Home > Vita d'Expat > Trasferirsi > Sentimenti da cambio casa

Penso veramente che la casa non sia una questione di mura, di stanze e di arredamento, ma che sia un misto di sentimenti e ricordi che si sono accavallati vivendoci, che ci hanno visto crescere e fare scelte, cose che non hanno bisogno di traslocatori e container, che si muovono con noi e dentro di noi e ci danno la voglia di sentirci a casa ovunque nel mondo… almeno per me!

Giuliettaexpat

Sarà l’essere alla veglia di un nuovo trasloco, tra una notte insonne a pensare a tutto ciò che c’è da fare e una crisi d’angoscia all’idea di ricominciare tutto da capo, sarà che tra quattro mesi chiuderemo di nuovo una porta per aprirne un’altra 9000 km più lontano, sarà che questa volta la porta è quella della nostra prima vera casa (cioè quella che ci siamo comprati), sarà un misto di cose che mi fa riflettere sulla casa e il miscuglio di sentimenti ad essa connessi.

Sei case in 15 anni e la settima all’orizzonte, c’è chi sicuramente mi troverà una dilettante, ma non è poi male…sei case nelle quali ho lasciato il cuore non tanto per la casa in sé quanto per il tempo passato ad abitarci, per i ricordi ad esse legati, che certo mi porterò sempre dietro, ma che nel momento in cui ho cambiato casa, si sono automaticamente chiusi insieme alla porta nella scatola del passato…

Natale a Tokyo

Natale a Tokyo

 

Natale a Chennai

Natale a Chenn

 

 

 

 

 

Ogni casa ci ha visti in momenti diversi della nostra vita e nello stesso tempo è stata il riflesso di un’epoca, e di com’eravamo… Nella nostra prima casa a Parigi ci siamo ritrovati giovani sposi con tanti sogni, è la casa legata all’attesa del nostro primo bebè, mentre la mia pancia cresceva e spensierati guardavamo fuori i tetti di Parigi, è la casa delle notti insonni, tra una poppata e un pannolino, dei primi sorrisi di Federica e delle sue prime pappe sputacchiate un po’ ovunque, la casa minuscola, con il suo piccolo bagno e la sua cucina che sembrava proprio fatta su misura per mangiarci in due, è stato rapido traslocare quel nostro piccolo appartamento e mi ricordo ancora il pranzo al ristorante indiano mentre il camioncino dei traslochi partiva alla volta della Normandia e Federica ci sorrideva felice dal passeggino, lei che nel trasloco guadagnava un po’ di indipendenza e la sua prima cameretta….

Sentimenti casa 2 anni camilla vernonE’ arrivata la Normandia con il nostro bell’appartamento nella vecchia Vernon, una ruelle da cartolina con uno scorcio sulla vecchia cattedrale e le nostre camere sotto i tetti e la cucina di Ikea che non finivamo più di montare seduti per terra con le nostre pizze e il nostro amico Rainer che ci è venuto in soccorso tra un bullone e l’altro… Ed è stata la casa delle prime candeline di Federica, delle prime feste di compleanno, della nascita di Chiara prima e poi di Camilla, sempre più invasa da giocattoli e bambini anno dopo anno finché non ci siamo sentiti veramente allo stretto stufi dello stendino sempre aperto e di inciampare ogni mezzo metro in un pezzo di Lego…. Il trasloco all’epoca avevamo deciso di farlo noi con l’aiuto di qualche amico gentile, ma sì, tutto sommato sarà facile, non abbiamo poi così tante cose… Come si sottovaluta in fretta la capacità di accumulare, soprattutto quando in tre anni siamo passati da tre a cinque in famiglia!

Ma il premio finale era una grande grandissima casa, con un grande grandissimo giardino, due altalene dondolanti pronte per l’uso e di nuovo un certo numero di anni di ricordi da accumulare…e via altre candeline, feste, liti, momenti difficili, partenze per le vacanze e ritorni con le piccole di corsa su per le scale per vedere se i Playmobil erano ancora tutti lì nella stanza dei giochi, la casa dell’ultimo Natale con il mio papà quando per metà pomeriggio si è dedicato a montare i giocattoli dei suoi nipotini e i nipotini giocavano allegri… La casa dei primi compiti, che facevo inseguendo Federica che non ne voleva sentir parlare, la casa dell’orto che abbiamo coltivato per un po’ con passione e degli alberi di pesche che diventavano il mio incubo a fine estate…. la casa delle prime parole di Camilla, dei grandi discorsi di Chiara, delle prime poesie di Federica, delle cene senza fine tra una bottiglia e una risata, quando fino a tardi si facevano progetti con gli amici, alcuni rimasti ed altri no….

 

Neve dalla finestra di Tokyo

Neve dalla finestra di Tokyo

 

E poi la casa delle grandi decisioni, dei perché e i per come per partire in Giappone e fare quel salto che era lì da anni che faceva capoilno nelle nostre voglie… e hop il container parcheggiato davanti, in un attimo si è svuotata e con le lacrime agli occhi ho chiuso la porta chiedendomi se non fossimo pazzi ad imbarcarci per l’avventura giapponese…

 

Primo giorno di scuola a Tokyo

Primo giorno di scuola a Tokyo

Primo giorno di scuola in Francia

Primo giorno di scuola a Etang la Ville

E poi Il 18-1 Ichibancho, con il custode sempre un po’ alticcio, intrigato da questa famiglia di gaijin (stranieri) e soprattutto da quella biondina di tre anni che ogni giorno gli stringeva ridendo la mano, niente più giardino e niente più alberi di pesche, ma un mondo affascinante fuori dalla finestra e la casa dalle mille tecnologie, il gabinetto tutto in uno, la vasca che parla e si riempie da sola… e così anche qui i ricordi uno dietro l’altro, il primo giorno di asilo di Camilla, la prima elementare di Chiara, la delusione cocente di Federica di fronte all’ottusità di un maestro, i corsi di piano con Kazuko e Michiko, le grandi torri di kapla fatte in salotto, le partenze per i week end sciistici a Nozawa Onsen o per quelli rilassanti nel nostro chalet ai piedi del Fuji, le treccine rasta di Antoine. il nostro baby-sitter preferito e gli occhi meravigliosi di Camille, la nostra baby-sitter preferita….le “discussioni” con i vicini poco tolleranti nei confronti di qualsiasi rumore, le lunghe chiacchierate davanti ad un caffè con le mie amiche, i corsi di cucina alle giapponesi ordinatamente sedute intorno al bancone della mia cucina, affascinate dalle mie tagliatelle fatte in casa, le lezioni di italiano alle mie care allieve intorno al tavolo del salotto, la BBC al mattino a colazione prima di correre in bicicletta a scuola e le lunghe serate ad aspettare di fronte alla tavola apparecchiata un marito sempre più giapponese nei suoi orari…. e poi anche qui è arrivato il momento di chiudere la porta, mai visto trasloco più veloce e ordinato, talmente veloce da far male, non mi ha dato il tempo di dire veramente addio.

Sentimenti casa piogge a ChennaiE tante sono state le lacrime di fronte alla porta che si chiudeva, anche se sapevamo che un’altra si sarebbe aperta in un nuovo paese, l’India! Ed eccoci di nuovo, una casa immensa, un calore pazzesco, una piscina in cui rinfrescarci, degli spazi talmente grandi che anche con tutta la volontà del mondo non riusciremo mai a riempire, una casa un po’ giapponizzante con il suo bel giardino zen a metà del salotto sormontato da una gigantesca vetrata… La casa che di nuovo ha visto nascere belle amicizie, crescere un pochino le mie figlie, momenti di allegria, belle serate a lume di candela intorno alla piscina, nottate di pioggia scrosciante e acqua che sembra entrare dal nulla, momenti di allegria tra una risata e una lezione di piano, momenti di sconforto quando ti senti in un paese difficile e hai paura di non farcela, momenti difficili a decidere di chiudersi nuovamente dietro una porta e ritraslocare di nuovo.
Sentimenti casa trasloco Sentimenti casa trasloco2
 

 

 

 

Un nuovo container, un ritorno in Europa, in Francia, la bella banlieu parigina, un posto nuovo in un paese conosciuto, tanti dubbi e paure come sempre e finalmente la nostra vera prima casa, quella che ci siamo scelti e ristrutturati proprio come piace a noi, prendendo sicuramente spunto da tutte le altre, che ci ha tolto ore di sonno a decidere cosa fare, comprare, cambiare….

Sentimenti casa etangE alla fine ci siamo entrati in quel 24 dicembre, la nostra prima serata nella nuova casa, nella nostra casa, il camino acceso e l’albero decorato rapidamente, il pranzo di Natale organizzato tra uno scatolone e l’altro, la casa del difficile ritorno in Europa, dopo aver vissuto l’Asia con la sua gentilezza non è facile tornare sulla terra!! La casa del ritrovarsi con gli amici lasciati qualche anno prima, la casa che mi ha visto buttarmi a fondo nella mia avventura di vestiti. Le feste, le candeline, i nostri 40 anni, Federica che cresce ed entra a grandi passi nell’adolescenza, Chiara che segue a ruota, Camilla con i suoi sogni di bambina che qui non si è mai sentita bene, anzi si è sentita proprio male, non riuscendo a ritrovare i suoi punti di riferimento in un mondo nuovo che non le calzava assolutamente, l’ingresso in famiglia del nostro bel micino che in poco tempo ha fatto del nostro giardino il suo terreno di caccia e del mio letto la sua comoda cuccia!

Ed eccomi poco più di due anni dopo a organizzare un nuovo trasloco, a ripensare a una porta che si chiude, a tutto quello che queste mura hanno visto e sentito, tutto quello che ci porteremo dietro in una nuova casa, a chiedermi come sarà ,se mi piacerà, se saprà darmi quello che tutte le altre mi hanno dato… penso di sì, perché la casa vera me la porto dentro, la faccio e rifaccio sempre un po’ uguale e sempre un po’ diversa, ma è l’insieme di quindici anni di vita, di sogni, di allegria, di amore…

Già che sei qui ...

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