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Parto gemellare in UK

Giusy ci racconta la sua esperienza di parto gemellare in UK. Grazie per aver condiviso questa toccante esperienza con noi!

 

Ho sempre pensato che l’inizio di un racconto sia la parte piu difficile, le mie emozioni , i miei ricordi, le mie sensazioni si mescolano insieme nel formare un guazzabuglio difficile da mettere nero su bianco. Ho deciso, quindi, di partire dall’inizio, da quell’ecografia a 11 settimane che, in maniera così inaspettata, mi ha collocata nella categoria ‘Mamma di Gemelli’.

Avevo già 39 anni…

…una bella bimba di 4 anni e un aborto spontaneo alle spalle che mi faceva temere di non essere più in grado di avere altri figli. Mia mamma era entrata in menopausa a 45 anni, pensavo che fosse troppo tardi anche per me . Se fossimo stati in Italia, non me ne sarei fatta un cruccio, mia figlia avrebbe comunque avuto il calore della famiglia, ma, essendo lontani in Uk, sentivo il fardello di lasciarla figlia unica. Quel nuovo segno positivo sul test di gravidanza ci ha quindi resi felicissimi e, con il passare delle settimane, sempre piu’ speranzosi. Il giorno della prima ecografia ero molto nervosa, mi ero preparata al peggio, e ho quindi tirato un sospiro di sollievo quando l’ecografista ha detto ‘Ecco il suo bambino, si vede anche il battito, è tutto a posto!’, per poi perderlo quando ha aggiunto ‘Vedo qualcos’altro però?’ e rimanere totalmente scioccata e ammutolita al suo ‘È un’altro bambino, anche qui c’è battito!’.

nel referto dell’ecografia spiccavano parole come ‘crescita non nella norma’, ‘femori corti e curvi’…io nel panico totale!

Ho vissuto le prime 20 settimane nell’oblio.

Ero ancora incredula di aspettare gemelli e anche un po’ preoccupata per il rischio aggiunto che questo comportava. Mi hanno da subito assegnato un consultant (un ginecologo specialista, visto che in Uk la gravidanza è seguita solo da ostetriche se non ci sono problemi o rischi) e mi sono un po’ rassicurata, ma alla strutturale sono iniziati i problemi: una delle gemelle (aspettavo due femminucce) era troppo piccola e con arti inferiori più corti della media! Richiesto subito un consulto all’ospedale specializzato di Bristol, nel referto dell’ecografia spiccavano parole come ‘crescita non nella norma’, ‘femori corti e curvi’…io nel panico totale!

Io, un’ ipocondrica paranoica, che rassicurava con parole di speranza un ‘Marito Roccia’ crollato sotto il peso della notizia.

Arriva il giorno del consulto specialistico.

Io indossavo una maglia verde, verde speranza, mi hanno fatto un’ecografia lunga un’ora con tutte le misurazioni possibili. La ginecologa dettava e la sua assistente segnava sul computer, poi si sono ritirate per analizzare i dati e sono tornate con una tazza di thè, dei biscotti ed una faccia seria. Una delle bimbe era piccola, gli arti più corti della norma, le possibilità erano in ordine: 1. sindrome di down, 2. acondroplasia lieve, 3. acondroplasia grave incompatibile con la vita, 4. altre malattie genetiche non ben identificabili a questo stadio, 5. nulla, la bambina era solo piccola (si c’era anche questa possibilità, perchè l’ecografia non è un esame diagnostico esatto al 100%). Potevo subito fare un’amniocentesi per escludere alcune di queste patologie, ma con gemelli il rischio di aborto e complicazioni è molto più alto. ‘Avete un po’ di tempo per pensare a cosa fare, possiamo fare l’amniocentesi anche domani, uscite a fare una passeggiata e poi ci rivediamo qui tra un’oretta’…BOOM!

Paradossalmente mi sono scoperta forte.

Io, un’ ipocondrica paranoica, che rassicurava con parole di speranza un ‘Marito Roccia’ crollato sotto il peso della notizia. Dovevamo partire il giorno dopo per una minivacanza in Francia con nostra figlia. Ho deciso che volevo andarci, che non volevo mettere a rischio le mie bambine, che, se anche avessi avuto la certezza che qualcosa non andava, non avrei fatto nulla, non avrei potuto fare nulla con quel terrore di perderle entrambe, che avremmo fatto questo viaggio verso l’ignoto insieme tutte e tre.

..a 29 settimane la diagnosi di GESTOSI!

L’ecografie successive continuavano a confermare.

La bimba era piccola e con arti corti. Nessun altro problema visibile, ma dovevamo essere pronti a tutto…così dicevano. La bravissima consultant di Bristol, dopo la terza visita, ci ha rimandato a quella locale per seguire la crescita delle gemelle, visto che non c’erano altre problematiche immediate. La consultant locale? Una strega! Non so come altro definirla, visto che, sotto le spoglie della professionalità e del dovermi riportare tutto quello che trovava, una visita si ed una no mi diceva che la patologia della bimba era letale! Tutto dipendeva dalle misurazioni che prendeva in quei 5/10 minuti di ecografia, se il loro rapporto dava un certo numero, mi diceva che era letale, altrimenti che era solo nanismo! ‘Ma signora naturalmente non siamo sicuri al 100%’.

Come si sopravvive a lunghi mesi di questo senza impazzire?

A questi terribili pensieri? Non lo so, mi ricordo solo che io ero nella mia zona ZEN, le mie bimbe (una a destra e una a sinistra) scalciavano sempre per non farmi sentire mai sola e qualunque cosa fosse successa l’avremmo affrontata tutti e 5 insieme!

Un’ulteriore diagnosi…

All’ansia per questa situazione, si aggiungeva anche la paura per le mie condizioni di salute…a 29 settimane la diagnosi di GESTOSI! Quindi ricovero, punture di cortisone per la maturazione dei polmoni delle piccole, pillola per la pressione, dentro e fuori dall’ospedale , io che mi dò ai libri da colorare e alle commedie di De Crescenzo e Troisi per calmarmi, mio marito che dà un pugno nel muro di casa per la frustrazione (i muri divisori in UK sono di cartapesta, niente danni alla mano!).

Il lieto fine.

Parto gemellare in UKSono riuscita a combattere contro la gestosi per un mese, con mia mamma che, venuta ad assisterci, mi coccolava. Poi, a 34 settimane, con cesareo programmato, un’equipe di medici e pediatri da far invidia alla nascita di un reale inglese e in un’atmosfera di attesa e tensione che precede le grandi svolte della vita, sono arrivate Giulia e Giorgia (2.3 kg e 1.2 kg), vive, bellissime, sane! Giulia dolce e pacioccona, Giorgia così magra da non avere neanche il grasso del culetto, gambe e braccia normalissime e vispa come dentro alla pancia. Ero diventata ufficialmente ‘Mamma di Gemelli’ dopo gli otto mesi più lunghi della mia vita!

Chiudo con una delle domande più frequenti che ricevo da estranei quando passeggio con le mie gemelle: ‘Come le avete concepite?’ …mi verrebbe di fargli un disegnino 😉

Giusy de Novellis,
Bristol, UK,
Giugno 2019
Foto @GiusyDeNovellis

 

 

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