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spazzatura

Eccovi una lista quasi completa (!) di come si raccoglie la spazzatura nei vari paesi del mondo. L’intento di questa lista non è solo quello di informarvi su come si procede alla raccolta nel vostro nuovo paese, ma anche, e forse soprattutto, di mostrare uno spaccato della realtà dei vari posti. Ringraziamo di cuore tutte le fantastiche donne sparse sul globo, che hanno trovato il tempo di rispondere al nostro appello e anche di mandarci delle foto! Buona lettura e come sempre, se il vostro paese non figura nella lista e avete voglia di parlarne, contattateci!

 

Afghanistan, Kabul
Albania, Tirana
Argentina, Buenos Aires
Australia, Melbourne, Perth, Sydney
Austria, Vienna
Bahamas, Nassau
Bangladesh, Dhaka
Benin, Cotonou
Brasile, Sao Paulo
Burkina Faso, Ouagadougou
Canada, Edmonton, Longueuil, Montréal
Cina, Hong Kong, Suzhou
Colombia, Bogotà
Corea del Sud, Incheon, Seoul
Costa d’Avorio, Abidjan
Costa Rica, Mal País
Danimarca, Copenhagen
Ecuador, Quito
Egitto, Dahab
Emirati Arabi, Abu Dhabi
Etiopia, Addis Abeba
Filippine, Manila
Finlandia, Helsinki
Germania, Monaco di Baviera
Gerusalemme
Ghana, Accra
Giappone, Tokyo
Guinea Bissau, Bissau
Honduras, Tegucigalpa
India, Bangalore
Indonesia, Jakarta
Italia, Milano hinterland
Kazakhstan, Atyrau
Kenya
Laos, Ventiane
Libano, dintorni di Beirut
Lussemburgo, Città di Lussemburgo
Malta, La Valletta
Paesi Bassi, Maastricht
Pakistan, Islamabad
Panama, Città di Panama
Perù, Lima
Portogallo, Lisbona
Repubblica Ceca, Praga
Spagna, Madrid
Svizzera, Zurigo
Ungheria, Budapest
USA, Baltimore
USA, Boulder, CO
USA, Palo Alto, California
Vietnam, Hanoi
Zambia, Lusaka
Zimbabwe, Harare

Afghanistan, Kabul
Per quel che riguarda la spazzatura a Kabul la situazione è…fantasiosa! La spazzatura è tendenzialmente sparsa lungo le strade con una marea di impavidi spazzini che la raccoglie (parte della lotta alla disoccupazione).

Nei quartieri più residenziali le case buttano tutto in bidoni che vengono poi svuotati su carretti tirati da asini.

Bottiglie di plastica e vetro vengono in genere messe da parte. Non c’è ancora il concetto di riciclo ma di riutilizzo.

Grazie a Monica

TiranaAlbania, Tirana
Di spazzatura qui a Tirana, ne abbiamo a volontà 😉 Ma non è tremendo come in altri posti del mondo. La vicinanza politica all’EU si fa sentire.

Dalle foto che ho fatto (anche se un po’ sfuocate) si nota tuttavia che anche qui  per i più poveri la spazzatura rappresenta una fonte di reddito, come  accade in molti altri  paesi. Infatti  la ‘raccolta differenziata’ viene effettuata da alcune persone che dal cassonetto stesso separano la plastica dalle lattine e da tutto quello che possono rivendere.  Ci sono delle aziende che poi comprano i materiali da riciclare. Non ho però dati su prezzi e costi vari.

Di fatto qui NON esiste una vera e propria raccolta differenziata, si butta via tutto insieme. In centro hanno però messo in bella vista dei bidoni per la raccolta differenziata, ma a me pare solo propaganda.  Nel resto della città anche in quartieri ‘bene’ non si trova un cestino per buttare la carta o altro anche per  lunghissimi tratti. La reazione spontanea è che  qui si lascia cadere per terra tutto quello che si ha nelle mani. Nel parco ci sono delle signore carine che ogni mattina raccolgono quello che il giorno prima è stato lasciato OVUNQUE!

I cassonetti per strada (come quelli nella foto) sono a cielo aperto….vi lascio immaginare odore, e attacchi da parte di cani e gatti (hanno proprio ragione, povere bestioline).

Da un mese a questa parte il nuovo sindaco li ha fatti sostituire con questi nuovi arancioni nelle foto…molto più chic. Ha anche inserito una penale per coloro che urinano negli angoli delle strade, che da qualche mese vengono ripresi  dalle videocamere, e pare che la loro foto venga pubblicata sui giornali. Io la trovo una soluzione ideale per questi urinatori senza vergogna.  Ma questa è un’altra storia.

Tirana2I cassonetti vengono svuotati dai track della nettezza urbana ogni giorno, qui in città. La spazzatura viene portata nelle discariche a cielo aperto fuori Tirana.

Interessante è sapere che durante l’era del dittatore Hoxha la città era pulitissima. Quando tempo fa ho chiesto cosa funzionasse meglio, mi è stato risposto  la  PAURA.

La gente era talmente terrorizzata che faceva di tutto per non dare nell’occhio e attenersi alle regole in modo maniacale. La paura di venire denunciati dal capo quartiere (la spia del partito) alle autorità regnava sovrana. Per una buccia di mela gettata a terra, si rischiava la denuncia da parte della spia. Ciò avrebbe dato il via ad una serie di considerazioni politiche la cui gravità era difficile da prevedere….da una tirata d’orecchie alla prigione. Ogni scusa era buona per liberarsi di un ‘nemico della nazione’. Un vero incubo.

Da non dimenticare anche che per via dell’isolamento non c’era plastica né altro che inquinasse tanto come oggi. Una società contadina con consumi molto moderati.

Grazie ad Arianna

Argentina, Buenos Aires
La raccolta della spazzatura a Buenos Aires avviene tutti i giorni tranne il sabato e i giorni festivi. Si possono depositare i sacchi della spazzatura nei cassonetti tra le 20 e le 21. I camion di raccolta passano per tutte le strade e svuotano i cassonetti tutti i giorni. Ogni isolato ha da uno a tre cassonetti neri o grigi (per ragioni igieniche è stato proibito lasciare i sacchi di fronte a casa). Il sistema funziona abbastanza bene.

La raccolta differenziata, invece, è poco diffusa anche se la municipalità ha collocato in quasi tutti i quartieri dei contenitori color verde mela per i rifiuti riciclabili. Alcuni quartieri ancora non li hanno, per sapere dov’è il punto di raccolta più vicino si può consultare il sito: www.dondereciclo.org.ar

Grazie a Rupex

Australia, Melbourne
Raccolta differenziata una volta la settimana. Si separa la spazzatura – carta/plastica/vetro e tutto il riciclabile – giardino (rami, foglie…). Non si separa “l’umido” cioè i resti di cibo vanno nella spazzatura normale.
La raccolta avviene tramite bidoni (colore del coperchio per differenziare) da mettere sul ciglio della strada la sera prima della raccolta, una volta alla settimana per la spazzatura, una volta ogni quindici giorni alternate le altre due raccolte.
Per i rifiuti ingombranti (metallo, elettrodomestici…) c’è un servizio del comune dove puoi prenotare una raccolta a domicilio gratuita una volta per ogni anno fiscale.
Ci sono punti di raccolta per batterie, cartucce stampanti, e-waste in negozi/uffici postali/comune.
Interessante è l’ampia diffusione di quelli che sono chiamati OP-Shops (opportunity shops): sono di solito collegati a charities (chiese, ospedali, supporto a homeless), raccolgono tutto quello che a te non serve più (libri, vestiti, scarpe, mobilio…e chi più ne ha più ne metta) e lo rivendono.

Grazie a Elena

Australia, Perth
PerthLa gestione della spazzatura a Perth è organizzata in modo che ogni proprietà abbia 3 bidoni per la raccolta dei rifiuti. La raccolta è differenzaita ed i bidoni hanno un coperchio di colore diverso:

  • coperchio rosso: raccoglie l’umido, la plastica (non i contenitori intatti che se sciaquati vanno nel bidone giallo), i vetri rotti, i vestiti, …
  • coperchio giallo: carta, alluminio, plastica (contenitori puliti e sciaquati)…
  • coperchio verde: foglie, erba, piante…

Il bidone rosso viene svuotato una volta alla settimana, gli altri due ogni quindici giorni, quindi a settimane alterne.

Perth2Se si hanno dei rifiuti ingombranti ci sono due alternative. La prima è di andare alla discarica più vicina a casa, la seconda è quella di usufruire di un servizio pubblico per cui è possibile richiedere che venga consegnato di fronte a casa tua un bidone molto grande (bulk bin) dove disporre di ciò che non si vuole più (ad esempio, mobilio, materassi, robe vecchie…). Il servizio è gratuito ed è possibile richiederlo tre volte in un anno.

Curiosità: molto spesso, gli Australiani che vogliono sbarazzarsi di roba vecchia, le depositano sul marciapiede di fronte casa, con un cartello “free to take”. Gli australiani hanno la passione per l’usato ed il riciclo e la maggior parte delle volte, le cose lasciate sul ciglio della strada scompaiono da un giorno all’altro.

Grazie a Aleexpat

Australia, Sydney
SydneyNei grandi condomini a Sydney la spazzatura è gestita così:
– bidone con coperchio rosso per spazzatura generale, tipo umido o altro non riciclabile;
– bidone giallo per plastica, lattine, vetro, tutto va buttato senza sacchi di plastica e magari pulito sarebbe meglio
– bidone blu per carta, cartoncino ma non unto o plastificato
Una volta alla settimana, di solito il giovedi, i bidoni vengono messi in strada e la mattina passano i camion per il riciclo o la spazzatura generale.

Riguardo ad altri oggetti di arredamento o computer e tv etc., a parte il fatto che tutti buttano in strada ed esiste quindi un riciclo generale di chi lascia e chi prende, ci sono numeri da chiamare per organizzare lo smaltimento pagando un tot a metro quadro, oppure si aspetta il giorno e il mese prestabilito che varia da zona a zona e poi si mettono fuori le cose che si vogliono buttare gratuitamente.

A Sydney capita spesso di vedere divani o tavoli o mobili buttati in strada e se sono in buone condizioni, vengono riutilizzati (come abbiamo fatto noi).
Tutte le informazioni riguardo ai giorni, ai costi ecc.. si trovano sul sito di ogni comune di Sydney con relative tabelle e orari ecc. Qui c’è una guida generica.

Grazie a Serena

Vienna

Austria, Vienna
Qui a Vienna hanno i cassonetti negli androni di casa per la carta e l’indifferenziata.
In zone limitrofe si trovano gli altri cassonetti di vetro, umido, plastica, lattine e metalli, e spesso ma non sempre anche vestiti, scarpe e borse vecchie per le varie associazioni che si occupano di servire i bisognosi.
C’è anche la raccolta di cartone di materiale pek, che si lascia davanti alla porta di casa e viene ritirato ogni due settimane.
La città è estremamente pulita e ben tenuta, quindi è un servizio che funziona molto bene.

Grazie a Maria Letizia

Bahamas, Nassau
Nassau, BahamasPurtroppo la raccolta differenziata qui è ancora una parola quasi sconosciuta anche se esiste un progetto pilota che sta iniziando a farsi strada, ma la salita è ancora lunga. Si vedono in giro persone che raccolgono il vetro per portarlo in una fabbrica che produce vetro (sull’isola c’è una filiale dell’Heineken che produce birra locale) ma è solo sporadico e non sistematico.

Le immondizie vengono bruciate, almeno la maggior parte, in un deposito e aspettano vento ‘favorevole’, ovvero che porti i fumi lontano dalle zone abitate…almeno il grosso…e aspettano che le scuole siano in vacanza essendo la zona della discarica vicino ad una scuola.

Noi abitiamo in una gated community e il servizio di raccolta è quotidiano.

Nassau è un’isola molto turistica e pulita almeno nelle zone frequentate da stranieri, expat e turisti. Le zone dei locali sono meno pulite e la raccolta è meno attenta…ma questo capita in tutto il mondo purtroppo.

Grazie a Barbara

Bangladesh, Dhaka
Le informazioni si riferiscono ai quartieri di Gulshan, Banani e Baridhara, nella parte nord di Dhaka, dove vive la maggioranza degli espatriati. Molti organizzano la raccolta differenziata in modo “informale”, dato che ci sono persone che passano a raccogliere la carta, le bottiglie di plastic, il vetro e le lattine, che poi vendono ai “feriwallahs”, venditori. Alcuni (me inclusa) fanno il loro compost con i rifiuti organici, da usare sulle terrazze, nei giardini o sui tetti.

A Baridhara c’è una nuova iniziativa per la gestione dei rifiuti domestici: ogni casa riceve tre container, e ci sono degli incontri per informare il personale domestico sul modo in cui si usano. Non tutti ne hanno sentito parlare, comunque.

La municipalità fa un po’ di raccolta di spazzatura, e lascia il resto alle iniziative individuali. La spazzatura è raccolta ogni giorno. Gli addetti la raccolgono dai grandi cassonetti al pianterreno dei blocchi di appartamenti. Vengono con dei rickshaw che trasportano un raccoglitore e dividono i rifiuti in sacchi diversi che legano tutto intorno al rickshaw, per poi venderli ai feriwallahs’. I cani seguono i rickshaw e i raccoglitori gli lanciano cibo e ossa. La spazzatura viene messa in grandi container (ce ne sono molti in ogni quartiere), dove viene nuovamente setacciata da altre persone che si assicurano di non lasciare niente di inutilizzato. I ragazzini setacciano le strade per raccogliere pezzi di carta e di plastica da rivendere. C’è una lunga catena di persone che frugano e dividono la spazzatura, e molti dei rifiuti riciclabili finiscono in piccole industrie nel centro di Dhaka. Il 40% della plastica che si usa a Dhaka viene riciclata.

La spazzatura è un affare enorme che dà di che vivere a migliaia di persone.

Qualche anno fa i sacchetti di plastica sono stati proibiti a Dhaka: tutto quello che si compra viene di solito messo in sacchetti di juta, mussola o carta. Questo ha reso le strade di Dhaka molto più pulite (ma tutto è relativo!).

Grazie a Paolaex

Benin, Cotonou
Cotonou2La raccolta dei rifiuti a Cotonou è gestita da piccole compagnie private che operano nei vari quartieri. Il costo della raccolta rifiuti è di 5000 CFA al mese (circa 7 euro). In genere rifiuti vengono raccolti tre giorni alla settimana (lunedì, mercoledì e venerdì), nello stesso modo in tutta la città: due uomini spingono un cassonetto a ruote. Senza indossare guanti, prendono la spazzatura dai palazzi e dalle case, e la mettono nel cassonetto. Il cassonetto ha due ruote davanti e due bastoni nella parte in cui viene spinto. Quindi la spazzatura viene gettata nella laguna di Cotonou o in campi vuoti intorno alla città.

La maggior parte dei Beninesi o anche i servizi pubblici bruciano la propria spazzatura perché vogliono evitare di pagare il servizio. Quindi si vedono sempre fuochi intorno alla città o anche nella via in cui si vive.

CotonouPiccole comunità alla periferia di Cotonou raccolgono tutti i rifiuti della comunità in campi vuoti tra le case. Poi i bambini vanno a giocare nelle piccole colline di spazzatura usando quello che vi trovano.

Purtroppo non ci sono processi di riciclo, quindi non è necessario separare la spazzatura. Il solo materiale che si può tenere a parte è il vetro e la plastica (sostanzialmente le bottiglie). I locali vendono le bottiglie usate al mercato per guadagnare qualcosa. Le bottiglie usate vengono poi riempite nuovamente con olio (da cucina o da bruciare) e rivendute. Le donne di servizio o il personale di sicurezza delle case amano portarsi via le bottiglie vuote di plastica o vetro per venderle o darle alle loro famiglie.

Cotonou non è una città pulita e i livelli di igiene sono molto bassi.

Grazie a Flora

Brasile, Sao Paulo
Sao PauloA Sao Paulo la spazzatura si raccoglie tutti i giorni tranne la domenica e i giorni festivi. I sacchi della spazzatura van messi davanti a casa e i camion li raccolgono durante la notte.

Non esiste raccolta differenziata con servizio a domicilio. Si possono separare i rifiuti riciclabili e portarli nei vari punti di raccolta, dove si collocano direttamente nei grandi contenitori colorati, che possono contenere rifiuti già separati di carta, metallo, vetro e plastica, oppure tutti insieme (li separano poi le cooperative). In genere i punti di raccolta del differenziato sono nei parcheggi delle banche, dei supermercati, delle scuole pubbliche, università, condomini, etc.
Non c’è una forte politica di riciclo, viene utilizzato solo l’1% dei rifiuti riciclati.

Grazie a Rupex

Burkina Faso, Ouagadougou
Come in tutta l’Africa, anche qui di spazzatura ce n’è tantissima. La si raccoglie in un bidone e due volte alla settimana passa una vecchina (o altre persone) con una carriola, e la raccoglie, dietro un compenso di 2.000 XOF (3 euro al mese). Non so però se la porta in un deposito o se la brucia dietro l’angolo…

Grazie ad Andrea

Canada, Edmonton
Raccolta differenziata dei seguenti materiali in contenitori così separati:

– carta/plastica in sacchetti blu trasparenti
– vetro
– indifferenziato tutto compreso (umido e altre schifezze varie)

La raccolta avviene a domicilio una volta a settimana in giorni diversi  a seconda delle zone della città.
Prodotti chimici particolari o riifiuti ingombranti vanno portati direttamente al centro di smaltimento, dove si paga a peso e per tipologia.

Grazie a Cristinaexpat

Canada, Longueuil
Qui in Longueil si fa la raccolta differenziata, ogni casa e ogni condominio hanno a disposizione dei cassonetti per l’immondizia e per il riciclaggio.  In genere il colore dei cassonetti per l’immondizia è nero mentre quello per il riciclaggio è blu. Esiste anche un terzo tipo di cassonetto, quello verde, che è per il riciclaggio del fogliame e dei rami d’albero in specifici momenti dell’anno. Il servizio dei rifiuti urbano passa ogni settimana a raccogliere l’immondizia principale e ogni due settimane a raccogliere il riciclaggio. Se vivi in un appartamento i cassonetti sono già disposti in modo da poter essere raccolti dai servizi di nettezza urbana senza alcuno sforzo ulteriore da parte dei condomini, se invece vivi in una casa è compito tuo portarli fuori dalla tua proprietà e metterli sulla strada, se non lo fai ovviamente non raccolgono l’immondizia.
Qui ricicliamo la plastica, il vetro,  l’alluminio e tutti i tipi di carta.
Per quanto riguarda la raccolta del fogliame, se non disponi del cassonetto verde non c’è nessun problema perché intorno a settembre la città distribuisce a tutti gli abitanti dei sacchetti specifici per il riciclaggio di questo fogliame ed il calendario di raccolta.  in generale si raccolgono fogliame e rami da settembre a novembre ogni lunedì e 3/4 volte soltanto nell’arco di questi due mesi per cose più grosse. Se per caso non riesci a mettere il riciclaggio fuori nei giorni specifici o hai qualcosa di davvero grande da riciclare come per esempio scatole che contengono mobili o tanto legno, allora puoi portare direttamente tu queste cose al centro smistamento dell’immondizia. Non sono mai stata in quello qui in Canada ma quello in Inghilterra funzionava benissimo perché in pratica arrivavi lì con la macchina e del personale ti dirigeva direttamente ai grandi container colorati differentemente a seconda di quello che dovevi gettare. Potevi dirigerti al container direttamente con la macchina per poi salire le scale e gettare le cose all’interno del container stesso; del personale era anche lì a disposizione nel caso in cui le cose da gettare erano particolarmente grandi e pesanti.

Grazie a Brunella

Canada, Montréal 
MontrealPrima di tutto bisogna sapere che la gestione della spazzatura e della raccolta dei materiali riciclabili è competenza del Distretto (Arrondissement in francese, non so la traduzione esatta in italiano). A Montréal ci sono 19 Arrondissements e ciascuno gestisce il servizio in maniera un po’ diversa.
Nella maggioranza dei distretti la raccolta si fa 2 volte a settimana (o 3, dipende dalla densità della popolazione) e la spazzatura domestica si mette direttamente in strada,  sul marciapiede davanti a casa, in un sacco di plastica nera o in un contenitore (plastica o metallo) individuale, dopo le 9 di sera o prima delle 7 del mattino. Solamente gli edifici hanno un cassone di legno o di plastica piu grande dove tutti gli inquilini depositano i loro sacchi. Tuttavia non è raro vedere anche un mucchio di sacchi di plastica di fronte all’edificio. Al principio, ho trovato l’abitudine puittosto strana (e un po’ barbara, per dire la verità), ma poi mi sono abituata e non ho mai sentito nessuno lamentarsi di questo aspetto della gestione della spazzatura. Nonostante tutto c’è qualche inconveniente, ad esempio gli scoiattoli, in primavera o estate, strappano le buste di plastica in cerca di cibo e sparpagliano la spazzatura dappertutto.

Per le materie riciclabili la raccolta non è differenziata. Ci sono delle cassettine unifamiliari di plastica verdi o blu nelle quali si mettono tutti i materiali riciclabili (carta, vetro, plastica, metallo, etc,); esiste una lista precisa in Internet o quando si comprano le cassettine. La raccolta avviene solamente una volta a settimana.

Negli ultimi anni le persone riciclano sempre di più,  si possono allora comprare dei contenitori più grandi su ruote che si riempono sempre in maniera individuale.

Un foto per farvi rendere conto di che cosa ha l’aria di fronte a casa il giorno che raccolgono spazzatura e riciclaggio:

 

Montreal2

 

Esiste anche un servizio raccolta di grossi oggetti, tipo mobili, televisori, etc. per il quale bisogna chiamare a un numero di telefono e chiedere che vengano a raccoglierli. Il servizio funziona, ma spesso in ritardo di qualche giorno.
I materiali pericolosi come batterie, neon, barattoli di vernice, ecc. devono essere portati direttamente a un Eco centro che esiste in ogni quartiere per essere trattati prima di buttarli.

Grazie a Marilena

Cina, Hong Kong
HK2Kong Hong Kong ha un territorio piccolo ma assai diversificato: HK Island è molto occidentale e molto avanzata, alcune zone rurali verso nord sono assimilabili alla Cina.
In generale, vista l’incredibile densità di abitanti e il terrore dello sviluppo di malattie, unito al clima tropicale, la città è molto pulita. Ben oltre gli standard di tanti paesi europei.
I condomìni hanno tutti un servizio di raccolta interno, anche perché si parla di building con diverse torri di almeno 30 piani. Sul pianerottolo di servizio ci sono contenitori per indifferenziata, più contenitori per vetro, lattine e carta. Generalmente il servizio pulizia provvede alla rimozione almeno due volte al giorno: con un clima così caldo e umido non ci sono alternative. Giusto per conoscenza, all’interno dei palazzi si trova spesso un cassonetto per la raccolta di abiti usati da destinare a varie associazione di carità.
Per le raccolte stradali è più complesso: di fatto non ci sono cassonetti (sempre per via del clima: sarebbe impossibile) ma dei punti di raccolta dove si cerca di rispettare la differenziata: vetro, lattine, plastica, giornali.
I locali sono assai meno sensibili al problema rispetto agli expat, e dunque nelle zone più residenziali si cerca di fare pubblicità al riciclaggio.
Per il cartone da imballo va fatto un discorso a parte: a rimuoverlo pensa generalmente la fascia più modesta della popolazione, a mano su dei carrellini. Per lo più si tratta di donne e molto anziane: a HK non esiste sistema previdenziale e per qualche spicciolo ognuno si ingegna come può.
In generale, al di fuori delle zone densamente abitate, ci sono solo i cassonetti per indifferenziata, ma sempre ben mantenuti, e puliti puntualmente con acqua e detersivo.

HK HK3

Nel territorio di HK viene prodotta immondizia pari a circa 6.5 milioni di tonnellate l’anno, da 7 milioni di abitanti. Numeri imponenti che segnalano una scarsa sensibilità al problema.

L’amministrazione fa sapere che i container vengono suddivisi in materiali solidi, derivati da costruzione e demolizione, chimici, clinici e animali, oltre rifiuti speciali. Dunque sparisce ogni riferimento al riciclaggio…!
Green Power e altre associazioni per la protezione ambientale, stanno portando avanti campagne di sensibilizzazione, che nelle zone più ricche di HK stanno dando i loro risultati.
Ma ci vuole del tempo, e ogni sito di stoccaggio rifiuti sul territorio sarà saturato entro il 2019: per questo motivo le autorità si stanno già attivando!

Grazie a Ginevra

Cina, Suzhou 
Suzhou2Nella zona in cui vive la mia famiglia, la Suzhou Industrial Park nella città di Suzhou, più comunemente detta SIP, non si vedono cassonetti dell’immondizia da nessuna parte. In questa zona della città vi è un’alta concentrazione di stranieri e tutto è abbastanza ordinato e pulito.
All’interno di ogni building, sui pianerottoli delle scale  d’mergenza, sono collocati 3 cassonetti con colori differenti (v. foto), dove i residenti possono depositare i loro rifiuti. Quello di colore nero serve per i rifiuti organici, in quello blu vanno depositati i rifiuti riciclabili ed in quello rosso quelli pericolosi o comunque non recuperabili. Per la raccolta dell’organico non è richiesto l’impiego di particolari sacchetti biodegradabili.
In realtà è prassi comune che le Ayi, cioè le colf che aiutano in casa, raccolgano tutti i rifiuti nello stesso sacchetto senza alcuna suddivisione, e poi lo depositino nel cassonetto nero. A parte qualche bottiglia di vetro o qualche scatolone è difficile vedere una corretta differenziazione dei rifiuti nei tre cassonetti di cui sopra. Non si vedono in giro, almeno dalle mie parti, neppure illustrazioni o depliant informativi circa le corrette regole della raccolta differenziata.
Più volte al giorno, poi, un addetto passa a ritirare l’immondizia nei tre cassonetti, che carica sul proprio carretto a pedali per destinazioni a noi sconosciute (v. foto).
Questa modalità viene seguita in quasi tutta l’area urbana ad eccezione di qualche zona un pò meno servita.
Nelle zone extraurbane la situazione cambia totalmente e non è inconsueto vedere l’immondizia ammucchiata ai margini delle strade o vicino a qualche fosso.
Nei luoghi pubblici, come parchi, giardini, centri commerciali, i cestini dell’immondizia hanno due comparti: uno per i rifiuti riciclabili ed uno per tutti gli altri.
Qualche mese fa Pechino ha lanciato una campagna di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata: per invogliare i cittadini a riciclare, hanno pensato di associare la raccolta della plastica al biglietto della metropolitana. È infatti possibile viaggiare sulla metro, pagando la corsa con bottiglie di plastica.
SuzhouL’esperimento, che pare stia riscuotendo il favore dei pechinesi, è attualmente in atto solo lungo la linea 10: per ogni bottiglia l’utente riceverà sulla propria travel card, dai 0,50 ai 0,15 dollari (ovvero dai 5 fen a 1 mao): in questo modo con 15 bottiglie si potrà usufruire liberamente del servizio di metropolitana. Una volta accumulata nelle macchine, la plastica  viene inviata direttamente a un impianto di riciclaggio. Quando il progetto pilota sarà stato sperimentato a Pechino, il governo intende estenderlo anche a Shanghai, Suzhou, Wuxi e Hangzhou (tratto da AGI China 24).
Migliaia di persone, inoltre, in tutto il paese si guadagnano da vivere raccogliendo le bottiglie dalle pattumiere o dagli angoli delle strade. In Cina, una gran parte della raccolta differenziata viene di fatto affidata agli immigrati delle province più povere e ai pensionati, che separano i rifiuti riciclabili dal resto dell’immondizia per rivenderli a società incaricate di riconventirli. Ma spesso si tratta di laboratori semi-abusivi, che causano all’ambiente più danni di quelli che dovrebbero evitare (tratto da AGI China 24).

Grazie a Emanuela

Colombia, Bogotà 
A Bogotà il tema spazzatura è un problema. Quasi non esiste la differenziata se non per il vetro. Negli edifici nuovi ci sono i bidoni per il vetro e anche per la carta però ognuno fa come vuole. Non ci sono multe. Bogotà non ha ancora la cultura della differenziazione. I portieri mettono fuori dalla porta i bidoni e passano delle persone (anche donne con bimbi) che con le mani prendono il cartone per rivenderlo. A volte anche la latta. Ci sono nelle zone povere, dei veri e propri “basureri“, dove la gente lancia tutti i rifiuti e dove chi è davvero povero va a cercare ciò di cui ha bisogno.

Grazie a Veronica

Corea del Sud, Incheon 
La raccolta differenziata parte alla fonte, infatti su ogni confezione è descritto esattamente dove deve essere gettato il rifiuto e questo già facilita molto il lavoro.
Successivamente ci sono delle giornate destinate alla raccolta differenziata (vetro, metallo, carta e plastica) dove vengono messi dei contenitori giganti di tela dove gettare l’immondizia (e si gettano solo in quei giorni e in quegli orari) e in caso di dubbi c’è un addetto che aiuta nello smistamento. Bisogna essere molto attenti perché loro sono molto ma molto precisi e guai a sbagliare.
Invece per i rifiuti organici ci sono dei cassonetti più piccoli e ogni giorno vengono svuotati, e con intervallo diverso, lavati regolarmente. Questi sono posizionati tutti insieme in apposite casette con insieme i cassonetti per la raccolta dei rifiuti indifferenziati. Per questi ultimi, si possono gettare solo in apposite buste il cui costo varia a seconda del volume che possono contenere (li vende il supermercato).
Questa è la mia esperienza in un complesso residenziale (ovvero 69 palazzi!). In strada invece la raccolta è diversa in quanto non ci sono cassonetti ma i rifiuti vengono messi la sera in sacchi in strada e la notte passano per la raccolta.

Grazie a Cristina

Corea del Sud, Seoul
La Corea del Sud ha un sistema di raccolta della spazzatura altamente organizzato, noto come jongnyangje. La raccolta della spazzatura e la politica del riciclo sono dettate dal Ministero dell’Ambiente, e la raccolta è organizzata a livello municipal. Avanzi di cibo domestico, materiale riciclabile, non riciclabile e gli oggetti ingombranti vengono trattati separatamente. E’ obbligatorio seguire questo sistema: ci sono conseguenze penali per chi non si attiene alle regole di raccolta, e anche delle recompense per chi denuncia I trasgressori.

La raccolta della spazzatura non è tassata: i fondi arrivano dalla vendita dei sacchi della spazzatura che hanno colori diversi a seconda della categoria dei rifiuti, e che possono essere usati solo in un distretto. Il colore varia a seconda dei distrutti, e gli addetti alla raccolta della spazzatura non accettano sacchi diversi da quelli standard.

Nei grandi edifici di solito la raccolta è centralizzata. La maggior parte ha un’area per la raccolta, dei cassonetti comuni e un adetto che supervisiona la divisione dei rifiuti. In assenza di un’area comune o di un adetto, si possono lasciare i sacchi fuori casa solo in certe ore e nel giorno prescritto, normalmente la sera tardi o il mattino presto.

Le quattro categorie di rifiuti in Corea del Sud sono:

  • Rifiuti da discarica
  • Rifiuti organici
  • Rifiuti riciclabili
  • Oggetti ingombranti

I rifiuti organici devono venire asciugati prima di essere buttati. In genere i rifiuti organici comprendono tutto quello che potrebbe nutrire il bestiame. Cose come noccioli di frutta, ossa, gusci e bustine da tè vanno messe nel cassonetto da discarica.

Carta, vetro, acciaio, tessuti e plastic vengono riciclati in Corea del Sud, anche se le procedure di riciclo variano da posto a posto. I rifiuti da riciclo devono sempre essere separati a seconda del tipo e compressi o appiattiti prima di essere gettati. Nei grandi condomini, ci sono cassonetti separati per ogni tipo di materiale riciclabile.

Gli oggetti ingombranti, come biciclette e television, vengono raccolti se depositati nell’area comune con l’adesivo corretto di oggetto ingombrante chiaramente attaccato. Questi adesivi, di vario tipo, si comprano negli uffici comunali.

Grazie a Jessica

Costa d’Avorio, Abidjan 
All’inizio ho avuto scrupoli a gettare via i nostri rifiuti, mi chiedevo perchè non si differenziasse nulla, dove andasse a finire, e soprattutto mi chiedevo se qualcuno meno fortunato di me avrebbe usato ancora ciò che stavo gettando o peggio avrebbe consumato il cibo che stavo gettando.

Qui i pousse-pousse passano casa per casa a raccogliere qualsiasi tipo di rifiuto, sono delle persone che trasportano a braccia dei grossi cassoni con due ruote di automobile, suonano a casa e i domestici consegnano loro la spazzatura per qualcosa come 4 euro al mese; ogni pousse-pousse copre le case di 5/6 isolati, ce ne sono tantissimi per la città un vero pericolo per gli automobilisti perchè occupano la carreggiata anche di grandi vie veloci per trasportare il loro carico fino ai container che sono lasciati depositati, credo per una settimana in vari punti della città, ce n’è uno non molto distante da casa nostra.

Tutto è trasportato a braccia quindi, poi le discariche non so dove siano e non oso immaginare le condizioni, purtroppo  la gestione dei rifiuti è un grosso problema e nessuno si preoccupa di fare niente nel piccolo se non i poveri che sanno come gettare le cose affinchè qualcuno di ancora più povero possa arrivare a riutilizzarle, ad esempio il pane secco non è per gli animali, dentro un sacchetto di plastica separato dagli altri rifiuti può arrivare pulito a qualcuno…c’è sempre un po’ di folla di cercatori di fianco ai container.

Dovrebbe essere passata una legge che vieta i sacchetti di plastica nei commerci, per ora si vedono ma credo che vogliano farli sparire.

Tra i poveri c’è una grande uso del riciclo fai da te un po’ come faceva mia nonna di 95 anni che non gettava mai nulla, archiviando contenitori di plastica per pulirli e riutilizzarli, c’è un pousse-pousse che ritira la ferraglia e gli elettrodomestici che solo noi crediamo guasti, loro tentano sempre di rimetterli in marcia, se si beve una bibita in vetro si consegna il vetro e qui la bibita in vetro è diffusissima.

Le spiagge appena fuori Abidjan sono piene di rifiuti che il mare trasporta perchè Abidjan è una metropoli galleggiante circondata dalla laguna, alcuni tratti di laguna erano addirittura tappati dalla spazzatura tempo fa, ma stanno pulendo molto, ci ero stata in vacanza nel 2008 e devo dire che i passi avanti nell’igiene sono notevoli.

Grazie a Mira

Costa Rica, Mal País
Nel comune di San Jose la raccolta differenziata è quasi inesistente. In questo sito si trovano tutte le informazioni per la raccolta della spazzatura, e anche i suoi risvolti sociali: https://www.msj.go.cr/
A Mal País invece, dove ci sono molti stranieri, abbiamo la raccolta del’umido che ognuno mette in una buca del proprio terreno, la raccolta del ferro (vengono a ritirare il ferro casa a casa), la carta.
Si usano ovunque infinità di sacchetti di plastica, senza misura.
Un giorno sono andata con i pescatori nel mare a fare una cerimonia religiosa a una santa come preghiera propiziatoria. Il prete ha fatto una piccola predica, con megafono…tra le barche che oscillavano ha detto anche di non usare più sacchetti di plastica del necessario e di raccogliere quelli che sono sulle spiagge perché contaminano i mari e uccidono i pesci.
Insomma essendo il Costa Rica un paese docile ed entusiasta, fra breve vedremo tanti contenitori con la raccolta differenziata.

Grazie a Yola

Danimarca, Copenhagen
Dalla Danimarca, uno dei paesi più ecologici del mondo, ti aspetti almeno 5/6 cassonetti diversi per la spazzatura differenziata… beh quasi!

Posso parlare di Copenaghen, partiamo dal presupposto che a parte in centro, la città è costituita prevalentemente da ville o villette, quindi lo smaltimento della spazzatura avviene porta a porta e non con orrendi e maleodoranti cassonetti, d’altra parte siamo nel regno del design! Ma la faccenda è complessa e richiede la stampa di un calendario che ti dà i giorni dei vari tipi di spazzatura  raccolta.

CopenhagenOgni casa ha 3 contenitori/cassonetti, uno per lo scarto organico, uno per il verde (erba tagliata, rami e foglie) e uno con un divisorio interno per carta e vetro. Vengono tenuti in giardino, generalmente vicino all’ingresso del giardino nascosti con ogni sorta di paratie di legno o siepi, a volte anche in bella vista. Una volta a settimana passano a prendere l’organico, meno male che non è un paese caldo! Una volta al mese il verde e il contenitore per la carta e il vetro, bada bene non lo stesso giorno. Poi una volta al mese passano a ritirare i rifiuti diversi, in pratica tutto il resto: dalle lattine ai contenitori di plastica dei detersivi, che vanno raccolti in una busta trasparente e messi per strada, così come i mobili vecchi o qualunque altra cosa tu voglia buttare. Con il risultato che almeno una volta al mese puoi trovare cose veramente interessanti passeggiando! Poi ogni 3 mesi ritirano la spazzatura “speciale”, ovvero pile vecchie, lampadine, materiali infiammabili o pericolosi. Per questi rifiuti siamo dotati di un’apposita scatola di plastica rossa da tenere in garage o in casa.

Ah dimenticavo, se i contenitori non sono sufficientemente vicini alla strada, vanno messi all’ingresso del giardino…ricordarsi di mettere fuori il contenitore giusto richiede un certo impegno!

Grazie ad Alessandra

Ecuador, Quito 
Qui a Quito, non esiste raccolta differenziata per i rifiuti domestici. Il servizio municipale passa due volte alla settimana x raccogliere l immondizia che deve essere messa in sacchi neri. I sacchi di altro colore non vengono raccolti. Il servizio è il medesimo in tutti i quartieri ricchi o poveri.

Nel centro storico, peró, oltre alla regolare raccolta bisettimanale, vi sono pattumiere per i rifiuti dei passanti e turisti. Questi cassonetti sono differenziati per carta, vetro e altro. Cosa particolare : per evitare che i mendicanti frughino dentro e lascino lo sporco intorno, le pattumiere hanno un sistema di incastro nel suolo e solo le bocche sono accessibili. Quando il municipio passa per vuotarle, un sistema elettrico le fa uscire dal suolo.

Grazie a Natalina

Egitto, Dahab 
Qui è come Napoli, la spazzatura giace bellamente per le strade e in bei tratti del deserto, la mangiano le capre o la brucia la gente alla sera intossicando tutti con la diossina. Ogni tanto negli anni un gruppo di stranieri prova a fare qualcosa e dopo qualche mese la storia torna come prima. Nel 2011 stavano proibendo i sacchettini di plastica per sostituirli con la carta (la legge c’è già), ma poi è scoppiata la rivoluzione. La compagnia di raccolta spazzatura unica esistente qui si chiama Hemaya, quelli che svuotano i cassonetti per quel che è rimasto dentro e non volato via col vento o mangiato da gatti, cani, cammelli liberi o capre, ma credo che anche loro poi la brucino non lontano da noi (non so dove la portano).

Grazie a Sonia

Emirati Arabi, Abu Dhabi 
Abu DhabiAbu Dhabi2Nell’emirato di Abu Dhabi la raccolta della spazzatura non avviene tramite cassonetti posti nelle strade. In ogni edificio sono presenti almeno due “garbage chute“, due condotti di circa 60×60 cm a cui si accede tramite uno sportello nelle apposite “garbage room“, presenti in ogni piano. Si apre lo sportello nel muro, si buttano dentro i sacchi e questi cadendo si accumulano in una stanza dove gli addetti alla nettezza urbana li vengono a prelevare. Ad Abu Dhabi città – almeno nel grattacielo dove mi trovo ora – ci sono anche alcuni cassonetti per la raccolta differenziata, anche questi posti in ogni piano del palazzo, accanto alla garbage room. Si può differenziare vetro, carta, plastica e alluminio.

Grazie a Flavia

 

Etiopia, Addis Abeba 
La stragrande maggioranza degli expat ad Addis vive in case in affitto (e non appartamenti) e gode del prezioso aiuto delle cosiddette ‘mamitè’ e delle guardie. Sono le mamitè che normalmente si occupano della gestione delle tante piccole (o meno) incombenze quotidiane: fare la spesa, cucinare, pagare le bollette, pulire casa, curarsi dei bambini e/o degli animali domestici… La gestione dei rifiuti rientra tra le mansioni delle mamitè le quali si occupano di consegnare la spazzatura durante la raccolta che avviene una o più volte a settimana, a seconda dei quartieri, con camion verdi municipali. Nelle zone meno accessibili, i residenti pagano una persona del quartiere (circa 2 dollari per un bidone) che passa per le stradine richiamando l’attenzione al grido ‘coshasha‘ (spazzatura) o viene chiamata ad hoc dalla mamitè per ritirare e depositare la spazzatura al più vicino punto di raccolta. Chi non ha la mamitè (nonchè sia raro), lascia il bidone dell’immondizia da svuotare davanti al portone di casa. Le guardie spesso si curano del giardino. L’umido, fogliame e scarti della cucina, vengono fatti seccare e bruciati in un angolo del giardino ai margini delle strade. Nella stagione delle piogge questo diventa chiaramente più difficile, i rifiuti organici vengono perciò raccolti con gli altri o usati come fertilizzante naturale per il giardino.

Per il resto, non esiste una raccolta differenziata strutturata alla fonte. Per le bottiglie di vetro, in tutti i supermercati e piccoli rivenditori esiste il sistema del vuoto a rendere (alla restituzione della bottiglia vuota viene rimborsato il deposito pagato all’acquisto). Alcune ONG riciclano particolari materiali che possono essere loro consegnati (carta, metallo), e nelle discariche plastica, vetro e metallo, vengono recuperati dai più poveri della città e delle periferie per rivenderli a terzi nella filiera del riciclo.

Grazie a Elisa

Filippine, Manila
ManilaManila è la metropoli con la più alta densità abitativa del mondo. Lo smaltimento dei rifiuti è una tematica molto attuale e interessante qui.
Tonnellate di rifiuti si riversano nel Pasig, fiume che attraversa la città e nel mare, soprattutto nella zona del porto.
Considerando che la maggioranza della popolazione non possiede una vera e propria coscienza ecologica gli sforzi per riciclare e differenziare la spazzatura sono notevoli.
Nel quartiere dove vivo, per esempio, esiste un regolamento piuttosto ristretto di smaltimento e raccolta dei rifiuti.
Esistono tre principali categorie di rifiuti:

  • scarti dell cucina, NABUBULOK, quello che potremmo chiamare umido, che devono essere depositati in un bidone verde e posti davanti casa ogni giorno, dopo le 19, per la raccolta. L’interno del bidone verde viene attentamente controllato e se al suo interno dovessero presentarsi rifiuti non conformi lasciato al mittente;
  • non riciclabili, IBA PANG BASURANG DAPAT ITAPON, che devono essere depositati in un bidone nero e posti all’esterno per la raccolta solamente il lunedì, mercoledì e venerdì,“emdabolvaief” come viene detto qui e che vi assicuro, durante i primi giorni di vita filippina mi ha causato alcuni problemi di comprensione. E’ da ponderare attentamente cosa buttare in questo bidone perché dopo due giorni ad alte temperature potrebbe trasformarsi in un bel problema per voi e i vostri vicini;
  • scarti del giardino, BASURA NG HARDIN, che non vanno posti in un bidone particolare ma in un particolare punto di raccolta e solamente prima delle 9 del mattino il martedì, giovedì e sabato che stranamente non viene chiamato “daboltiess”, mah?

Manila2Esiste una quarta categoria, meno importante, che viene nominata RICICLABILI nella quale non ho ancora capito cosa includere esattamente. Per questo tipo di rifiuti è indispensabile attaccare sul bidone o sacco un cartello GIALLO con scritto RECYCLE e aspettare che un triciclo guidato da un vecchietto passi per la raccolta in giorni e tempi a me ancora sconosciuti.
Nei locali pubblici o per la strada e molto difficile trovare cestini dove buttare carte e cartacce; di norma io ripulisco la mia borsa ogni fine settimana!
Concludendo mi ha positivamente colpito trovare una simpatica raccolta differenziata all’interno di un college filippino e un suggerimento su come smaltire gli assorbenti igienici che non sapevo potessero andare nel compost.

Grazie a Lisa

Finlandia, Helsinki 
Qui in Finlandia l’immondizia è una cosa altamente privata. Non è dato vedere cassonetti in giro per le strade, la sporcizia te la scordi e se esiste un camion dei rifiuti è sicuramente sobrio e inodore.

Per noi che viviamo in una zona di edifici moderni e confortevoli, credevo fosse normale rinchiudere i cassonetti titolati in un pulitissimo sgabuzzino del sotterraneo. 

Ma l’immondizia del nostro palazzo, anche se  differenziata e apparentemente referenziata, non gode di un trattamento migliore rispetto a tutte le altre sparse per il paese. Qui c’è la parità di diritti, eccome se c’è.

HelsinkiE anche qui i panni sporchi si lavano sempre in casa, e dunque nessuno avrà mai accesso allo sgabuzzino dei rifiuti altrui. Sono sempre posti chiusi con chiave,confortevoli e al caldo, perché – si sa – la Finlandia non è famosa per il suo clima mite, e qui non si permette nemmeno ai sacchi neri pestilenziali di patire il freddo e le intemperie.

Che si viva in un edificio di 10 piani o una villetta singola, il sistema è lo stesso: in una stanzetta riservata e un po’ in disparte, avviene la raccolta rigorosamente differenziata. Anche per quanto riguarda i cestini ubicati nei centri commerciali. Il problema è capire cosa c’è scritto sopra. Si può capire il significato di quelle complicatissime parole finlandesi solo… rovistando fra la spazzatura. Ma anche quello è un modo per imparare le lingue, in fondo. E fino ad ora l’unica parola che sono stata in grado di memorizzare è Roskat, immondizia. Se dovessi ricordare che ” materiale riciclabile” si dice “kierätettävää materiaalia” …insomma, è arduo.

Una volta diligentemente separata, l’immondizia viene raccolta dai camion che si introducono nei garage o nel retro di un condominio in determinati giorni della settimana, e condotta verso un inceneritore o trasformata, riciclata, riutilizzata, in qualche modo.

Le numerose lattine di birra che si trovano a tappeto nei parchi dopo specifici giorni di festa nazionali in cui sembra che tutto – o quasi – sia permesso, vengono raccolte  dai sobri volontari che il giorno seguente le riconsegnano ai  rivenditori in cambio di alcuni centesimi, come si faceva da noi nei vecchi negozi di alimentari, molti anni fa. Lo stesso vale per le bottiglie di plastica. 

Grazie ad Alessia

Germania, Monaco di Baviera
La nostra cara amica Ingrid ha aggiornato recentemente per noi un articolo stupendo in cui viene spiegato per filo e per segno come si raccoglie la spazzatura a Monaco. Lo trovate qui.

Grazie a Ingrid

Gerusalemme
La raccolta della spazzatura avviene in modalità molto diverse nella parte ovest e nella parte est della città. In entrambe ci sono un gran numero di cassonetti dove si può depositare la spazzatura senza alcun tipo di differenziazione. Ad ovest i camion per la raccolta passano regolarmente, ad est vengono a svuotare i cassonetti solo quando la situazione diventa esplosiva, e a volte neanche in questo caso. Non è infrequente che la spazzatura ad est venga bruciata dentro ai raccoglitori, per creare ulteriore spazio di raccolta.

Gerusalemme Gerusalemme2

 

 

 

 

 

 

La raccolta differenziata qui è poco diffusa, ma le campane per raccolta specifica stanno aumentando. Per il momento ci sono molti raccoglitori per la plastica (sia all’est che all’ovest), e qualcuno per la carta. L’unico posto che conosco in cui si può depositare il vetro per il suo riciclo è il supermercato Deal sulla Hebron Road (http://www.super-deal.co.il/Login.aspx). C’è un grosso raccoglitore all’entrata, e se depositate un gran numero di bottiglie vale la pena di andare in cassa e farsi dare il dovuto.

Grazie a Claudiaexpat

Ghana, Accra
Ti basta guardare la spiaggia di Accra per capire che una raccolta efficiente dei rifiuti non è una priorità.
C’è pochissimo riciclo, e nessuna raccolta differenziata.
Esistono varie compagnie di raccolta rifiuti (Zoomlio, Daben, per menzionarne giusto due), che passano nelle case, appartamenti, compound, e raccolgono la spazzatura una volta alla settimana. Immagino che come in molti altri paesi, venga raccolta da vari gruppi per arrivare al terreno che fa da discarica.
Nei condomini ci sono dei cassonetti al piano terreno, e si mettono tutti I rifiuti lì. Nei compound, i giardinieri mettono in strada i cassonetti con le ruote. Un’amica mi dice che il suo cassonetto viene messo in strada il martedì, e ci resta fino al venerdì (perchè il camio della raccolta arriva sempre con tre giorni di ritardo).
Chi ne ha voglia, ricicla in vari modi.

NAWA (http://www.nawaghana.com/) sta per cominciare la sua collaborazione in un progetto con Voltic Water: al ristorante Kaya (in 5th Link Road a Cantonments) le bottiglie di plastica vuote verranno raccolte e rimandate ai produttori in Cina, per finire come tessuti o contenitori o materiale da imballaggio.

Quando sono arrivata ad Accra, ho capito all’improvviso che stavamo facendo una cosa assurda: buttavamo via l’erba, le foglie e rifiuti generici del giardino e della cucina, e compravamo la terra e il compost. Allora abbiamo scavato delle buche, e adesso abbiamo il nostro magnifico compost organico per coltivare le verdure. Questo significa che oggi buttiamo via un secchio a settimana, invece dei tre che buttavamo via prima. Naturalmente per far questo hai bisogno di spazio, e l’intero processo ci mette circa nove mesi per avviarsi…
Noi e molti altri teniamo tutte le bottiglie e i barattoli di vetro, e quando ne abbiamo un portabagli pieno, li portiamo alle fabbriche di perle, come TK Beads (http://tkbeads1.weebly.com/).
Trashy Bags (http://www.trashybags.org/) a Osu fa delle splendide borse con I sacchetti di plastica dell’acqua, sacchetti di plastica e vecchi striscioni.

Sarebbe bello che proibissero i sacchetti di plastica, ma siamo lontani anni luce da ciò. All’inzio io portavo al supermarket dei sacchetti già usati, ma ho dovuto smettere: alcuni supermarket ti permettono di portar fuori gli articoli solo nei loro sacchetti, e tutti ti guardano come se fossi pazza. Ho provato a portare un cestino per gli acquisti, ma doveo lasciarlo al bancone nel parcheggio!

Grazie a Paolaex, che ringrazia a sua volta la sua amica Hazel O’Dea

Giappone, Tokyo
In Giappone liberarsi della spazzatura è tutto un tema, di vari capitoli !!!
E le regole sono super severe!
Io vivo in un edificio con molti appartamenti e tanti stranieri, quindi abbiamo degli addetti che si incaricano di controllare che la spazzatura sia stata ben classificata prima di arrivare alla discarica. Ci sono giorni specifici per questo controllo.
Bisogna buttare separatamente la carta, il vetro, la plastica, le latte, e tutto dev’essere pulito! A parte si buttano I resti di cibo. Il tutto va depositato in grandi contenitori: materiale combustibile e non combustibile. In caso di dubbio (ad esempio qualcosa di rotto), dobbiamo rivolgerci agli addetti, o lasciare l’oggetto in un posto specifico del condominio perchè loro lo controllino.

Per la strada quasi non ci sono cestini per la spazzatura, la gente torna a casa con la sua “pattumierina” (lattine, bottiglietti, carta…).
A fianco di ogni distributore automatico di bibite c’è un cestino per le bottiglie e le lattine. La gente bene la bibita in piedi di fianco al cestino per poter buttare la bittiglia vuota e non doversela portare in giro fino a quando trova un altro distributore o portarsela addirittura fino a casa!

Nei fast food si separano i liquidi, la plastica dei coperchi dei bicchieri, il cartone, etc. Ci vuole un corso per specializzarsi :-)

Grazie a Malena

Guinea Bissau, Bissau
Anche qui il problema della spazzatura è enorme e non esiste una raccolta strutturata. Quando si lavora in organismi o compagnie varie, questi si incaricano della spazzatura dei propri impiegati, altrimenti si lascia la spazzatura in cima alla strada, all’angolo, e questa viene bruciata lì due volte alla settimana, con dentro tutte le sostanze tossiche, le pile, etc…

Grazie ad Andrea

Honduras, Tegucigalpa
La spazzatura a Tegus si raccoglie in modo non differenziato. Si fa tutto in casa, poi si mette fuori casa il sacco pieno e passa il camion a ritirarlo. Nel nostro caso è un pick-up con attaccato dietro una specie di cassonetto della spazzatura. Le persone della raccolta sono impiegati del comune o più probabilmente di una compagnia…
Il tutto viene portato a una discarica, e lì arriva il triste… Ci sono famiglie intere che vivono attorno alla discarica e dei suoi prodotti.Ci sono diverse ONG che si impegnano per recuperare i bambini che fin da piccolo lavorano allo smistamento della spazzatura.
La raccolta della spazzatura nelle case avviene due volte alla settimana, di martedì e venerdì, ma in periodo natalizio e pasquale, quasi ogni giorno. Chi la raccoglie a Natale cerca “las pascuas” e a Pasqua, “el pescado” (mancie).

Grazie a Christine

India, Bangalore
Dobbiamo innanzitutto distinguere tra spazzatura “libera”, cioè quella che si forma nei quartieri poveri, e spazzatura delle grandi città o dei quartieri ricchi o complessi residenziali. Per quanto riguarda la seconda, in tutti i quartieri si paga una piccola tassa che comprende la manutenzione delle luci, la pulizia (la classica donna che passa la scopetta a tutte le ore) e la raccolta della spazzatura. Nel mio quartiere si sta tentando di introdurre la differenziata in maniera piuttosto seria, ad esempio mettendo sempre l’umido da parte.

La spazzatura viene depositata davanti a casa, e ci sono persone (in genere vecchie signore) che la dividono e si prendono quello che può loro servire. Sono le pioniere della raccolta differenziata, che come dicevo è un concetto che sta prendendo piede rapidamente. Ad esempio, hanno cominciato ad insegnarla nelle scuole elementari (insieme all’uso dei bagni).

Grazie a Silvia

Indonesia, Jakarta
Innanzitutto vi rimando al mio articolo sull’XS Project a Jakarta, che spiega in maniera dettagliata come funziona il mondo della spazzatura in questa tentacolare città. Se si vive in una casa, la raccolta della spazzatura viene effettuata in maniera informale una o due volte alla settimana, nel senso che una persona dotata di un grande carretto passa a raccoglierla (se si vuole, gli si può dare una mancia). Procede poi (lui/lei stessa) alla differenziazione, oppure lascia il carretto ad altri, che dividono tutta la spazzatura in base ai materiali, per poi rivenderla. Chi vuole, può operare la differenziazione alla fonte (io lo faccio), dividendo tra vetro, lattine, carta, plastica, etc. In questo modo si facilita il lavoro a chi la rivende.

Nella maggior parte delle case di Jakarta (quantomeno quelle di non recentissima costruzione) esiste un agghiacciante sportellino nel muro, che dà sulla strada, dove si usava (e con mio grande raccapriccio ho scoperto che alcuni lo fanno ancora), accumulare tutta la spazzatura. Lo “spazzino” aveva così accesso all’immondizia senza bisogno di disturbare i proprietari della casa. Bastava aprire lo sportellino che dà sulla strada, e svuotare il contenuto. Nella foto, che ho preso dall’auto in maniera frettolosa, si vede tutto molto bene: a sinistra c’è lo sportellino aperto, con la spazzatura, al centro il bimbo dell’addetta (in questo caso era una donna) alla raccolta, che ha posizionato su un cartone per dormire, e a sinistra il carretto usato per trasportare la spazzatura.

 

Jakarta

 

Se vivete in un condominio, la cosa non è molto diversa, dovete unicamente portare la vostra spazzatura nel bidone generale, che a seconda dei condomini si può trovare in uno stanzino apposito sul vostro stesso piano o al pianterreno (a volte nel parcheggio sotterraneo). Mi han detto che alcuni condomini cominciano ad avere dei bidoni per la carta, ma credo che sia tutto ancora molto allo stato embrionale.

Grazie a Claudiaexpat

Italia, Milano e hinterland
MonzaLa raccolta della spazzatura a Milano è abbastanza  ben organizzata. Esiste il riciclo, diviso in vetro, carta/cartone, plastica/lattine, rifiuti umidi (o organici), e rifiuti misti.

Ogni edificio ha i propri cassonetti per i rifiuti organici e quelli misti. Nel caso di vetro, carta e plastica, ci sono giorni precisi della settimana in cui vengono raccolti. Ogni cittadino è responsabile di tenere in casa propria questo tipo di rifiuti fino a quando arriva il giorno in cui vengono raccolti, e in cui disporrà (eventualmente la notte precedente) i suoi sacchi davanti all’edificio.

E’ curioso menzionare che ad esempio a Monza i tetrapack sono considerati carta/cartone mentre in alcuni paesi limitrofi son considerati plastica. Sembra che ancora non si arrivi a un accordo su questo tipo di rifiuti (nè qui nè in altre città nelle quali esiste lo stesso problema).

Grazie a Mociexpat

Kazakhstan, Atyrau
AtyrauAd Atyrau non esiste alcun tipo di raccolta differenziata. La spazzatura viene raccolta senza distinzione in alcuni grandi cassoni vicini alle case. I rifiuti vengono trasferiti in un inceneritore e bruciati regolarmente.
Da qualche tempo sulla principali vie sono stati installati dei piccoli cestini dell’immondizia.

Grazie a Erikaexpat

 

Kenya 
Preambolo: la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti in Kenya è, da sempre, un argomento spinoso. Non esiste, infatti, un sistema di raccolta uniforme su tutto il territorio kenyota e, laddove esso viene introdotto, è regolamentato da direttive comunali indipendenti e la sua implementazione lasciata al buon senso ed alla coscienza ecologica dei singoli individui. Nelle maggiori città del Kenya (si veda Nairobi ad esempio), non sono rari gli interventi e studi da parte di organizzazioni umanitarie internazionali che si propongono di avviare progetti di recupero e riciclaggio dei rifiuti a cui si affiancano campagne di sensibilizzazione verso una cultura ecologica o di singoli individui e società che avviano un’attività commerciale improntata sul riciclaggio di determinati rifiuiti (es. plastica e vetro) ed alla produzione di artefatti da essi derivanti.

Il Comune, a seconda dell’area più o meno vasta su cui si estende la città, affida la maggioranza della raccolta rifiuti della propria città a piccole ditte appaltatrici che, dotate di mezzi di trasporto propri, si accordano con gli abitanti del centro urbano e della periferia per la raccolta settimanale dei rifiuti domestici. Il costo varia dai 2 ai 3 euro mensili a seconda della zona in cui si abita e della ditta che si contatta. Resta comunque al cittadino la scelta di contattare una ditta e prendere accordi per la raccolta delle immondizie. Coloro i quali non usufruiscono di tale servizio o non vi ricorrono (perchè fuori città o a causa di una mancata coscienza ecologica o per mancanza di mezzi) sono soliti eliminare i rifiuti bruciandoli giornalmente lungo le strade o nei propri cortili.

Il Comune dispone altresì di mezzi propri per effettuare la pulizia delle strade e la raccolta dei rifiuti in determinati punti della città, con particolare attenzione al centro urbano, ma non sufficienti a garantire alle città un’aria salubre e pulita.

I rifiuti, una volta raccolti, vengono trasportati nella discarica cittadina che molte volte si trova a pochi chilometri dal centro della città, luogo purtroppo inadatto a tale scopo, essendo situato in prossimità di scuole, centri commerciali e aree residenziali.

Nessuna ditta effettua la raccolta differenziata, concetto conosciuto dagli addetti ai lavori ma ancora troppo “occidentale” in questo paese per cui non esiste un sistema adeguato alla sua messa in pratica.

Il Comune di Kisumu, nel tentativo di introdurre i suoi abitanti alla conoscenza del sistema di differenziazione dei rifiuti, ha introdotto, verso la fine del 2015, in alcuni punti del centro città, cestini di raccolta differenziata per plastica, carta e organico. Purtoppo, però, non esiste nè un controllo sull’effettivo rispetto di tale pratica da parte dei cittadini, nè tantomeno il Comune ha le risorse ed i mezzi per portare avanti il discorso in sede di discarica. L’implementazione della raccolta differenziata quanto del riciclaggio dei rifiuti non sono oggetto di discussione negli isitituti scolastici primari e secondari, nonostante l’introduzione dell’educazione ambientale nel programma educativo.

Grazie a Elisa

Laos, Ventiane
In Laos la raccolta della spazzatura è un servizio di abbastanza recente istituzione, organizzato esclusivamente nelle città e a livello di “quartiere” (ban, letteralmente “villaggio”), che però resta estremamente aleatorio – nel senso che, per via delle dimensioni e della condizione di dissesto abbastanza generalizzato delle strade interne ai quartieri, delle innumerevoli festività religiose buddiste infrasettimanali (boun) e dei frequenti guasti meccanici dei mezzi, non è affatto assicurato in maniera regolare.

In teoria, ogni abitante dovrebbe collocare davanti a casa, ogni settimana (il giorno cambia in funzione del ban, e, a volte, di fattori imperscrutabili per noi expats) un “apposito contenitore”, che in realtà può essere costituito da un grande cesto in vimini (o in plastica) intrecciato ; un tradizionale paiolo in rame su supporto, con coperchio; oppure un bidone « classico » di plastica, con o senza ruote (che però viene frequentemente rubato se lasciato di notte all’esterno di casa).

 

Laos

 

Così in teoria, dicevo. Spesso, tuttavia, il camion preposto alla raccolta non riesce ad arrivare fino alla soglia di casa, perché la strada è troppo stretta, o perché è allagata, o perché è impraticabile per via dei buchi, o perché è ostruita da masserizie o da altri mezzi parcheggiati selvaggiamente, o ancora perché i cavi elettrici sono troppo bassi – e il rischio di elettrocuzione sarebbe troppo alto…

In questo caso, l’abitante (o più spesso la sua maeban, ovvero la domestica – o anche il giardiniere, come nel nostro caso) dovrebbe trasportare la propria spazzatura fino al punto di raccolta più vicino (di solito, al primo incrocio con un’asse principale), oppure direttamente alla discarica – che però è lontanissima dalla città e implica il possesso di un mezzo di locomozione adeguato, quando in Laos la maggior parte degli abitanti non possiede un’auto, ma un motorino, una bici o un carretto. Inutile precisare che sono quindi pochi coloro che adempiono a questa fastidiosa corvée.

Se ci aggiungiamo il fatto che risulta abbastanza costoso per le tasche locali (le tariffe, che variano da ban a ban e secondo la quantità di spazzatura da raccogliere – a Vientiane vanno dai 30.000 agli 80.000 LAK mensili, ovvero dai 4 ai 10 euro circa al mese per la raccolta di un solo contenitore alla settimana), non stupisce che il servizio resti tutto sommato poco utilizzato dalla gente del luogo, che preferisce continuare a bruciare la propria spazzatura domestica (plastica e residui tossici inclusi!) davanti a casa (intossicando regolarmente tutto il quartiere), gettarla per strada, oppure (ahimè) scaricarla direttamente nel Mekong. Tutte pratiche teoricamente vietate, ma di fatto ancora estremamente diffuse.

In certi ban, tuttavia, esiste una specie di rudimentale servizio pubblico di raccolta differenziata che si incarica di separare le bottiglie di plastica (ma solo le bottiglie!) da tutto il resto. Questa selezione, se non già predisposta dall’abitante, viene effettuata direttamente dagli operatori che, in piedi sul cumulo di spazzatura già caricato sul camion, lacerano i sacchi e vi frugano dentro per estrarne le suddette bottiglie che lanciano poi in un cassonetto laterale.

In certi ban periferici, invece, passano regolarmente degli “straccivendoli” privati (spesso donne giovani con figli, che tentano così di sbarcare il lunario) con un carrettino spinto a mano, sul quale caricano gli oggetti d’alluminio, cartone e plastica che estraggono a mani nude dai bidoni ancora pieni, per poi andare a rivenderli presso qualche centro di riciclo, spesso cinese.

Per quanto riguarda la raccolta dei residui vegetali dei giardini (estremamente voluminosi, trovandosi il Laos in zona tropicale), questi andrebbero egualmente deposti in appositi sacchi neri da lasciare aperti accanto al contenitore della spazzatura. Il ritiro avviene però in giorni diversi e con un costo supplementare (che non ho ancora capito a quanto ammonta, dato che il nostro “umido” noi lo accumuliamo in giardino per farne compost). Va sans dire che la maggior parte della gente non usufruisce di questo servizio, e brucia i resti vegetali insieme al resto della spazzatura. Quest’odiosa abitudine locale contribuisce evidentemente a creare seri problemi di visibilità, intossicazioni e un’altissima incidenza di affezioni respiratorie tra gli abitanti. Nessun altro sistema è tuttavia attualmente allo studio.

Grazie a Chiara

Libano, dintorni di Beirut
Noi viviamo fuori Beirut, a una decina di chilometri salendo verso il Monte Libano – verso Damasco, per capirci. Una scelta fatta per stare nel verde e lontani da smog caos e cantieri imperanti che ci avevano avvisato devastano la città. In verità, siamo stati ancora più fortunati, essendo scoppiata lo scorso luglio (2015) una crisi dei rifiuti senza precedenti, a Beirut, che ha visto per mesi (e in parte ancora vede) accumularsi sul ciglio delle strade una quantità spropositata di munnezza, causa di puzzo e proliferare di insetti.
Nel villaggio dove viviamo stanno tentando di promuovere la raccolta differenziata ma con scarsi risultati. Il problema, prima ancora della controversa scelta dei siti per le discariche, riguarda i comportamenti delle persone: in Libano non esiste alcuna educazione civica, i consumi sono folli ed egoisti, indifferenti a qualsivoglia bene comune, i prodotti vengono confezionati con packaging invadenti (dopotutto, questo è il Paese dell’effimero) che producono montagne di rifuti evitabili, nei supermercati danno bustine di plastica come se poi evaporassero, etc etc.
Dove viene smaltita? Bella domanda. I più complottisti credono che da mesi il Governo, e le società ad esso affiliate, stiano scaricando i rifiuti in mare o sottoterra, travolti da questa crisi che ha generato dei robusti movimenti di protesta ma purtroppo non è riuscita ad intaccare di un centimetro la classe politica che l’ha causata e non ha intenzione di assumersene la responsabilità.

Grazie a Marco

 

Lussemburgo, Città di Lussemburgo 
Lussemburgo2Il Lussemburgo è un paese molto piccolo, ma ha una reputazione di paese efficiente e sicuro. E’ attorniato da Francia, Belgio e Germania, da quest’ultimo ha sicuramente assorbito la pragmaticità per osmosi.

Il motto del Lussemburgo per i rifiuti è “più ricicli, meno paghi”. E in effetti i rifiuti vengono suddivisi in organici (compost e fogliame dai giardini), carta, plastica, vetro, batterie, materiale elettrico ed elettronico, rifiuti ingombranti, non riciclabili (il bidone nero, la comune immondizia di tutti i giorni, che include imballaggi, etc).

LussemburgoLa raccolta dei rifiuti viene fatta porta a porta, ogni nucleo familiare deve avere in dotazione un cassonetto personale registrato al comune.

Si paga una tassa mensile per la raccolta dei rifiuti indifferenziati, mentre per organico e carta si acquistano i cassonetti e la raccolta è gratuita per tutto l’anno.

Per il vetro viene fornita una cesta, per la plastica grandi sacchi di plastica riciclabile. Raccolta e forniture sono gratuite.

Ogni comune poi è dotato di un’area attrezzata per riciclo di materiali ingombranti. Sono molto ben attrezzate ed i cittadini possono accedere soltanto in quello del proprio comune di residenza.

Grazie a Sara

Malta, La Valletta
A Malta i cassonetti della spazzatura non esistono. I ristoranti hanno dei bidoni verdi riservati che tengono chiusi. Ci sono però, dove lo spazio lo permette, le campane per il riciclo di carta plastica e vetro.

Probabilmente i cassonetti non ci sono per motivi di spazio. La maggior parte delle strade è strettissima, a senso unico perché può passare una sola macchina.

La raccolta rifiuti è gestita dalla pubblica amministrazione suddivisa in “consigli locali ” per ogni quartiere o città, che hanno stabilito degli orari di raccolta rifiuti.

I sacchetti della spazzatura devono essere messi fuori dal portone che dà sulla strada nelle prime ore del mattino, non prima del giorno nè dopo le otto perché dalle otto in poi passa un camion con due addetti che saltano come grilli ai lati della strada a raccoglierli. Il consiglio locale ha distribuito dei fogli per ogni casa  e condomino in inglese e maltese con indicati orari e istruzioni per la raccolta rifiuti.

Sacchi neri per la raccolta indifferenziata da mettere fuori lunedì, mercoledì, giovedì e sabato,  sacchi grigi per carta cartone e plastica il martedì e il venerdì. La domenica non viene effettuata la raccolta.

Sembra che il riciclo funzioni abbastanza e la parte di rifiuti generici viene accumulata in una specie di montagna vicina al mare.

Grazie ad Antonella

Myanmar, Yangoon
Sono arrivata a Yangon, Myanmar, quasi tre mesi fa e quello della spazzatura è stato fin da subito un grande mistero per me… non vi sono nè cassonetti, nè cestini in tutta la città o comunque in rarissimi angoli. Quando mi capita di avere una cartaccia o una bottiglia vuota la porto fino a casa non trovando mai un luogo appropriato dove gettarla. Ovviamente ciò non vuol dire che la città di per sè sia pulita, anzi! Spesso assisto ad un’indifferenza totale nel gettare per terra qualsiasi tipo di rifiuto. Una volta arrivata a casa getto finalmente la bottiglia o la cartaccia nel mio cestino…ma poi che fine fa? Vi sono una sorta di netturbini che passa per le strade a ritirare la spazzatura.. non vi sono nè orari nè giorni specifici…loro passano e ognuno dà il proprio sacchettino di spazzatura e un contributo di 100 o 200 kyats che corrispondono a circa 0.15 centesimi di euro. Questa sorta di netturbini passa con un carrellino sgangherato urlando “A-Mae, A-Mae” che significa “spazzatura” in birmano, a volte accompagnata da un suono di campanello. Bottiglie di plastica e birra vengono poi separate e rivendute come materia prima. Il Myanmar è un paese uscito da poco da una feroce dittatura e un po’ alla volta tra le varie problematiche da affrontare vi è quella dei rifiuti, vitale per la salute delle persone e del pianeta.

Grazie a Cinzia

Paesi Bassi, Maastricht
Raccolta differenziata dei seguenti materiali in contenitori così separati:
– carta
– plastica
– tetrapack
– vetro
– umido o composto come lo vuoi chiamare

L’umido viene raccolto a domicilio ogni 15 giorni (bidone verde assegnato all’abitazione con numero civico stampato sopra).

MaastrichtCarta: raccolta a domicilio una volta al mese.
La carta in piccole quantità può anche essere portata in appositi bidoni in giro per la città, dove si portano anche vetro e plastica.

Altri rifiuti speciali (chimici, alberi di natale…) e anche quelli di cui sopra in quantità importanti (escluso umido) possono essere portati al centro di raccolta dove però se non sei residente, devi pagare per depositare i tuoi rifiuti.

Tutto quello che non è classificabile nelle categorie di cui sopra, va inserito in speciali sacchetti (RESTAFAL) la cui raccolta viene fatta ogni 15 gg e il cui acquisto viene effettuato presso i supermercati, ma la cosa simpatica è che i sacchetti non sono esposti sugli scaffali: devono essere richiesti al servizio clienti e sono piuttosto costosi.

Occhio che a seconda della municipalità in cui ci si trova, anche a pochi chilometri di distanza, la raccolta può variare nei tempi e nella modalità, perfino nel modo di effettuare la differenziazione.

Grazie a Cristinaexpat

Pakistan, Islamabad
La spazzatura è depositata in secchi di plastica muniti di coperchio, e tenuti nei garage o in luoghi areati all’interno della casa. Chi vuole, utilizza un sacco di plastica al loro interno, ma non ci sono formalità in Pakista, quindi ognuno fa come preferisce.
Tutte le mattine un addetto del comune suona alla porta con una carriola, gli si dà il secchio e lui versa la spazzatura nella carriola, sia che sia sfusa o dentro a un sacco di plastic.
L’impiegato poi scarica il contenuto su un terreno vuoto e nascosto all’interno di un quartiere sfavorito, oppure in un cassonetto fornito dal quartiere. I cassonetti vengono poi vuotati negli stessi terreni vuoti, dove la spazzatura viene bruciata e distrutta.

Questo principio vale anche per i quartieri più chic della città, ma con più discrezione!!
Ogni mese gli abitanti pagano una piccolo somma all’incaricato della spazzatura.

Grazie a Carolexpat

Panama, Città di Panama
Nella città di Panama la spazzatura si deposita ogni giorno sul marciapiede senza alcun tipo di classificazione. In genere il camion passa a raccoglierla nel tardo pomeriggio. Quando questo non succede, la spazzatura si accumula e spesso, soprattutto nel periodo delle pioggie, ostruisce le fogne e si sparge sui marciapiedi e per le strade. La pulizia della città in genere lascia molto a desiderare.

L’anno passato (2015) la municipalità di Panama ha creato il programma “Basura Cero” (Spazzatura Zero),  per rendere consapevole la popolazione dell’importanza di preservare il medio ambiente e incentivare la riduzione e il riciclo della spazzatura. Attualmente la città conta con alcuni punti permanenti dove gli abitanti dei quartieri possono depositare i residui già differenziati (carta e cartone, vetro, latta, plastica e a volte le pile). Ci sono tre punti di scarico per il riciclo lungo la ciclovia della Cinta Costera: uno di fronte al Mercato del Pesce, uno di fronte all’hotel Miramar, e uno nel Casco Antiguo. Mi han detto che ne esiste un altro piccolo a Costa del Este.

I punti di raccolta sono molto pochi e solo le persone che ci vivono vicino o che hanno un veicolo, possono depositare la spazzatura nei contenitori corrispondenti per il futuro riciclo.

Grazie a Rupex

LimaPerù, Lima
La raccolta della spazzatura a Lima è un po’ in ritardo rispetto al riciclo dei rifiuti. Il camion della spazzatura passa a raccoglierla tutti i giorni (ultimamente anche la domenica) al mattino (anche se a volte non presto come dovrebbe), però non raccoglie i rifiuti riciclabili, quantomeno non in tutti i municipi. Quello che si fa è che ogni casa, se vuole, divide nella spazzatura carta e cartone, vetro, plastica e tetrapak, e li porta nei contenitori per il riciclo che si trovano in alcuni punti della città (specialmente nei supermercati). In alcuni edifici o condomini le municipalità lasciano bidoni per il riciclo, ma non sembra una pratica molto diffusa.
D’altronde qui si riciclano meno materiali che in altri posti. Ad esempio nella plastica, si riciclano solo le bottiglie e nessun altro tipo di contenitore di questo materiale. Non ci sono neanche cassonetti per la latta. Però ci sono bidoni per raccogliere le pile e il materiale elettronico.

Grazie a Mociexpat

Portogallo, Lisbona
A Lisbona la raccolta è differenziata: organico, vetro, carta, plastica e latta.
A parte il vetro che ha delle campane di raccolta dedicate per strada, il resto dell’immondizia viene raccolto davanti al portone in giorni diversi: l’organico tre volte a settimana, la carta una e la plastica due. Ogni casa/condominio ha in dotazione al suo interno tre contenitori differenti per i tre tipi di rifiuti. Dalle 19 in poi il contenitore viene messo in strada e la raccolta avviene di notte. È compito dei condomini portare fuori il contenitore e riportarlo dentro di mattina.

Grazie a Veronica

Repubblica Ceca, Praga 
A Praga raccolgono i rifiuti domestici una volta a settimana, ad esempio nel mio quartiere il martedì mattina, dunque il lunedì sera bisogna ricordarsi di mettere il grosso contenitore davanti alla porta di casa per facilitare la raccolta del camion.
Ci sono punti comuni di raccolta in tanti punti della città, per la carta vetro plastica tetrapak e per il vestiti che vanno alla croce rossa o alle associazioni umanitarie.
Per i rifiuti verdi, cioè rami erba e tutto ciò che viene tagliato per sistemare il giardino di casa, c’e un sito internet apposta dove si più chiedere il passaggio del camion oppure isole ecologiche dove portare il tutto.

Grazie a Camilla

Spagna, Madrid 
CubosBasuraMadridA Madrid non c’è nessuna regola che circoli in maniera da rendere davvero consapevole la gente su come procedere alla raccolta dei rifiuti. Nei condomini in generale, si suddivide la spazzatura in vetro, plastica, carta e umido. Ognuno compra i propri sacchetti per differenziare (non tutti lo fanno) e la sera li mette fuori dalla porta dell’appartamento. Intono alle dieci viene il custode con i bidoni e raccoglie i sacchetti. Poi porta i bidoni fuori dal condominio, e passa il camion della spazzatura a vuotarli. Non c’è nessun obbligo a differenziare, però, e gli ecologisti si arrabbiano tantissimo su questo tema.

Grazie ad Alessia

Svizzera, Zurigo
La Svizzera ha introdotto da molti anni un potente sistema di raccolta differenziata dei rifiuti. I cittadini sono consapevoli dell’importanza dello smistamento e riciclaggio dei rifiuti. Tuttavia, la Confederazione ha istituito un sistema di sacchetti per l’immondizia all’alto costo di 2 CHF per sacco (quelli da 35 L) per essere sicuri che tutti facciano la loro parte. Questo importo incoraggia pertanto le persone a raccogliere la loro spazzatura in modo molto selettivo.

zurigo2A Zurigo, questi sacchi si chiamano Züri-Sacks e sono acquistabili ai supermercati (bisogna richiederli alla cassa) o in posta. Maggiori informazioni si trovano qua (https://www.stadt-zuerich.ch/). Gli Züri-Sacks vanno poi buttati negli appositi cassonetti grigi (ogni condominio ha i propri cassonetti dedicati. Per le case singole, ci sono cassonetti lungo la via). Questi rifiuti vanno poi all’inceneritore e prima di essere bruciati vengono ulteriormente controllati per poter avere un’appropriata raccolta differenziata.

E’ importantissimo fare attenzione e non fare i furbetti usando sacchetti diversi, poiché fanno controlli a campione dei cassonetti. Se trovano sacchi non appositi, aprono il sacco per cercare di individuare la famiglia e se riescono a farlo, scatta la multa. Personalmente mi sembra stupido non comprare i sacchi appositi. E’ vero, sono 2 CHF a sacco, ma la cifra non mi sembra esorbitante e si paga quello che effettivamente si consuma. Se si fa una corretta raccolta differenziata, si useranno pochi Züri-Sacks e di conseguenza si spenderà di meno! Sì, perché questa è l’unica tassa sui rifiuti, non ci sono altri soldi da pagare.

Per quanto riguarda l’organico e il verde, va a discrezione del condominio. Nel mio per esempio non si fa e quindi butto tutto negli Züri-Sacks. In caso si possa fare la raccolta dell’organico nel palazzo in cui andrete a vivere, i cassonetti dedicati sono di colore verde.

Carta e cartone vengono ritirati porta a porta. Ci sono giorni dedicati, diversi per ogni via, in cui il comune passa a ritirarli. E’ sufficiente metterli in mucchi ordinati e legati con lo spago (che si compra nei supermercati nel reparto cancelleria) fuori dalla porta di casa nei giorni indicati sul calendario, che viene consegnato via posta annualmente o scaricabile qua (https://www.stadt-zuerich.ch/).

Bidoni per PET (bottiglie acqua e bibite, shampoo, olio, aceto, bagnoschiuma, detersivi), batterie, filtri caraffe acqua e lampadine si trovano in tutti i supermercati della città.

zurigoVetro (diviso in bianco, verde e marrone), alluminio, olio esausto e vestiti invece si portano ai cassonetti disposti in apposite aree in ogni quartiere.

I rifiuti riciclabili, si possono portare anche direttamente alle discariche. Ogni famiglia può portare fino ad un massimo di 400 kg all’anno in discarica gratuitamente, sfruttando i 4 coupons che arrivano a casa assieme al calendario. Questo perché lo smaltimento di merci voluminose, materiale edilizio e pneumatici costa.

Per agevolare e fare un riciclaggio corretto, una o due volte al mese passano quelli che si chiamano E-tram (per raccolta apparecchiature per ufficio, elettrodomestici, strumenti tipo tagliaerba-grill… ) e Cargo-Tram (per raccolta vetri, metalli come biciclette-padelle-armadietti in metallo…, PET, rifiuti combustibili come materassi-valigie…., ceramica) che raccolgono sia piccoli oggetti, che oggetti voluminosi (max 40 kg per 2,5 m).

Maggiori informazioni sulla raccolta differenziata a Zurigo città si trovano qua, https://www.stadt-zuerich.ch/.

Grazie a Deborahexpat e Carolexpat

 

Ungheria, Budapest 
BudapestLa spazzatura a Budapest è abbastanza ordinata. Esiste il riciclo, diviso in vetro bianco, vetro colorato, carta/cartone, plastica e rifiuti vari. Non esiste la categoria di “rifiuto umido” come in altri paesi d’Europa.

Ogni edificio ha i propri raccoglitori giganti con scritto che tipo di rifiuti ci vanno.

Quello giallo è per la plastica (che include anche le lattine), l’azzurro per la carta e il cartone, e il verde per i rifiuti normali. Per qualche ragione che non conosco i raccoglitori di vetro si trovano fuori dagli edifici, in vari punti della città, a volte  nei supermercati. La raccolta di plastica e cartone negli edifici avviene una volta alla settimana.

Grazie a Mociexpat

USA – Baltimore
BaltimorePremessa: non esistono cassonetti pubblici. Ognuno ha il proprio per la spazzatura ed il riciclo.

La raccolta del “trash” è una volta alla settimana. Nel giorno prestabilito per ogni quartiere devi mettere il tuo bidone sulla strada (la città di Baltimora ne ha appena consegnato ad ogni casa uno verde uguale per tutti) con dentro i sacchetti chiusi di pattumiera generica. In autunno lo stesso giorno ti raccattano anche i sacchetti (di carta) di foglie rastrellate in giardino (fino ad un massimo di 10).

Baltimore2La raccolta del “recycle” è un giorno diverso. Qua il recycle è tutto insieme: carta, plastica, lattine e vetro…non vanno molto per il sottile, ma pare che abbiano una macchina poi per smistare tutto a seconda del peso. Il compost o raccolta dell’umido non esiste… noi ce l’avevamo in giardino ma poi abbiamo dovuto desistere perché ricettacolo di ratti (il grande problema di Baltimore, vedi bumper sticker) ma anche raccoons (più nelle zone residenziali)! Per esempio sul nuovo bidone verde c’è scritto che è anti-rodent, un gran passo in avanti per debellare l’annoso problema… pensate che ’sti zozzi riescono perfino ad aprirsi il coperchio ogni tanto!

Grazie ad Elisabetta

USA – Boulder, CO 
A Boulder ci sono un paio di compagnie che si occupano della raccolta della spazzatura. A seconda della zona in cui si vive, varia il giorno della raccolta (nel mio quartiere, per esempio, la spazzatura viene raccolta il venerdì da una compagnia e il mercoledì dall’altra).
Ogni casa singola ha in dotazione 3 bidoni (di cui si può scegliere la dimensione): uno per la spazzatura “normale”, uno per il compost e uno per “commingled containers” (vetro, metallo, plastiche di certi tipi, carta). Quando si inizia il contratto con la compagnia di raccolta, si riceve un calendario che indica le date della raccolta e cosa viene raccolto ogni settimana.
Se si vive in una casa singola, la raccolta avviene una volta a settimana per la spazzatura normale, e a settimane alterne per compost e containers (una settimana uno, una settimana l’altro). Se si vive in un condominio o in un consorzio di case, ci sono dei cassonetti comuni in cui si deposita la spazzatura, quindi non ci si deve preoccupare del giorno di raccolta.
Le regole per chi vive fuori dalla città, ma ancora in Boulder County, sono diverse (non è richiesta la raccolta del compost, per esempio).
Siti di riferimento:
http://www.westerndisposal.com/residential/
http://www.republicservices.com/residents

Grazie a Annaexpat

USA – Palo Alto, California
Il giovedì è un incubo, se mi dimentico di metter fuori le pattumiere, me le tengo piene fino alla settimana successiva. Il venerdì mattina è giorno di raccolta, passano tre camion nel giro di poche ore, presto al mattino. Così funziona da noi, Los Altos, San Francisco Bay Area, California, ma non è detto che due città più in là il sistema sia lo stesso, anzi ci sono posti in cui fanno raccolta meno differenziata della nostra, dipende dal servizio che se ne occupa. Per noi è Mission Trail, efficaci e molto comunicativi… spesso riceviamo simpatiche newsletter in cui ci ricordano informazioni utili su come ben gestire le nostre pattumiere.

Noi abbiamo:

Garbage: che è un misto di tutto quello che non va nelle altre due pattumiere, cioè ciò che non si ricicla in nessun modo. Pattumiera grigia

Organic: erbacce e foglie del giardino, avanzi dei pasti, fazzoletti e tovaglioli di carta, stuzzicadenti, fiammiferi, bucce di frutta e verdura, gusci d’uovo, eventuali posate e piatti biodegradabili. Pattumiera verde

Recyclable: cose di carta, vetro, alluminio e metallo, plastica. Pattumiera blu.

Su richiesta un paio di volte all’anno si può ricorrere a un servizio eccezionale, passano a raccogliere tutto ciò che per motivi di spazio non si può mettere nella pattumiera. Il servizio va prenotato di solito molto in anticipo, una settimana prima ti portano degli enormi contenitori di tela dentro i quali depositare le cose da buttare che saranno da mettere in strada il giorno stabilito (si può buttare la sedia rotta, l’ombrellone sventrato, i giocattoli non più utilizzabili). Si deve dare al servizio l’elenco preciso di ciò che si butta.

Sono un po’ psicorigidi sul posizionamento delle pattumiere lungo la strada, se non le metti come vogliono loro e distanti dalle altre come vogliono loro, rischi che non te la scuotino, così come spesso e volentieri se aggiungi ad esempio due o tre scatole da buttare di fianco alla pattumiera del riciclabile non te le prendono.

Il servizio si paga con cadenza bimestrale e le tariffe dipendono dalle dimensioni delle pattumiere, noi paghiamo 90$ ogni due mesi e abbiamo sempre pattumiere stracolme.

Grazie a Giuliettaexpat

Vietnam, Hanoi 
In Vietnam sfortunatamente non vi è alcuna traccia di raccolta differenziata memmeno per i materiali più inquinanti quali pile o lampadine. Unico materiale che vale la pena separare è il cartone da pacchi perché, se in buone condizioni, può essere rivenduto. Ovviamente se ne occupano le persone più povere, che passano di casa in casa o negozio o condominio a raccoglierlo. Mi rattrista molto notare che spesso la gente mescola il cartone con il resto dei rifiuti costringendo così coloro che lo raccolgono a cercarlo tra i rifiuti stessi.
Di raccolta differenziata per vetro e plastica c’è la pubblicità su grandi cartelloni presso la più popolata area residenziale per espatriati (Ciputra) ma nessuno ha mai visto un contenitore specifico o sa quando inizierà e come verrà organizzata, per ora solo belle foto incoraggianti ma niente più. La popolazione locale è povera e ancora poco evoluta, non credo che la raccolta differenziata verrà insegnata entro i prossimi 5 se non addirittura 10 anni.

Grazie a Carlotta

Zambia, Lusaka
In Zambia, come in altri paesi africani che ho conosciuto, la spazzatura viene raccolta dalla strada e non ci sono dei contenitori comuni che si possono utilizzare. A Lusaka la raccolta avviene una volta a settimana (!), il giorno è diverso per le varie zone. I bidoni e i sacchi della spazzatura vengono lasciati sulla strada, in prossimità della casa. Inutile dire che non c’è raccolta differenziata. Noi abbiamo fatto sempre il compost organico e in questo modo riuscivamo a comprimere gli altri rifiuti settimanali in un’unica busta, non male! Per lo smaltimento purtroppo è ancora molto comune bruciare la spazzatura, pratica pericolosa e proibita per legge nei centri abitati. Ovviamente la legge viene spesso ignorata e il risultato è che spesso si vedono delle colonne di fumo nero provenire dai vari lati della città.

Grazie a Giulia

Zimbabwe, Harare
La gestione base dei rifiuti è un po’ un problema ad Harare. A causa della crisi economica, i servizi di utilità pubblica hanno subito un forte rallentamento da parte del governo centrale. Se siete però fortunate e vivete nei quartieri a nord (dove la maggior parte degli espatriati sceglie di vivere), anche se sporadicamente, esiste una raccolta della spazzatura. Per via dei rischi di salute legati a una raccolta della spazzatura da parte della municipalità di Harare, sulla quale non si può fare affidamento, chi può permetterselo di solito sceglie di pagare i 15 $ extra per affidarsi a un privato che raccoglie la spazzatura ogni settimana.  Waste Management Services o The Waste Removal Company raccolgono i rifiuti collocati in sacchi di appositi colori per il riciclo, e se possibile faranno di tutto per assicurare che la spazzatura raccolta venga effettivamente riciclata. La municipalità di Harare, quando raccoglie i rifiuti, li porta alla discarica di Pomona che si trova a circa 5 chilometri da Harare.

Una serie di gruppi di ambientalisti si sono formati nel corso degli anni in seguito alla mancanza di servizi di base. Ad esempio, Miracle Missions organizza regolarmente campagne di pulizia in aree trascurate in e fuori da Harare, dove la raccolta regolare dei rifiuti si è completamente interrotta. Con il beneplacito della municipalità di Harare, una trentina di volontari armati di guanti di gomma, sacchi della spazzatura e un sacco di disinfettante per le mani, si ritrova nell’area prescelta e la ripulisce completamente. Molti punti per il riciclo sono stati organizzati intorno alla città con l’assistenza di Environment Africa e con l’incoraggiamento della municipalità, dato che alleggeriscono un poco il peso della raccolta dei rifiuti. Questi punti sono gestiti da organizzazioni che danno la possibilità ai locali di produrre i propri prodotti in carta, vetro e lattine riciclate, e naturalmente nella temuta plastica, che possono vendere privatamente.  Laurie Macpherson del “Own your own rubbish project” insieme all’Unione Europea e al Fondo Cultura dello Zimbabwe, collabora con 4 gruppi comunitari e 12 artisti locali, che lavorano in mezzo alla spazzatura e agli oggetti recuperati, mentre contribuiscono ad aumentare la consapevolezza che dovremmo tutti essere responsabili della nostra spazzatura, e ad informare la popolazione sui rischi tossici che i rifiuti quotidiani possono causare localmente e globalmente.

Città di Hararewww.hararecity.co.zw
Miracle Missionsjacque@androent.com
Waste Management Services – raccolta e riciclo di rifiuti su piccola scala
The Waste Removal Company – raccolta e riciclo di rifiuti su piccola scala; www.waste-removals.co.zw
Own your own rubbishmac@mango.zw
Environment Africa – incoraggia l’azione comunitaria aumentando la coscienza, la motivazione e l’intervento dei cittadini per proteggere e risanare il loro ambiente e migliorare le proprie condizioni di vita;  info@environmentafrica.org
Environmental Management Agency – organo statutario responsabile di assicurare la gestione sostenibile delle risorse naturali
Friends of the Environmentenvironment@nyaradzo.co.zw

Grazie a Sally