Home > Sudamerica > Argentina > Intervista a Massimo Carlotto, autore de “Le Irregolari”

Le Irregolari è il primo romanzo italiano che documenta in maniera completa e precisa quanto è accaduto in Argentina nel buio periodo della dittatura. E’ il racconto di Massimo Carlotto, che recatosi in Argentina per ricostruire il passato di suo nonno, scopre l’esistenza di un ramo della sua famiglia duramente colpito dai militari. I fatti e i personaggi su cui si basa il libro sono tutti rigorosamente reali. Attraverso i suoi “Buenos Aires Horror Tours” Massimo racconta le sorti dei desaparecidos, delle donne tenute in vita fino al parto, e poi uccise, dei metodi utilizzati dai militari, dei luoghi nei quali le vittime entravano per non uscire più, ma parla anche della lotta senza fine di chi continua a chiedere giustizia. Un must per chiunque voglia avvicinarsi o rivivere la follia e la crudeltà di questo capitolo della storia argentina.

Massimo Carlotto nasce a Padova nel 1956.

Militante di Lotta Continua, nel ’76 viene ingiustamente condannato per omicidio, e deve scontare 18 anni di reclusione, fino al ’93, quando la sua allucinante vicenda giudiziaria termina con la grazia.

Oltre a “Le Irregolari”, Massimo, che attualmente vive a Cagliari, ha scritto “Il Fuggiasco”, romanzo autobiografico sulla sua vicenda giudiziaria, e portato sui grandi schermi da Andrea Manni, “La Verità dell’Alligatore”, un giallo ambientato a Padova, “Il Mistero di Mangiabarche”, “Nessuna Cortesia all’Uscita”, “Il Corriere Colombiano”, “Arrivederci, Amore, Ciao”, “Il Maestro di Nodi”, e “L’Oscura Immensità della Morte”.

Massimo-2Ringraziamo Massimo per aver risposto alle nostre domande.
Ho letto “Le Irregolari” solo di recente. Non mi dilungo sul mio apprezzamento del romanzo, ma voglio ringraziarti perchè attraverso il tuo libro mi sono fermata a ricordare e a rivivere. In quest’epoca nella quale anche le tragedie umane vengono consumate e liquidate con spaventosa fretta, mi sembra che uno dei più grossi meriti de “Le Irregolari” sia proprio quello di obbligarci a fermarci e ricordare. Era questa una delle tue intenzioni, nello scriverlo?

Uno dei punti centrali del mio lavoro è la memoria. Soprattutto quella della mia generazione. Le Irregolari non è solo un libro sulla memoria ma anche un bilancio del presente, sia generazionale sia del rapporto tra realtà e il desiderio di giustizia.

In un’intervista che hai rilasciato dici, dell’Argentina: “E’ un paese meraviglioso, che insegna a non dimenticare”. E’ davvero così? Non mi riferisco ovviamente alle Mamme e alle Nonne di Plaza di Mayo, o a tutte le altre persone di cui parli nel tuo libro, ancora impegnate nella lotta per la giustizia, ma ad altri strati della società, e soprattutto alle nuovissime generazioni.

Mi riferivo alla sua storia. Buona parte della società argentina non è interessata a quel passato e tantomeno sente il bisogno di intervenire. Ma questo è un dato comune a tutte le realtà segnate da tragedie del genere.

Non posso evitare di fare un parallelo tra la tua storia personale di ingiusta condanna e la storia dell’Argentina – entrambi vittime di indiscriminata violenza e abuso del potere. Mi ripeto spesso che uno dei tanti privilegi di una netta minoranza della popolazione mondiale è quello di arrivare in fondo alla propria vita senza aver subito, o aver visto i propri figli subire, degli abusi di potere di proporzioni tali da intaccare la dignità e la vita delle persone. Come si convive, a livello personale e come paese, con una tale storia di abusi, e c’è un modo per trarne forza e trasformarla in qualcosa che può dar senso alla vita che continua dopo tali eventi?

La mia storia personale non è paragonabile a quelle dei desaparecidos. La mia è stata un esempio di accanimento giudiziario (e politico) in una democrazia. Quella collettiva degli scomparsi una tragedia orribile.

Com’è l’Argentina di oggi? Come è stato amalgamato il periodo buio della dittatura, e verso cosa guardano oggi gli argentini, dopo la crisi economica e in questo particolare momento di follia politica capeggiata da Bush e gli americani?

L’Argentina è un paese profondamente malato perché non è stato in grado di fare i conti con la propria storia. Inoltre l’influenza politica ed economia dell’Europa e degli Usa non contribuiscono a migliorare la situazione. Il periodo della dittatura è passato per molti e non riescono a vedere nessi col presente. È qui la vera follia.

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I libri di Massimo sono pubblicati dalle Edizioni e/o, http://www.edizionieo.it/.

Il sito web di Massimo : www.massimocarlotto.it

Intervista a cura di Claudiaexpat
Marzo 2005

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