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Anche per i nostri bimbiexpat le vacanze non sono vacanze ordinarie…ce ne parla Silviaex

 

Evviva, è finita la scuola, iniziano le vacanze!!

E sì, diciamocelo, le vacanze – soprattutto per noi espatriati – son proprio belle! Una bella occasione per tornare in Italia e farci coccolare da amici e parenti; o approfittarne per andare a trovare gli amici carissimi conosciuti in Malawi, Cina o Sudan e ora di stanza in un altro paese; o più semplicemente per farci un bel viaggetto in famiglia, finalmente tutti insieme, senza orari di lavoro e scuola, senza stress e soprattutto senza quegli inconvenienti logistici che in alcuni paesi più esotici tediano il nostro tran tran quotidiano come le zanzare, la calura, i monsoni etc.

Per i bambini poi, le vacanze scolastiche sono una vera manna dal cielo. Soprattutto il rientro in Italia, da nonni e cugini, e magari anche da amichetti d’infanzia che ancora seguono le loro avventure sulla mappa del mondo. Incontri ricchi di affetto e di allegria che ricaricano i nostri cuccioli di nuova energia, dando loro a fine estate un po’ di nostalgia e tristezza al momento della separazione ma anche la percezione che in fondo poi partire non vuole dire non tornare più, né abbandonare parenti e amici, ma anzi, significa tornare carichi di racconti e avventure che renderanno appunto ogni incontro e riunione sempre più importante e più bella.

Per alcune famiglie poi, il rientro in Italia è particolarmente importante quando si aggiunga ad esso anche una dimensione più pratica a quella più percettibile legata ad affetti e nostalgie, e cioè la dimensione linguistica. Al rientro in Italia, infatti, tutti – adulti e bambini – ci ritroviamo avvolti nella nostra lingua, in un italiano ricco di sfumature, pronunce e vocaboli che ci riportano tutta la sua ricchezza semantica, che sia esso parlato in tutte (o quasi) le sue sfaccettature anche dialettali o anche solo ascoltato al cinema o alla radio. Una lingua che ci riporta suoni e percezioni della nostra memoria, di individuo ma anche di gruppo, di famiglia. L’Italiano che – anche per i nostri pulcini abituati adesso a mischiare parole in altre lingue – ridiventa la lingua di casa, una lingua anche visuale e tattile, dove tortellini e pizza significano cose buonissime e boccaglio, ombrellone e pinne riportano i suoni e i colori del nostro mare, piuttosto che l’azzurro un po’ finto delle swimming pool e dei goggles…

Questa dimensione linguistica, questo ritrovamento dell’italiano, sono importanti non solo nelle famiglie bilingui o trilingui, ma anche nelle famiglie puramente italiane, nelle quali spessissimo l’italiano dei bambini si riduce quasi esclusivamente a quello ascoltato all’interno del piccolo nucleo familiare, mentre la nuova lingua straniera imposta dal sistema scolastico prescelto all’estero (l’inglese, il francese, il cinese, l’arabo etc.) acquista involontariamente più importanza in quanto mezzo di comunicazione e quindi strumento di socializzazione nella vita di tutti i giorni dei nostri figli.

Certo, direte voi, chiaro! Ma… e se i nostri bambini, per un motivo o per l’altro, non hanno cugini o amichetti coetanei? O se le loro vacanze non coincidono con quelle dei loro coetanei italiani? Insomma, se per loro il rientro in Italia è ogni volta sinonimo di noia mortale perché non si va oltre gli amici e i parenti adulti… che fare?? Be’, intanto, non disperate e seguite qualche nostro consiglio:

per iniziare, non limitatevi ad annunciare le vacanze imminenti come qualcosa di cui i bambini non siano parte in gioco. Lo sono, eccome, soprattutto i più grandi. E pensateci, un bambino annoiato, immusonito e triste tutta l’estate non è uno scherzo! Incominciate dunque, fin dall’inverno, a sondare e cercare con lui/lei/loro cosa sarebbe bello fare nei mesi estivi. Esistono ormai anche in Italia (e in Europa) moltissime opportunità di vacanze organizzate proprio per i bambini, vacanze dove tra studio (di una lingua per esempio), avventura e ricerca i nostri figli possono non solo passare momenti di puro divertimento e grande interesse, ma anche evidentemente gettare le basi di nuove amicizie con nuovi coetanei da rinverdire magari negli anni futuri.

http://www.vacanzebimbi.it/, vi segnaliamo questo portale dove troverete tante idee e tanti progetti per organizzare vacanze divertenti (e intelligenti!) con i vostri figli ma anche per i vostri figli da soli, se se la sentono. Noi di Expatclic.com non abbiamo avuto esperienza diretta con le tante proposte raccolte nel portale, ma appunto, essendo le proposte davvero tante e sempre nuove siamo sicuri che ciascuno troverà la propria vacanza o comunque una buona ispirazione per una vacanza bella per noi e per i nostri bambini.

http://kidsarttourism.com/en, questo è un sito interessante che propone momenti ‘artistici’ anche ai più piccini. Campi estivi nei musei, visite guidate e storie narrate, esperienze in varie lingue in tante città d’Italia, non male, no? Ed è fatto da un’espatriata!!!

Un grande classico sono i campi estivi del WWF (http://www.wwfnature.it/), studiati apposta per fare incontrare bimbi e ragazzi in un quadro immerso nella natura e nel rispetto verso la natura. Le proposte sono tante, divise per fasce d’età.

Sempre nella natura (e testati da Expatclicchine) sono i campi estivi proposti dal Cornacchino, in Toscana (http://www.cornacchino.it/). Un soggiorno immerso nella natura e a contatto con i cavalli.

Poi ci sono però anche i bambini, bilingui/trilingui, che rientrando in Italia provano un certo disagio con l’italiano. Lingua che magari parlano con un genitore, certo, ma che tuttavia rimane un po’ da parte nella loro vita di tutti i giorni, vuoi perché la scuola è in inglese (o francese, cinese, etc)., vuoi perché prevale la seconda lingua parlata in casa, insomma, per tanti motivi. E allora che fare? Be’, alcuni genitori optano per campi estivi più ‘internazionali’, magari appunto in inglese (ma esistono anche in francese, spagnolo, tedesco…) per far conoscere comunque l’Italia ai propri figli ma in un ambiente più simile a quello cui il bambino (o ragazzo) è più abituato: compagni di diverse nazionalità, quindi possibilità di esprimersi in diverse lingue (e ovviamente anche in italiano) ma sotto la guida di tutors anglofoni madrelingua. Naturalmente anche qui l’offerta è vastissima e ci piace segnalare soprattutto http://www.artealsole.com/index.html.

E per finire per i più grandi che vogliono esercitare il loro precario italiano stando però pur sempre a contatto con una comunità internazionale di giovani, consigliamo i corsi estivi dell’Istituto Michelangelo di Firenze (http://www.michelangelo-edu.it/) – e ce n’è davvero per tutti i gusti!

 

Silviaex
Berlino
Luglio 2013