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La Mezquita Azul

Claudiaexpat ci manda una cartolina da Istanbul

Ero stata ad Istanbul nel 2011 per un paio di giorni, e mi era rimasta nel cuore. Quest’anno ci sono tornata per cinque intensi giorni, e ne approfitto per darvi qualche indicazione e consiglio.

Innanzitutto, gli aeroporti. Istanbul ne ha due. Qui trovate le indicazioni relative a entrambi, io sono atterrata in tutti e due e posso confermarvi che il traffico è un vero problema indipendentemente da dove arriviate, che va sempre tenuto in conto. Questa seconda volta sono atterrata a Sabiha, e sono arrivata senza troppi problemi perchè il mio volo arrivava alle 6:30 del mattino. Per raggiungere Sultanhamet ho preso un bus fino a Kadikoy (10 Lire) e da lì un battello fino a Eminonu (5 Lire), per poi proseguire in taxi (20 Lire).

Pernottamento

Entrambe le volte sono stata nella zona di Sultanhamet, dove si trovano la Moschea Blu e Aya Sofia. E’ una zona invasa dai turisti ma molto suggestiva, con grande scelta di hotel a prezzi accettabili, ristoranti e cose da fare e vedere. I due che ho provato io sono :

Hotel Ararat: uno dei più vicini alla Moschea Blu, sembra di poterla toccare dal terrazzo. Hotel semplice, abbastanza pulito, alcune stanze veramente carine, una parte comune per la colazione e terrazzino (il terrazzino ce l’hanno tutti) con pc e connessione.

Hotel Agora: personale delizioso, stanze decenti, ognuna con computer e connessione tranne la suite. Bel terrazzino con vista sulla Moschea Blu e il Bosforo. Se ci andate, vi consiglio di non accettare la stanza al pianterreno di fianco alla reception perchè è estremamente rumorosa (dà su una strada di grande passaggio). Tutte le altre stanze vanno bene.

A Sultanhamet ci sono comunque moltissimi hotel e pensioni, e tutti più o meno sullo stesso standard : stanze piuttosto piccole, terrazzino con vista (al mattino ci si ritrova tutti a far colazione, ci si guarda da una terrazza all’altra ed è molto simpatico), ottima accoglienza.

Aya Sofia

Aya Sofia

Come muoversi

  • Io ho trovato comodissimo il tram. Passa spesso, su corsie preferenziali, e collega molto bene alcuni dei posti più interessanti di Istanbul (vi porta ad esempio da Sultanhamet a Eminonu, dove c’è il Gran Bazaar, o fino a Galata). Per salirci basta munirsi di un gettone (jeton), che si compra alle macchinette a ogni fermata. Costa 3 Lire, potete pagarlo in moneta (1 Lira, 50 o 25 centesimi) o con banconota (20 o 50), la macchinetta dà il resto. Poi inserite il gettone alla sbarra per entrare nella zona riservata ai passeggeri.
  • Il bus è più a rischio di restare bloccato nel traffico, ma per lunghi tratti, e soprattutto se andate verso i quartieri un po’ fuori, va bene anche lui. Il biglietto si compra sempre alle macchinette e si mostra al conducente.
  • I taxi si fermano alzando il braccio e ce ne sono tantissimi. Sono però piuttosto cari, e torniamo al discorso del traffico, spesso restano bloccati a lungo e fate prima a piedi. Se prendete un taxi potete esigere che attacchino il taximetro, ma la tendenza è di mettersi d’accordo prima sul prezzo – chiedete all’hotel le tariffe approssimative per le distanze che volete coprire.
  • I traghetti: sono comodi, a buon mercato e non restano bloccati nel traffico!
La Moschea Blu

La Moschea Blu

Ristoranti

Sembra che a Istanbul in generale si mangi molto bene. Io ho avuto solo esperienze positive. Le cose più buone le ho mangiate nelle piccole kebaberie un po’ fuori mano : ottima carne e zuppe da provare, deliziose. Prezzi bassi.

A Sultanhamet ci sono tantissimi ristoranti e sembra che siano tutti buoni. Tra quelli che ho provato vi segnalo il Doy Doy, delizioso tutto e il Sarniç, quest’ultimo piuttosto caro ma vale veramente l’esperienza: si mangia benissimo, in un’atmosfera incantata, e i camerieri sono simpaticissimi!

Sul lungomare a Sultanhamet c’è un ristorante dietro l’altro, quelli che si affacciano sul mare sono più per turisti, la gente del posto va giusto dietro, sui ristorantini che danno sulla strada, e che mi han detto essere migliori. Io comunque ho mangiato bene (ottimo pesce!) anche in quelli turistici.

Cosa vedere

La lista è molto lunga, e io sono ripartita senza aver fatto e visto tutto quello che speravo. Vi parlerò solo delle cose che sono riuscita a fare, ma naturalmente c’è molto ancora da scoprire in questa affascinante città.

Innanzitutto la zona di Sultanhamet, soprattutto nella sua parte antica, che è veramente suggestiva. Prendete il tempo di visitare per bene la Moschea Blu, che è davvero affascinante (entrata libera). A Istanbul le moschee non mancano, e ne vedrete tante, ma questa è di incomparabile bellezza. Aya Sofia è una basilica sconsacrata che ora ospita un museo. Un posto inquietante (a mio parere) che conserva tracce di tutte le religioni che l’hanno abitata (greco-ortodossa, cattolica, musulmana). Splendidi i mosaici. L’entrata è a pagamento. Dopo Aya Sofia non perdetevi la sua cisterna (Yerebatan sarnıcı), uno dei posti che in assoluto mi hanno incantata a Istanbul: è un’enorme cisterna bizantina il cui tetto è sorretto da 336 colonne di marmo, disposte su dodici file. Un luogo assolutamente magico.

Istanbul11Il palazzo Topkapi (Topkapı saray) merita sicuramente una visita, ma attenzione, se ci andate in momenti di alto turismo rischiate di non riuscire ad apprezzarlo pienamente, soprattutto nelle sale con teche e vetrine. E’ comunque molto bello anche girare nei suoi giardini.

Se invece puntate verso il mare, vi consiglio di non perdervi la piccola Aya Sofia, una moschea di ridottissime dimensioni e molto meno caotica che la sua omonima, dove potrete gustarvi in santa pace le decorazioni e l’ambiente. Proseguite poi verso il mare, attraversando le viuzze con le caratteristiche case in legno, e fate una passeggiata gustandovi la vera vita del posto. Se ci andate durante il week-end, soprattutto a partire da metà pomeriggio, vedete come si godono il riposo i locali, facendo il bagno in un discutibile mare, con una grigliata sull’erba, o giocando a sparare palloncini e bottiglie per vincere un premio.

Gran Bazaar e Mercato delle Spezie

Il primo a me non è piaciuto come mi aspettavo. Io che adoro i mercati, di fronte a questo sono rimasta piuttosto perplessa perchè mi aspettavo un’atmosfera più antica, più autentica e meno turisticizzata. Bella è tutta la zona al di fuori del mercato coperto, dove i negozi si susseguono freneticamente, divisi per genere. Il mercato delle spezie è più bello e pittoresco, pieno di colori (e di gente! Cercate di andarci fuori orario punta se no fate fatica a camminare!). I prezzi sono elevati.Istanbul6

Scorcio a Istiklal Caddesi

Scorcio a Istiklal Caddesi

Galata e Istiklal Caddesi

Prima di salire verso la torre di Galata, vi consiglio di godervi l’atmosfera del ponte di Galata, con i pescatori serrati uno all’altro e tutti i ristorantini in basso, dove sembra di tornare agli anni ’70. Andate poi verso la torre, potete salirci a piedi o prendere il tram nel tunnel, che vi porta all’inizio di Istiklal Caddesi, e da cui poi scenderete per visitare il quartiere di Galata (molto carino, con negozi particolari) per arrivare alla piazza con la torre, indiscusso punto di riferimento della città. Vi consiglio di non perdervi una bella passeggiata lungo la Istiklal Caddesi, perchè è una vera esperienza. Questa via pedonale nel quartiere di Beyoglu è tutto un mondo. Ci trovate edifici che vanno dall’epoca ottomana fino agli inizi della Repubblica Turca, e molti art déco, pasticcerie d’epoca, negozi di ogni tipo, musica e spettacoli di strada, viuzze intime con vecchi ristorantini, scorci in cui sembra di entrare in letteralmente un altro mondo, chiese di ogni religione e gusto, e parecchi consolati e ambasciate. Se la percorrete fino in fondo arrivate a Piazza Taksim.

I quartieri di Balat, Fener e FatihIstanbul4

Questi sono stati per me un’assoluta sorpresa e vi prego di non lasciare Istanbul senza averne visitato almeno uno. Noi abbiamo fatto Balat e Fener in mezza giornata, e abbiamo dedicato un’altro pomeriggio a Fatih. Tutti e tre i quartieri sono decisamente i più caratteristici di Istanbul, con la loro mescolanza di storia, culture e tradizioni. Balat è quello che mi ha colpita di più – forse perchè ha una grande somiglianza con alcuni quartieri di Napoli. E’ un intrico di vie e viuzze dove la vita del quartiere è palpabile in mille cose, dai panni stesi da una casa all’altra, alle donne alle finestre, dai bambini che giocano in mezzo alla strada, ai negozianti che espongono le merci. Alcune delle case sono di una bellezza sorprendente – in parte ristrutturate, in parte fatiscenti, ma tutte particolari, che testimoniano dell’avvicendarsi di popoli e periodi.

Casa a Balat

Casa a Balat

Nella parte più conservatrice di Balat (vestitevi in maniera appropriata), subito dopo l’enorme complesso rosso del Patriarcato Ortodosso, c’è la Moschea del quartiere, vicino alla Moschea delle Rose, con una splendida vista sul ponte Galata. Fener è molto simile, anche se per certi versi un po’ più moderno, e ospita la meravigliosa Fetyihe Camii, una chiesa costruita su base bizantina, e un assoluto must se amate gli affreschi, un vero gioiellino. Per arrivare a Balat potete prendere il bus nr 99 da Eminonu, e scendere alla fermata Balat (le fermate sono indicate su uno schermo sul bus). Lì vicino c’è un locale molto simpatico, l’Afilli Cezve, dove potete fermarvi per chiedere la direzione verso la sinagoga, un punto piuttosto centrale. Il problema di questi quartieri è che ci si perde facilmente, ed è praticamente impossibile basarsi sulle indicazioni della gente per raggiungere i luoghi, perchè nessuno parla inglese (a meno che voi parliate turco, naturalmente!).

 

La Moschea di Fatih

La Moschea di Fatih

Fatih è un altro quartiere affascinante, che si sviluppa intorno alla grande Moschea di Fatih (anche questa molto bella). Prima di visitarla vi consiglio di fare un giretto al Malta Carsi (il mercato), una via molto suggestiva con negozi di ogni genere, e finalmente fuori dal circuito turistico, dove potrete quindi osservare la vera vita locale. Dopo aver visitato la moschea, potete proseguire in direzione di Molla Zeyrek Camii. Questa chiesa bizantina attualmente (giugno 2013) è chiusa per restauri, ma la passeggiata fino a lei vale la pena perchè vi porta nelle viette più tipiche, con le case più fatiscenti che vi possiate immaginare (e scene di folklore locale piuttosto interessanti). Una volta raggiunta la chiesa, cercate alla sua destra l’entrata al ristorante Zeyerkhane. E’ come entrare in un club privato dove vi aspettere di veder apparire il vecchio aristocratico con la mazza da golf. Un ristorante di lusso con prati ben curati e camerieri in uniforme, che stride in maniera violenta con l’ambiente circostante, ma che vale la pena per due motivi : primo perchè il contrasto è scioccante e aiuta a capire ancora di più (nel caso ce ne fosse bisogno) come il business non guardi in faccia assolutamente nessuno, secondo perchè ha una vista assolutamente mozzafiato su Galata e la moschea di Sultanhamet. Non dovete mangiare, potete anche solo prendere un bicchiere di vino o un tè.

 

FatihFatihDi seguito segnalo un paio di blog interessanti relativi a Balat, Fener e Fatih, che ho utilizzato prima di visitarli. Se avessi avuto il tempo di organizzarmi, avrei sicuramente preso una guida per questi quartieri: http://www.scoprireistanbul.com e http://www.chetiporto.it/

Le isole Principe (o Isole dei Principi)

Questa è un’escursione molto simpatica da fare in giornata. Si prende un traghetto da Eminonu (5 lire, comprate il gettone alle macchinette, come per il tram), che tocca quattro delle cinque isole. Noi siamo scese alla quinta, Büyükada, che è la più grande e più frequentata, ma al ritorno abbiamo fatto una puntata anche a quella immediatamente precedente. Le spiagge erano chiuse, ma in alta stagione pare che sia possibile farsi un po’ di mare. Noi abbiamo trovato un angolino molto simpatico nella penultima isola, con una vista spettacolare su Istanbul e gabbiani e cormorani che arrivavano a un metro da dove eravamo sedute. Büyükada è interessante per l’architettura delle sue vecchie case in legno, ed è molto bello passeggiare per le sue stradine tranquille, dove ogni tanto passa un calesse (non ci sono macchine sull’isola, solo qualche pulmino degli isolani). E’ interessante anche il viaggio in traghetto, perchè i turisti vengono completamente assorbiti dall’enorme massa di locali che si spostano con le loro masserizie da un’isola all’altra.

L’hammam

Forse Istanbul oggigiorno non è il posto ideale per una visita all’hammam, tutto è molto turisticizzato e caro, ma non me la sono sentita di andarmene senza provare l’esperienza. A Istanbul ci sono parecchi Hammam, e dopo aver letto e riletto decine di commenti di viaggiatori che dicevano e contraddicevano di tutto, ho deciso di cominciare dal Cagaloglu, classificato come il più spettacolare hammam di Istanbul e come uno dei 100 posti da visitare prima di morire. Probabilmente lo è se non vi importa pagare una cifra assurda per un massaggio di dieci minuti (io, abituata al mio splendido hammam di Ramallah, con il suo massaggio di 50 minuti, scrub, bagno al vapore, e roccia calda a gogo per 27 euro, non ce l’ho fatta!), e ho ripiegato sul Cemberlitas, più a buon mercato (37 euro), molto suggestivo, e con un trattamento veramente ottimo, anche se un po’ affrettato. Se scrivete «hammam Istanbul» in google vi escono moltissime informazioni, a me è piaciuto molto questo blogpost: http://www.scoprireistanbul.com/

 

Buona Istanbul e non esitate a contattarmi se avete bisogno di altre informazioni!

 

Claudiaexpat 
Gerusalemme 
Giugno 2013