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Barbara Olivi è italiana e vive in Brasile, esattamente nella favela Rocinha di Rio de Janeiro, dove ha fondato qualcosa di meraviglioso, di cui ci racconta ampiamente in questa bellissima intervista, per la quale la ringraziamo davvero di cuore. Naturalmente, se potete, vi invitiamo a sostenere il progetto, a cui Barbara si dedica con raro amore, dedizione e passione.

 

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Carissima Barbara, innanzitutto ti faccio i miei complimenti per Il Sorriso dei miei Bimbi, che ha un sito web (http://www.ilsorrisodeimieibimbi.org/) molto ben fatto e molto chiaro, accattivante e toccante. Racconta tantissimo di te e del progetto, di quello che fate, di come ci siete arrivati. Ma vorrei cominciare regalando alle nostre lettrici un momento un po’ più ravvicinato con te, e chiedendoti la classica domanda, alla quale mi aspetto una risposta non classica :-), cosa ti ha portata in Brasile?

Grazie per questo spazio, Claudia. E saluto tutte le lettrici. La mia è una storia come tante, una di quelle che raccontano dell’insoddisfazione di vivere un una società troppo consumistica ed egoista; stanca di una vita superficiale dove conta ciò che possiedi e non quello che sei, ho lasciato tutto, compresa l’attività imprenditoriale (lavoravo nell´immobiliare di famiglia). Alcuni motivi personali (la fine di un matrimonio) hanno poi accelerato questa voglia di volare (che ho comunque sempre covato, fin da ragazza). E così, ad un certo punto della mia vita, ho conosciuto la favela di Rocinha ed incontrato i suoi bambini. E mi sono fermata. Per loro e per me. In Rocinha la vita pulsa e ti avvolge, ti affascina e rigetta, ti tramortisce nelle sofferenze altrui; un luogo dove la sopravvivenza è una scommessa quotidiana.

Coltiviamo il sorriso di un’umanità apparentemente condannata ma che celebra la vita in ogni sua manifestazione, con quel coraggio che ha in sè genio, potere e magia.

BarbaraHo letto che Il Sorriso dei miei Bimbi è nata grazie alla tua precedente occupazione a Rio, come guida turistica nelle favelas. Vuoi raccontarci qualcosa di questo lavoro? So per esperienza che la sfida più grande è quella di penetrare, da straniere, in luoghi profondamente “locali”, profondamente radicati alla storia e alle situazioni del territorio. Portarci dei turisti, poi, dev’essere ancora più delicato. Com’è stata la tua esperienza in proposito?

Esattamente come dici. Come donna e gringa (termine usato in Brasile per indicare lo straniero, ndr) ho avuto difficoltà nell´inserirmi nel mercato del lavoro per il preconcetto sociale che divide classe media – proletariato, o meglio ancora abitante di favela. Con la mia famiglia ho sempre viaggiato molto (mio padre era geometra AGIP, abbiamo vissuto anni in Africa) e giunta nella Cidade Maravilhosa ho pensato che potessi dare il mio contributo promuovendo le bellezze del luogo. Con perseveranza e professionalità, sono riuscita a conquistare la fiducia di tanti colleghi e tour operator, riuscendo ed esercitare la mia professione e guadagnando credibilità nell´ambiente (“spietato” e molto competitivo direi). Da parte degli abitanti di Rocinha l’accoglienza è stata spontanea e generosa, condizionata dal mio esserci in modo estremamente umile, senza pregiudizi e con molta voglia di contribuire. Ovvio che ciò crea un fianco debole, un tallone di Achille facilmente attaccabile da chi intravede nel tuo essere naif, l’opportunità di guadagni o vantaggi personali. L’esperienza da ring milanese mi ha protetto da ingordigie altrui, ovvie e calcolate, permettendomi di cogliere invece il lato buono e sincero di una umanità che amo e rispetto.

Occorre ricordare che la favela è stata nota alle cronache internazionali per la spietata guerra tra narcotrafficanti e polizia, conclusasi solo nel 2011 con l´ingresso della Unidade de Policia Pacificadora, dopo oltre 40 anni di potere parallelo (ed incontrastato) del narcotraffico. Per queste ragioni (che di per sè varrebbero un capitolo a parte) l´escursione in favela è sempre stata una grande responsabilità, nonostante il narcotraffico non abbia mai ostacolato l’attività.

Nel corso degli anni, il turismo si è rivelato un veicolo importantissimo per suscitare interesse per le attività della Onlus e potente volano di visibilità; molte storie d´amicizia, collaborazioni ed incontri speciali sono nati durante escursioni in favela (la Rocinha è considerata la più grande favela del Sudamerica e conta oltre 150 mila abitanti).

Barbara2Raccontaci degli inizi di Il sorriso dei miei bimbi… mi posso solo immaginare l’entusiasmo… Come siete partiti? Come avete raccolto i fondi per lanciare l’impresa? E come vi hanno accolto le famiglie?

Sono arrivata in Brasile nel 1998, ospite da un´amica a Gávea, quartiere della Rio “bene” a ridosso della Rocinha. Il portiere che lavorava nell´edificio era un morador (abitante) di Rocinha e, dopo mesi di chiacchiere, ricevetti da lui l´invito a conoscere la sua famiglia e la Comunità (ed io non aspettavo altro!).

Una delle prime immagini che ricordo, impressa nella memoria e nel cuore, fu quella di visitare una scuola pubblica e vedere alcuni bambini che si lavavano i denti con lo stesso spazzolino che poi e passavano con dovizia e soddisfazione al compagno. Ricordo che chiamai mia mamma e le dissi: “Mi servono degli spazzolini, tanti!”. Siamo partiti da lì, da quei sorrisi, da quell´immagine cruda che, nella sua spietatezza, raccontava di un mondo totalmente diverso ma allo stesso tempo allegro, colmo di speranza e voglia di vivere.

Da lì nasce anche il nome Il Sorriso dei miei Bimbi, perché quando entri in favela non puoi fare a meno di notare come la gente, e i bambini soprattutto, sorridano alla vita, celebrandola nella sua meravigliosa semplicità. Il mio pensiero va alla mia famiglia (mamma Anna e fratello Marco in primis) senza i quali oggi non sarei qui a raccontarti di questa straordinaria storia che ho il privilegio di vivere.

Un anno dopo, quando già vivevo in Rocinha ed avevo promosso i primi progetti di educazione, ho incontrato mio il bellissimo Julio, che ha sposato me e soprattutto la causa che oggi è fortissimamente nostra.

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Com’è la tua vita a Rocinha? La tua giornata tipo?

La giornata tipo non esiste! Ci sono così tante cose da fare, mille imprevisti da risolvere e tutte le attività da monitorare che proprio non rimane il tempo di annoiarsi. Direi che l’impegno principale è quello legato alle attività dei progetti: Scuola Materna, Progetto Giovani, Progetto Alfabetizzazione, Turismo Solidale. Come Fondatrice e Presidente, mantengo anche i contatti con la stampa e mi occupo di coordinare l´amministrazione e l’ufficio legale. A riguardo, lasciami ringraziare il piccolo ma determinato team che mi affianca, esempio di straordinaria umanità e generosità.

Barbara5Dal vostro sito web, e dalle tue fotografie si intuisce un grande entusiasmo, una grande forza d’animo, e un’immensa energia, ma presumo che ci siano stati – e ci siano – anche momenti di difficoltà e sconforto in qualche area. E’ così?

Lo è. Noi viviamo la vita con entusiasmo ed inesauribile passione ma vale la pena ricordare che la Rocinha è stata “pacificata” nel novembre del 2011 con l´ingresso della UPP (Unità di Polizia Pacificatrice), dopo oltre 40 anni di potere incontrastato del narcotraffico. Tantissimi momenti di paura, di violenza, di dolore. Gli abitanti di Rocinha hanno vissuto per troppo tempo come vittime impotenti dello scontro tra polizia e trafficanti, in una logica di potere molto più complessa di quel dolore, ancor più inaccettabile data la profonda diseguaglianza sociale che il paese registra tutt´oggi.

C’è qualcosa che vuoi raccontare rispetto a Il Sorriso dei miei Bimbi, che non sia già contenuto nel sito?

Il Sorriso dei miei Bimbi nasce da un impulso personale, dalla necessità di aderire a quel concetto gandhiano del “sii il cambiamento che vorresti vedere nel mondo”. Prima con la mia famiglia, poi con mio marito e successivamente grazie ai miei collaboratori, stiamo realizzando qualcosa di molto speciale, almeno per noi. Nel nostro gruppo c´è autenticità, fiducia per il futuro; c´è passione, c´è gratitudine per la vita (abbiamo sofferto molte perdite, come si diceva prima). E poi c´è un grande ideale che ci accompagna, soprattutto nelle avversità. Questo ideale si chiama AMORE indiscusso, e dedicazione agli altri.

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Per farti un esempio: io e mio marito, svolgiamo anche un altro lavoro come guida di turismo per tentare di pesare il meno possibile sulle finanze della Onlus e dedicare ai nostri progetti la percentuale maggiore delle donazioni che riceviamo: attualmente oltre l´80% delle entrate viene direttamente impiegato per i progetti e le attività svolte e per migliorare le prestazioni educative offerte dalle nostre strutture. Lasciami dire che anche il resto dell´equipe pone la questione economica ad un livello inferiore rispetto alla forza dell´ideale che non ci abbandona: l´educazione cambia la vita. La spinta verso un profondo cambiamento, la necessità di promuovere, con umiltà ed impegno, l´educazione delle nuove generazioni è un fattore che non puoi separare dall´essenza di questa organizzazione. Aggiungo, e spero di non peccare di modestia, che sono molto orgogliosa dei professionisti che lavorano con me, in maggioranza donne naturalmente.

Com’è il tuo rapporto con l’Italia, dopo questi anni in Brasile?

L´Italia per me è la mia mamma! È la rete di solidarietà degli amici che con passione e perseveranza appoggiano la causa del Sorriso, senza i quali non potremmo continuare la nostra lotta quotidiana. È il piacere di ritrovare la buona tavola, l´arte e la cultura dei maestri italiani.

Ma casa, per me, è qui nella comunità di Rocinha.

Barbara7Se ti trovassi all’improvviso al punto di partenza, quando ancora eri in Italia dieci anni fa, c’è qualcosa che faresti diversamente? O che non faresti? O che hai non hai fatto e faresti?

Rifarei tutto, errori compresi! Come sono solita ripetere, quelli vissuti in favela sono gli anni più belli della mia vita. Tanta dedizione, passione, fatica e sofferenze, ma nulla in confronto alla bellezza dei nostri bambini che imparano a sognare, ai nostri giovani che disegnano un futuro diverso per le loro esistenze. Un privilegio così va celebrato ogni giorno, ogni istante, nella gioia e nel dolore come si dice.

Progetti futuri?

Grazie per questa domanda! Sono particolarmente legata all´obiettivo 2013 del Sorriso: stiamo raccogliendo i fondi necessari per avviare la ristrutturazione del primo Caffè Letterario di Rocinha, il Garagem das Letras: quello che oggi è un garage presto diventerà un centro culturale, bar di prodotti naturali, internet point e luogo di inclusione sociale.. Un nuovo concetto di formazione professionale dentro la Rocinha, il Garagem, sarà gestito direttamente dai giovani, creando straordinarie occasioni di impresa sociale che sempre più frequentemente desideriamo promuovere per realizzare concrete opportunità di emancipazione umana per gli abitanti di questa meravigliosa Comunidade. Chiudo citando una frase faro della mia vita: “A dream you dream alone is only a dream. A dream you dream together is reality.” John Lennon

Un grazie colorato e grande come la Rocinha a Claudia e a tutti voi, venite a trovarci presto!

Barbara Olivi
Intervista raccolta da Claudiaexpat
Maggio 2013

Il Sorriso dei miei Bimbi Onlus
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