Home > Asia > Indonesia > Il ballo del qua qua – una finestra su Jakarta

Jakarta è una città con pochissimi spazi verdi. E’ soffocata dal cemento, dai grattacieli in continuo aumento, e da un traffico allucinante – migliaia e migliaia di motorette solcano le sue strade tutti i giorni, dall’alba a notte fonda, e le auto, tutte rigorosamente enormi, si fanno strada incessantemente in questo mare di umanità su due ruote.

Quando abbiamo visto una casa che faceva al caso nostro, il fatto che si affacciasse su un adorabile parco pieno di alberi alti e all’apparenza molto ben tenuto, per noi è stato decisivo. E non rimpiangiamo questa scelta nemmeno quando la domenica mattina verso le 5:30 comincia il sound check – sì, cominciano le prove suono perché da lì a mezz’ora arriva una folla formata da donne, uomini, bambini e anziani, e il parco comincia a vivere di vita propria, a pulsare al ritmo del Ballo del Qua Qua (cantato in Bahasa), ad animarsi con le grida gioiose dei bambini che si rincorrono nei suoi vialetti e gli ansimi dei papà che esercitano i muscoli sulle strutture da ginnastica, mentre le loro mogli fanno aerobica davanti a un grande palco montato per l’occasione, incitate da un’atletica signorina che muove gambe e braccia al ritmo di canzoni improbabilissime. Per noi, ovviamente, perché alla folla animata della domenica mattina il Ballo del qua qua piace un sacco. Sono andata a vederle, queste donne di buona volontà che approfittano della frescura dell’ora in cui per i miei parametri bisognerebbe ancora essere in profondi sogni, e lo spettacolo mi ha quasi commossa: un mare di veli colorati che si muovono all’unisono in quella che è una chiara manifestazione di una cultura collettivista, e che approfittano di uno dei pochissimi spazi verdi che esistono a Jakarta, e lo fanno vivere.

Esiste un progetto meraviglioso qui, che si chiama Hidden Parks, e che ho scoperto recentemente quando sono stata sorteggiata per assistere al TedX Jakarta. La sua responsabile, Nadine Zamira, è stata la prima invitata a dare un talk, durante il quale ha nominato anche il parco di fronte a casa mia come prescelto per il suo programma. Durante la pausa l’ho cercata tra la folla e le ho raccontato che mentre all’inizio ero infuriata con l’aerobica alle sei della domenica mattina, adesso, e soprattutto dopo aver ascoltato il suo intervento, mi ci sono rappacificata – a volte riesco addirittura a continuare a dormire, magari sognando Romina Power che agita le braccia con un sorriso radioso…

Claudiaexpat, gennaio 2015

Questo articolo è parte di un progetto che chiamiamo “Una finestra su…”. Scriviamo articoli brevi su un aspetto molto specifico del nostro paese d’accoglienza. Come se aprissimo la finestra di casa nostra e vi raccontassimo quello che vediamo. Saremmo felicissime di pubblicare anche quello che vedete voi. Scriveteci!