Home > Sudamerica > Costa Rica > Homeschooling in Costa Rica: l’esperienza di Barbara
homeschooling in costa rica

Barbara è italiana e vive in Costa Rica. In quest’intervista raccolta da Claudiaexpat condivide la sua esperienza di homeschooling in Costa Rica con il suo bambino di nove anni.

 

Ciao Barbara, e grazie per il tempo che ci dedichi. Vuoi raccontarci cosa ti ha portato in Costa Rica, da quanto ci sei e come ti sei organizzata nella tua vita in loco?

Ciao Claudia e grazie a te per darmi l’opportunità di condividere la mia piccola esperienza.

Io, mio marito e mio figlio ci siamo trasferiti in Costa Rica nel 2015.

La nostra è una storia abbastanza comune. In Italia avevamo un piccolo negozio di alimentari. Lavoravamo tantissimo e stavamo già maturando l’idea di trasferirci, stanchi di lavorare per pagare tasse e non avere mai tempo per noi. Abbiamo preso la decisione finale quando è nato nostro figlio, che per via del nostro lavoro, stava crescendo praticamente con i nonni.

Abbiamo iniziato a fare delle vacanze mirate a studiare i posti che corrispondessero alle nostre esigenze. Nel 2014 mio marito è venuto in Costa Rica ed è scattata la scintilla. Dopo nove mesi ci siamo trasferiti tutti e tre e ad oggi posso dire che è  stata la scelta migliore che potessimo fare. Dopo aver studiato un po’ la zona abbiamo deciso di costruire degli appartamentini da affittare ai turisti. È una piccola attività che ci regala tante soddisfazioni e soprattutto abbiamo tutto il tempo per noi e per la nostra famiglia.

Interessantissimo, e penso che le nostre lettrici avrebbero già tante domande per te, ma la nostra intervista ha uno scopo ben preciso. Quello, cioè, di condividere la tua esperienza di homeschooling in Costa Rica con il tuo bambino. Cominciamo dal perché. Cosa vi ha spinti a questa scelta, piuttosto che all’inserimento del bimbo in una scuola locale o internazionale?

Inizialmente avevamo inserito nostro figlio in una scuola locale privata, perché non avendo la residenza non poteva essere ammesso in una scuola pubblica. E’ stata una bellissima esperienza per tutti ma il calendario scolastico, che va da febbraio a dicembre, non corrispondeva alle nostre esigenze. Siamo dunque passati ad una scuola privata con calendario europeo.

Col passare del tempo, però, abbiamo cominciato a sentirci limitati con questo tipo di educazione. Avevamo sì più tempo da dedicare a noi ma nostro figlio era fuori casa tutto il giorno.  Avremmo potuto viaggiare di più ma i suoi impegni non ci permettevano di allontanarci a lungo, e aveva così tante domande a cui la scuola non riusciva a rispondere che abbiamo iniziato a valutare l’idea dell’homeschooling.

E’ stato in questo frangente che abbiamo incontrato una mamma con due bambini che faceva homeschooling da sempre. Il suo entusiasmo e il nuovo modo di vedere l’apprendimento ci hanno definitivamente conquistato e così due anni fa abbiamo iniziato questa nuova avventura.

Interessante! Non avevo mai pensato a quest’aspetto di libertà che ti dà l’homeschooling… Come ti sei organizzata per farlo partire? So che hai creato un blog in cui spieghi tutto, ma raccontaci in breve anche qui: dove prendi i materiali, a chi fai riferimento, come organizzi i ritmi, il bimbo deve sostenere degli esami…racconta!

La partenza è stata un po’ burrascosa in realtà! Avevo mille idee ma non sapevo come creare un filo logico tra gli argomenti da trattare. Ho scaricato il programma ministeriale della scuola italiana ma dopo un po’ ci siamo resi conto che non riuscivamo a seguirlo. Ci sembrava di dover fare le stesse cose dei nostri tempi a scuola e le facevamo anche peggio!

homeschooling in costa ricaGrazie ad alcune mamme che ho conosciuto ho capito che dovevo distaccarmi dal classico metodo scolastico e seguire le tendenze di mio figlio. Illuminante è stato un viaggio in Messico. Abbiamo studiato il posto in cui saremmo andati in vacanza ed è accaduta la magia.

Mio figlio era affascinato dai Maya e dalla loro storia, quindi storia, geografia, matematica e tutte le materie si sono concatenate in un fantastico mix. Quando poi siamo andati sul posto e abbiamo visto con i nostri occhi quello che avevamo studiato, mi sono resa conto che quella era la strada da seguire.

Approfittiamo di ogni singolo viaggio, scampagnata o giornata al mare per affrontare un tema diverso, senza mai ignorare le domande che nostro figlio ci pone, anzi è proprio grazie alla sua curiosità che riusciamo a catturare la sua attenzione senza fare troppa fatica.

Anche internet è una risorsa fondamentale dove riusciamo a trovare molti spunti per vivacizzare le nostre lezioni, esperimenti scientifici e riuscire a rispondere a domande che spesso ci trovano impreparati.

Non abbiamo però dimenticato che questo percorso deve essere in qualche modo riconosciuto dalla scuola italiana o comunque dalle scuole ufficiali, ma per fortuna abbiamo identificato scuole “ombrello” americane o alcune scuole italiane che rendono possibile l’ufficializzazione dei nostri studi.

homeschooling in costa ricaAbbiamo speso molto del nostro tempo per capire quale fosse la strada giusta e come muoverci in un campo a noi fino a qualche anno fa completamente sconosciuto. Proprio per questo abbiamo pensato di aprire un blog dove cerchiamo di dare una risposta a tutti i dubbi e le domande che ci vengono poste e che noi stessi ci poniamo. Abbiamo creato anche una sezione video dove pubblichiamo alcune idee che a noi sembrano utili e facili da realizzare.

Ricomincio da te nasce con l’idea di condividere tutto ciò che abbiamo appreso nel nostro percorso di homeschooling in Costa Rica, ma anche scambiare informazioni e idee con chi ha iniziato questa avventura prima di noi.

Vorremmo anche condividere i nostri viaggi e come trasformiamo la vacanza in una grande lezione in giro per il mondo (su questo progetto stiamo ancora lavorando). Ci piacerebbe riuscire a creare un gruppo di famiglie che magari una volta all’anno si incontrano in qualche parte del mondo per condividere le proprie esperienze. Insomma, di idee ne abbiamo molte, speriamo di riuscire a concretizzarle tutte.

Per le lingue straniere ci siamo rivolti a due insegnanti madrelingua che seguono un metodo che unisce il gioco all’apprendimento. Non abbiamo schemi o orari rigidi ma in linea di massima cerchiamo di dedicarci allo studio la mattina, due/tre ore al massimo in modo da lasciare libero il pomeriggio per altre attività: passeggiate a cavallo, surf, kickboxing e chitarra ma anche e soprattutto tempo da dedicare agli altri bambini per giocare e far volare la fantasia.

Grazie Barbara, tutto interessantissimo! So che hai scritto un post sulla paura dei genitori della solitudine dei figli e figlie che cominciano l’homeschooling. Io ti chiedo: com’è l’esperienza per voi genitori? Non vi sentite mai sovrastati da un compito troppo grosso? Non avete timori per il futuro, se sì quali? Non perdete mai la pazienza 🙂 ?

Devo premettere che senza l’aiuto di marito sarebbe stato tutto molto più difficile, ma come dice mio figlio, siamo una bella squadra.

È un’esperienza che ci sta dando molto, stiamo imparando a conoscere lati di nostro figlio ma anche nostri che altrimenti non avremmo avuto la possibilità di scoprire. Io, ad esempio, ho scoperto di avere una pazienza infinita. Mi sono sempre ritenuta una persona abbastanza irascibile, invece con questa esperienza ho imparato a mantenere la calma, a respirare moooolto profondamente e soprattutto ho capito che arrabbiandomi non ottengo nulla, quindi posso dire di essere migliorata anch’io.

Nei momenti troppo pesanti chiedo aiuto a mio marito e ci diamo il cambio come in una partita di calcetto. A volte ci sembra che non stiamo facendo abbastanza o che stiamo sbagliando qualcosa, ma ci basta guardare nostro figlio e il suo entusiasmo per tornare ad essere positivi. Abbiamo scelto una strada forse più difficile per il suo percorso scolastico ma in fondo ogni genitore è chiamato a fare scelte importanti che avranno piccole o grandi conseguenze sui propri figli.

Gli unici timori che abbiamo in realtà riguardano il mondo che saremo in grado di lasciargli. Speriamo di dargli delle basi per far sì che nel suo futuro sappia scegliere cosa è meglio per lui e che sia in grado di rifiutare scelte imposte dall’alto. Che abbia il coraggio di andare contro corrente e di essere fiero e orgoglioso dell’uomo che sarà.

 

Intervista raccolta da Claudia Landini (Claudiaexpat)
Settembre 2019
Foto ©BarbaraBianconi
(Visited 455 times, 2 visits today)

Già che sei qui ...

... possiamo chiederti di offrirci un caffe ? Scherziamo, naturalmente, ma fino a un certo punto. Come forse avrai notato, Expatclic non ha  pubblicità nè quote associative obbligatorie. Da 15 anni lavoriamo volontariamente per garantire dei contenuti e un'assistenza di qualità alle espatriate in tutto il mondo. Mantenere un sito di queste dimensioni, però, ha dei costi, che copriamo parzialmente autotassandoci e con donazioni spontanee di chi ci segue e apprezza da anni. Se tu potessi dare anche solo un piccolo contributo per coprire il resto, ti saremmo immensamente grate ♥ Puoi sostenerci con una donazione o diventando socia onoraria. Grazie di cuore.

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*