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Daniela è un’amica di Lenaex, e vive a Bangkok, dove ha partorito due bellissimi bambini, Davide e Marco. Ce lo racconta in questo articolo. Grazie Daniela !!!

Il parto di Davide

Davide è nato il 25 gennaio 2005, alle ore 08:10, a Bangkok. Io avevo 37 anni, felicissima di avere in braccio quel bambino e che il dolore acutissimo che lo aveva preceduto si fosse finalmente dissolto. Mio marito mi era accanto, molto emozionato. Siamo rimasti tutti e tre nella sala parto color rosa per circa due ore in un’atmosfera di tenerezza e intimità che rende certi momenti della vita unici. Poi Davide è stato visitato dalla pediatra e noi genitori siamo tornati in camera. Ci siamo rimasti per cinque giorni, tra i più belli della nostra vita. Sembrava di essere in un albergo di lusso: camera ampia, lettino per il papà, bambino sempre accanto, personale cortesissimo. Il papà ha imparato subito a fargli il bagnetto e a cambiarlo nella nursery. Io, per il bagnetto, ho aspettato di arrivare a casa: avevo il terrore che mi scivolasse dalle mani.

Le prime contrazioni erano cominciate il giorno prima, la mattina presto. Erano state irregolari per tutta la giornata e quasi per niente dolorose, tant’è che pensavo fossero le cosiddette “false contrazioni”. Verso mezzanotte però erano scomparse del tutto, per cui, preoccupata, mi arrovellavo con domande tipo: perché non aumentano di intensità e frequenza? Perché il bimbo si muove poco?

L’ansia e la paura sono cresciute a tal punto che abbiamo deciso di andare in ospedale, nonostante l’assenza di contrazioni. Qui, dopo il monitoraggio, abbiamo scelto la stanza, abbiamo disfatto la valigia e io mi sono sdraiata sul letto preparandomi ad un lungo travaglio (come previsto secondo il corso preparto che avevo seguito diligentemente e come scritto in tutti i libri letti sull’argomento). Improvvisamente, dopo soltanto un’ora, una fitta intensissima mi toglie il respiro e così di seguito ogni due minuti circa. Un dolore ai limiti della sopportazione: ma come si può resistere in quelle condizioni per tante ore quanto è lungo il travaglio di una primipara? Ero disperata. Solo quando è arrivata la ginecologa ho capito che ero già quasi alla fine del parto e non all’inizio. Che sollievo! L’ultima fase delle doglie è avvenuta all’interno di una vasca circolare piena di acqua calda, molto efficace nel ridurre il dolore, poi Davide è nato… fuori dall’acqua.

Il parto di Marco

Parto_BangkokMarco è nato l’11 gennaio 2007, nella stessa stanza rosa del fratello. Le contrazioni erano cominciate di notte, stavolta regolari e non particolarmente dolorose. Però non mi facevano dormire. Ci siamo diretti presto verso l’ospedale per evitare il traffico mattutino dei pendolari. Era giovedì e avrei rischiato di partorire in macchina se avessi trovato un ingorgo o uno solo dei semafori lunghissimi di Bangkok (anche 20 minuti di attesa!). Faccio colazione nel bar dentro l’ospedale, le contrazioni scompaiono e, dopo la visita e il monitoraggio, salgo in camera, sempre senza dolori fino alle 10:00, quando avverto la prima intensissima fitta. Vista la velocità del parto precedente, mi aspetto di avere Marco tra le braccia molto presto. Dopo mezz’ora chiamo un’infermiera e le chiedo di portarmi in sala travaglio. Dice sì, esce dalla stanza e non torna. Dopo un’altra mezz’ora la scena si ripete con un’altra infermiera. Anche questa non torna. Alle 11:30 finalmente una terza infermiera mi accompagna direttamente in sala parto (le camere da letto e la sala parto sono su piani diversi). Appena in tempo! Marco nasce 20 minuti dopo. Niente bagno in acqua calda per me, stavolta.

Non so di preciso il motivo della lunga attesa in camera. Devo dire che aveva creato in me una certa apprensione. Ero e resto ancora perplessa sul comportamento delle infermiere. Solo in seguito ho saputo che quel giorno sono nati 9 bambini e, visto che ci sono 2 sale parto (rosa e gialla), forse c’è stata un po’ di incertezza nel decidere a chi toccava per prima.
Sono rimasta in ospedale solo tre giorni, molto rilassanti se penso alle notti insonni e all’enorme fatica che ho vissuto nei mesi seguenti.

La ginecologa
Vivevamo a Bangkok dal 2000 e ho contattato per la prima volta la ginecologa nel 2001, per normali controlli di routine. Mi era stata consigliata da alcune amiche italiane che già si rivolgevano a lei. Si chiama Nisarat Kasatri. Preparata e decisa ha ottenuto la mia fiducia, nonostante una certa difficoltà al dialogo col paziente. Ma amiche che si rivolgevano ad altre ginecologhe non erano comunque totalmente soddisfatte, quindi non ho cambiato medico.

L’ospedale e le analisi
Nisarat lavora presso uno dei tre maggiori ospedali di Bangkok, il Samitiveji Hospital. Gli altri comunemente frequentati dagli espatriati sono il Burmungrad e il BNH. L’ospedale, privato, è moderno, pulito e il personale gentile e (spesso) efficiente. Sono molto organizzati e normalmente per un appuntamento non si aspetta più di 15-20 minuti. Gli esami vengono richiesti dal medico direttamente al laboratorio tramite sistema informatico e i risultati non vengono comunicati al paziente, se non necessario. Per sapere, non bisogna farsi problemi a chiedere. A tal proposito ho scoperto che l’indagine per Toxoplasmosi non viene eseguita di routine, come invece accade in Italia.

Non c’è stato accanimento nei controlli durante la gravidanza. Non ho fatto l’amniocentesi, nonostante mi fosse stata proposta, bensì un’ecografia alla 17a settimana in base alla quale mi è stata indicata la probabilità di avere un bimbo Down. La successiva ecografia è stata eseguita regolarmente al quinto mese. Le urine vengono analizzate ad ogni visita, viene controllata l’anemia, la glicemia all’ottavo mese e ricercato lo streptococco di gruppo B. Viene prescritto acido folico, spesso vitamine e, se necessario, ferro.

La ginecologa non ha mai fatto pressioni per sottopormi a un parto cesareo. A me, durante le visite, ha sempre parlato di parto naturale. Nel mio caso, a causa della velocità degli eventi, non si è potuta eseguire un’anestesia epidurale, ma so che Nisarat non si oppone.

Sia io che mio marito consideriamo piuttosto inutile il corso preparto, a pagamento. Ci hanno insegnato qualche tecnica di respirazione e alcune posizioni per attenuare il dolore ma a me non sono servite. Hanno insistito molto sul ruolo del papà durante le doglie spiegando come rassicurare e massaggiare la compagna per ridurre il dolore. E’ stato piuttosto ripetitivo, noioso e alla prova dei fatti inefficace: quando i dolori erano molto forti non sopportavo alcun massaggio da parte di mio marito, l’unico sollievo era dato dallo stritolargli la mano! Per la parte più tecnica relativa alle doglie (intensità e durata), al parto, agli antidolorifici, a interventi d’emergenza molto è scritto sui libri in commercio.

Il certificato di nascita
Per il certificato di nascita c’è un ufficio all’interno dell’ospedale. Viene prodotto l’originale in thailandese e la copia in inglese. Noi l’abbiamo fatto poi tradurre in italiano presso l’Università Chulalongkorn ma ci sono agenzie di traduzione che svolgono tale servizio. Una curiosità: sul certificato compare il segno zodiacale dei bambini, secondo lo zodiaco cinese.

Daniela
Bangkok, Tailandia
Giugno 2008

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