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Piccola immersione nella realtà dello studio a distanza per gli espatriati…..

Fino a qualche anno fa era impensabile poter continuare, terminare o riprendere i propri studi facendo una vita da espatriati. Espatriare significava rendere praticamente impossibile anche solo accarezzare l’idea di lanciarsi in un nuovo progetto di studio, a meno di poterlo fare nel paese d’accoglienza, e a patto di trovare il tipo di scuola, di metodo, di lingua e di indirizzo consono, e riuscire a comprimerlo o farlo combaciare con il periodo trascorso in quel determinato paese. Internet ha completamente rivoluzionato anche questa sfera delle nostre vite, e allo stato attuale possiamo sbizzarrirci sul tipo di studio da intraprendere in qualsiasi punto del globo dotato di una connessione sufficientemente affidabile, confortate, oltretutto, dal fatto che anche in questo campo si stanno facendo passi da gigante, e se fino a qualche tempo fa Inghilterra e Stati Uniti erano i pionieri dello studio a distanza, adesso numerosi altri paesi europei, Italia inclusa, stanno proponendo sempre più spesso corsi a distanza di ogni tipo, per ogni gusto, durata di tempo e modalità, ampliando in maniera significativa le nostre opportunità. E chi non si lascia tentare, ad un certo punto della sua vita, dal rimettersi sui libri?

Se fino a qualche tempo fa questa opzione era completamente inconciliabile con la scelta di una vita in espatrio, adesso corriamo addirittura forse il rischio contrario, ovvero quello di perderci nella miriadi di opportunità offerte da un numero sempre crescente di istituzioni che si appoggiano sempre di più alla modalità a distanza per offrire titoli di studio ai più svariati livelli.

Lo studio a distanza offre notevoli vantaggi e pochi svantaggi. Con questo articolo abbiamo voluto fare una ricerca tra esperienze vissute da espatriate/i che hanno fatto o stanno facendo qualche tipo di studio a distanza, per capire meglio quali sono le dinamiche che caratterizzano questa scelta, e cosa va tenuto in conto se si decide di intraprendere questa strada. Lo studio a distanza può infatti diventare un’arma a doppio taglio: manca la struttura fisica nella quale recarsi con regolarità, manca il contatto diretto con il professore e gli studenti, manca insomma tutto il contorno che è fondamentale per ricordarci sempre che ci siamo impegnati in un nuovo ciclo di studi. Lo studio a distanza è solitario, auto organizzato. Richiede disciplina e capacità di gestire il proprio tempo, ma soprattutto, di imporsi un ritmo e saperlo mantenere. Alcune istituzioni sono più brave di altre nel dare supporto e guida a studenti in tutte le parti del globo; altre scelgono la metologia mista, ovvero un corso a distanza ma con incontri di persona obbligatori a scadenze determinate. Altri lasciano all’alunno la più totale libertà di gestione in tutti i sensi, dai ritmi di consegna, al materiale da consultare, alle esercitazioni da produrre. Alcune si servono di video conferenze e assegnano un tutor per tutto il corso, cosa che riduce la distanza tra l’alunno e l’istituzione, altre utilizzano piattaforme di studio dove pongono tutto il materiale necessario al corso e si limitano ad intervenire di tanto in tanto giusto se si rende necessario reindirizzare lo studente. Altre ancora rendono obbligatoria la partecipazione ai forum che vengono di volta in volta organizzati sui vari temi di studio. E’, insomma, tutto un mondo da scoprire poco per volta.

Con questo articolo siamo partiti alla ricerca degli elementi chiave che compongono lo studio a distanza, e abbiamo raccolto testimonianze di espatriate/i che si sono lanciati nell’avventura. Attraverso le loro parole riuscirete a discernere quali sono le cose più importanti da tenere in considerazione in questo tipo di scelta, e quali i sentimenti e le difficoltà più comuni. Alcune di queste testimonianze parlano profusamente dell’esperienza in relazione a determinate istituzioni, fornendovi così anche degli elementi pratici che possono aiutarvi nella vostra possibile scelta futura. Per un complemento di informazioni vi invitiamo a consultare la nostra scheda pratica sullo studio a distanza (attualmente non disponibile perché in via di aggiornamento).

E quando avete finito di leggere l’articolo, vi invitiamo a vedere la nostra discussione sui forum sullo studio a distanza !

Testimonianze di:

Lenaexpat e il suo corso di storia dell’arte a distanza

Claudiaexpat e il suo corso di Educazione e Pluralismo Culturale a distanza

Gert e il suo Advanced Diploma in Business and Management e il suo Master in Salute di Base

Giorgio e il suo Master in Development Management con la Open University

Florence e il suo corso per l’Unicef con l’Università di Maastricht

Lenaexpat e il suo corso di storia dell’arte con il Nec, dall’Inghilterra a Singapore

Quando mi sono trasferita a Bangkok, ho lasciato il mio lavoro convinta che in pochi mesi avrei trovato una nuova occupazione. Ma non è andata proprio così….
Mi sono ritrovata dalla sera alla mattina senza avere niente da fare e senza avere nemmeno la possibilità di poter lavorare. È nata pian piano l’idea di riprendere in mano i libri e di dedicarmi alla mia più grande passione: studiare storia dell’arte.
Ho cercato su internet un corso a distanza adatto alle mie esigenze. L’ho trovato in lingua inglese, e ricordo di essermi detta: “Perchè no? Due piccioni con una fava!” Avevo quindi l’opportunità di studiare arte e nello stesso tempo di migliorare il mio inglese scritto.
Mi sono iscritta nel settembre 2004 e una volta raccolto tutto il materiale sono tornata a Bangkok con molto entusiasmo e voglia di cominciare il prima possibile.
Ho iniziato subito alla grande, come si suol dire, ed ero anche soddisfatta del lavoro che stavo facendo. Mi dicevo che dopo questo corso, convinta che l’avrei completato nel giro di qualche mesetto, avrei iniziato la Open University con l’intento di laurearmi in storia dell’arte.
Ma ancora una volta le cose non sono andate secondo i miei piani.
Per una serie infinita di motivazioni, ho dovuto abbandonare temporaneamente i miei studi ogni volta. Quindi interrompevo e riprendevo, interrompevo e continuavo…
Dai circa 4-6 mesi che mi ero prefissa, sono passati più di tre anni.

Confesso di essere molto frustrata.
È frustrante perchè non riesco a terminare qualche cosa che per me è veramente importante, e per il fatto che non avendo una vera scadenza, tutto il resto, volente o nolente, prende la priorità. È difficile se non a volte impossibile dire: “Fermi tutti, ora ci sono io con il mio corso!” Spesso si fa l’errore di pensare che studiare a distanza lo si possa fare nel tempo libero e con calma, tanto non c’è alcuna fretta! Ma non è così: più tempo passa e più è difficile riprendere e concludere.

Dall’altra parte però sono contenta di questa esperienza. Personalmente credo che non si butta mai via niente nella vita.
Voglio continuare a studiare arte e confesso che l’idea di prendere una laurea in questa disciplina è sempre nella mia testa. Non ho intenzione di rinunciarci.
Nonostante tutto direi che il mio bilancio è positivo, sono soddisfatta di me stessa e di quello che ho raggiunto fino adesso.
Da questa “avventura” ho imparato a non lasciare niente non finito. Ho inoltre imparato ad essere un pochino egoista e a prendere del tempo per me, per qualche cosa che mi piace e che mi appassiona.

Mentre scrivo questo mi mancano solo due assignments per concludere il mio corso e mi sto dando da fare in modo da terminarlo prima della nascita del mio pargoletto!

Claudiaexpat e il suo corso di perfezionamento a distanza con l’Università degli Studi di Firenze, dall’Italia al Perù

Sono una di quelle persone che hanno studiato una cosa che non c’entra nulla con la propria indole e la propria personalità. E quando ho cominciato a seguire mio marito in espatrio, e poi sono arrivati i figli, ho visto allontanarsi definitivamente la possibilità di rimediare, magari mettendomi a studiare, quando ero ancora giovane, qualcosa di più consono ai miei desideri. Il tempo è passato, e non ho mai smesso di lavorare come e quando ho potuto, ma sono stati tutti lavori di ripiego e che incastravo tra una missione o l’altra, tra un trasloco e l’altro, tra una fase di adattamento e una nuova destinazione, e così via. A 40 anni ho tirato le somme, e mi sono detta che tutto questo vivere all’estero qualcosa me l’aveva pur insegnato, ma mi mancava la preparazione “teorica”, la nozione “non pratica”, in cui inserire tutta questa mia conoscenza ed esperienza, e valorizzarla professionalmente. Ho dunque cominciato a cercare in Internet (perchè qui in Perù non c’era nulla di neanche lontanamente simile a quanto volevo studiare io), e dopo mesi, dico mesi, perchè Internet è un labirinto, ero giunta alla conclusione che quello che cercavo io non c’era. Di corsi di comunicazione interculturale ce ne sono a bizzeffe, anche a distanza, ma erano tutti troppo lunghi per me, che volevo far qualcosa di rapido, proprio perchè a una certa età si ha bisogno di vedere dei risultati in maniera piuttosto veloce. Un giorno una cara amica che aveva lo stesso interesse mi ha segnalato il sito web dei corsi a distanza dell’Università degli Studi di Firenze (http://e-l.unifi.it/), in particolare un corso di perfezionamento post-laurea che si concentrava sull’educazione e il pluralismo culturale.
La docente del corso ci ha accolte a braccia aperte, felice di poter annoverare tra i suoi studenti delle persone che la scuola dell’interculturalità la stavano facendo dal vivo:-)
Il corso durava 6 mesi, da gennaio a luglio, ed era strutturato su una serie di moduli che prevedevano, ciascuno, delle esercitazioni. Ogni modulo dava un tot di punti credito, e lo studente poteva formare il suo piano di studi basandosi sui propri interessi, fino ad arrivare ad un accumulo di 25 punti credito, e a ottenere il diploma. Il corso prevedeva due elementi oltre allo studio a distanza: la partecipazione attiva ai forum comuni e gli incontri presenziali che si svolgevano una volta al mese a Firenze (e che non erano, però, obbligatori).
L’esperienza per me è stata interessantissima sotto molti punti di vista. A livello personale ho trovato molto duro rimettermi sistematicamente sui libri – erano anni che non “studiavo” e memorizzare nomi, nozioni e idee all’inizio mi costava e non poco. Devo però ammettere che gli argomenti trattati erano così appassionanti, e il materiale fornito talmente interessante (in quasi tutti i moduli), che alla fine la fatica si riduceva a ben poca cosa. Ho scoperto che il fatto di poter preparare i propri lavori in tutta calma, con la possibilità di navigare in Internet, discutere con le persone intorno a sè, o leggere libri scelti dalla propria esperienza di vita, mi dava una grandissima sensazione di libertà e mi faceva sentire molto più sicura di quanto non sarei sicuramente stata dovendo esporre qualcosa de visus. L’insicurezza che avevo accumulato per via del fatto che per anni non avevo studiato nulla, e inoltre che non avevo un background umanistico o universitario come la maggior parte dei miei colleghi, è stata molto calmierata dalla mancanza di questo contatto fisico, al quale peraltro io, abituata a gestire siti web e forum in rete, rinuncio senza grosse difficoltà.
I problemi sono cominciati quando, a corso un po’ più avanzato, ci si è resi conto delle lacune organizzative e del fatto che mancasse una figura chiave per indirizzarci e seguirci. In un corso a distanza la figura del tutor è ancora più importante, oserei dire, che in un corso fisico: se non c’è nessuno a raccogliere i tuoi lavori, a commentarli e a discutere con te, il rischio di provare un’infinita e demotivante solitudine è altissimo. Ed è stato proprio per questo che ho accolto con gioia l’offerta di essere io stessa, l’anno successivo, una tutor a distanza per il corso. Avendo provato sulla mia pelle cosa significa essere seguiti in maniera rigorosa, ho preso il mio ruolo molto seriamente e penso di aver fatto nel complesso un buon lavoro di tutoraggio, che peraltro mi è anche servito ad ampliare le nozioni acquisite mentre ero studentessa.
Sono uscita da questa esperienza convinta che lo studio a distanza non sia solo, in molti casi, l’unica via aperta a chi come noi cambia continuamente paese, ma anche un’opzione molto valida e da prendere seriamente in considerazione nel caso si desideri riprendere gli studi.
I miei consigli: cercate corsi testati da qualcuno che conoscete o organizzati da istituzioni pioniere e ben affermate nello studio a distanza. Assicuratevi che ci siano delle regole chiaramente descritte e seguite, e che i tutor siano disponibili a seguirvi nel dovuto modo. Incominciate solo se l’idea vi appassiona: è l’entusiasmo che vi aiuterà a sedervi tutti i giorni al pc e a studiare, e a mantenere un ritmo produttivo nonostante la solitudine e il senso di isolamento che potrebbero impadronirsi di voi in alcune fasi del corso.

Gert e il suo Advanced Diploma con la Brighton School of Business and Management
e il suo Master in Salute Pubblica con la University of Manchester, dall’Inghilterra al Brasile

Il fatto di vivere e lavorare all’estero mi ha impedito di studiare in maniera strutturata per più di dieci anni, da quando ho terminato il mio Master a Londra nel 1997. Avevo poi un corollario di fattori che non facilitavano lo studio, come due bimbi piccoli e il fatto di vivere su una piccola isola e con una moglie molto impegnata. In queste condizioni era per me quasi impossibile seguire un corso di studi in maniera formale.

L’Advanced Diploma a distanza in Management Studies della Brighton School of Business and Management ha dato una risposta a questi miei problemi pratici e anche ai miei bisogni formativi. E’ stato un successo a tutti i livelli: sono stato seguito in maniera ineccepibile, rispondendo perfettamente alla mia richiesta di darmi consigli su misura e di analizzare con me possibili sbocchi per la mia carriera e la mia evoluzione personale.

Durante il corso ho spesso desiderato che la scelta del materiale fosse un po’ più ampia (ad esempio con hiperlinks a pagine libere o articoli nel web), per completare le elaborazioni di tanto in tanto succinte su certi argomenti, ma devo dire che in cambio ho sempre ricevuto risposte e suggerimenti utili alle mie richieste di più ampie informazioni. Qualche informazione aggiuntiva si trova sullo stesso sito della BSBM, sulla newsletter mensile o su alcuni siti web personali di professori. Del resto una parte del lavoro degli studenti dovrebbe essere proprio quella di reperire informazioni complementari, e anche in questo senso ho imparato tantissimo.

Sono attualmente a metà corso e noto che la combinazione di moduli, domande via intra-moduli e compiti via moduli, unita al continuo esercizio dello sviluppo del diario personale, mi sta aiutando tantissimo a concentrarmi sul mio sviluppo.

Spero infine che la tesi finale in arrivo mi impegnerà in uno scambio ancora più profondo su quello che scrivo, per terminare questo corso con la sensazione di essere stato all’altezza della sfida fino in fondo.

Ho anche cominciato un Master in ricerca in Salute di Base. Si svolge in un lasso di tempo da 2 a 5 anni ed è al 100% online. L’ho scelto perchè è molto flessibile, non devo spendere per andare a sedermi un mese o due in una classe (come richiede la maggior parte di Master a distanza con gli Stati Uniti), e la tecnologia che usano è favolosa e molto interattiva ! Gli altri master che ho visto non erano abbastanza flessibili o non avevano i moduli che volevo io (volevo qualcosa che fosse in linea con la mia esperienza), richiedono che si passino degli esami scritti al British Council….. questo che ho scelto ha grosso modo questa linea di giudizio: per ogni periodo di studio devo scrivere 2 tesine in un lasso di tempo limite (la prima va finita in due settimane, la seconda in tre).
Ci ho messo molto tempo per scegliere il giusto tipo di studi, ma penso che sia meglio fare la scelta in tutta calma per riflettere soprattutto sugli obiettivi che ci si pone. Detto questo, penso che d’ora in poi studierò sempre qualcosa, dato che Internet ce lo permette ! Sotto un altro punto di vista, vedo che molti mariti/mogli accompagnanti non fanno nulla, il che è davvero uno spreco, e le ragioni addotte in genere sono: bambini piccoli, le autorità locali che non permettono al marito/moglie accompagnante di lavorare, e sicuramente anche la mancanza di informazioni se si decide di studiare. Personalmente ho avuto bisogno di un sacco di tempo e di ricerche ripetute in Internet per trovare ciò che faceva al caso mio.

Giorgio e il suo Master in Development Management con la Open University, dall’Inghilterra all’Honduras

Lo studio a distanza è una grandissima invenzione e gli anglosassoni sono mille anni luce più avanti degli italiani in questo. Ho fatto questo Master lavorando a tempo pieno e gestendo una famiglia, ma non ho incontrato grosse difficoltà proprio grazie al fatto che l’organizzazione della Open University è ineccepibile. A me studiare piace tantissimo e da quando ho completato questo corso mordo il freno per cercarne un altro, magari ancora più complesso, e rimettermi sui libri. La cosa fantastica dello studio a distanza è che sei privo di tutta quella struttura pesantissima costituita dall’edificio, dagli esami de visus, dalla burocrazia di alcune istituzioni di studio….. con lo studio a distanza respiri una grande libertà, che ti permette di dar libero sfogo alla tua creatività.

Florence e il suo corso con l’Università di Maastricht per l’organismo internazionale per cui lavora

Il mio caso è forse un po’ diverso da chi sceglie autonomamente un corso di studi a distanza, per proprio interesse o crescita personale. Io mi sono trovata a “dover” fare questo corso perchè mi veniva richiesto dall’organizzazione per la quale lavoro, e si è trattato di un corso organizzato su misura per noi dall’Università di Maastricht. Onestamente devo dire che è stata un’ottima esperienza. Il corso peraltro è strutturato molto bene, con video di lezioni dal vivo e nemmeno ritoccate, quindi che contengono anche i tentennamenti e i colpi di tosse dei tutor. Il che dà alla cosa un’aria di spontaneità e di naturalezza molto importante trattandosi di studi a distanza. Ho trovato il tutto molto creativo. L’unica cosa che realmente mi è pesata è stata la partecipazione ai forum. Lavorando già tutto il giorno sul computer, diventa davvero pesante dover ritagliare tempo per tornare sullo schermo a discutere virtualmente. Però naturalmente come la maggior parte di corsi a distanza i forum sono una parte fondamentale e gli interventi vengono valutati. Quello che ho invece apprezzato molto, e che secondo me è fondamentale per questi corsi a distanza, è stato il fatto di dover trascorrere tre settimane a Maastricht, nel campus. Credo che il contatto de visus con i professori sia fondamentale, per terminare il corso, ma soprattutto importante è il fatto di ritrovarti con i compagni di studio. Aiuta a creare, anche se brevemente, quel senso cameratesco che è una delle belle componenti dello studio in comune…..

La traduzione dall’inglese dell’intervento di Gert è a cura di Claudiaexpat

Claudiaexpat
Aprile 2008