Home > Famiglia e Bambini > Gravidanza > Ho partorito la seconda delle mie tre figlie in Sudafrica
african pregnancies

Con questo articolo sul suo parto in Sudafrica Lisa si unisce all’equipe italiana di Expatclic e diventa Lisaexpat !!! Un grandissimo benvenuto da parte di tutte noi, che aspettiamo con ansia nuovi racconti e partecipazioni !!!

lisaTeresa ha visto la luce il 17 gennaio 2007 a Nelspruit, cittadina sperduta nella verdissima regione dell’Mpumalanga, vicino al Kruger Park.
Io e mio marito siamo partiti un giorno prima da Maputo, in Mozambico, dove vivevamo, lasciando Anna, la primogenita, alle cure della baby sitter e di tutta la comunità italiana espatriata. Essendo stato un cesareo programmato abbiamo potuto organizzare tutto nei minimi dettagli. Ovviamente la clinica era privata e mi hanno fatto pagare dall’anestesia alla garza per la medicazione. Avete mai sentito parlare della Mediclinic (http://www.mediclinic.co.za)? Ma è la stessa clinica dove ha partorito la famosa Brangelina Jolie! Lei in Namibia però. Anche i mariti sono diversi!!!!!

La sera prima del ricovero, ovviamente, mio marito si è fatto venire in mente che forse la nostra credit card (molto preziosa per la tua salute in Sud Africa) non aveva un adeguato massimale giornaliero spendibile. Fiduciosi, ci abbiamo dormito su, coppia senza figli per un giorno, l’ultimo!!
lisa2La mattina alle 5 (sono efficienti i sudafricani) abbiamo scoperto che, con la nostra credit card, infatti non saremmo andati in sala operatoria nemmeno pregando. Altro che Brangelina. Quindi io sono rimasta in corridoio con la mia valigina, parlando con l’anestesista e la sua segretaria, nonché contabile, sorridendo alle infermiere che mi guardavano incuriosite. Solo dopo 2, 3 ore durante le quali mio marito ha svegliato mezzo parentado in Italia, mi hanno portato in camera e in 10 minuti ero in sala operatoria.
Lì c’era anche mio marito. In Sud Africa non hanno paura dei mariti. Forse i boeri sono più forti e non svengono mai! Comunque nemmeno il mio è svenuto, anzi ha seguito Teresa passo passo mentre io mi riprendevo. Quando mi hanno portato in camera è arrivato anche lui, afflitto chiedendo scusa per il naso di Teresa. In effetti Teresina non era una bellezza nemmeno agli occhi di mamma (si è ripresa col tempo!!!).

Considerando che paghi devono offrirti qualcosa di carino e diverso per giustificare la spesa. Così la Mediclinic fotografa il nuovo nato e pubblica la sua immagine nel sito internet. La povera Teresa ha beneficiato di una tale quantità di scatti che dopo un po’ mi sono sentita in dovere di rassicurare le infermiere che non mi importava del risultato estetico. Quella foto ce l’ho ancora, accanto all’improntina del suo piedino (offerta pure quella) e mi piace così tanto!

Che dire poi di come trattano la mamma. Io avevo una camicia da notte stile ospedale italiano, da nonna Abelarda. Mi hanno detto subito che era troppo lunga, scomoda per le visite. Avevo intuito di essere fuori moda incrociando la mia vicina di stanza dalla pelle color ebano in raso rosso con pizzi trasparenti. Così mi hanno messo solo una maglietta. Il giorno dopo, quando ho potuto e dovuto camminare, mi sono fatta portare la mia camicia carina, carina con spacchetto laterale. Ero un fiore. Sul serio, mai stata meglio in vita mia. Sarà stato anche l’effetto della colazione con caffè e dolcino offerta elegantemente su vassoio, really african style, a me e mio marito per festeggiare l’evento.
In Italia ti lasciano tre (tre..se non quattro) giorni senza mangiare dopo il cesareo. Io che sono magrina patisco le pene dell’inferno e divento debole, debole. E poi devi anche “liberare l’intestino”, altrimenti non ti dimettono. Ma se è vuoto?
Stavo talmente bene che camminavo bella dritta e non ho avuto bisogno dei pain killers che mi volevano dare.
Tant’è che ero diventata the strong Italian lady!!
Hai capito la Brangelina!

Lisaexpat
Khartoum, Sudan
Settembre 2009