Home > Scuola > Scuola all’estero: due esperienze dalle elementari al liceo

Due interessanti testimonianze sulla scuola all’estero, due esperienze dalle elementari al liceo. Raccolte da Giuliettaexpat.

 

La scelta della scuola è la cosa che più preoccupa noi genitori quando ci spostiamo all’estero, la paura della lingua nuova, gli amichetti da salutare e i nuovi da ritrovare, spostarsi con dei figli implica scelte ed è indubbiamente meno facile che farlo in coppia, ma non è impossibile, anzi, come dimostra la storia di molte di noi, l’espatrio in famiglia è quasi sempre un successo ed una grandiosa esperienza per tutti, grandi e piccoli.

Ho raccolto due storie in due fasi diverse di crescita, due storie di piccole ”vittime” dell’espatrio che tutto sommato molto rapidamente ne hanno saputo trarre dei grandi vantaggi!!

Giacomo ha 6 anni, è arrivato da Milano ad agosto per vivere a Palo Alto in California; a Milano Giacomo andava all’asilo italiano, qui frequenta una scuola privata internazionale. Quando è arrivato il suo mondo era tutto in italiano, sei mesi dopo Giacomo parla inglese, si è ambientato e si sente quasi a casa… non è stato facile ma neanche poi così difficile perchè Giacomo come tutti i bambini ha delle risorse inimmaginabili per noi genitori!

Maria Luisa, la sua mamma, ci racconta com’è andata…
“Prima di partire la maggior parte delle persone che conoscevo e tutte le insegnanti con cui parlavo – comprese le maestre della scuola materna – mi consigliavano caldamente di iscrivere Giacomo a una scuola italiana se mai ci fosse stata. La cosa non mi convinceva tantissimo, mi sembrava di sprecare un po’ l’esperienza che stavamo per fare. D’altra parte, mio figlio era un bambino che non amava molto i cambiamenti per cui temevo un suo eccessivo disagio in un passaggio in prima elementare con l’ulteriore scoglio della lingua. Abbiamo quindi cercato scuole italiane nella zona e ne abbiamo trovata una a San Francisco, molto carina, principalmente un asilo con un neo nato programma di scuola elementare. Non ci convinceva però lo stile a “immersion”, la percentuale di inglese era troppo piccola, certo sarebbe stato un espatrio più dolce ma secondo noi meno arricchente.

scuolaHongkongIn più vivere a Palo Alto e avere la scuola a San Francisco non era una soluzione agevole. Quindi alla fine abbiamo fatto di testa nostra e l’abbiamo iscritto a una scuola americana e di metodo Montessori, così avremmo avuto un po’ più di affinità culturale. Devo ammettere che l’impatto è stato piuttosto duro anche se un po’ addolcito dalla bellezza delle strutture scolastiche, dalla facilità a godere dell’aria aperta grazie al clima, dalla ricchezza di attività artistiche e sportive. La prima elementare è un passaggio importante e quando anche la lingua è nuova il bambino si sente perso, solo. La comunicazione dei bambini, è vero, passa attraverso tante altre strade per fortuna, ma a sei anni il bisogno di parlare è fortissimo e le dinamiche di gruppo fanno sì che la dialettica sia un elemento fondamentale. I primi mesi sono stati duri con pianti a casa, aggressività a scuola, silenzi. Ma gli insegnanti hanno saputo attendere e stimolare i suoi interessi, puntando per esempio su attività meno legate alla lingua come la matematica.

Anche il tutoring dopo la scuola è servito molto, il tutor parlava anche l’italiano e questo ha aiutato.

I progressi di mio figlio sono stati stupefacenti e in soli tre mesi già riusciva a giocare con gli altri bambini facendo conversazioni semplici. Credo ci voglia almeno un anno per sentire la nuova lingua piuttosto familiare ma comunque i bambini imparano veloci e assimilano anche quando non sembra. E nel frattempo a scuola aveva anche lezioni di spagnolo e di mandarino. Noi adulti andremmo in confusione ma per i bambini è tutto più facile a livello di apprendimento. Non bisogna trascurare pero’ secondo me il lato emotivo, è vero che tre mesi passano in fretta ma sono comunque un periodo non trascurabile per un bambino piccolo e la sua sofferenza va monitorata. Noi abbiamo cercato di fargli incontrare bambini italiani soprattutto i primi tempi per non farlo sentire troppo solo anche nel week-end e abbiamo cercato di parlare molto con lui per fargli esprimere le sue emozioni.

Non è stato facilissimo ma a posteriori credo abbiamo fatto la scelta giusta, per integrarsi in un paese bisogna sapere la lingua e la scuola è il luogo privilegiato per impararla. In più se la lingua è l’inglese il valore di impararlo da piccoli è ancora più grande.”

 

Federica di anni ne ha 15, all’ennesima partenza condita questa volta da un cambio di sistema scolastico, altra cosa che spaventa soprattutto quando si è piu grandicelli….Federica ci dà la sua visione del nuovo universo nel quale di colpo si è ritrovata, non è stato sempre facile, ma l’entusiasmo c’è…

Io sono Fede, 15 anni e abito in un posto figho anzi direi fighissimo. Abito nella Silicon Valley, nella baia di San Francisco e sulla scala della figata a un posto così darei un voto tipo nove!! Se abito qui è per colpa (o grazie) di mio padre o piuttosto del lavoro di mio padre, quei cretini lo mandano in giro per il mondo senza pensare che dietro si trascina me, mia mamma e le mie due sorelle. Francia, Giappone, India, Francia di nuovo e adesso qui. Ogni posto ha aggiunto qualcosa nella mia valigina di ricordi e amici, di momenti passati insieme, di gioie e di tristezze. La valigia comincia a pesarmi, è vero, ma comunque in ogni posto dove arrivo riesco a trovare un posto dove posare la valigina, mettere tutte le cose a posto, fino al prossimo cambiamento….

Di tutte le partenze, questa è stata la più difficile. Di lacrime ne sono colate tante, ho lasciato dietro una parte della mia vita che è stata determinante, almeno così penso, nel mio diventare quella che sono oggi.

A Parigi mi sentivo bene, per me l’avvenire era tutto tracciato e non immaginavo più un’altra possibilità, ma poi è cambiato tutto.
E oltre al cambiamento di città, di amici, di scuola, la grande idea è stata il cambiamento di sistema scolastico…. non poco!! Tutto sommato però devo ammettre che il mio nuovo liceo americano è veramente incredibile. C’è tutto quello che uno studente sognerebbe di avere: una piscina, dei ragazzi fighi, dei prof geniali, e così via!
Per darvi un idea ecco la mappa che si può trovare nell’agenda carinissima data dalla scuola:

blogfede

 

Notate la piscina e il complesso ginnico gigantesco, anche la parte riservata al cibo è abbastanza monumentale, poi non venite a chiedermi perchè gli americani sono grassi…

La Los Altos High School è una delle scuole più ecologiche della California: siamo da poco cento per cento verdi e non sprechiamo l’energia (che figata!…no, scherzo, a me non ne può fregare di meno ma è comunque una cosa importante da dire!!).

E’ verdissima, piantata di alberi e prato verde. La scuola si sviluppa attorno alla piazzetta in cui certi giorni ci sono delle “animazioni”. Praticamente tutte le classi sono al piano terra, a parte il dipartimento di matematica che si cerca di allontanare da ogni forma di vita… (io odio la matematica…).

Possediamo anche due belle palestre, un campo da football e di atletica  e una piscina riscaldata bien sur!! Qua infatti lo sport è tipo VITALE, tutti ne fanno (non mi stupisce perchè visto tutte le porcate che mangiano se non facessero sport peserebbero centoventicinque chili!!), si può fare lo sport dopo scuola in più delle quattro o cinque ore obbligatorie (io ogni settimana faccio 15 ore di sport ma di sport vero, non come lo facevamo in Francia…).

Sia per le sue dimensioni che per la sua estetica questa scuola mi ha dimostrato la sua superiorità su tutte le altre!! E la mia giornata da neo studentessa americana? Completamente diversa da quello che ho vissuto fino qui, la cosa geniale è la scelta delle materie, i corsi su più livelli, le materie interressanti e inusuali per chi viene dal sistema francese come me… Sì, la scuola americana a me piace tantissimo e Oorroreenormepercuiifrancesimiodieranno: è 20000 volte meglio della scuola francese!!

Alla fine anche so ho nostalgia delle mie amiche certo, che però sento e vedo grazie a Skype e FB, beh penso di averci guadagnato in questo cambio di sistema, anzi ammetto che non ho più voglia di tornare indietro e vorrei veramente finire Liceo e università nel sistema americano!!

 

Giuliettaexpat (Giulietta Sacconey Cerruti)
San Francisco Bay area, California
Febbraio 2013