Home > Sudamerica > Dominican Republic > La profonda immersione di Lindsay

Oggi vi presentiamo una donna speciale. La storia di Lindsay – le motivazioni che l’hanno spinta all’espatrio, la vita che si è creata nel suo nuovo paese, e le esperienze che ha attraversato – la inseriscono a tutto diritto nell’aggiornamento “Espatri extra-ordinari”! Grazie Lindsay per questa bella intervista!

Parlaci un po’ di te: cosa ti ha spinta a decidere di lasciare la Gran Bretagna e iniziare a viaggiare per il mondo? Dove sei andata? Come ti sei mantenuta?

Sono nata in Gran Bretagna, primogenita di 4 figli, e dato che mio padre era nella Air Force abbiamo girato molto. Non solo in Gran Bretagna, abbiamo vissuto anche a Singapore quando avevo 8 anni. Quella è stata la mia prima volta all’estero ma dato che a scuola studiavo lingue -francese, tedesco e latino- negli anni dell’adolescenza ho continuato a viaggiare proprio per metterle in pratica. In seguito mi sono sistemata in Gran Bretagna e ho lavorato per diverse società di servizi finanziari, ma continuavo a viaggiare ogni volta che potevo, anche se solo per le vacanze. Alla fine ho imparato a fare immersioni subacquee e la cosa mi è piaciuta talmente tanto che ho lasciato il mio lavoro a tempo pieno per diventare consulente di marketing e iniziato a trascorrere periodi sempre più lunghi all’estero facendo immersioni, perlopiù alle Maldive. A quel tempo ero sposata, stavo bene economicamente e spendevo in vestiti firmati, auto veloci e vacanze, ma mi rendevo sempre più conto che nella mia vita mancava qualcosa. Non potevo avere figli e dunque sapevo che non avrei lasciato la minima traccia del mio passaggio su questo pianeta, mentre io volevo dare uno scopo alla mia esistenza, una ragione per essere stata qui…

Lindsay3Così un giorno ho deciso di lasciare mio marito, il mio lavoro e il mio paese, e andare a vivere alla giornata e smettere di passare la mia vita ad aspettare e risparmiare per il futuro; volevo godere di ciò che più mi piaceva fare, le immersioni, e volevo farlo subito. Sapevo che come istruttore avrei potuto guadagnare abbastanza per vivere, e avevo anche parecchi risparmi. Ho iniziato dapprima alle Maldive, poi sono stata a Singapore, in Tailandia, Borneo e a Minorca, lavorando come istruttore subacqueo. Mentre ero a Minorca ho deciso, anche se parlavo molto bene francese, tedesco e inglese, che avrei imparato lo spagnolo perché da tempo volevo andare in Sud America. Ho anche capito che volevo vivere in un paese tropicale, perchè Minorca è incantevole ma il mare è gelido! Sapevo che avrei amato i Caraibi, così ho concentrato lì la mia ricerca e poco dopo ho trovato una posizione come istruttore sub nella Repubblica Dominicana. Ci sono andata con un contratto di 6 mesi, sperando di riuscire ad imparare lo spagnolo.


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Cos’è della Repubblica Dominicana che ti ha fatto innamorare al punto di restarci?

La Repubblica Dominicana è molto più grande di quanto pensassi, e molto più diversificata. Non ci sono solo spiagge tropicali, ma anche foreste pluviali e montagne. Mi sono innamorata delle persone, sempre molto cordiali e gentili; e dello stile di vita nuovo, rilassato, la musica, il clima ma soprattutto la libertà. Sembrava che non esistessero regole. Si poteva guidare senza la cintura di sicurezza, andare in moto senza casco, fumare ovunque si volesse, ballare nei supermercati. La sensazione di libertà era esaltante e il solito stress della vita di tutti i giorni non sembrava esistere per niente.

Come hai organizzato la tua nuova vita?

All’inizio in un piccolo appartamentino con una sola stanza da letto, che poi ho cambiato per uno più grande, con due stanze da letto, in modo da poter ricevere amici dalla Gran Bretagna. Nel compound vivevano anche altri istruttori e in pratica si lavorava tutto il giorno in spiaggia, parlando con i turisti e le persone venute a fare immersioni, per poi uscire e andare a divertirsi e a ballare tutte le sere. Dopo qualche mese ho iniziato una relazione con un uomo dominicano che si è poi trasferito a casa mia con i suoi tre giovani figli. Alla fine abbiamo comprato una casa nel bosco, ci siamo sposati e abbiamo comprato un colmado, un negozio.

Tutto è cambiato quando una sera rientrando a casa mi sono trovata nel bel mezzo di un furto, i ladri mi hanno sparato e mi hanno ferita alla gola. Per fortuna sono sopravvissuta, ma questo evento mi ha reso ancora più determinata a fare qualcosa d’importante della mia vita. Il proiettile e la conseguente tracheotomia mi hanno fortemente danneggiato le corde vocali, quindi non potevo quasi più parlare, e inoltre poiché la pallottola aveva attraversato il polmone, ho dovuto dire addio alle immersioni. Quindi ho cominciato a lavorare di più in negozio, e a dare lezioni private e individuali di spagnolo. Questo ha significato trascorrere più tempo con i Dominicani, invece che con gli espatriati, e oltretutto, dato che con la mia voce non riuscivo a parlare sopra la musica ad alto volume, abbiamo smesso di andare nei bar e di star fuori a ballare, insomma, tutto questo mi ha portata ad aver sempre meno contatti con gli espatriati.

LindsayPuoi raccontarci cos’ha significato essere la partner di un uomo candidato ad una carica pubblica locale, e come questa cosa ha inciso sulla tua routine e sul rapporto con gli altri espatriati?

Mio marito ha deciso di candidarsi a sindaco della città locale per aiutare la popolazione locale, ed era quello che entrambi volevamo, data la spaventosa povertà della zona. Pensavamo di poter fare molto di più che non nutrire qualche bocca affamata o aiutare finanziariamente qualcun’altro nel caso di un problema importante. D’un tratto tutta la nostra vita è cambiata e si è concentrata sulla campagna elettorale e sull’importanza di vincere. Incontravo sempre meno i miei colleghi espatriati e passavo tutti i giorni attiva nella campagna, tra smistamento di comunicati stampa, organizzazione di incontri, etc. Ogni giorno m’incontravo con gruppi di donne per scoprire quali erano le loro esigenze e capire come avremmo potuto aiutarle. E’ stato un momento faticoso ma esaltante.

Raccontaci del tuo libro – come hai deciso di scriverlo, quanto tempo hai impiegato per completarlo, come lo hai pubblicizzato…

Non ho mai davvero pensato a me stessa come scrittrice, e ho iniziato a scrivere il libro dopo che mi avevano sparato, perché in quel momento per me scrivere quello che mi era successo era una vera necessità. Ho avuto un vuoto di memoria di circa 5 ore dopo la sparatoria così ho parlato con le persone che erano lì sul posto per colmare le mie lacune. Ho cominciato a scrivere ma senza uno scopo preciso. Dopo l’elezione invece mi sono seduta e ho scritto tutto il libro, da quando ho lasciato la Gran Bretagna fino al presente – circa 6 mesi fa – incorporando tutto quello che avevo scritto dopo che mi hanno sparato. Ho finito la prima stesura in circa 6 mesi, ma mi ci è voluto un po’ per trovare un correttore di bozze e un editore, e dopo una bella, ampia e necessaria riscrittura, tutto è andato molto velocemente. In realtà sono rimasta sorpresa quando il mio editore, Jane Dean, mi ha detto che a quel punto non potevo più cambiare nulla, e solo un paio di settimane dopo il libro era pubblicato.

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Appena ho visto che era disponibile su Amazon, ne ho parlato nel mio blog, su Facebook, sui vari social network, e ho scritto a tutte le persone che avevano scritto sul mio blog negli ultimi due anni.
La risposta è stata travolgente, con recensioni fantastiche, e ora sono pronta anche ad affrontare la stampa nazionale in tutto il mondo e parlare con loro del mio libro.

Come è la tua vita ora? Come vivi e come si è sviluppata la tua vita professionale?

Adesso vivo in montagna, lontana chilometri e chilometri da tutto ma ancora nella Repubblica Dominicana. In precedenza abbiamo vissuto in una zona turistica, poi in una città barrio,: adesso viviamo in campagna o campo. Abbiamo un paio di ettari di terra e coltiviamo tutta la nostra frutta e verdura. E’ una vita semplice, che adoro. La pace è totale e il panorama mozzafiato delle campagne attorno mi mette addosso una grande serenità. Abbiamo pochissimi vicini, ma ci aiutiamo a vicenda. Mi concentro sulla mia scrittura, gli articoli e il mio blog, mentre mio marito studia per diventare avvocato. I lettori del primo libro mi hanno già chiesto di scriverne un altro, quindi ci sto pensando, in attesa che qualche produttore cinematografic mi contatti per fare il mio primo film – o almeno… nei miei sogni!

Lindsay de Feliz
http://yoursaucepans.blogspot.co.il/

Intervista raccolta da Claudiaexpat e tradotta dall’inglese da Silviaexpat