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Ultimo aggiornamento: maggio 2012

Chiara è un’amica italiana di Expatclic e vive in Perù. Ha scritto un articolo davvero indispensabile che spiega tutto quello che bisogna fare se si vuole avere una domestica in Perù. Grazie Chiara !!!

Avete una o più collaboratrici domestiche? Questo articolo vi riguarda.

Il 30 marzo scorso il Perù, come tutti gli anni, ha festeggiato la giornata della “Empleada del Hogar”. Sono andata al parco sotto casa mia, in pieno San Isidro, e nonostante la festa, che oltretutto cadeva di domenica, le uniformi bianche spiccavano in netto contrasto sul verde, correndo dietro ai lupacchiotti che curavano. 24 ore dopo il governo peruviano si affrettava a promulgare un decreto che stabilisce che a partire da questo momento è vietato esigere alle domestiche di portare l’uniforme nei club e negli spazi aperti di Lima. In altre parole, i regolamenti dei famosi club di Lima non potranno più esigere che le baby-sitter entrino in uniforme bianca, a meno che queste siano d’accordo. Mi pongo la seguente domanda: un giorno potranno toccare, o meglio accarezzare l’acqua delle belle piscine di questi club? Potranno usare i  bagni dei clienti? Negli spogliatoi delle piscine, palestre e altro, continueranno ad esserci dei cartelli che impediscono l’accesso alle domestiche, salvo per cambiare i bambini di cui garantiscono la sorveglianza?

articolo domestiche per6Avete sentito parlare del  Día de la empleada audaz (Giornata della domestica audace) che ha fatto correre fiumi d’inchiostro nella stampa?

Si tratta di una giornata di protesta, organizzata nel 2007, durante la quale i militanti dei diritti umani hanno invaso, vestiti con uniformi di impiegate domestiche, una spiaggia d’Asia (luogo di villeggiatura esclusivo favorito dalla classe alta limegna) dove troneggiava uno di questi odiosi cartelloni che riservano l’uso dell’Oceano Pacifico (!) ai ricchi.

La Casa de Panchita (http://www.gruporedes.org/) ha appena festeggiato 20 anni di attività. Si tratta di un’associazione impegnata nella protezione dei diritti delle collaboratrici domestiche e nel formarle in vari settori, da corsi per “niñera” (baby-sitter) o “empleada del hogar” (collaboratrice domestica) (che costano una media di 100 o 50 soles se si riesce a trovare un’amica domestica che vuole, anche lei, seguire la formazione), a corsi semi gratuiti di informatica, d’inglese, di marinera (danza tipica della costa nord del Perù), d’artigianato e di cucina….. Assicura un servizio di appoggio psicologico gratuito e fornisce certificati di formazione riconosciuti dal Ministero del Lavoro.

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La giornata consacrata ai corsi è la domenica, e la bella casa coloniale che ospita la sede della Casa de Panchita  è pervasa di entusiasmo e ottimismo. Le domestiche che bussano alla porta della Casa de Panchita non hanno tutte un lavoro o se ce l’hanno, non sempre è a condizioni lavorative decenti. La casa si è dunque trasformata in agenzia di collocamento per potenziali datori di lavoro. Le lavoratrici che vengono impiegate hanno seguito una formazione o si impegnano a seguirla immediatamente. Lo scopo dell’associazione è anche di evitare che si instauri un circolo vizioso nelle famiglie delle impiegate domestiche, dove le ragazzine sono a loro volta destinate a diventare delle domestiche, in giovanissima età. Vengono organizzate iniziative di sensibilizzazione e scolarizzazione nei quartieri più sfavoriti di Lima. In Perù la legge stabilisce che le bambine possono lavorare come impiegate domestiche a partire dai 14 anni, ma solo 4 ore al giorno, per assicurare e incoraggiare così l’assiduità scolastica.

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I diritti delle collaboratrici domestiche

Come molti espatriati, al mio arrivo in Perù sono rimasta di sasso quando la mia domestica mi ha chiesto, anzi, ha quasi esatto, la sua uniforme. Mi si è aperto davanti un universo sconosciuto: uniforme bianca per le baby-sitter, grembiule azzurro o rosa per i lavori domestici, scarpe e cappellino coordinati… Ma ciò che mi ha davvero sbalordita è stato il rifiuto da parte della mia domestica di fronte alla mia proposta di regolarizzare la sua posizione con un contratto di collaborazione domestica in piena regola, e soprattutto con la quota al servizio sanitario nazionale, che le avrebbe permesso di curarsi in caso di malattia. La sua idea era un’altra: nessun bisogno di versare i contributi dal momento che il marito era già registrato al servizio sanitario, e lei mi proponeva dunque di versarle la quota in contanti. Il mio rifiuto è stato categorico, sapevo che quei soldi non sarebbero stati spesi per i controlli periodici e che in caso d’urgenza non avrebbe avuto abbastanza per curarsi.  Oggi mi ringrazia per averla obbligata a iscriversi, il suo nome è tra gli iscritti al suo centro ospedaliero, cosa che la rende molto fiera, e si sente più indipendente dal marito.

Purtroppo solo l’8% delle collaboratrici domestiche godono dell’assistenza sanitaria, con una cifra dell’11% per le lavoratrici di San Isidro. In altri termini, l’89% delle domestiche a servizio delle famiglie più ricche del paese non hanno copertura sociale. Come possiamo sperare che un paese avanzi se la sua popolazione non ha neanche la possibilità di curarsi?

Sapevate che una legge sulle lavoratrici domestiche esiste dal 2003? E ne conoscete il contenuto? Nella maggior parte dei casi siamo dei datori di lavoro, eccovi quindi una piccola guida per orientarvi nelle pratiche da seguire per regolarizzare la vostra collaboratrice domestica. Un contratto di lavoro scritto, per quanto semplice, sarà sicuramente apprezzato dalla vostra domestica, che potrà usarlo come referenza una volta che avrete lasciato il Perù. Oltre allo stipendio mensile (che si versa generalmente ogni 15 giorni), la lavoratrice domestica ha diritto a una “gratificación” (il 50% dello stipendio mensile) alla fine di luglio, e a un’altra “gratificación” (sempre del 50% dello stipendio mensile) a Natale. Va aggiunto anche il CTS ( Compensación por Tiempo de Servicio), che conviene versare una volta all’anno e che equivale sempre al 50% del salario mensile. Lo scopo del CTS è di compensare l’assenza di sussidio in caso di disoccupazione. Per finire, la lavoratrice ha diritto a 15 giorni di vacanze all’anno. La legge prevede che l’iscrizione al servizio sanitario venga fatta al più tardi 30 giorni dopo l’inizio del contratto di lavoro. Se la vostra domestica lavora da più tempo, potete sempre proporle di regolarizzare la sua situazione con un contratto di lavoro che inizia nell’immediato… E’ anche importante informarla del fatto che avrà diritto alle prestazioni del servizio sanitario solo dopo 3 mesi di versamento da parte vostra.

Per l’iscrizione dovete procurarvi i seguenti documenti:

−    passaporto o carnet de extranjeria (originale + fotocopia)
−    fattura dell’elettricità o del telefono dove figurano il vostro nome e indirizzo
−    DNI della vostra domestica (originale + fotocopia)
−    DNI dei figli e del marito della vostra domestica (originale + fotocopia), unicamente se non sono ancora coperti dalla Sunat

Quindi dovete recarvi all’ufficio Sunat più vicino al vostro domicilio.
Eccovi una piccola lista di uffici per quartiere e i loro orari di apertura al pubblico:
-San Isidro
Jr. Juan de Arona N° 887
-Surco
Av. Paseo La Castellana 101,103-105 y 107 (Óvalo Higuereta)

Non ci sono uffici a Miraflores e alla Molina, potete dunque recarvi a quelli di San Isidro e di Surco. Gli orari d’attenzione al pubblico sono dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 17:00 e il sabato dalle 9:00 alle 13:00.
La procedura è soprendentemente rapida e facile, vi verrà dato un documento che vi attribuisce un numero di iscrizione al Registro de Empleadores de Trabajadores del Hogar – TH.

A meno che siate voi stesse titolari del contratto del vostro appartamento, è il vostro coniuge che figurerà sulle fatture dell’elettricità e del telefono, e che dovrà dunque recarsi all’ufficio. Mio marito è tornato stupito dall’efficacità e la rapidità della pratica, ci ha messo in tutto un’ora un sabato mattina. Ricordategli di prendere una dozzina di formulari 1076 (Formulario 1076 – Trabajadores del Hogar), che vi permetteranno di effettuare i versamenti mensili della quota in qualsiasi banca.

Una volta iscritti al registro, dovete versare le quote dell’EsSalud (il servizio sanitario), che corrispondono al 9% della remunerazione mensile della vostra domestica. Se guadagna 800 soles, verserete dunque 72 soles. Avete anche la possibilità di versare meno, dato che la legge prevede che la quota minima da versare sia il 9% del salario minimo (550 soles), che equivale a 50 soles. E’ una scelta personale.

Per quanto riguarda la pensione bisogna scegliere tra regime pubblico e privato, la percentuale da dedurre dal salario non varia. Il regime pubblico si chiama SNP (Sistema Nacional de Pensiones), quello privato è meglio noto come AFP. La percentuale da detrarre dal salario è del 13%, con la stessa possibilità che si ha con EsSalud, ovvero deducendo il 13% del salario minimo, anche se la vostra domestica guadagna di più, cioè 72 soles.

Come versare le quote? Potete procurarvi il formulario 1076 all’ufficio della Sunat o in qualsiasi banca, dove potete anche effettuare il versamenti. Con il formulario versate sia la quota per EsSalud che quella per l’SNP. Se invece la vostra domestica opta per un regime privato, bisogna che ci si iscriva. Le AFP più note sono AFP Horizonte, AFP Integra, Prima AFP e ProFuturo AFP. Il sito http://www.afpnet.com.pe vi permette di effettuare il versamento direttamente in linea e vi darà tutte le informazioni necessarie all’iscrizione.

In caso di mancanza del formulario 1076 (a volte è un prodotto raro….), si può anche versare le quote a tutte le filiali della Scotiabank (anche se non siete clienti della banca) indicando verbalmente le informazioni necessarie.

Eccoci giunte alla fine di questo dedalo apparentemente ingarbugliato dalle pratiche, ma che vi assicuro è molto meno difficile di quanto sembri. Questa iniziativa vi permetterà di partecipare al conseguimento di uno scopo estremamente importante: assicurare delle condizioni di lavoro e di vita decenti a una categoria di persone molto spesso discriminate per la loro origine etnica e contribuire così a rafforzare la presa di coscienza di queste persone sul fatto che hanno dei diritti e che questi vanno rispettati.

Per più ampie informazioni eccovi qualche sito ufficiale che vi aiuterà molto nelle vostre pratiche:

Sito ufficiale della Sunat e sezione dedicata alle collaboratici domestiche:
http://orientacion.sunat.gob.pe/

Legge dei lavoratori domestici in Perù

Casa de Panchita:
http://www.gruporedes.org/

Chiara
Lima, Perù
Settembre 2009