat e non.

Nel romanzo ritroviamo la passione di Federica per le differenze linguistiche, un tema a lei molto caro che rende il suo viaggio geografico anche un “viaggio linguistico”, sia nell’italiano che nel sudafricano, evidenziando l’aspetto educativo che porta, soprattutto noi italiani, non solo a scoprire una nuova lingua ma a un’introspezione nella nostra lingua madre.

Da un capo all’altro è un viaggio tra due culture, come si capisce dal titolo e dalla copertina e per chi, come me, sa poco dell’Africa, un’interessantissima introduzione ad un paese affascinante e misterioso, descritto con empatia e attenzione che mi ha lasciata con la piacevole sensazione di volerne sapere di più.

Mentre è alle prese con la traduzione in inglese del romanzo (il titolo sarà “Afritalian”), Federica scrive anche blog di viaggi sull’italiano e l’Italia.

Photo credit ©Joel Herzog

Photo credit ©Joel Herzog

All’inizio dei suoi quarant’anni, Federica è un fiume in piena e ha bisogno di tirar fuori la sua creatività, la maturità e le esperienze accumulate vivendo e viaggiando.

Per finire mi racconta del suo ultimo progetto, una raccolta di poesie, “Poesie da una palestra” (perché è durante i suoi esercizi in palestra, con magnifica vista sul mare, che le poesie sono entrate nella sua mente e uscite…sul suo telefonino!), che non è ancora stata pubblicata ma è parte delle sue New Year’s Resolutions per il 2017.

Mentre lei recita la sua poesia preferita, io mi abbandono alle sue parole poetiche ed evocative e, per un momento, immagino di essere di fronte al mare, in Sud Africa.

“Da un capo all’altro” è disponibile su Amazon in cartaceo e e-Book.

Intervista raccolta da Barbaraexpat (Barbara Amalberti)
Settembre 2016

Dove non altrimenti specificato, le foto sono di Federica Marchesini