Home > Vita d'Expat > Lavoro > Energia e dinamismo nella visione di Valeria Maltoni

Giovane e dinamica, Valeria Maltoni si è affermata negli Stati Uniti come esperta di comunicazione e marketing, e ha conquistato di diritto il suo posto nell’America delle grandi corporazioni. Creatrice del blog ConversationAgent.com, Valeria considera la conversazione come elemento fondamentale sul mercato. Una connazionale di cui essere fieri, che ringraziamo per il tempo che ci ha dedicato, e per l’ottimismo che ha infuso a questa intervista.

Claudiaexpat
Febbraio 2009 

 

Leggendo il tuo blog e la tua biografia, mi è molto chiaro che sei una mente…illuminata, e una donna e professionista molto in gamba. Ci vuoi spiegare di cosa ti occupi, quali sono i tuoi campi di intervento, e quale area del tuo lavoro preferisci?

Preferisco il lavoro che richiede il massimo – quello di integrare le impressioni ed esperienze che danno significato al business nelle considerazioni dei clienti. Mi occupo del dialogo con il mercato e dello stimolo agli acquisti (e al profitto, che è essenziale). Questo include le comunicazioni esterne di marketing con clienti presenti e futuri online e per altri mezzi. In parole povere: video, podcasts, la pubblicità sempre più online, il sito della ditta, l’ascolto delle conversazioni su altri siti. Sono anche responsabile delle relazioni pubbliche, una parte delle quali è con giornalisti, e delle comunicazioni aziendali interne.

Workshops, panels, interattività col pubblico, libri pubblicati, analisi, crescita e creatività costante: come sei arrivata a tutto questo? 

Facendo un passo alla volta. Ho iniziato lavorando con bambini cerebrolesi molti anni fa avendo l’opportunità di imparare veramente le scienze dell’antropologia, sociologia e psicologia. Questo mi ha dato lo spunto per entrare veramente nel mondo del marketing. Ho studiato linguistica e le dinamiche della comunicazione sono sempre state un mio interesse molto spiccato. Lavoravo 12 ore al giorno e studiavo di notte per finire l’università in Italia. Ho mantenuto quel desiderio e la curiosità di imparare e migliorare che ho avuto sin da bambina. Continuo anche oggi con circa 60 ore o più di lavoro non stop per la ditta e 30 ore online alla settimana oltre a quelle. La maggior parte del tempo la uso per produrre contenuto che sia diretto e abbia valore per chi lo cerca e desidera imparare – per migliorare il marketing e le relazioni pubbliche, ma soprattutto per creare o reinstaurare rapporti di fiducia nel mondo del business.

valeria maltoniCosa ti ha portata a Filadelfia, e come ti ci trovi?

Sono approdata a Filadelfia per lavoro e ci sono rimasta, anche quando guidavo 3 ore al giorno per lavorare in una ditta di consulenza sul rischio. Ho persino lavorato a Manhattan per un breve periodo. Non c’è città che ami più di New York, ma farei fatica a viverci. A parte i costi, ho già tanta energia io, figurati se abitassi in un posto dove c’è sempre qualcosa di interessante da fare e gente da conoscere. Filadelfia è molto più provinciale in tanti sensi, nonostante ci siano tante università prestigiose nelle zone limitrofe – Wharton/Penn, Temple U/Fox, LeBow/Drexel e Villanova University sono tutte concentrate nell’area. Si fa una vita abbastanza tranquilla qui, e poi mi ci sono abituata.

In questi giorni sui nostri forum stiamo discutendo dei pregiudizi nei confronti degli italiani: il fatto di essere una donna italiana ti ha messo di fronte a particolari prove nel tuo percorso professionale negli States? Hai mai dovuto lottare per liberarti di certi cliché legati alla nostra cultura, e che magari influenzano le persone nei rapporti professionali?

Se ho incontrato pregiudizi, non ci ho fatto caso. Mi presento così come sono e se non va bene, peggio per te. Questo è sempre stato il mio atteggiamento nei confronti della vita. Perchè sprecare energie a convincere qualcun altro che abbiamo valore? E’ meglio imparare a riconoscere e valorizzare quello che siamo e abbiamo da condividere e comportarsi con rispetto nei confronti degli altri. Se fossi rimasta in Italia avrei avuto una vita più difficile perchè io ai clichè non ci ho mai creduto e questa cultura favorisce coloro che desiderano un ambiente nuovo e più libero. Vince chi ha le idee e apporta i risultati. Punto. Fine della conversazione.

Conversation, conversation and conversation: sei “Made in Italy, nella terra della conversazione” e sulla comunicazione si è sviluppato il tuo successo professionale. Non credi che la spinta alla comunicazione, soprattutto in ambito lavorativo, sia ancora oggi una prerogativa femminile?

Molti dei comunicatori più bravi che ho conosciuto sono uomini. Il mio successo deriva dal fatto che ho trovato il modo di portare il valore di ciò che sono in quello che faccio. Ho lavorato per un certo periodo con un genio della matematica e ti posso dire con certezza assoluta che c’è una gran differenza tra chi sa bene la matematica e chi è nato per quella disciplina – come dal giorno alla notte. La comunicazione è scienza, non solo arte. Come ho condiviso con voi, le scienze sono alla base della conoscenza che mi rende efficace nelle mie mansioni lavorative.

Obama presidente e una crisi finanziaria dalle cupe prospettive; decisamente un momento storico marcato da grandi avvenimenti. Come vive il tuo settore in questo momento? Come ti senti di fronte a queste grandi sfide?

In questo momento lavoro per una ditta di tecnologia. Anche se le cose sono decisamente rallentate, i business hanno bisogno di quello che offriamo perchè una grossa parte del business quotidiano è svolta usando dati e noi manteniamo il collegamento tra i dati e le persone che ne hanno bisogno per svolgere le loro mansioni. Lavoriamo con ogni tipo di industria, quindi è un business ciclico ma differenziato. Ho lavorato con bambini che non potevano parlare, o camminare, eppure avevano un’umanità incredibile. Se loro e le loro famiglie riescono ad essere felici, perchè non dovremmo noi? La felicità è una qualità interiore ed una scelta. Adesso più che mai è  importante rimanere positivi, determinati, e fiduciosi che possiamo cambiare il mondo. Lo possiamo fare in ogni attimo e con ogni persona. Credo che non abbiamo mai avuto tante opportunità come abbiamo oggi grazie anche all’Internet. Pensa a come ci siamo conosciute noi. Questo non è che il primo passo. Il mio consiglio è quello di continuare a creare e aprirsi a nuove possibilità. Il mercato per qualcosa in cui credere è infinito.

Già che sei qui ...

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