Home > Arte e Cultura > Musica > Intervista al soprano Tiziana Scasciga Della Silvia

Un’artista che sta portando nel mondo un’immagine bella dell’Italia, che sicuramente vedremo calcare i più grandi palcoscenici del mondo, ma soprattutto una donna che ha saputo coniugare il romanticismo del melodramma con la sua freschezza, spontaneità e una carica di simpatia davvero eccezionale.

Abbiamo incontrato Tiziana Scaciga Della Silva durante una cena offerta dall’artista Giuse Maggi, nella sua stupenda e decoratissima villa di Bahrain.

Smesso il bianco vestito da sera della sua prima bahrenita, Tiziana si presenta informale, una ragazza come tante che però ha in sé il sacro fuoco della lirica.

Tiziana, una vita per l’opera. A quando risale questa tua passione?

La mia passione per il bel canto risale ai giorni della mia fanciullezza; mio nonno era un grande appassionato d’opera.

Poi gli studi di giurisprudenza, sebbene il cuore fosse sempre lì tra le note della lirica.

Ho conseguito la laurea e ho anche lavorato per un anno con mio padre, però sentivo che la mia strada era quella delle scene, mi mancava l’abbraccio caloroso del pubblico.

Dunque profondamente legata al romanticismo dell’ottocento musicale?

Sebbene vi siano alcuni compositori moderni che mi piacciono e che amo interpretare (penso, ad esempio, ad Aldo Taraballa che ho avuto la fortuna di conoscere ultimamente) i ruoli classici dei grandi compositori sono quelli che prediligo.

Non posso pensare alla mia carriera senza vestire i panni della Mimì pucciniana piuttosto che Michaela in Carmen. Quest’ ultimo ruolo, troppe volte snobbato dalle colleghe, mi piace particolarmente.

Le eroine del melodramma possono sembrare ruoli scontati e obsoleti, ma, in effetti, non lo sono. Per quanto mi riguarda, specialmente in Verdi, Puccini, Cilea o nel repertorio francese, trovo grande modernità e vicinanza, che mi permettono di fondere bene il mio carattere a quello proprio del personaggio, così come lo ha connotato l’autore.

Tiziana Scasciga de la Silva2Scopriamo una Tiziana romantica…

Mi sento romantica e talora credo di essere nata nel secolo sbagliato, sebbene mi piacciano le modernità.

Se romanticismo si identifica con amore per la musica classica, con l’immedesimarsi nei personaggi ai quali dò vita, con quell’ amore che quasi sempre fa da contraltare alla tragedia della vita, sì, mi sento profondamente romantica.

Romantica ma nello stesso tempo professionale fino alla pignoleria.

Ho avuto il privilegio di ascoltare Mirella Freni, Barbara Frittoli, Sonia Ganassi e tante altre artiste che sono transitate per la Scala. Le loro interpretazioni sono al limite della perfezione, perché frutto di anni di esercizi, di una tecnica scolpita nel DNA da un lavoro costante e meticoloso.

Dopo parecchi anni di canto sento di iniziare a possedere la tecnica, almeno per quello che riguarda i rudimenti; il grande lavoro che mi aspetta è costruire appieno la mia voce con tanto esercizio ed abnegazione.

Un’artista che deve fare delle rinunce?

Il cliché del cantante d’opera con la sciarpa al collo il mese di luglio, che parla sottovoce per risparmiare le corde vocali, che va a dormire con le galline non rispecchia il mio stile di vita.

Sono giovane e vivo la mia vita in maniera normale; certo non tiro le tre del mattino il giorno prima di uno spettacolo…

Poi quello che ritengo fondamentale è sapersi dosare e riposare. Un giorno puoi rendere al 100% perché sei riposata, il giorno dopo sei stanca e non riesci nemmeno a cantare. Anche le corde vocali sono muscoli, da allenare e da riposare a tempo debito.

Il mio segreto è staccare dal mondo, rifugiandomi nella mia casa di campagna nei pressi di Tortona.

Alcuni tra i tuoi colleghi sembrano snobbare l’operetta.

Sebbene molte volte sia considerata la sorella minore dell’opera, l’operetta presenta delle peculiarità che la rendono unica. Amo moltissimo Lehar, e ho anche presentato a Bahrain alcune arie di operetta.

Mi piace pensare che questo genere musicale, come anche il musical, non siano da meno alla più celebre opera lirica. Semmai si rivolgono a pubblici diversi, con aspettative differenti.

Dal punto di vista del cantante, alcune operette presentano difficoltà uguali alle opere.

Ritengo che un cantante con alle spalle una seria preparazione tecnica non abbia difficoltà a passare da un genere all’altro, anche se il gusto personale é il fattore che porta alla decisione di interpretare o meno un ruolo.

La critica casalinga…

Primi tra i miei critici sono i miei genitori, la mamma in particolare. Dopo anni che mi ascolta, non le scappa una nota. Ed é severa ed obiettiva.

Papà forse è più accondiscendente…

Una famiglia che ha supportato la tua scelta, quindi

Ho iniziato a cantare che ancora andavo all’ università. Le aspettative di mio padre erano quelle di vedermi al suo fianco nella gestione della sua Società, tuttavia ha capito che la mia strada non era quella e mi ha permesso di completare gli studi musicali.

Dopo anni di studio e allenamento, finalmente ho trovato Alain Billard, un maestro in grado di affinare le mie doti naturali, e da allora la mia carriera ha subito una significativa svolta.

Ribadisco che tutto questo è grazie all’appoggio della mia famiglia, che ha affrontato il sacrificio di sostenere i miei studi credendo nelle mie doti.

Tiziana sta al Piemonte come…

I… gianduiotti!!! Mi sento profondamente legata alla mia terra di origine (Papà è originario di Domodossola, mentre Mamma è alessandrina). Il mio rifugio è sulle colline di Tortona, nella calma di quel basso Piemonte ancora incontaminato, dove i ritmi di vita sono ancora quelli di una volta.

Sono terribilmente golosa (anche se non si nota un chilo in più n.d.r.); hai visto stasera, non mi sono tirata indietro di fronte a nulla!!! E non posso che ringraziare Elio e Giuse Maggi per la bellissima cena.

Bahrain, Golfo Persico. La prima volta in un paese arabo. Cosa ne pensi?

Per via degli impegni legati al recital e al concerto di Domenica 6 Novembre, ho avuto pochissimo tempo per visitare il Paese. Ma quello che ho visto mi é piaciuto, ci tornerò sicuramente.

Giovedì sera, poi, durante l’Ave Maria tratta dall’Otello di Verdi, la voce di un muezzin ha fatto da sfondo alla mia interpretazione.

Sulle prime ho temuto di perdere concentrazione, poi mi è venuto in mente che entrambi stavamo pregando. Voci diverse, che comunque levavano lode al Cielo. Mi è sembrato un segno da interpretare positivamente: dove ognuno può pregare liberamente non c’è posto per l’odio religioso.

Vorrei che questo messaggio giungesse anche laddove stanno ancora combattendo delle guerre in nome della fede.

Il tuo pubblico bahrenita?

Fantastico. Caloroso è riduttivo, una claque senza essere una claque.

Ed anche attento, positivamente impressionato dal repertorio che ho presentato, assieme al tenore Adam Tunncliffe.

Vorrei avere sempre di fronte a me un uditorio come questo che mi dia la carica per continuare e migliorarmi.

Dopo questa esperienza bahrenita, altri impegni in Italia e nel mondo. Ce ne vuoi parlare?

Amo pensare a questi giorni in Bahrain come ad una vacanza; in effetti, ho approfittato del ponte del 1 novembre e dell’invito dei Manama Singers, per visitare Bahrain, reduce da una serie di rappresentazioni in Italia.

Elio e Giuse Maggi hanno organizzato la mia prima nel Golfo, e inoltre, mi hanno seguita durante la mia permanenza. Un grazie particolare per la loro ospitalità.

Al mio rientro in patria sarò a Pavia, Brescia, Perugia e in molte altre città, sia con concerti che con ruoli operistici.

Poi spero di concedermi un po’ di pace e riposo durante le feste natalizie, anche per iniziare a studiare i nuovi ruoli che mi aspettano nel 2006.

Un sogno nel cassetto. La Scala?

Per un cantante lirico il traguardo della Scala è il sogno di una vita.

Purtroppo negli ultimi tempi si é affermata la tendenza a fare della Scala il trampolino di lancio per nuove voci. Non sono d’accordo, e soprattutto mi preme rimarcare come troppe volte il successo sia frutto di speculazioni e spinte a scapito della vera capacità dell’individuo. Se questa pratica è di per se negativa nel mondo del lavoro, ancora più lo è nell’ambito della lirica, perché vengono privilegiate alcune persone in ragione delle loro conoscenze piuttosto che per le loro capacità.

Salutiamo Tiziana Scaciga Della Silva. E’ stato un onore averla con noi, prima come squisita interprete di un apprezzato repertorio, poi come ospite di questa chiacchierata a ruota libera.

Annaex 
Bahrain
Novembre 2005