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Elenaex ha intervistato per noi Matteo, un italiano che vive a Melbourne, dove si è trasferito per il lavoro della sua dolce metà. Grazie Matteo!

Ho conosciuto Matteo attraverso un gruppo Linkedin di insegnanti di italiano per stranieri a  cui entrambi siamo iscritti. Dopo un po’ che frequentavo il forum, ho ricevuto un suo messaggio: Verrò presto a Melbourne per motivi di famiglia, possiamo incontrarci? Vi dirò che quel “motivi di famiglia” mi ha subito incuriosito…magari è costretto a rientrare in Australia per ricongiungersi con la propria famiglia di origine, oppure sposerà una bella oz girl?

Invece no, lui è uno degli (ancora pochi e coraggiosi) uomini che accettano di lasciare il loro lavoro e il luogo dove hanno scelto di vivere per accompagnare la loro partner al di là del mondo. Sì, perché nel loro caso, il contratto in tasca ce l’ha lei, la parte femminile della famiglia…e quindi è lui costretto a rispondere alla fatidica (a cui vi rimando ancora una volta!!!).

Puoi spiegarci qual è il motivo per cui ti sei trasferito in Australia?

È stata una decisione presa con la mia partner che ha ottenuto un lavoro in una università di Melbourne. Tutto è stato deciso in fretta, una specie di partenza last-minute coronata da alcune complicazioni legate al visto, ma che ci ha portati alla fine a destinazione.

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Tu sei italiano, ma hai vissuto anche all’estero. Puoi raccontarci brevemente in quali posti hai vissuto e perché hai deciso di partire?

Ho studiato Mediazione linguistica e culturale all’università di Milano, specializzandomi in inglese e cinese. Sono sempre stato curioso e attirato dall’idea del viaggio. Dopo un viaggio di studio a Londra da adolescente e, in seguito, durante gli studi universitari, preso la laurea, ho accettato di partire come volontario per una ONG in Mali e lì ho trovato il mio primo lavoro come insegnante di lingue.

Matteo infatti parla cinque lingue e dopo questa prima esperienza si è dedicato all’insegnamento viaggiando per il mondo (Russia e India sono alcune delle sue mete), ma anche costruendosi un lavoro libero da vincoli di spazio: gran parte del suo insegnamento infatti avviene online. Durante un rientro in Italia, Matteo ha poi conosciuto la partner, di origini scozzesi, e insieme hanno deciso di fare del viaggio e dell’incontro con altre culture, il loro stile di vita. La possibilità di lavorare ovunque grazie al lavoro online, ha reso più facili le cose fino all’arrivo del contratto di lavoro e la decisione di trasferirsi down under.

Una volta arrivato in Australia, come ti sei trovato? Giornate vuote? Ricerca di un lavoro? Finalmente libero di fare quel che ti va?

All’inizio è stato per me come trasformarmi in un casalingo perfetto… in fondo era anche un po’ romantico…io mi occupavo delle faccende pratiche, della casa, della cena (essendo italiano!). Il fatto di avere comunque un po’ di lavoro garantito grazie alle lezioni online è stato positivo. Però con l’andare del tempo ho perso alcuni studenti, un po’ per un calo generale nel mercato e in parte perché vivere in Australia compromette quella fetta di studenti nel nord del mondo a causa del fuso orario.

Per un po’ Matteo ha infatti insegnato di notte, ma ovviamente la cosa non poteva funzionare a lungo e quindi  è iniziata la ricerca del lavoro. Grazie alle sue esperienze passate, alla sua determinazione e anche a un pizzico di fortuna, ora Matteo, oltre a continuare il suo lavoro online, insegnerà italiano  all’università.

Pensi che esista un pregiudizio sul fatto che siano gli uomini a seguire le loro partner e non viceversa (come avviene nella maggioranza dei casi)? Ti sei sentito vittima di tale pregiudizio?

In Australia non sento questo tipo di pressione, anzi ho conosciuto altri uomini che hanno deciso di restare a casa e occuparsi della casa e dei figli mentre le mogli continuano a lavorare. Quando invece parlo con amici  in Italia percepisco un po’ di imbarazzo.

Per Matteo ci sono stati momenti un po’ difficili come per tutti quando ci si mette alla ricerca di un lavoro in un luogo completamente nuovo. Ma grazie al supporto della sua partner, che non gli ha mai messo pressione, e del fatto che in Australia davvero non è così strano che siano gli uomini a decidere di restare a casa, sta ora trovando i suoi spazi lavorativi.

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Hai trovato gruppi di supporto o pensi che ci sia bisogno di gruppi di supporto per uomini accompagnanti?

Non sono a conoscenza di gruppi di supporto, ma sono in contatto con amici con i quali condivido uno stesso stile di vita. Penso che un po’ di supporto potrebbe essere utile in certe situazioni, soprattutto per noi uomini che abbiamo una componente maschile che a volte ci rende più difficile esporci e incontrarci fra di noi, una sorta di vergogna…

Ringrazio moltissimo Matteo per aver condiviso con noi la sua esperienza e vi invito a dare un’occhiata al suo sito e al suo lavoro. E ovviamente…se vi serve un insegnante di italiano, cinese, inglese, francese o spagnolo…mettetevi in contatto con lui! http://www.matteopreabianca.tk e  http://it.linkedin.com

 

Elenaex
Melbourne, Australia
Settembre 2013

Già che sei qui ...

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