Home > Arte e Cultura > Fotografia > Elia Photo Service a Gerusalemme

C’è un negozietto nel quartiere Cristiano della città vecchia di Gerusalemme che si chiama Elia Photo Service, e che dovete assolutamente visitare se passate per la Città Santa. E’ della famiglia armena Kahvedjian, ed è il posto migliore per trovare fotografie storiche di Gerusalemme e dintorni. Ho avuto il piacere di parlare con il nipote del defunto Elia Kahvedjian, che era venuto in Palestina durante il genocidio armeno, e tra altre cose aveva cominciato a fotografare, senza sapere che stava creando la memoria storica di un mondo che sarebbe stato brutalmente distrutto di lì a poco. Ecco cosa mi ha raccontato Elia, che prende il nome da suo nonno.

Claudiaexpat
Gerusalemme
Giugno 2012

Elia durante l'intervista

Elia durante l’intervista

Mio nonno nacqua a Urfa, in Turchia. All’età di circa cinque anni perse tutta la famiglia nel genocidio armeno. Con altri orfani del genocidio fu portato nel Medio Oriente, precisamente a Nazareth. Qui uno dei suoi insegnanti era fotografo, e cominciò a farsi accompagnare da mio nonno, non per insegnargli a fotografare, ma per farsi aiutare a portare le piastre. E’ così che mio nonno cominciò ad interessarsi alla fotografia. All’età di 16 anni andò a Gerusalemme con altri nove orfani, e venne loro assegnata una stanza nel quartiere armeno. Cominciò a lavorare come impiegato in un negozio di foto fuori dalle mura, e più tardi si mise in proprio, aprendo il suo negozio, che andò benissimo fino al 1948. A quel punto cominciarono i disordini e vennero distrutti un sacco di negozi. Fortunatamente mio nonno lavorava per l’Esercito Britannico e la Forza Aerea, sviluppava loro i negativi e stampava le loro fotografie, quindi un ufficiale del governo andò ad avvisarlo due giorni prima del grande attacco su Gerusalemme. Gli consigliò di portar via tutto, e mio nonno prese due camion dell’esercito e li caricò di foto, negativi, materiale vario, che nascose in una cantina nel quartiere armeno. Il tutto rimase nascosto fino al 1987, quando i miei genitori decisero di dare una bella pulita al posto e trovarono tutti questi negativi, piastre, etc. Con i disordini mio nonno aveva perso tutto, quindi ricominciò da zero in un nuovo posto. Nel 1949 comprò il negozio dove siamo tutt’oggi. Era fotografo, pittore e musicista.

Le fotografie che vendiamo oggi sono di mio nonno, che cominciò a prenderle nel 1924, ma anche di altri famosi fotografi, alcune risalgono addirittura al 1860. Le teniamo per dare continuità alla storia attraverso le fotografie. Il negozio è diventato una sorta di archivio storico perchè le foto mostrano come viveva la gente in quest’area settanta o ottanta anni fa, e come la vita sia cambiata drasticamente. E’ anche per questo motivo che mio padre, Kevork, ha prodotto il libro che è diventato così famoso a Gerusalemme: Jerusalem through my father’s eye (Gerusalemme attraverso gli occhi di mio padre). E’ una collezione di fotografie che mostrano come la gente viveva, lavorava e si divertiva non solo a Gerusalemme, ma anche a Tel Aviv, Jaffa, Haifa, in Galilea e ad Akko, più qualche paesaggio.

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Abbiamo ogni tipo di cliente in negozio: arabi, ebrei, stranieri, diplomatici, insomma chiunque sia interessato alle fotografie storiche. Ciò che rende anche così speciali le foto di mio nonno è il fatto che lui si concentrava sulle persone. Era una cosa molto nuova perchè all’epoca la sensibilità delle pellicole era bassa, e fotografare delle persone che continuavano a muoversi non era facile. Ma lui scelse uomini, donne e bambini come soggetti, e attraverso le sue splendide foto sembra quasi di sentir parlare la gente.

Oggi non viviamo più nel quartiere armeno. Ci ho vissuto da bambino, ma adesso sono contento di essere al di fuori delle mura. Il quartiere armeno è sovrappopolato e tutte le case sono connesse, non c’è privacy. C’erano 40,000 armeni a Gerusalemme, oggi se ne contano a malapena 2,000. Molti sono emigrati negli Stati Uniti, in Canada e in Australia. La situazione qui è dura per tutti, anche se posso dirti che gli Armeni sono persone positivamente neutrali. Noi siamo una famiglia di fotografi, e questo è ciò che ci interessa. Io faccio foto e il mio bimbo di quattro anni ha già una macchina fotografica. Questa non è solo una professione, è la nostra vita.

 

Nota dell’intervistatrice: Elia Photo Service si trova dietro al Santo Sepolcro a Gerusalemme. Prendete le scale che vi portano alla Moschea di Omar, e quando arrivate in cima e incrociate una strada, prendete a destra, e poi la seconda a sinistra. Se vi perdete chiedete – tutti conoscono il negozio !
Se volete comprare lo splendido libro Jerusalem through my father’s eyes, per favore fatelo nel negozio stesso (Kevork, figlio di Elia e persona squisita, ve lo firmerà) : non compratelo in nessun altro posto in città, perchè il libro è stato ristampato e viene venduto senza il permesso della famiglia Kahvedjian.