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La disciplina del Pilates sta prendendo sempre più piede in tutto il mondo. E’ un’attività che appassiona ogni fascia di età. In alcuni paesi è diventata una vera e propria moda, e un business lucrativo per molti. Ma cos’è realmente il Pilates? Come nasce? Quali sono i vantaggi che offre? Chi lo può insegnare? Ce lo spiega Marissa, insegnante di Pilates, ovviamente expat! 

 

La vita di Marissa val la pena di essere brevemente raccontata, anche se solo in relazione al Pilates, la disciplina alla quale si dedica attualmente. In realtà Marissa ha alle spalle una lunga carriera come ballerina classica sulla scena internazionale. Nata a Lima, ha studiato danza classica dapprima nella capitale peruviana e poi al teatro Colon di Buenos Aires. Nel ’79 si è trasferita a Malmö, in Svezia, dove ha avuto una carriera di grande successo come solista, e dove ha incontrato Helge, suo marito, un riconosciuto pianista. Marissa ha continuato i suoi studi di danza a New York e successivamente a Londra, dedicandosi contemporaneamente all’insegnamento e all’approfondimento di varie aree legate al movimento, alla voce e alla respirazione. A Londra ha seguito la formazione di insegnante del metodo Pilates, che le ha permesso, una volta rientrata a Lima, di fondare il suo centro “Pilates Integral”, che ha gestito, a volte da lontano, seguendo il marito nelle varie fasi della sua carriera, per anni. Attualmente Marissa vive a Barcellona, dove continua la sua attività free-lance di insegnante di Pilates.

 

 Marissa durante la lezione

Marissa durante una lezione di Pilates

 

Joseph Pilates nacque in Germania nel 1880. Un bambino fragile, affetto da asma, rachitismo e febbre reumatica, Joseph sviluppò sin da piccolo una serie di esercizi che gli permisero di alleviare i suoi disturbi. Da adulto si trasferì in Inghilterra dove lavorò come pugile fino alla scoppio della prima Guerra Mondiale, quando venne inviato a Lancaster, dove cominciò ad insegnare ai suoi compagni di campo il metodo che aveva sviluppato nel corso degli anni, e che combinava alcuni dei principi delle filosofie orientali (presa di coscienza e consapevolezza del proprio corpo) con quelli della ginnastica occidentale. Successivamente usò questo metodo per aiutare i soldati che erano stati feriti durante i combattimenti, avvalendosi inizialmente delle molle dei loro letti per aiutarli a creare resistenza e facilitarli nei movimenti da sdraiati.
Nel 1926 Pilates si trasferì a New York dove continuò ad esercitare il suo metodo, aiutato da sua moglie Clara, un’infermiera professionale.

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Il metodo Pilates è l’unico veramente completo perchè fa lavorare ogni signola parte del corpo per migliorare e rafforzare l’intero organismo, e non trascura nessun aspetto coinvolto processo: concentrazione, controllo del respiro, del movimento, che non deve necessariamente essere frutto di uno sforzo, ma piuttosto morbido, elastico, dolce.

Marissa ci tiene a spiegare da subito una cosa fondamentale : il metodo Pilates non può essere insegnato a una massa di persone nello stesso modo, ma deve necessariamente tener conto delle condizioni fisiche del singolo individuo, ed adattarvicisi. Gli esercizi di Pilates applicati indistintamente, intensamente e ripetutamente senza controllare l’effetto che hanno sulla persona, possono addirittura avere effetti dannosi. Per questo motivo due cose sono estremamente importanti: la persona che impartisce le sessioni e il fatto che il metodo sia personalizzato.

Marissa4Marissa spiega infatti che molte delle persone che attualmente danno lezioni di Pilates non sono state formate sufficientemente o nella maniera giusta. Il Pilates ha infatti preso talmente piede, che capita spesso che le palestre assumano degli insegnanti che magari hanno una specializzazione di aerobica, e che hanno appreso il metodo guardando una cassetta o frequentando loro stessi qualche lezione.

In realtà prima di dare lezione di Pilates, ci si deve sottoporre a una lunga formazione, che oltre a un altissimo numero di ore di pratica sotto la supervisione di esperti del metodo, comprende anche lo studio del corpo umano e del suo funzionamento, sessioni con fisioterapisti, e ore come assistente in lezioni di Pilates condotte da insegnanti già formati. Non è sempre questo il caso quando si va a far lezione di Pilates senza essere sicuri di chi ce la impartisce. Marissa racconta che si è trovata di fronte a casi di persone che andavano da lei per curarsi da danni causati da ripetuti movimenti errati eseguiti durante lezioni di Pilates impartite da principianti.

Marissa5Ecco perchè, ribadisce Marissa, è importantissimo che l’insegnante di Pilates, anche quando impartisce la “mat class”, ovvero la classe collettiva sui materassini, stia sempre attento ai movimenti e alla conformazione corporea dei singoli alunni, e fornisca loro indicazioni e utensili adeguati al loro caso. Durante la lezione collettiva, infatti, Marisa passa da un’alunna all’altra, chiede se ha sofferto di determinati disturbi, la aiuta in certi movimenti piuttosto che in altri, le fornisce ora una palla ora un nastro per aiutarla a compiere certi movimenti, la trattiene dal farne altri. La lezione è intensa ma non sfibrante. I movimenti arrivano fino a dove uno può, e il loro scopo ci viene spiegato uno a uno.

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Passiamo poi alla sala dove ci sono le macchine che si usano per poter compiere l’intero ciclo degli esercizi del metodo Pilates. Sono attrezzatture che sostanzialmente usano delle molle per produrre alti livelli di resistenza e quindi sottoporre il corpo a uno sforzo (calibrato secondo i casi) che andrà intensificandosi man mano che l’organismo acquista forza ed elasticità.

Quello su cui Marissa insiste sempre, sia durante la “mat class” che sulle macchine, è il fatto di concentrarsi sul centro del corpo, che in linguaggio Pilates si chiama il “powerhouse”, che si localizza nel punto di incontro tra i muscoli dell’addome, e che dà stabilità e sostegno al corpo in tutti i movimenti che questo compie quotidianamente – da quando si alza dal letto, a quando si siede al tavolo, a quando passeggia o corre per il parco. La concentrazione e il rafforzamento di questo punto centrale ha un effetto benefico globale che si estende in maniera naturale a tutto il corpo: la spina dorsale assume la giusta postura, le braccia e le gambe si muovono in maniera più leggera e calibrata, la testa non pesa più.

Il fatto poi di usare la mente per controllare i movimenti corporei durante gli esercizi, e di concentrarsi in continuazione sul “punto centrale” sviluppa anche una consapevolezza di se stessi che aiuta ad evitare posture incorrette e a controllare la distribuzione dell’energia e dello sforzo sui muscoli.

Provare per credere!

Claudiaexpat (Claudia Landini)
Milano, Italy
Giugno 2016