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I nostri ragazzi e bimbi-expat sono straordinari: nonostante siano catapultati in contesti sempre diversi ed in paesi sempre nuovi, non si fermano davanti a nulla e ce la mettono tutta nel riuscire a capire la nuova realtà e nel cercare di farsi capire. La loro voglia di comunicare è tale che le lingue non hanno confini, purchè si parli!!! Ne nasce un mix di termini, frasi, modi di dire che a loro appaiono assolutamente naturali, e a noi sembrano espressioni strampalate, miscugli linguistici esilaranti, soprattutto se li vediamo pronunciare da loro, i nostri figli, con quei visini così impegnati e sicuri di sè !

Godetevi questi aneddoti, queste tenere sgrammaticature che abbiamo raccolto qua e là. Fanno pensare a come la mente dei nostri ragazzi, e bimbi in tenera età sia così geniale da creare i più disparati ed incredibili equilibrismi linguistici.

A cura di Aleexpat
Perth, Western Australia
Gennaio 2011

Annaexpat (Colorado) ed Emma, due anni:

Noi giochiamo spesso con le parole: Emma è una puzzina, Sara (la sorellina) è una puzzotta, i piedocci di Emma, i piedacci di papà, Sara è piccolissima, Emma è piccolotta (NOOOOO io sono grandina!), e lei deve aver fatto 2+2 e dedotto che tutte le parole siano accrescitivi/vezzeggiativi/diminutivi di qualcosa… A cena: Emma, vuoi il melone? Sì, mi dai un po’ di MELO? Lo mangio con le mani o con la FORCA?

La mattina prima di andare a scuola: Cambiamoci che così usciamo! Un attimo, mi devo togliere i PANTALI. E spero che non siamo al limite del blasfemo con la preghierina della sera: Gesù BAMBONE, stammi vicino!

Papà, I’m shutting the door! Poi viene da me: Mamma, ho shuttato (sciattato?) la porta!

Mamma, cos’è questo? (io tipicamente girata o in un’altra  stanza…) Questo cosa? Questo! Cosa?? Questo… THIS!

Posso jumpare?

Mangiando mirtilli: Mamma, look!! Un BLUEBERRO gigante!

Sistemando dopo cena: Ecco! I closed the TAP. Tesoro, non si dice THE TAP… Il tappo, the lid. Ah! Il tappo, the tap!

Usciamo per andare a scuola: Mamma, I put my hat on my ORECCH, not on my eyes.

elaninaustralia (Australia)  con Viola e Paolo:

Stiamo preparando il tiramisù. Siccome è avanzata un po’ di crema, Paolo prende un biscotto e dice a Viola:
“Viola, fai come me. Io dippo il biscotto!”
La mamma solerte interviene: “Paolo, non si dice dippo in italiano”
“No, mamma? E come si dice?”
“PUCCIO…tesoro!!!”.

A scuola stanno preparandosi al saggio di fine anno in cui balleranno sulla musica di “Grease lightning”. Ieri c’è stato un temporale e mentre tornavamo a casa in macchina, Paolo ha visto un lampo e ha commentato: “Mamma, forse quel lampo viene dalla Grecia e si chiama  “Greece lightning”…..

Oggi, abbiamo mangiato un italianissimo panino con il prosciutto crudo e un po’ di formaggio Asiago. Sempre Paolo, leggendo il nome del formaggio sulla carta, ha commentato: “In inglese questo formaggio si dice “Asia Go” pronunciato ashia go….”!

 

Cristinaexpat (Nigeria) con Lara, 2 anni e 7 mesi:

Leave me my pancia!!!!” difendendosi dalla sorella che voleva farle il solletico.

E ancora “I don’t want washinnle mani !!!”

 

Aleexpat (Australia) con Leonardo e Francesco:

Per Leonardo e Francesco è facile parlare italiano, basta tradurre parola per parola dall’inglese, semplice no?

Mamma, a che cosa sei brava a? (Traduzione letterale di What are you good at?)

Aspetta per meeee!!!! (Wait for me!)

Per sicuro (for sure!), io non lo faccio!

Che cosa è quello per? (What is it for?)

Francesco: “Mammaaaa, io mi piace tuuuu!” (I like you!)

E ancora: la bianca auto, il rosso libro, la blu maglietta… tutti gli aggettivi vanno tassativamente prima del nome, of course!!!

Mammaaa, Francesco mi annoia (annoying)! Ed io: “Leonardo si dice mi rompe le…ehm…mi infastidisce amore, si dice mi infastidisce!”

E ancora: “Ma questo panino e’ squisito!!!” Mi dice Leonardo, ma con una faccia da cui capisco che non lo è per niente!!! E allora chiedo: ma ti piace o no? “Ma mamma guarda e’ squeezito…e la marmellata e’ andata fuori!!!. “Ho capito, amore, il panino e’ schiacciato!!!!”

“Wow, mum, a frog!”. Sì Leonardo, la vedo, ma come si dice frog in italiano?. “Facile, e’ la froga!”.

E poi c’è Francesco che cerca di lanciarsi nei modi di dire italiani… ma tutto a modo suo!

“Leonardo, basta, non mi disturbare le scatole!!!!”

“Mamma, mamma, sono stanco della morte!!!” Lo guardo con faccia allucinata, ma poi sono colta da un lampo di genio “Amore, si dice, sono stanco da morire!!!”. “Ecco, sì proprio così!”.

Claudiaexpat (Gerusalemme): gli equilibrismi linguistici di Alessandro e Mattia tra italiano-francese e spagnolo

Alessandro e suoi francesismi:

Ho del male a immaginarmi questo posto  (dal francese: j’ai du mal à = faccio fatica a)

Per dire cappotto dice MANTELLO
Per dire giacca dice VESTE
Per dire abito da uomo dice COSTUME

“Non so se è meglio che venga col mantello o forse mi porto una veste. E il costume meglio che lo compriamo insieme in Italia, qui non si trova niente di  bello!”

E Mattia:

Quei due fratelli sono molto sembrati!

Da oggi in d’ora in poi

Il suo nivello di francese è molto buono

Oggi mi sono sentito veramente desesperato

Ho una memoria fotogenica

I capelli si asciugano col forno

L’acqua è candina (caldina)

Chi è il culpable?

Quei tipi non erano supposti star lì!

Mattia ha letto Antigone (in francese) e questa mattina me l’ha raccontato. Devo dire che sono stupita dalla sua proprietà di linguaggio in italiano, ma questi tre  strafalcioni sono pur sempre mitici:

“come lei non era per niente d’accordo…..” (siccome lei…..)
“e allora lei, disperata, si pende” (si impicca)
“ma lui dice “gli diamo una degna sepolzione” (degna sepoltura)

 

Lisaexpat (Sudan) e i titoli dei cartoni animati storpiati dalle sue bimbe:

Lilli e il Cagabondo

Pocahondas

Il nanello di Cirulentola (che sarebbe l’anello di Cenerentola!)

Giuliettaexpat (Francia):

Camilla utilizza una marea di francesismi, il piu carino:
Camilla Micol Cerruti, adesso basta … io non sono Camilla Micol, sono Camilla tutto corto (dal francese tout court, che gli dà tutto un altro senso)

Per il mio compleanno voglio un ROLOGIO
Con la mia amica abbiamo parlato dei  MOMOSESSUALI

Per la serie coniughiamo:

Me lo leggio!!!

non te lo dicio

non mi capisceva

Oggi Federica, tornando da scuola, mi raccontava a ritmo di 3000 parole al minuto il suo compito in classe di matematica. Le ho fatto notare di smettere di parlare in francese ma di rivolgersi a me in italiano. Mi ha detto “Ma cosa ti importa, tanto tu lo capisci il francese!”… ovvio in italiano per spiegarmi la matematica le mancava assolutamente il vocabolario!!

Silviaexpat (Germania): l’italiano fantasioso di Emily tra italiano, tedesco e inglese.

Emily è una bambina che fin da piccolissima ha vissuto in ambienti linguistici molto diversi, iniziando a parlare con il russo, poi l’inglese e l’urdu all’asilo, perfino il turco qui a Berlino. Non è un caso dunque che fin dalle prime battute abbia saputo creare una modalità linguistica basata sull’uso di svariate parole, messe insieme alle lingue più familiari. Una delle prime forme di sinergia linguistica fu in Pakistan, lei neanche quattrenne, al telefono con la zia:

– Sì, è arrivata Nonna poi dopo inshallah andiamo allo zoo…

– (l’uso del participo passato): oggi ho risato tanto con Luise! poi abbiamo corrato…

– (l’uso di condizionale e congiuntivo): lo sapevo che me lo dicessi! Se lo avressi saputo!!

L’inevitabile influenza anglo-sassone:

Uff, sono finita! (per dire, son pronta, sono sazia)

Mamma come si vede lei? (per dire, cosa sembra, a chi assomiglia?) how does she look like, cioè, wie sieht Sie aus??

e l’altrettanta inevitabile influenza di canzoncine e storielle tradizionali italiane ascoltate in cassette e cd:

Mamma io non mi voglio maritare mai!

Nevvero mamma??

Un commentino finale: a volte quando siamo in Italia o a Berlino vedo che le amichette e gli amici di Emily ogni tanto mi guardano avvolti nella nebbia come a dire “Ma cosa cacchio sta dicendo…????”  ehhhhh, va beh, che dobbiamo fare? è il bello della diretta, ragazzi!!

Al rivederci !!!! (direttamente dal tedesco Auf Wiedersehen)

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