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Claudiaexpat ci racconta come si svolge il Giorno della Canzone Creola in Perù

 

Con l’invasione di usi e costumi dagli Stati Uniti e dall’Europa a volte si rischia addirittura la sovrapposizione nelle celebrazioni ! E’ quanto accade in Perù il 31 ottobre, giorno di Halloween, ma per i peruviani soprattutto Día de la canción criolla (Giorno della Canzone Creola.)

E’ vero che può capitare ormai che vengano proposte feste a doppio tema, e ai colori bianco e rosso, i colori della bandiera del Perù, venga associato il nero, che è invece il colore del mantello dei temibili vampiri halloweeniani.

Halloween è sicuramente più interessante per i bambini che approfittano della festa per girare nel quartiere bussando alle porte delle case e facendo incetta di caramelle e cioccolata. Per i peruviani di qualche generazione in più, e per quelli ancora vicini a quanto costituisce il patrimonio artistico e culturale della loro amata terra, il 31 ottobre è e resta il giorno in cui si dà spazio ai ritmi creoli accompagnati dal suono famigliare del cajon, e conditi da antichucos (spiedini di cuore di manzo), picarones (dolci tipo frittelle), e dall’immancabile Pisco Sour.

Uno dei più accaniti sostenitori della proposta di una giornata annuale per rendere omaggio alla canzone creola fu sicuramente Juan Manuel Carrera del Corral, un giornalista del “Comercio”, il primo quotidiano del Perù. Lui e un gruppo di altri appassionati insistettero a tal punto che l’allora presidente della repubblica, Manuel Prado Ugarteche, varò una legge per istituire tale celebrazione il 18 ottobre 1944. La data dovette però venir spostata al 31 ottobre per evitare interferenze con il culto in omaggio al Cristo Morado di Pachacamilla che viene adorato durante tutto il mese.

La festa si svolge in svariati contesti: la regina è la “peña”, un locale pubblico dove ci si ritrova a cantare, suonare e ballare in un’atmosfera di totale festeggiamento e libertà – a Lima ce ne sono di ottime. La “parranda” si organizza però anche nelle case private, tra gruppi di amici che con una chitarra, un cajon e altri strumenti a percussione rendono omaggio ai grandi della canzone creola. Sembra che esistano ancora i festeggiamenti nei “barrios”, ovvero che in ogni quartiere basti un anziano che tira fuori la chitarra e si fa accompagnare al cajon da un altro membro della famiglia, per dare il via alla festa. Tutti cantano i motivi che hanno caratterizzato la canzone creola da molte decadi (El Plebeyo, El Huerto de mi amada, Mi Perù, Acuarela Criolla, La Flor de la Canela…) e ballano, ricaricandosi con buone dosi di aji de gallina, carapulcra, anticuchos di cuore di manzo, bagnati da abbondante chicha morada (la bevanda, con o senza alcohol, ricavata dal mais viola), Inka Cola e naturalmente Pisco Sour.

cancion criollaIl Cajon nasce in Perù all’inizio del XIV secolo come strumento di percussione, inizialmente intagliato da tronchi di alberi cavi, in distinte misure, bombate. Più tardi assume l’odierna forma rettangolare, a seggiolino, con un buco sulla parte posteriore. Inizialmente usato come strumento per la musica coloniale, viene ben presto integrato nella strumentazione della musica creola o negra del Perù. Nascono melodie come il landò, il festejo e la zamacueca che in onore della flotta navale nazionale viene ribattezzata marinera.

Strumento di base nel gruppo musicale, il cajon si suona con la punta delle dita e col palmo della mano soprattutto nella musica negra, dove ha spesso il ruolo di voce principale. Il musicista vi si siede sopra e lo percuote.

Negli anni ’50 il cajon comincia a dare il ritmo alla marinera e al tondero, più avanti accompagna i vals, per arrivare ad essere il re del folklore afroperuviano nella decada dei ’70, grazie a gruppi come Peru Negro e alla famosissima Victoria Santa Cruz. Tutte le espressioni musicali creole richiedono dunque tre strumenti di base: la voce, la chitarra e naturalmente il cajon.

La diffusione della musica afroperuviana si deve a innumerevoli artisti di grande talento, ma senza dubbio il più grande interprete del criollismo peruviano rimane Felipe Pinglo Alva, che con il suo “El Plebeyo” è riuscito a coniugare in parole e musica, poesia e melodia tutto quello che significa la canzone popolare del Perù. Nato a Barrios Altos (Lima) nel 1899, durante la sua breve vita (morì per malattia nel 1936) ha regalato al suo popolo un’infinità di vals e polke che continuano a vivere nelle peñas peruviane ai giorni nostri.

Da citare anche Lucia Reyes, conosciuta come la Morena de Oro del Perù, che cominciò la sua carriera imitando la cubana Celia Cruz, e morì giovanissima, Eva Ayllon, riconosciuta a livello mondiale come la Regina del Landò, Susana Baca, non solo instancabile interprete dei ritmi afroperuviani ma attenta osservatrice e ricercatrice delle radici della cultura negra in Perù, Chabuca Granda, mondialmente conosciuta come una delle più grandi interpreti del folklore peruviano, Jesús Vásquez, Oscar Avilez, Alicia Maguiña, Manuel Acosta Ojeda.

Claudiaexpat
Lima, Perù
Settembre 2006

 

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