Home > Asia > Esplorare gli HDB in bicicletta – una finestra su Singapore
HDB_Singapore

Piera, che vive a Singapore da due anni, ci presenta la vita negli HDB (Housing & Developement Board), vista dalla sua bicicletta. Grazie mille Piera per averci aperto questa finestra su Singapore…

 

Trasferirsi in un paese esotico è l’occasione perfetta per fare qualche passo oltre il panorama, quello che vediamo da turisti, per intenderci.

Sono a Singapore da due anni, un paese che all’inizio si presenta un pochino finto, per certo supermoderno, una serie interminabile di shopping malls lungo la via delle orchidee, scintillanti e contemporanei monumenti al lusso.

C’è altro, molto altro, che la città stato, simbolo ed esempio di progresso nel Sudest Asiatico ha da offrire.

Tutto nasce dal progetto visionario del “papà” dell’attuale Singapore: Lee Kuan Yew, primo ministro dal 1959 al 1990, alla faccia dell’alternanza.

Uno dei suoi sogni diventati realtà, dare una casa a ogni abitante, secondo i canoni fondamentali della Singapore moderna: ordine, disciplina, rispetto delle regole.

HDB SingaporeGli Housing & Developement Board (noti come HDB) sono condomini enormi, torri colorate dove si incontrano migliaia di vite e che rappresentano al meglio il lato cosmopolita della terra del Merlion, il leone con il corpo di pesce, indiscusso simbolo della Repubblica.

Rispetto a situazioni analoghe in altri paesi, grigi e tristi quartieri dormitorio, gli HDB sono vivibili ed hanno un’anima propria.

L’integrazione è garantita dall’assegnazione di quote proporzionali alle varie etnie che si ritrovano nel melting pot di quest’isola meravigliosa; problemi e tensioni ce ne saranno, ma apparentemente il sistema funziona.

 

Siamo in un’altra Singapore: i varani nuotano tranquillamente nei corsi d’acqua, tanta gente in movimento, la ginnastica mattutina in solitaria, qualcuno corre, altri camminano, altri si riuniscono in gruppi per il Tai Chi Chuan, oppure giocano a basket nel campetto del palazzo.

 

Vorrei raccontarvi cosa c’entrano gli HDB con le mie passeggiate in bicicletta.

HDB SingaporeA Singapore, purtroppo, non esistono corsie dedicate alle bici ma esiste una stupenda rete di vialetti che attraversa la città il PCN (Park Connector Network); sentieri in asfalto, prevalentemente lungo fiumi e canali, che collegano i tantissimi parchi cittadini seguendo percorsi che costeggiamo e alle volte attraversano gli HDB.

Spesso mi tocca sfidare il traffico indisciplinato come nel resto dell’universo, ma appena raggiungo il PCN, come per magia, mi ritrovo altrove.

Niente più malls ultramoderni, negozi di lusso, condomini disegnati da architetti famosi. Siamo in un’altra Singapore: i varani nuotano tranquillamente nei corsi d’acqua, tanta gente in movimento, la ginnastica mattutina in solitaria, qualcuno corre, altri camminano, altri si riuniscono in gruppi per il Tai Chi Chuan, oppure giocano a basket nel campetto del palazzo.

Perché ogni HDB é dotato di palestra all’aperto, campo da basket e volley; tutto ben tenuto e perfettamente funzionante, accessibile a tutti.

…..per tanti è un rito rilassante portare a spasso gli uccellini, chiacchierare con gli amici, ça va sans dire che la gabbia più bella e il cinguettio più melodioso sono fonte d’orgoglio e notorietà.

 

Tanto esercizio e se ti viene fame?

Niente paura, sotto casa trovi sempre una food court, istituzione che meriterebbe una trattazione a parte. Una sorta di mensa dove si possono apprezzare le specialità locali e non, a prezzi modici, piatti preparati e serviti dai vari chioschetti, qui li chiamano stalls. Si va dal riso con pollo ai ravioli cinesi, passando per le prata indiane o il laksa, una zuppa di noodlees con gamberi, pesciolini secchi, latte di cocco e, ovviamente, peperoncino.

HDB SingaporeNel mio pedalare senza meta ho scoperto un’altra tradizione locale, alcune panchine e un gazebo con i ganci per appendere le gabbie; per tanti è un rito rilassante portare a spasso gli uccellini, chiacchierare con gli amici, ça va sans dire che la gabbia più bella e il cinguettio più melodioso sono fonte d’orgoglio e notorietà.

Girovagando dietro le quinte si fanno anche scoperte utili come il negozio di vimini che mi ha risolto il problema delle vecchie sedie da sistemare o il Caffe ciclo-hipster che fa sentire il mio borbottante marito tanto alternativo.

Alla fine forse il sogno del papà di Singapore non si limitava a mettere a tutti un tetto sulla testa, il sogno diventato realtà sono delle comunità, dei villaggi dotati di tutto il necessario dove coltivare dignitosamente convivenza e rispetto.

Mi rimane un debole fischio nelle orecchie: qui funziona tutto, perché davvero funziona, fintanto che tutti partecipano al sogno originale basato su ordine, disciplina e regole.

 

Piera Bacchelli Pionetti
Singapore
Maggio 2019
Foto di @PieraBacchelliPionetti

 

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