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Carriera all'estero: Serena e la start-up Majico

Serena, che avevamo già intervistato riguardo la sua vita da ricercatrice, ci racconta di come l’università di Cambridge le stia dando la possibilità di sviluppare una carriera all’estero con la start-up Majico.

 

Che cosa è Majico?

Majico è una start-up che ho creato con altri studenti e ricercatori dell’università di Cambridge. Lo scopo è di sviluppare purificatori per acqua potabile utilizzando materiali economici e la sola luce del sole per purificare l’acqua in paesi in via di sviluppo. Qui il consumo di acqua contaminata è molto diffuso, con la conseguenza di trasmissione di malattie.

Sei co-fondatrice della compagnia…

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Serena Belluschi

Sì, ho incontrato i miei colleghi ad un programma, chiamato Development i-teams, che ha come scopo di selezionare un gruppo con diverse competenze per ricercare possibilità di mercato in paesi in via di sviluppo per alcuni progetti iniziati da ricercatori o studenti nell’università. Abbiamo deciso di intraprendere questa strada spinti dalla voglia di vedere un prodotto sul mercato che potesse aiutare tutte le persone che ancora non hanno accesso ad acqua potabile, essendo questo anche uno dei “sustainable develpment goals” dettati dalle nazioni unite (Goal 6).

…senza collaborazioni e senza l’aiuto delle comunità per cui stiamo costruendo il nostro sistema di purificazione non potremmo avere successo nella nostra missione.

Da dove è nata l’idea di questo sistema?

Durante il dottorato, uno dei miei colleghi (Dr Mike Coto) ha sviluppato un nanocatalizzatore a base di di-ossido di titanio che e’ in grado di degradare contaminanti organici (virus, batteri e altre molecole organiche), utilizzando solo la luce solare. Mike ha reso questo catalizzatore dieci volte più efficiente di altri in commercio permettendo anche alla luce nello spettro visibile (non solo UV) di attivare il catalizzatore e degradare contaminanti anche in presenza di poca luce.

Perché avete scelto il nome “Majico”?

Volevamo un nome che esprimesse in se quello che Majico vuole essere. Abbiamo optato per un nome in Swahili, una delle lingue più parlate nel continente africano, dove pensiamo di operare principalmente. “Maji” significa acqua e “co” sta per comunità e collaborazione. Questo perché senza collaborazioni e senza l’aiuto delle comunità per cui stiamo costruendo il nostro sistema di purificazione non potremmo avere successo nella nostra missione.

Che è…?

Vogliamo sviluppare questo prodotto insieme alle comunità che ne hanno bisogno. Crediamo che il cliente sia al centro del processo di sviluppo. Se non si comprendono i suoi bisogni non si può ottenere un prodotto di successo.

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Internship a Der Es Salaam. Market research team.

Cosa offre Majico?

Majico offre un prodotto economico, che può essere prodotto in loco, che non richiede elettricità per funzionare e che non ha bisogno di molta manutenzione. Applicabile in diversi contesti come scuole, ospedali, case di privati, negozi che vendono acqua in bottiglia (troppo costosa per molte persone!). Majico riduce i costi di purificazione e offre acqua pulita a prezzi competitivi.

Majico implica anche dell’altro?

Vogliamo sviluppare in parallelo programmi di educazione riguardo al problema delle malattie dovute al consumo di acqua contaminata, e vogliamo spostare tutta la produzione in loco per offrire lavoro alle persone nelle comunità in cui operiamo.

Qual è il tuo ruolo?

Per ora non abbiamo ruoli definiti. Mi occupo di gestire le finanze, gestire il sito web e social media. Ricerco grant e finanziamenti (lo facciamo un po’ tutti) e contribuisco a scrivere le richieste di finanziamenti. Mantengo collaborazioni. Ho organizzato il viaggio in Tanzania che abbiamo condotto in Ottobre-Novembre 2018. Ho coordinato il programma di internship che abbiamo fatto con diversi studenti di Dar Es Salaam (Tanzania).

Quanti siete nel team?

Siamo 5, 4 uomini e una donna (io)! Ognuno di noi ha competenze e anni di esperienza diversi. Lavoriamo o studiamo tutti nell’università e solo Mike ha ottenuto un grant per lavorare a tempo pieno per Majico.

Il nostro sistema è in grado di degradare contaminanti organici in un prodotto finale di sola acqua e anidride carbonica.

In che fase siete?

Ancora in fase di sviluppo e ottimizzazione. Abbiamo per ora diversi prototipi che abbiamo testato in Dar Es Salaam. Alcuni sono ancora li per essere testati a lungo termine così che possiamo raccogliere più dati. Pensiamo anche di inserire nel sistema dei servizi di pagamento attraverso smartphone o mobile money, applicazioni che consentano il monitoraggio del sistema per i venditori e per noi cosi da poter raccogliere dati utili.

Avete collaborazioni?

Abbiamo collaborazioni attive con l’università di Ardhi a Dar Es Salaam ed in particolare col Dr. S. M. M. Sabai, professore della School of Environmental Science and Technology (SEST). Due studenti stanno ora continuando delle analisi su alcuni dei nostri sistemi come parte del loro progetto di tesi. Abbiamo instaurato solide collaborazioni anche con Bridge for Change, un’organizzazione che si occupa di lavorare con i giovani, dando loro le giuste competenze per mettere in atto le loro idee. Collaboriamo inoltre con STICLab, un centro di innovazione e tecnologia a Dar Es Salaam.

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Prototipo testato in Tanzania.

È possibile purificare tutti i tipi di acque inquinate?

Il nostro sistema è in grado di degradare contaminanti organici in un prodotto finale di sola acqua e anidride carbonica. Per questo non richiede manutenzione frequente. I nostri test sono stati condotti su acqua di fiume altamente contaminata con cariche batteriche, acqua del rubinetto e acqua di pozzi e per ognuna abbiamo ottenuto ottimi risultati. Tuttavia, questo non vale per acque contaminante con metalli o contenenti elevate quantità di sali o altre impurità inorganiche. In questo caso il nostro sistema dovrebbe essere accoppiato a sistemi di pre-filtraggio. Per questo, siamo sempre alla ricerca di partner per collaborare e utilizzare altri sistemi in combinazione con il nostro.

Siete una compagnia non-profit. Come fate a sostenervi?

Per ora siamo tutti volontari e quello che abbiamo fatto fin ora è stato grazie a crowd-funding o premi che abbiamo vinto. Tuttavia stiamo riconsiderando l’idea di essere non-profit.

Cioè?

Vorremmo dare la possibilità ad imprenditori locali di iniziare un business utilizzando la nostra tecnologia e useremmo il ricavato per sostenere Majico, e iniziare programmi di educazione. Abbiamo notato che prodotti che vengono dati gratuitamente in paesi in via di sviluppo non sono molto ben visti o usati, a volte cadono in disuso. Dalla nostra ricerca di mercato abbiamo capito che c’è interesse nelle comunità di decidere dove investire i propri soldi. Lasciando decidere il cliente se adottare o meno il nostro sistema crediamo che ne aumenti l’adozione. Pensiamo anche di utilizzare parte del ricavato per utilizzare il sistema in condizioni di estrema povertà o emergenza.

È possibile applicare questo sistema in paesi sviluppati?

Majico è nata per focalizzarsi su quella parte del mondo che ha bisogno di una tecnologia semplice ed efficace data la mancanza di sistemi di purificazione affidabili o scarsa manutenzione delle reti di distribuzione. Non abbiamo particolare interesse ad utilizzare la tecnologia in paesi sviluppati siccome ci sono sistemi molto più efficienti in termini di quanta acqua può essere purificata e in quanto tempo.

Serena Belluschi (Majico),
Cambridge, UK
June 2019
Intervista raccolta da Deborah Patroncini (Deborahexpat)
Foto @Majico e @SerenaBelluschi

 

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