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Claudiaexpat torna con un’altra domanda fatidica in espatrio…

 Illustrazione di Antonella Antonioni

Sapevo che era solo questione di tempo: la mia vita da espatriata platinum mi avrebbe presto fatto individuare una nuova Fatidica. Con tanto affetto e molta allegria!!!!

 

Si sa che cambiare paese non è mai un momento facile. Oltre al lutto da elaborare con il luogo nel quale si ha a lungo vissuto, ci sono mille dettagli pratici a cui dedicarsi, proprio nel momento in cui si vorrebbe solo sedersi e abbandonarsi ai ricordi, o passare tanto tempo con gli amici che si dovranno presto lasciare. Tutti sono sfasati: il marito, i figli, il cane, il gatto, gli stessi amici, e anche i vicini di casa. Tutti proiettati nel momento in cui voi non sarete più parte del quotidiano panorama di quel luogo a cui avete appartenuto così a lungo e, mi auguro, felicemente.

Va da sè che una delle cose più importanti nel momento in cui si lascia un paese è il fatto di potersi immaginare in una nuova destinazione, un nuovo mondo, una nuova avventura. Ma va anche da sè che molte di noi arrivano quasi al momento di lasciare il paese senza sapere ancora dove sbatteranno armi e bagagli per la tranche di vita successiva. Metteteci quello che volete: disorganizzazione delle risorse umane delle varie imprese/organismi che vi mandano all’estero, negligenza, intoppi burocratici, mancanza di posizioni adatte a quel particolare momento della vita della vostra famiglia, negoziazioni a non finire…. ogni settore ha la sua ! Aggiungiamoci, per quanto riguarda il particolare momento in cui scrivo questo articolo, la crisi economica in corso, che non favorisce certo l’abbondanza di opportunità lavorative. Ed ecco dunque che mentre voi siete alle prese con il disfar casa, consolare i figli che non vogliono lasciare il paese, cercare un nuovo lavoro alla vostra fida domestica, occuparvi di miriadi di documenti per la partenza, arriva, candida nella sua frequenza, la Fatidica 3: “e dopo dove andate?”.

Non fraintendetemi: le persone che vi chiedono questo sono mosse da genuino e affettuoso interesse nei vostri confronti. Sono persone amiche, che vogliono sapere dove collocarvi mentalmente nel prossimo futuro perchè soffrono all’idea che ve ne andiate. Però immaginate la giornata tipo di un’espatriata che sta per cambiare paese e che ancora non sa dove andrà:

  • si alza, si fa il caffè, accende il pc, trova online l’amico che sta due paesi più in là, che chiede: “sapete dove andate dopo?”, “no, ancora no” – “gulp, ma non vi mette un po’ in ansia questa cosa?
  • si prepara ed esce, incontra il vicino: “eccola qua !!!! Allora, come vanno i preparativi? E quale sarà il prossimo paese?”, “ancora non lo sappiamo…” – “certo che avete un bel coraggio…
  • va a far benzina, dal solito benzinaio che ormai la conosce da tempo, e sa che sta per andarsene: “buongiorno!!! Quando partite? E dove andate dopo?”, “non lo sappiamo ancora….” – “beh mi raccomando, appena lo sapete me lo dice eh!
  • va al supermercato, incontra un’amica che non vede da qualche giorno. “Ciao, come va…. allora, sapete dove andrete dopo?”, “no, non ancora…” – “cavolo, ma come faiiiiiiiiii?????? Anche per l’organizzazione delle scuole, per i figli…
  • torna, svuota la macchina, porta le borse in cucina, c’è la sua domestica: “senta, è un po’ che non le chiedo: vi han già detto dove andrete?”, “no, non ancora…” – … silenzio… (comincia a conoscervi e capisce che è meglio tacere)
  • squilla il telefono, è l’amica che è stata fuori città per lavoro per qualche giorno. “Son qui! E voi? Novità?”, “ancora no…” – “ma che storia !!!!! Ero convinta che mi avresti dato qualche bella notizia…
  • chiama la mamma dall’Italia: “ciao!!!!! Allora? Sapete dove andate dopo?”, “ancora no, mamma, te l’ho detto che appena lo so te lo dicooooooooooooo” – “beh, speriamo che si decidano perchè se io vi devo venire a trovare bisogna che cominci a organizzarmi
  • va alla scuola dei figli a ritirare dei documenti, incontra un’ex maestra: “Che peccato che ci lasciate!!! E dove andate dopo?”, “non lo sappiamo ancora…” – “bel problema coi ragazzi questa incertezza, eh?

Mi fermo qui anche se siamo solo al principio del pomeriggio della giornata tipo, ma penso di aver reso l’idea. Il problema è che ogni volta che vi viene rivolta la Fatidica 3, automaticamente dentro di voi si mette in moto il cataclisma: vi torna in mente quanto è difficile non potersi proiettare nel futuro, lo è per voi, ma soprattutto per i vostri figli; vi tornano alla mente tutti i momenti di stress legati a questa vita d’espatrio, e vi chiedete chi ve l’ha fatto fare, anche se in realtà siete contente delle vostre scelte (e questo vi fa irritare ancora di più); vi ricordate che dovete trovare una soluzione di transito per un’intera famiglia comprensiva di vari animali e numerosi bauli; mettete in dubbio le capacità di vostro marito e vi sentite colte da una sorta di complesso di inferiorità e di impotenza; vi viene spontaneo lanciarvi in una sequela di spiegazioni per giustificare il fatto che non avete una collocazione nel mondo, spiegazioni che nella maggior parte dei casi al vostro interlocutore non interessano neanche  un po’; vi prende il panico perchè vi vedete rispondere “non lo sappiamo ancora…” nei secoli dei secoli…

Io ho avuto reazioni a volte un po’ brutali, di fronte alla Fatidica 3: sono saltata in testa ad una cara amica, e un’altra adesso la evito come la peste appena la vedo profilarsi all’orizzonte, perchè sembra più preoccupata lei del nostro futuro di quanto non lo sia io. A vari amici e famigliari ho intimato di non chiedermi più nulla, giurando sui miei figli che appena saprò qualcosa di concreto lo dirò a tutti e tutte, nessuno escluso. Ad altre amiche ho chiesto col cuore in mano di non domandare niente sul nostro futuro e che se avrò voglia di parlarne, lo farò  io. Sono arrivata anche al punto di assumere un’aria gaiamente misteriosa e rispondere “top secret! Non dico niente finchè non c’è la firma sul contratto !”. Altra strategia può essere quella di trasformarsi all’improvviso in sfegatate scaramantiche: “non chiedetemi niente perchè porta sfortuna !!! Parlerò quando ci sarà qualcosa di certo !!”.

Insomma gente: da che espatrio è espatrio alla fine si va da qualche altra parte. Questo periodo di incertezza, se vissuto serenamente e con filosofia, può farci imparare tante cose inedite, su noi stesse e sulla vita. E’ un gran peccato guastarlo a colpi di stress per la Fatidica 3. Ma è anche difficile pretendere che le persone che vi amano si rendano conto di tutto ciò. E’ anche per questo che ho scritto questo articolo: copiatevi il link, e quando siete in procinto di cambiar paese e ancora non sapete dove andrete, inviatelo a tutti ! Anzi, adesso lo pubblico, così comincio a inviarlo io…

Buoni cambi di paese a tutte!!!

 

Claudiaexpat