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neonato

Claudiaexpat riflette con noi sui vantaggi dell’allattamento in espatrio.

Molte delle madri con le quali ho condiviso esperienze mi assicurano che l’allattamento è stata la fase più bella, più goduta e più importante del loro essere madri. Personalmente ho avuto una storia di allattamento molto felice, entrambi i miei figli sono stati allattati esclusivamente al seno fino ai sei mesi di vita, e hanno poi continuato a prendere il mio latte fino al tredicesimo mese di vita. Non ricordo neanche un momento di stanchezza, di sacrificio, di disagio o di dolore, a parte la ovvia stanchezza fisica dovuta al fatto di dover interrompere le notti, dover sempre essere a disposizione per i pasti.

Inoltre entrambi i miei figli hanno vissuto in paesi africani da molto piccoli, il primo è arrivato in Guinea Bissau a sette mesi di vita, e il secondo è tornato a Brazzaville, Congo, a 13 giorni, e ci si è fermato fino agli otto mesi. L’allattamento in Africa assume un valore ancora più forte perchè a differenza dei paesi occidentalizzati, dove ogni tipo di attrezzatura per sterilizzare, bollire e preparare il pasto con latte artificiale è a disposizione dei genitori, in molte capitali o città minori in Africa anche avere una fornitura regolare di acqua potabile può costituire un impegno.

Ma anche senza i vantaggi oggettivi che un allattamento in paesi complessi presenta, sarei ugualmente una grande fan dell’allattamento, e ancora di più per quanto riguarda le mamme che espatriano. Gli aspetti positivi dell’allattamento in generale vengono amplificati in espatrio, e in questo articolo vorrei analizzarli con voi, con la speranza di aiutare future mamme a far di tutto per superare gli eventuali ostacoli che si possono presentare, e insistere con l’allattamento. E’ vero che può succedere di far fatica a trovare un ritmo, o di non riuscire ad attaccare il bebè correttemente, o ancora di non capire se la quantità di latte è sufficiente, e chiedersi dunque angosciate se il pianto ininterrotto del bebè dipende dalla fame che lo attanaglia. Molte mamme, soprattutto se sono circondate da persone che non danno loro il giusto supporto e incoraggiamento, soccombono perchè sentono di non essere adeguate, o perchè il fatto di dover essere sempre presenti per nutrire il bebè diventa per loro troppo gravoso, o ancora perchè durante i primi giorni si presentano le dolorosissime ragadi, che rendono la poppata un vero calvario per la madre e per l’infante.

Io non ho nessun tipo di formazione in campo medico nè psicologico, ma ho allevato due bambini in Africa e in America Latina e ho parlato e condiviso momenti con un grandissimo numero di madri. Sento quindi di poter affermare con una certa sicurezza che quando la madre è convinta delle ragioni che la spingono a scegliere l’allattamento, gli “ostacoli” passano rapidamente in secondo piano e vengono brillantemente superati. In calce a quest’articolo approfondirò alcuni degli aspetti che possono frenare la madre nell’allattamento, ma voglio prima che mi accompagniate nel vagliare gli aspetti positivi dell’allattamento, e soprattutto nel considerare come questi siano ancora più importanti in espatrio.

Vantaggi generali

In espatrio

ll latte materno è completo e sano, sempre. Costituisce l’elemento nutritivo per eccellenza per i vostri figli. Vi basta mantenere un’alimentazione equilibrata ed eliminare quei pochi elementi nocivi (che sono nocivi anche indipendentemente dal fatto che allattiate ! ad esempio il tabacco e l’alcol in eccesso…) e quelli che possono conferire un cattivo sapore al latte (aglio, cavolfiori…), e automaticamente produrrete pasti completi, non dovrete preoccuparvi di nulla che riguarda la salute del vostro bebé perché con il vostro latte siete sicure di fornirgli il giusto apporto di tutto quello che ha bisogno per crescere sano e forte. Se in patria questo aspetto vi preoccupa in maniera minore, in espatrio diventa fondamentale: potrebbe ad esempio trovarvi in un paese di cui non parlate la lingua, o dove faticate a trovare un pediatra di cui vi fidate o col quale vi sentite in sintonia, una persona a cui affidarsi per i mille dubbi che vi assalgono quando il bimbo é piccolo e non sapete se state facendo la cosa giusta. L’allattamento vi mette al riparo da ansie e paure. Allattando potete star sicure che almeno fino a un certo momento della vita del vostro bambino gli state trasmettendo tutto quello che ha bisogno.
E’ sempre pronto e alla temperatura ideale: a differenza del biberon, che necessita di sterilizzazione e della preparazione del latte, il latte materno è sempre pronto per essere succhiato, in qualsiasi momento il bebè lo richieda e in qualsiasi situazione. La madre lo porta naturalmente con sè, e non ha dunque bisogno di borse, sacchetti, tettarelle, latte in polvere, fazzolettini, acqua pulita, e quant’altro. Il latte diventa un elemento di unione sempre presente tra la madre, che lo produce spontaneamente, e il bebè, che lo richiede quando ha fame. Quando si vive in espatrio i lunghi viaggi diventano una realtà molto presente nelle vite delle famiglie. Quante madri ho conosciuto che hanno spostato i loro bebè da un continente all’altro quando ancora erano in tenerissima età ! Durante i grandi spostamenti, avere il latte pronto nel seno è di una comodità che non si può nemmeno descrivere. Inoltre, dato che il gesto dell’allattare è universalmente accettato come cosa estremamente naturale, sono davvero pochissimi i posti al mondo in cui non lo si possa ormai fare pubblicamente, eventualmente adottando il semplice accorgimento di avvolgere il bebè e il seno con uno scialle leggero.
Protegge il bambino, rinforza il suo sistema immunatario, e lo espone a meno malattie: grazie alla presenza di anticorpi, è il modo migliore per fortificare il bebè e gettare le basi per una salute duratura. I bambini allattati al seno hanno meno probabilità di sviluppare allergie, hanno meno disturbi gastrici e sono meno esposti a malattie respiratorie e al diabete.

L’espatrio significa spesso un cambio drastico di ambiente, di clima, di ritmi di vita, che inevitabilmente finiscono per influire anche sul bebè. Un infante allattato al seno rinforza le difese ed evita più facilmente le infezioni intestinali e le diarree. Questo è molto importante soprattutto se l’espatrio avviene in climi molto caldi, dove l’elevata temperatura rappresenta di per sè un rischio di disadratazione.

Crea un forte legame tra madre e figlio e aumenta la sicurezza nel bebè: l’allattamento è il metodo per eccellenza che accelera l’instaurarsi di un rapporto intimo e totale con la madre, che in questa fase della vita è una premessa fondamentale perchè il bebè si sviluppi serenamente, con sicurezza, e con basi solide. Quando l’espatrio espone i bebè a cambiamenti anche repentini, la regolarità e la dolcezza dell’attaccarsi al seno materno può aiutarli a trovare un porto sicuro nella tempesta. Non si creda infatti che i bebè non sentono i cambiamenti intorno a loro! Un nuovo paese, nuove luci, nuove temperature,nuovi suoni e nuovi odori, possono avere un effetto molto forte anche su creature così giovani. Il seno della mamma in questi casi costituisce una calda sicurezza, alla quale aggrapparsi (in tutti i sensi !!) per calmare l’ansia che il nuovo ambiente può provocare.
L’allattamento aiuta anche la mamma! Allattando, infatti, ci si riprende più rapidamente dal parto, si perde più velocemente il peso di troppo, e si tengono più facilmente sotto controllo i blues post-parto.
Un cambio paese con un bebè può costituire un momento di forte ansia per la mamma: allattare è un gesto caldo e intimo che dà sicurezza, regolarità, vicinanza, anche alla mamma.

Ma…ma… ma…

…ma il mio bebè non riesce a succhiare e la poppata diventa uno stress per entrambi !!

Il bebè è naturalmente portato a succhiare, lo fa già nel ventre materno quando trova il dito. Il capezzolo è naturalmente portato a prestarsi per la poppata. Non ci sono ragioni per le quali il bebè non riesca a succhiare. A volte la difficoltà è data dal fatto che la madrenon riesce a trovare una posizione in cui si sente comoda, o pensa che il bebè non si senta comodo. In realtà qualsiasi posizione va bene, purchè la mamma sia rilassata. Il problema spesso risale unicamente alla tensione nel gesto. Cercate di rilassarvi e di incoraggiare il bebè parlandogli dolcemente: la vostra voce serena lo calmerà e favorirà la suzione…

…ma a me fanno un male cane i capezzoli !

Certo, succede purtroppo che con le prime poppate si manifestino le odiose ragadi, cioè dei piccoli tagli sul capezzolo e sull’areola, che rendono dolorosissimo il momento della suzione. Ma le ragadi se ne vanno usando qualche accorgimento e con un po’ di pazienza. La prima cosa da fare è di non tormentare il capezzolo in quella che molti chiamano “la preparazione all’allattamento”, che comprende una ginnastica speciale durante la quale lo si tira e rilascia, e lo strofinamento con alcohl o altre sostanze. Queste manovre altro non fanno che indebolire e rendere vulnerabile il tessuto del capezzolo e dall’areola, favorendo le ragadi.

Una volta che le avete, comunque, è sempre bene cominciare la poppata col seno non colpito, se avete la fortuna (come capita spesso) di non averle su entrambe le mammelle. L’altra cosa molto importante è di lasciare che i capezzoli prendano aria il più possibile: l’umidità favorisce infatti le ragadi, e con loro la concentrazione di batteri. Se avete le ragadi, dopo aver allattato fate seccare i capezzoli all’aria, se potete. Se è inverno e fa un freddo cane, potete magari asciugarli con l’asciugacapelli, e usare poi le speciali coppette antiragadi, che mantengono asciutto il capezzolo.

Con questi accorgimenti dovreste riuscire a risolvere abbastanza rapidamente il problema…

…ma io non posso essere sempre disponibile ogni volta che il bebè deve mangiare!

E invece sì, dai! Potete perchè l’avete portato in pancia per nove mesi, e altri sei mesi di allattamento completo a voi non cambiano la vita ma a lui/lei sì. Quando vi sentite esauste, esaurite, stufe del dover sempre essere a disposizione, di dover tornare a casa per una certa ora per dare il seno, e ribelli perchè volete tornare alla vostra antica libertà, pensate che questo breve periodo, che per voi altro non è che un pugno di mesi, è di fondamentale importanza per il vostro bambino/a. Ricordate che i bebè crescono alla velocità della luce, e il periodo dell’allattamento è un fulmine sul panorama della vita di vostro figlio/a ! Un sacrificio che vale davvero la pena di fare !

… ma se io sono l’unica a nutrirlo, il papà è privato di questa gioia !

Il papà può costruirsi una miriadi di altri momenti di intimità con il bebè, che possono diventare altrettanto esclusivi come quello che la mamma condivide durante la poppata. Il biberon al bebè lo possono dare tutti, la nonna, la zia, la tata e la vicina, quindi il gesto in sè non rappresenta un momento di tale esclusività. Il supporto che il papà dà all’allattamento, invece, magari aiutando la mamma a riposare di più nei primi tempi, preparandole una bevanda o occupandosi di faccende che porterebbero via a lei del tempo, è il modo migliore per aiutare il bebè a crescere sano e felice.

…ma con l’allattamento non “vedo” quanto beve il bebè, e resto sempre con l’angoscia che non abbia mangiato abbastanza !

Questa è una paura assolutamente infondata: il latte materno è completo e abbondante, perchè viene prodotto in base a un semplicissimo e naturale meccanismo di richiesta/offerta. Se il bebè succhia senza problemi, potete star certe che ingurgiterà esattamente la quantità di latte di cui ha bisogno. Lasciate che sia lui a decidere, fidatevi di quello che il suo corpicino gli richiede. Noi mamme abbiamo degli strani incubi che vedono i nostri bebè denutriti e incapaci di riempirsi, ma dobbiamo capire che questa è solo una proiezione delle nostre paure! Da che mondo è mondo i bebè non si lasceranno mai morire di fame. Se il vostro bebè piange ci sono sicuramente molte altre ragioni da analizzare prima di temere che l’allattamento sia il responsabile del malessere. Ricordate che i primi mesi di vita del bambino rappresentano un periodo di grande assestamento: ci sono le coliche, i bruciori al sederino, i disagi delle posizioni che il bebè ancora non riesce a controllare, i cambi di temperatura, i rumori improvvisi che lo/a fanno spaventare, e c’è anche la tensione della mamma e del papà che si trasmette al piccolo/a come fuoco sulla paglia. Rasserenatevi e tutto andrà bene.

… ma io non voglio che i miei seni si riducano a due sacchettini vuoti !

Questo non deve necessariamente succedere, e se anche succederà, capirete che il gioco è valso la candela. A nessuno piace veder cambiare il proprio corpo e fa di tutto per evitarlo, ma ci sono delle cose che è meglio predisporsi ad accettare, svuotandole di importanza. Cos’è più importante: un figlio sano, felice e sicuro di sè o un seno sodo che sfida la forza di gravità (cosa che comunque non resisterebbe all’inesorabile passare del tempo) ?

Link utili per l’allattamento:

http://www.allattiamo.it: questo sito è stato costruito da una tedesca che vive in Italia. E’ ricco di informazioni, documenti sull’allattamento, e ha un forum molto frequentato

http://www.allattare.net: un sito utilissimo e molto completo sull’allattamento

http://www.lllitalia.org: il sito di La Leche Ligue, sezione italiana

http://www.llli.org: il sito di La Leche Ligue International, dove trovate gli indirizzi web delle varie sezioni nel mondo

Claudiaexpat
Lima, Perù
Febbraio 2009