Home > Vita d'Expat > Lavoro > Dal mosaico alla scoperta di una carriera appagante

Ottobre 2003. 40 anni. Ho appena lasciato lo Zambia, ho il cuore lacerato. Le mie prime impressioni dell’Africa del Sud sono la solitudine, la solitudine e la solitudine. Mentre festeggio una nuova tappa della mia vita, intorno a me si crea un grande vuoto.

In Zambia stavo bene, conoscevo i pro e i contro della cultura, i miei ultimi due figli erano nati lì, avevo amici e un posto, un ruolo da giocare. Ero qualcuno.

In questa nuova città dai grandi muri non sono nessuno. Se cado vittima della violenza onnipresente di queste strade, ci saranno giusto due o tre righe nel giornale locale che rigurgita già di questo tipo di “fatti diversi”.

Mosaico NatalieSprofondo nella depressione…

Eccovi l’inizio del mio soggiorno in Africa del Sud…e l’inizio della mia carriera!

La forza della depressione sta nel ripiegarsi su se stessi. Un ripiego che mi è stato utile per ricordarmi di chi ero. Che sia chiaro, non auguro a nessuno di dover passare per una depressione per prendere coscienza del suo potenziale di vita. Ma questo è quanto è accaduto a me.

Mi sono comprata un tavolino. Piccolo piccolo (per non portar via troppo spazio in casa!). Su questo tavolino (che ho dipinto coi colori del cielo e delle nuvole bianche, quasi un appello a ricordarmi di riconnettermi coi miei sogni), mi sono messa a creare dei mosaici. Da un tavolino in un angolo, ho esteso il mio campo d’azione. Con dei piccoli progetti di scatole a mosaico, sono passata a tavoli sempre più grandi.Prendevo il mio spazio!

La passione per l’assemblaggio di tutti questi pezzettini mi assorbiva completamente, anche nei sogni. Questi tavoli, queste composizioni diventavano pian piano la metafora della mia vita. Era tutto ben chiaro…tentavo di mettere insieme i pezzi della mia vita per creare un tutt’uno coerente e unico. Ogni pezzo ha la sua importanza in un mosaico. Si esprime in tutta la sua grandezza quando viene inserito nel posto che gli permette di trovare la sua collocazione in relazione agli altri.

Mentre continuavo a creare le mie opere, utilizzando vetro, ceramica, piatti rotti, gusci d’uovo o anche delle perle, mi chiedevo:

– Cosa possono portare tutte le mie esperienze passate alla mia vita attuale?
– Cosa amo veramente fare nella vita?
– Dov’è la mia passione?
– Dov’è il mio sogno?
– Quali sono le mie forze interne sulle quali posso costruire la vita che voglio?
– Quali sono le qualità che posso mettere a disposizione del mondo?

Tutto questo in un via vai di emozioni di cui vi risparmio i dettagli!

natalie2Per analizzare un passato che mi sembrava oscuro e difficile da sfruttare per accedere a una vita professionale, mi sono messa a scrivere il mio percorso di vita sotto forma di CV e di libro. Ho rivisto tutte le mie esperienze passate. Le buone e le cattive. Tutte le mie azioni, i paesi che mi hanno accolta…ma anche i parti, i viaggi, le crisi coi bambini, le crisi di coppia…tutto. Ho steso tutto su un foglio. E io che pensavo che la mia vita fosse vuota…questo è stato il primo shock e con lui, il primo passo verso chi ero veramente.

Nei meandri emotivi che sono seguiti a quest’apertura su me stessa, ho imparato ad accettare quello che amavo fare e quello che non amavo. Ho scoperto che l’arte e la creatività erano delle colonne nella mia vita. Che l’aiuto alle persone era un nutrimento interiore e che la scoperta del mondo mi manteneva curiosa e aperta a ogni tipo d’esperienza.

Come tradurre tutto ciò in una vita professionale?

Non credo alle coincidenze della vita. Credo agli avvenimenti che vengono messi sulla nostra strada e che noi percepiamo perchè abbiamo aperto delle porte. Orecchie che si aprono a quello che si dice, occhi che osano vedere le cose in maniera diversa, un naso che riscopre dei profumi, una pelle che gioisce di nuove sensazioni…

Un po’ qua e un po’ là ho raccolto le informazioni e i messaggi necessari per creare una professione a mia immagine, alla mia altezza. Una professione che risponde ai miei desideri, ai miei sogni, alla mia realtà di donna, di compagna, di madre di quattro figli, di moglie accompagnante in espatrio.

Associando la creatività, l’aiuto alle persone, la scoperta del mondo e la mia realtà d’espatriata, dopo varie formazioni ho creato « L’Arte di coacchare con l’Arte ». Un approccio all’accompagnamento delle famiglie in transizioni internazionali, che usa la creatività come mezzo per aumentare la flessibilità di fronte ai cambiamenti della vita in espatrio.

Per mantenere un equilibrio nella mia vita professionale, dedico ancora molto tempo al mio primo amore artistico, la ceramica. Esporre la mia arte mi spinge ad essere sempre più creativa.

Un attacco di depressione in una transizione vissuta male mi ha fatto scoprire il messaggio nascosto nel mosaico. La scoperta dei miei desideri, dei miei sogni, l’accettazione delle mie forze e delle mie debolezze, senza negazione, mi hanno dato la chiave di una nuova porta sulla mia vita: una carriera appagante e fruttuosa al servizio di chi mi è vicino, e con un mezzo che amo: l’arte e la creatività.

natalie3Natalie
Coach per famiglie in transizioni internazionali
« L’arte di coacchare con l’Arte »
http://transitionstoafrica.com/
Autrice di « L’arte dei Possibili : creare il proprio cammino in una vita internazionale mobile »

Tradotto dall’inglese da Claudiaexpat

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