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Lavalen è un’amica italiana di Expatclic, e vive a Buenos Aires, da dove ci manda questo articolo molto ottimista… grazie Lavalen, un po’ di ottimismo di questi tempi non guasta certo !!!!

Ottobre 2008

In giugno sorrisi agli amici che scrivevano preoccupati per un articolo del Financial Times su una prossima, imminente crisi argentina, un altro default nel quale l’attuale governo starebbe guidando il paese.

Oggi sorrido pensando alla drammaticità dei titoli dei giornali statunitensi ed europei sulla debacle dei mercati finanziari. Sorrido perché qui la disperazione non si avverte, non si respira quella paura di perdere tutto, di non avere futuro. Perché questo paese insegna a chi ci vive che il futuro è adesso, che si sopravvive ad ogni crisi, dittatura, rovina finanziaria. E non si tratta solo di sopravvivenza bensì di capacità di adattarsi ad una situazione che non permette la programmazione di lungo termine.

Se qualcuno però rimanesse col dubbio che qui le cose vanno male, alcuni numeri forse possono aiutare: il debito pubblico, che tanto spaventa quelli che gridano “crisi, crisi” è il 56% del prodotto interno lordo; per noi italiani queste sono percentuali scandinave… L’inflazione ufficiale si aggira intorno all’8%, quella reale, il vero problema del momento, si dice essere intorno al 25%, l’economia è cresciuta fino all’anno scorso ad un tasso dell’8% circa e per i prossimi anni si prevede un rallentamento con crescita stimata al 4%. Circa l’85% dei depositi bancari sono in moneta locale e le riserve di dollari coprono abbondantemente il fabbisogno nazionale.

Quanto la situazione possa restare così è difficile dirlo ma, se “la vita è oggi”, come recita il titolo di un musical di Broadway, questo è un paese dove le opportunità esistono e si può vivere approfittando di partecipare alla rinascita di un continente che sta lentamente e faticosamente costruendo una propria identità ed una forza internazionale che mai si erano viste prima. Questa è una diretta conseguenza del declino dell’egemonia statunitense, del quale i paesi latinoamericani stanno rapidamente approfittando. Ma allora come si vive quaggiù, dall’altra parte del mondo, a testa all’ingiù, come recita il titolo del mio blog?

Posso raccontare di Buenos Aires, dove sono espatriata da un anno. Posso semplicemente dire che sono fortunata a vivere in una città che offre così tante opportunità e dove la vita, nonostante un po’ di inflazione, ha dei costi ragionevoli. Ci sono oltre 1.000 teatri attivi in città, ci sono cinema e scuole per qualsiasi tipo di corso di formazione. La cultura è veramente alla portata di tutti; per me è il massimo dell’espressione democratica, che tutti possano partecipare, sperimentare, avere spunti di riflessione. I teatri sovvenzionati dal governo praticano prezzi politici per opere di prima qualità. Che differenza con l’Italia!


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Quaggiù a Buenos Aires si coltivano molti interessi al di là del proprio principale lavoro. Quando mi chiedono cosa faccio per vivere,e dico “la consulente di marketing per piccole e medie imprese europee sul mercato argentino“,aggiungono: “…e poi?” … E così ti incoraggiano a scoprire le tue aspirazioni, quello che avresti sempre voluto fare … E qui ho trovato la possibilità di farlo, studio fotografia e scrivo come corrispondente per varie pubblicazioni italiane online. Un amico italiano sta studiando recitazione, un’altra sogna di cantare, tutti sono stimati professionisti con il tempo e la voglia di approfittare della vita.

Ammetto di fare parte di una minoranza privilegiata, ammetto di avere un approccio positivo alla vita, ogni mattina mi ripeto che sono fortunata a poter vivere questa esperienza. I problemi ci sono anche quaggiù ma la quantità di bambini che si vedono in giro per la strada mi fa sentire che questo è un paese che ha speranza nel futuro, che non ha paura di dare la vita. E anche se molte ragazzine sognano di imparare a ballare lap dance intorno ad un palo o diventare starlette della tv partecipando al grande fratello, il tango e la musica tradizionale rivestono uno spazio sempre più importante nella cultura nazionale.

ba3E la sicurezza? Ebbene, il pericolo è una sensazione personale, ciascuno ha un livello di “guardia” diverso. Qui molti argentini mi sembrano paranoici al riguardo, si rinchiudono in quartieri nella periferia, circondati da mura con filo spinato e pattugliati da security interna. Per ciò che ho visto e ho vissuto, con un appartamento in città, in Agronomia – zona non centralissima, e tanta curiosità di scoprire la città, non ho più paura qui che a Milano o Firenze.

Siamo numerosi noi nuovi espatriati, ci siamo meritati anche un lungo articolo sul quotidiano più importante, Clarin, siamo europei, qualificati, tanti francesi, tanti italiani, molti dei quali pensionati che non hanno voglia di restare in Italia sopravvivendo faticosamente. Siamo creativi, abbiamo voglia di fare in un paese che ci sembra casa: quando la mattina si fa colazione con caffé e brioche al bar leggendo l’edizione locale del Corriere della Sera; quando andiamo al cinema e dopo a mangiarci una pizza; quando si scopre che, proprio dietro casa, c’è un pastificio artigianale che fa dei ravioli spettacolari. Perché anche la dimensione culinaria aiuta a sentirsi a casa…

 Pensieri quotidiani….
*A volte l’aria è densa di inquinamento ma sempre sull’autobus e in metro c’è profumo di pulito perché la gente si lava!
**Qualche volta le donne sembrano preoccupate troppo del loro aspetto esteriore, ma che meraviglia quando si va dall’estetista per la depilazione!
***La tv passa spazzatura ma che sorpresa scoprire che molti canali via cavo sono specializzati in film classici, programmi di cultura e arte di qualità!
****I cinema sono spesso multisala dove la gente rumina rumorosamente pop corn, però i cineforum e le sale specializzate in cinema di qualità non mancano di certo a chi sa cercare!
*****Tanti ristoranti millantano una qualità che non esiste e il tiramisù lo fanno con mascarpone in polvere; grazie al cielo in città ci sono più di 2900 ristoranti recensiti!

Già che sei qui ...

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