Home > Europa > Italy > Dima e la sua vita nei Collegi del Mondo

Ho conosciuto Dima nel 2004 a un seminario di formazione cross-culturale ad Amsterdam. All’epoca viveva a Singapore, e io in Perù. Per un certo periodo ci siamo perse di vista, e quando l’ho ricontattata ho scoperto che Dima si è trasferita in Italia (dove peraltro aveva già vissuto a lungo in passato), e che la scorsa estate ha fondato un’interessantissima associazione. Dima è bulgara e aveva già partecipato alla vita di Expatclic con uno splendido articolo sulle tradizioni natalizie del suo paese d’origine. Vi invito a gustarvi questo bellissimo articolo, ricco di spunti e di preziose idee. Grazie Dima !

Claudiaexpat

Sono nata in Bulgaria e ho completato i miei studi là, compreso il mio Dottorato di ricerca. Nel 1990 siamo venuti in Italia perché a mio marito è stato offerto il posto di insegnante di matematica nel Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico a Duino, vicino a Trieste.  Questo collegio è stato fondato nel 1982 e fa parte della catena (oggi sono 13) dei Collegi che raccoglie per 2 anni circa 200 studenti provenienti da tutte le parti del mondo. L’età degli studenti è compresa tra i 16 e i 19 anni. In questo tipo di scuole si fanno gli ultimi anni del liceo.  I ragazzi seguono il programma del cosiddetto  Baccalaureato Internazionale (IB). Scelgono solo 6 materie ma  devono partecipare anche alle attività creative, fisiche e ai servizi sociali (le cosiddette “CAS activities-creativity, action, service”).  La lingua di insegnamento è l’inglese ma in Italia tutti studiano anche l’italiano. Quello che distingue queste scuole è la ricchezza  di culture che convivono  e si esprimono  in tutte le attività che si fanno in collegio. Questo aspetto lo trovo estremamente stimolante, oltre al fatto che un insegnante ha l’opportunità di conoscere i ragazzi non solo nella classe ma anche nelle attività che si fanno insieme. Il sito principale dei collegi è www.UWC.org

Siamo venuti in Italia nel 1990 dopo essere stati al Collegio in Canada (Pearson College) per sei mesi. A quei tempi c’era un progetto per creare un collegio in Bulgaria ma purtroppo dopo la caduta del muro di Berlino e tutti i cambiamenti nei paesi est europei, l’idea è stata abolita. Nel 2003 abbiamo deciso di andare a Singapore ed insegnare nell’United World College of South East Asia – un’altra esperienza che è davvero difficile spiegare in poche parole.  Auguro a tutti di avere l’opportunità che abbiamo avuto noi – di staccarsi dal “proprio mondo” ed esporsi a realtà diverse.  A Singapore è venuto anche uno dei nostri figli, che aveva dieci anni. L’altro figlio ha scelto di restare lontano da noi e dopo essersi classificato nelle elezioni italiane per i Collegi del Mondo, è andato a studiare nel collegio in Galles.

A Singapore ho avuto la mia prima esperienza come insegnante di chimica. Ho sempre sognato di fare ricerca scientifica ma purtroppo in Italia questo non era molto facile. Mancavano i fondi (come mancano tutt’ora) anche se la zona di Trieste è fortunata ad avere molti centri scientifici internazionali. Quando ero lì ho lavorato all’Università di Trieste e un anno al Centro di Genetica Molecolare.  Proprio questi giorni i miei studenti  mi hanno fatto una domanda che molto spesso mi pongo anch’io: cosa mi piace di più – fare ricerca o insegnare? Sono esperienze totalmente diverse che hanno bisogno l’una dell’altra. Sono felicissima di insegnare in questo momento, in questo tipo di scuola, ma qualche volta mi manca l’eccitazione che può provocare per esempio la  sintesi  di una nuova molecola organica.

Dima, in primo piano, al seminario di Amsterdam

Dima, in primo piano, al seminario di Amsterdam

Dopo 3 anni a Singapore nel 2006 siamo tornati in Italia. In quel momento apriva le porte un altro Collegio del Mondo a Mostar (Bosni -Herzegovina).  Nato dall’ iniziativa di una ex-studentessa del nostro collegio, l’UWC a Mostar aveva il grande scopo di riunire per gli studi tutte e tre le etnie esistenti a Mostar con i ragazzi di tutto il mondo. Mi hanno chiesto se potevo andare ad insegnarci. All’inizio mi è sembrata un’idea folle, dovevo separarmi dalla mia famiglia e stare a 1000 km di distanza, in una città piena di segni della guerra (anche se erano passati molti anni). Dopo una settimana, però, ho deciso di accettare (e in questa decisione devo riconoscere il ruolo e il supporto del mio marito) e ci sono rimasta per due anni.

Tornata da Mostar, purtroppo non potevo insegnare a Duino e quindi nel 2009 mi sono ritrovata (di nuovo da sola) nel mio paese natio – la Bulgaria – insegnando nel  Collegio Americano a Sofia per un anno. In Bulgaria siamo sempre andati ogni estate per le vacanze, ma questa volta era diverso. Vedevo il mio paese quasi con gli occhi di uno straniero. Ero a casa, ma non esattamente. E’ il sentimento che probabilmente prova ogni persona che ha vissuto in diversi posti. In realtà mi sento divisa almeno in due parti – mi sento a casa a Sofia, circondata dai parenti e dagli amici, ma mi sento a casa anche in Italia, dove è nato il nostro secondo figlio che quest’anno (2011) ha deciso di venire a studiare anche lui nel nostro collegio.

Lavorare nel Collegio del Mondo dell’Adriatico significa vivere nel collegio perché la scuola è situata in un piccolo villaggio di duemila persone dove tutti si conoscono e le case degli studenti e degli insegnanti sono sparse in tutto il villaggio. Grazie a ciò non mi sono mai sentita al 100% straniera perchè siamo  tutti stranieri in un paese ospite. Mi ricordo che all’inizio era difficile interagire con gli abitanti del paese ma dopo aver imparato la lingua anche questo problema non è più esistito, quindi molto presto mi sono sentita “a  casa”. Amo la lingua italiana e mi piace fare delle traduzioni dal bulgaro in italiano. Mi affascina il processo di trovare la parola giusta e di ricreare un testo che suona diversamente in un’altra lingua.

Da anni vivevo con un’idea che finalmente si è realizzata. Durante l’estate è nata l’associazione “Wheel of knowledge” che ha come scopo principale quello di partecipare al processo di modernizzazione della scuola, introducendo un approccio integrativo nel trattamento degli argomenti.  I bambini sono grandi osservatori, curiosi verso il mondo che li circonda. Ma la scienza nella scuola molto spesso si riduce a sola teoria e nessun esperimento, il che, più avanti nella vita dei giovani, porta a un disinteresse verso le materie scientifiche.  Inoltre la scienza e l’arte molte volte sono presentate come due mondi diversi senza nessun punto di intreccio, e in realtà non è cosi. Abbiamo deciso che il primo tema sarà “I dinosauri – gli animali del passato”, per il fatto che vicino a Duino è stato ritrovato lo scheletro quasi completo di un dinosauro.  Quindi oltre all’aspetto scientifico paleontologico cercheremo di proporre altre attività – disegno, ceramica, scrittura e fumetto, sempre avendo come argomento i dinosauri  e l’ambiente che li circondava  70 milioni di anni fa in questa zona.

Creare un’associazione in Italia non è difficile dal punto di vista burocratico. Il processo si è molto semplificato negli ultimi anni. Ci sono facili procedure da seguire, e bisogna avere qualche ora da dedicare in attesa all’Ufficio delle Entrate. Trovare le persone che condividono le mie idee  non è stato difficile anche perché in tutti questi anni vissuti a Duino ho conosciuto persone che operano in diversi campi. Siamo partiti con grande entusiasmo e convinzione che le nostre competenze messe insieme potranno creare qualcosa con un valore aggiunto. Naturalmente la realtà adesso in Italia (ma non solo qui) è difficile e le scuole hanno difficoltà nel finanziare da sole i progetti. Il collegio a Duino ha il grande vantaggio di avere le strutture adatte per svolgere molte attività. Cosi l’anno scorso ho invitato diverse classi dalla scuola elementare a venire al nostro laboratorio di chimica e biologia e fare esperimenti insieme ai nostri studenti.

Uno degli incontri è stato dedicato al paesaggio carsico (che è particolare della nostra zona).  La mia speranza è che l’associazione insieme al collegio possano arrivare ad offrire insieme più servizi alla comunità, più attività creative ai giovani. Il collegio è diventato una parte integrante della società ma certe volte si ha l’impressione di essere qualcosa “al di fuori” (che forse è un fatto  naturale tenendo conto del carattere  internazionale della scuola).

Vivere per tanti anni circondato da gente proveniente da diverse culture non è facile, ma proprio questo rende l’ambiente molto dinamico. I problemi  (piccoli e grandi) sorgono ogni giorno e suscitano immediatamente una discussione. Si creano amicizie tra studenti e  insegnanti che rimangono per tutta la vita, ma anche fratture che rimangono per sempre, proprio perché tutto è vissuto in modo molto intenso.

Mi ritengo molto fortunata di aver vissuto e lavorato con persone che hanno lasciato un segno forte nel mio cuore.  Ricevere le loro notizie mi rende estremamente felice e soddisfatta di tutto quello che ho fatto fino ad adesso.

 

Dima
Duino, Italia
Novembre 2011