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ricercatrice italiana a Cambridge

Serena, giovane ricercatrice italiana a Cambridge, ci racconta la sua esperienza dall’università italiana al dottorato in Inghilterra. La città  di Cambridge le ha permesso di sviluppare anche altri interessi…

Ciao Serena, di dove sei originaria?

Sono nata e cresciuta in Italia, in un paesino della Brianza sul fiume Adda, non lontano da Monza e Milano. Sono sempre stata una persona curiosa fin da bambina e attratta dalle materie scientifiche per cui ho sempre avuto passione a scuola.

Ho frequentato infatti il liceo scientifico e deciso di intraprendere i miei studi in Biotecnologie Mediche. Nella mia famiglia sono la prima ad aver frequentato l’università e i miei genitori mi hanno sempre supportato nelle mie scelte e ricordato l’importanza dello studiare, siccome loro non ne hanno avuto la possibilità.

Ho avuto la fortuna di ottenere una borsa di studio per ogni anno dei miei studi che mi ha permesso di frequentare l’università al San Raffaele di Milano, (Università Vita Salute San Raffaele) che altrimenti non avrei potuto frequentare.

…un’università di prestigio…

ricercatrice italiana a Cambridge

Serena, il giorno della laurea

La scelta di studiare al San Raffaele non è stata facile, ma i miei genitori mi hanno spinto a scegliere il posto migliore dove studiare, pur facendo più sacrifici per darmi questa opportunità.

Devo ammettere che non ho passato cinque anni facili. Ho dedicato la maggior parte del mio tempo allo studio (forse troppo) per mantenere la borsa di studio ogni anno.

Forse sono stati gli anni più faticosi: quasi tre ore al giorno da pendolare per andare in università, frequenza obbligatoria, laboratori pratici ed esami, non mi hanno dato molto tempo per fare altro.

Dopo anni sono orgogliosa di quello che ho ottenuto, una laurea triennale in Biotecnologie mediche e una specialistica in Biotecnologie mediche molecolari e cellulari con laurea a pieni voti.

E dopo la laurea?

Dopo la laurea ho iniziato a cercare lavoro o posti di dottorato senza particolari preferenze di luogo, ma sicuramente all’estero. Fortunatamente una delle mie prime domande di lavoro come assistente di ricerca mi ha messo in contatto con il capo del mio attuale laboratorio, la Dott.ssa Elisa Laurenti.

Ho avuto quindi l’opportunità di fare domanda di dottorato e sono riuscita a vincere una prestigiosa borsa di studio di tre anni finanziata dal CRUK Cambridge Centre. Qui studio le cellule staminali del sangue. Facciamo parte parte del Wellcome – MRC Cambridge Stem Cell Institute e del dipartimento di ematologia dell’Universià di Cambridge.

Quindi dopo la laurea ti sei trasferita subito a Cambridge?

Prima di iniziare il mio dottorato mi sono concessa due mesi di vacanza in Uganda per fare un’esperienza di volontariato nel campo educativo. In Uganda ho lasciato il mio cuore e incontrato il mio attuale marito. Sono tornata con il mal d’Africa, posto che porto sempre nel cuore.

Come ti trovi a Cambridge?

Dopo 25 anni vissuti nello stesso posto, Cambridge è stata la prima città in cui mi sono trasferita e dove ho iniziato a vivere da sola. Mi trovo qui da settembre 2015. Sono quindi circa tre anni e mezzo. Mi sono trasferita qui come studente e nel primo anno ho vissuto nel mio college (Darwin College), facendo un po’ esperienza della vita da studente a Cambridge che è tutto un mondo diverso a primo impatto.

L’Italia mi manca sempre!

Mi sono poi distaccata dal college e trasferita a vivere con mio marito. Negli anni mi sono trovata molto bene. È una città molto cara e costosa dove vivere, piccola ma piacevole. Avendo vissuto in un paesino per tutta la mia vita non volevo andare subito in una grande città e ho trovato Cambridge una perfetta soluzione. Si può andare ovunque in bici. A Cambridge quasi tutto gira attorno all’università e ci sono mille opportunità di carriera e sviluppo professionale.

E per quanto riguarda altri tuoi interessi?

Se non fossi stata a Cambridge, forse non avrei mai sviluppato i miei altri interessi, non relazionati al mio dottorato, come ho fatto qui! L’università offre un sacco di opportunità per studenti e non solo, di incontrare altre persone con diverse competenze per sviluppare progetti e idee. Così è successo per me e questo mi ha portato a creare la start-up Majico. Cambridge è un hub per nuove start-up e c’è un sacco di supporto.

Aspetti negativi di Cambridge?

Cambridge è un po’ una bolla dove tutto funziona un po’ diversamente, non è una città dove starei per sempre. Per la vita di ogni giorno a volte non offre moltissimo, visto anche il costo elevato della vita. In generale mi piacerebbe trasferirmi in qualche altro paese (dove magari c’è più sole!)

ricercatrice italiana a Cambridge

Serena in Uganda

Senti la mancanza dell’Italia?

L’Italia mi manca sempre! Mi manca il cibo, la mia famiglia, il fatto che ci sono un sacco di cose da vedere vicino a casa. Mare, montagna, colline sono alla fine tutte a poca distanza da casa. Mi manca il sole dell’estate e tutte le stagioni! La cultura inglese è un po’ diversa da quella italiana e a volte la vita qui diventa per me un po’ monotona. La vita costa molto e anche se ci sono posti da visitare sono tutti abbastanza lontani, i mezzi pubblici e i treni costano molto di più e non avendo una macchina passo troppo tempo a Cambridge.

Vorresti tornare?

Mi piacerebbe tornare in Italia, tuttavia mi preoccupa un po’ la situazione attuale e lavorativa. Ho notato che in Inghilterra le opportunità lavorative sono molte di più ed è più facile fare carriera nel mio campo, sia di ricerca medica che per quello che faccio con Majico. Mi piacerebbe intraprendere una carriera nello sviluppo internazionale, magari rimanendo nel campo medico/sanitario e credo l’Inghilterra abbia molte più opportunità e collaborazioni internazionali da offrire. Purtroppo in Italia non ho visto queste opportunità e il fatto che ci limitiamo molto nel parlare inglese probabilmente non gioca a favore. Non dico che non ce ne siano ma non saprei bene dove iniziare a cercarle! Se trovassi un buon lavoro probabilmente tornerei subito per un po’. Tuttavia, sono una persona che si stanca facilmente e non credo riuscirò mai a stare nello stesso posto troppo a lungo! Vediamo dopo la Brexit come andrà!

Serena Belluschi,
Cambridge, UK,
Giugno 2019
Foto @SerenaBelluschi
Intervista raccolta da Deborah Patroncini (Deborahexpat)

 

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