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bilinguismo

Ringraziamo di cuore Annalia per la recensione di Be Bilingual, un libro di Annika Bourgogne sul bilinguismo.

 

In questi giorni sul gruppo FB di Expatclic si sta parlando molto di bilinguismo e dei problemi che i nostri bimbi multilingue si trovano ad affrontare prima di riuscire ad esprimersi in una o più lingue. Con piacere vi riproponiamo la recensione di questo libro che sicuramente vi sarà d’aiuto e ispirazione in questo irto e affascinante percorso.

 

Qualche mese fa in preparazione alla ronda dei libri di Expatclic ho letto il libro sul bilinguismo di Annika Bourgogne. Ero molto curiosa dato che avevo già letto libri sull’argomento ma scritti da pedagogisti e non da madri. Volevo avere un’impressione da parte di qualcuno che aveva vissuto direttamente sulla propria pelle cosa vuol dire avere bambini bilingui più che leggere teorie su come si comportino i bambini in certe situazioni.

Annika dà subito degli esempi pratici e suggerisce anche molti siti internet a cui si è rivolta per crescere la sua bambina finno-francese. Uno ve lo consiglio subito ed è: kidworldcitizen.org (i siti sono aggiornati alla data di pubblicazione del libro quindi può essere che alcuni non siano più attivi, non li ho controllati tutti.)

bilinguismoL’autrice si pone subito il problema su quando esporre i bambini alla lingua straniera, in alcuni casi a due lingue se si vive in un paese straniero di cui i genitori non sono madrelingua.

Lei consiglia di esporli da subito e costantemente a entrambe le lingue e questa esposizione deve essere regolare e abbastanza lunga perché possano imparare a parlare.

Una terza lingua può essere difficile ma secondo lei non impossibile, il consiglio che lei dà è di provare se la cosa viene naturale e se è utile per il bambino, non altrimenti.

Un consiglio che ho trovato illuminante è quello di scegliere una strategia che vada bene per la propria famiglia. E’ inutile scegliere un metodo se poi mal si applica alla propria vita familiare, ai ritmi del lavoro di uno dei due genitori (leggasi nel caso che uno dei due sia costretto a viaggiare molto per lavoro).

Non sto a descrivervi qui le strategie dato che sul web e nel libro ne trovate diverse, l’importante è sceglierne una e cercare di attenersi ad essa il più possibile per avere i frutti sperati.

E’ inoltre importante trovare l’opportunità di associare la lingua al divertimento e al relax in famiglia, non si devono correggere le frasi sbagliate, piuttosto ripeterle correttamente. Approfittare della favola della buona notte per migliorare la lingua.

Ridiscutere spesso con il proprio compagno del progetto di bilinguismo scelto, per assicurarsi di essere sempre sulla stessa lunghezza d’onda.

Nessuno è perfetto, è bene ricordarlo sempre. Sia con i figli che con il proprio compagno.

Porsi degli obiettivi realistici, basati sul tempo e sull’impegno che entrambi siete in grado di dare e di investire come famiglia a questo progetto.

Un metodo, nel caso in cui entrambi i genitori lavorino, è quello di trovare una babysitter che parli la propria lingua. Un sito suggerito per trovarne: mylanguageexchange.com

Mostrare sempre interesse e piacere per i progressi dei bambini nella lingua minoritaria (intensa come la lingua parlata di meno), anche se non si capisce tutto quello che dicono. Assicurarsi che capiscano che approvate e incoraggiate il loro bilinguismo.

I bambini devono poter passare del tempo da soli con i nonni per migliorare la lingua minoritaria.

Nel caso in cui si viva in un paese straniero per entrambi i genitori potrà capitare che a un certo punto il/i bambino/i parleranno la lingua del paese meglio di voi, la cosa è positiva, cercate di farglielo sentire. Capiterà anche che tra fratelli parleranno la lingua del paese, piuttosto che quella della famiglia. Non rimproverateli, per loro è naturale.

Potrà capitare che non tutti nella famiglia estesa (zii, nonni etc.) concorderanno con le vostre scelte di bilinguismo, l’importante è che non siano del tutto contro.

Nel capitolo sui nonni ci sono dei consigli che vi voglio elencare perché credo siano utili:

– siate orgogliosi dei vostri nipoti e delle loro capacità, ma non chiedetegli di mostrare la loro bravura ai vostri amici come cani ammaestrati;
– siate interessati e evitate di criticare e di fare commenti negativi;
– aiutate i vostri nipoti a integrarsi con incontri con bambini della loro età quando vengono a trovarvi;
– fate in modo che rinforzino la lingua non comunitaria;
– cercate di introdurre nel giro di amicizie anche persone bilingui;

Scegliere una scuola – qui Annika vi propone una domanda: scegliereste quella particolare scuola se non avesse l’aspetto linguistico?

Alle volte è bene capire cosa è meglio per il proprio bambino piuttosto che per la situazione del bilinguismo ed essere pronti a cambiare in corsa nel caso la scuola non vada bene per lui.

Molte volte se si viaggia spesso e se il paese in cui si vive lo permette si può provare la via dell‘homeschooling, non è facile, richiede molto impegno da parte della madre (solitamente) e viene a mancare a volte l’aspetto sociale con altri bambini. Anche se in paesi come gli Stati Uniti ormai è molto diffuso ed esistono siti di genitori che si supportano scambiandosi opinioni.

Nel caso in cui si decida per la scuola del paese capiterà che i bambini impareranno a leggere nella lingua locale, dovrete essere voi quindi ad incoraggiarli a leggere nella lingua minoritaria. Capiterà anche che imparino a leggere un po’ più tardi rispetto ai bambini italiani, di solito verso i sette anni.

Come sempre il trucco è di esporli il più possibile a diverse lingue, giocare con loro a giochi differenti che li stimolino e leggere storie.

Le conversazioni a cena con tutta la famiglia riunita sono importanti!

Ricordatevi di introdurre pian piano la capacità di scrivere nella lingua minoritaria.

Scambiate libri con altre famiglie che parlano la vostra stessa lingua minoritaria.

Su facebook esiste un gruppo ad hoc: facebook.com/BilingualBookswap, oltre a diversi siti

http://www.bookmooch.com
http://www.bookdepository.co.uk
http://www.mamalisa.com per canzoni
http://www.bookbox.com per libri animati con sottotitoli
(tutti questi siti sono in inglese ma cercando su google ne troverete di analoghi in italiano)

I consigli continuano e sono tutti consigli pratici e di facile attuazione.

Insomma è un libro che va tenuto sempre vicino per consultazioni e rassicurazioni e nonostante il percorso a volte sia duro, ne vale sempre la pena. Lei ne è la prova dato che ha due bimbe perfettamente bilingui. Come molte lettrici di Expatclic.

Consiglio a tutte la lettura, è in inglese ma dato che lei non è madrelingua è un inglese alla portata di tutti.

Annalia
Zurigo, Svizzera
Luglio 2015