Home > Asia > India > Jimy Library e l’esperienza di Sylvia in India

Tradotto dal francese da Claudiaexpat

Quest’intervista è stata raccolta quasi un anno fa, e oggi siamo felici di condividere con voi la bella notizia che dall’aprile 2013, grazie alle buone relazioni che ha saputo tessere, la ong di Sylvia ha il permesso di effettuare delle visite fuori dal carcere con i ragazzi accompagnati da un assistente sociale. Alcuni di loro non uscivano da 4 o 5 anni. Ottimo lavoro, Sylvia! Continuate così!

Maggio 2013

Sylvia è una donna francese che si è installata in India con la sua famiglia. In questa interessante  intervista ci parla dei bei progetti nei quali è impegnata. Vi invitiamo a leggerla fino in fondo, a visitare il sito web del progetto di Sylvia (www.jimylibrary.org), e, se lo desiderate, ad appoggiare la sua opera così importante per la popolazione locale. Se poi doveste passare dalle sue parti, non esitate a contattare Sylvia: sarà felice di parlarvi della sua scelta e del paese che l’ha adottata… Grazie Sylvia !

Claudiaexpat
Luglio 2012

Cosa ti ha portata a Benares, e poi a Pondicherry?

Siamo venuti in India nel 1984, abbiamo visitato Benares, dove mio marito ha cominciato a imparare il sitar. Da allora siamo tornati in questa città praticamente ogni anno, e abbiamo percorso quasi tutto il paese.

La cultura indiana è talmente specifica, talmente forte, che abbiamo dovuto chiedere molto ai nostri amici, e anche leggere molto per familiarizzare poco a poco con un modo di vivere, di gestire il tempo e di vivere le relazioni completamente diverso. Abbiamo dovuto imparare ad apprezzare la cucina piccante e il clima difficile, ma i simpatici incontri e le amicizie sincere ci hanno molto aiutato.

Nel 2007 ci siamo installati a Benares per viverci in maniera permanente. Nostra figlia è andata alla scuola indiana fino alla terza media, poi ha voluto continuare al liceo francese di Pondicherry. Viviamo qui dal luglio del 2011 e pensiamo restarci ancora tre anni, fino alla maturità di nostra figlia.

Dopodichè torneremo di nuovo a Benares, a cui siamo molto legati: la nostra associazione, gli amici indiani, i musicisti e qualche occidentale che vive lì tutto l’anno. Sicuramente ci installeremo in un villaggio vicino perchè, pur amando questa città che ha davvero un’anima, il suo sviluppo crea anche dei fastidi legati all’inquinamento e al tasso di rumore molto elevato.

Non è possibile confrontare Benares e Pondicherry, sono due mondi, due culture completamente diversi. Siamo volontari in una Ong che anche qui porta avanti delle azioni molto utili. Il clima del sud è molto meno difficile che al nord del paese. Pondicherry è una città calma, gradevole, e molto pulita per essere in India. Ci sono delle attività culturali, dato che c’è un Centro Culturale Francese, e il liceo ha un buon livello d’insegnamento. Essendo professoressa di francese come lingua straniera, aiuto molti studenti a imparare la nostra lingua.

 
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Com’è nata l’idea di creare l’associazione Jimy Library e qual è il suo scopo principale?

L’associazione « Jimy Library » è stata creata in onore del ricordo di un adolescente che amava i libri e l’India. Il suo scopo è di favorire l’istruzione dei bambini indiani attraverso l’acquisto di libri, la creazione di biblioteche e con ogni azione d’ordine pedagogico che mira a migliorarne l’educazione.

La sua organizzazione è molto semplice: i membri vengono chiamati in causa per prendere decisioni sul budget e noi agiamo a seconda delle nostre finanze e dei bisogni che constatiamo.

In Francia la segretaria e la tesoriera fanno tutto quello che va fatto quando si occupano queste posizioni in seno a un’associazione. Io vado a Benares ogni 2 / 3 mesi e ricevo i conti delle spese effettuate dai nostri impiegati alla fine di ogni mese. I bilanci morali e finanziari sono disponibili sul sito.

Quali sono state le difficoltà più grandi nel realizzare l’idea? E come sono i rapporti tra voi espatriati e la popolazione indiana che partecipa al progetto?

Il nostro primo progetto è stato la creazione di una biblioteca di libri in inglese e in hindi. Abbiamo spedito dalla Francia un container con 4000 libri donati dagli inglesi, molto numerosi nel sud-ovest della Francia, dove vivevamo. Questo container ci ha messo 3 settimane per fare Marsiglia-Kokata ma abbiamo dovuto lottare per 4 mesi con le dogane indiane per recuperarlo!

Questa è stata veramente l’unica difficoltà che abbiamo avuto in questo paese. Tutti i nostri altri progetti – scelta delle scuole a cui compriamo i testi scolastici e finanziamo i corsi di kathak; la biblioteca francese; il centro di detezione dei ragazzi – vanno molto bene perchè a Benares abbiamo dei vecchi amici che ci danno i giusti consigli.

JimyIl fatto che mio marito suoni il sitar e sia coinvolto nelle vite delle famiglie dei musicisti, il fatto di amare e di conoscere a fondo la cultura indiana, e soprattutto di capire l’hindi, giocano a nostro favore nell’avere delle buone relazioni con la popolazione locale in generale.

Con le persone che lavorano nella nostra Ong i rapporti sono stretti, noi partecipiamo alle loro vite famigliari. E’ importante avere delle relazioni di stima e fiducia con queste persone, ed è proprio il nostro caso. Gli indiani apprezzano chi fa degli sforzi per imparare la loro lingua e chi ama la loro cultura.

Aiutate dei giovani di un carcere: riuscite a visitarlo personalmente? Raccontaci un po’ più di questo aspetto del progetto.

Il carcere di Ramnagar, vicino a Benares, è un centro governativo che ospita 85 ragazzi di età compresa tra i 6 e 18 anni. Sono giovani trovati sulle strade, abbandonati dai genitori, o che hanno lasciato loro stessi una famiglia che li maltrattava. Tocca allo stato indiano occuparsi di loro. Purtroppo la mancanza di mezzi, di motivazione e la corruzione rendono drammatica la situazione di questi ragazzi. Non hanno commesso nessun crimine grave, ma vengono comunque presi dalla polizia e devono restare in detenzione fino ai diciotto anni o fino a quando si riesce a localizzare i loro genitori, o trovare una persona che si assume la loro responsabilità legale. Questo non succede praticamente mai, i ragazzi restano all’interno delle mura, isolati dalla società, fino al compimento del diciottesimo anno. A quel punto vengono sbattuti fuori senza alcuna preparazione o mezzi per guadagnarsi da vivere, completamente asocializzati.

Nel 2008 dei membri dell’associazione « Jimy Library » hanno visitato il centro di detenzione. Hanno constatato le condizioni disumane nelle quali vivono questi ragazzi, e hanno capito la necessità imperativa di aiutarli. Abbandonati a loro stessi o alla violenza dei guardiani, vivevano in una stato di igiene e di stress mentale e fisico allarmanti. C’erano molti decessi. Siamo rimasti scioccati, scossi e anche arrabbiati nel vedere una cosa del genere ai nostri tempi, e abbiamo deciso di fare qualcosa per migliorare la vita dei ragazzi. Abbiamo seguito i consigli dei nostri amici della ong indiana  « D-Foundation » e oggi il quotidiano dei ragazzi è cambiato enormemente.

Entriamo liberamente nel centro e chiediamo un’autorizzazione per le persone che ci accompagnano. Il governo indiano ha fiducia totale in noi e segue i nostri consigli e i suggerimenti, pur investendo in questo luogo veramente un minimo delle sue finanze. Potete vedere esattamente lo stato di questo progetto sul sito: www.jimylibrary.org

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La libreria che avete creato serve agli studenti e ai professori ma anche ai turisti – cosa ci trovano questi ultimi?

Alla fine del 2008 è nata la Biblioteca francese. I membri dell’associazione  « Jimy Library » mandano dei pacchi di libri dalla Francia (13 euro per 5 chili). Degli studenti indiani volontari della Facoltà di Francese e i loro professori si occupano del prestito e della vendita dei libri della «  Biblio ».  Anche dei giovani volontari francesi partecipano spesso a questo progetto, e si creano così delle belle amicizie tra loro e i giovani indiani.

Lo stock di libri è vario e interessante, e i turisti che viaggiano a lungo sono felicissimi di acquistare dei libri francesi a un ottimo prezzo. Gli studenti indiani fanno conoscere la loro città e la loro cultura ai francesi di passaggio e parlano loro dell’associazione. E’ un luogo conviviale che favorisce gli scambi linguistici e culturali tra indiani e francesi.

Come sostenete il progetto dal punto di vista finanziario?

Come tutte le associazioni, « Jimy Library » ha dei membri che all’inizio erano costituiti da persone delle nostre famiglie e dei nostri amici, poi tutti hanno cercato di aumentarne il numero. Oltre a contribuire finanziariamente, i membri organizzano cene di beneficenza, vendite di garage, vendite varie. L’associazione  « Récup ‘timbres », per la quale raccogliamo francobolli, è un partner finanziario.

Passo un sacco di tempo alla ricerca di fondi, ma finora non abbiamo avuto molta fortuna.

Quali idee e quali impegni per il futuro?

La nostra credibilità si basa sostanzialmente sulla nostra capacità di trovare dei fondi a lungo termine, e questa è una cosa alla quale ci dedichiamo tutti i giorni. La biblioteca francese continuerà ad accogliere indiani e francesi, e noi continueremo a comprare i libri alle scuole partner.

Grazie mille per averci permesso di parlare della nostra modesta ong. Vi iinvito a visitare il sito per trovare più dettagli. Saremmo felicissimi di rispondere alle domande di chi vuole installarsi o visitare questo paese così particolare. I nostri consigli possono essere utili, contattateci.

Cordialmente,
Sylvia Bertoncello
jimylibrary.org
jysyber@yahoo.fr

 

 

 

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