Home > Famiglia e Bambini > Gravidanza > Allattamento: l’esperienza personale di una doula a Genova

L’allattamento è spesso descritto come “la cosa più naturale al mondo”, ma non lo è… Le mamme devono essere guidate e supportate lungo il percorso, perché a volte può essere opprimente e frustrante. E per le mamme expat può essere anche più difficile, dato che si trovano in un paese a loro non famigliare. Tuttavia, anche oggigiorno, nel 2018, c’è ancora tanta informazione sbagliata sull’allattamento. Anne Kathryn, americana che risiede a Genova, ci racconta della sua esperienza come mamma di due bambini e come doula. Grazie Anne Kathryn!

 

Anne Kathryn, raccontaci un po’ di te e del perché vivi in Italia al momento.

allattamento Mi chiamo Anne Kathryn Rice, sono madre di due figli, insegnante, doula, e appassionata di tutto quello che ha a che fare con il parto e la vita da genitore. Sono venuta a Genova dieci anni fa per fare un’esperienza di lavoro, che pensavo sarebbe durata solo due anni. Durante questo periodo ho conosciuto mio marito e dopo averci pensato tanto (discussioni, lacrime, prendere una decisione per poi cambiarla di nuovo), ho deciso che assolutamente volevo passare la mia vita con lui vicino. Ora che abbiamo dei bambini (hanno 4 e 5 anni) apprezzo ancora di più il suo modo di fare, così amorevole e costante nel sostenermi, perché diventare genitore mi ha messo totalmente sottosopra e lui è stato sempre lì con me, appoggiandomi in tutto.

 

Quindi mi sentivo sola. Ero anche molto sensibile. Mi mancava la sicurezza in me stessa. Dentro di me sapevo che quello che facevo non era sbagliato, ma avevo sempre un po’ di dubbi perché era la mia prima volta. Mi sentivo un po’ come un bebè anch’io.

Com’è stata la tua esperienza personale con l’allattamento? Eri in un paese per te straniero?

Ero in Italia ed è stata una esperienza meravigliosa e bella… ma solo quando ero da sola con i miei figli o marito. Ero molto consapevole del fatto che il modo in cui allattavo (cioè a richiesta) era molto lontano dal modo di allattare delle mie amiche italiane. Quindi mi sentivo sola. Ero anche molto sensibile. Mi mancava la sicurezza in me stessa. Dentro di me sapevo che quello che facevo non era sbagliato, ma avevo sempre un po’ di dubbi perché era la mia prima volta. Mi sentivo un po’ come un bebè anch’io. Quindi quando la gente diceva, “Lo allatti di nuovo?” “Allatti ancora?” o “Due insieme? Non è pericoloso?” mi sentivo sotto attacco. Ho pianto tanto, prima di tutto perché mi sentivo incompresa, e secondo perché ero semplicemente triste del fatto che ci fossero così tante persone che pensassero che allattare in un certo modo potesse essere dannoso. Una volta mi sono arrabbiata tantissimo e ho scritto un articolo nel mio blog per sfogare questa mia rabbia. Qualcuno ha detto che mio figlio si svegliava di notte a causa dell’allattamento al seno e sono diventata furiosa. Volevo difendere l’allattamento. Come se fosse una persona bisognosa di essere salvata. Io ero il cavaliere armato, che tentava di difendere questa cosa bella e meravigliosa.

L’inizio è stato difficile, poi com’è proseguita la tua avventura?

Gianina aveva 18 mesi e ancora la allattavo quando è nato Steven. Io e Gianina stavamo bene nella nostra “routine dell’allattamento” e mi sentivo molto sicura di me stessa. Purtroppo, quando è nato Steven la situazione è tornata ad essere la stessa di prima, perché allattavo tutti e due in contemporanea, il che era una cosa molto strana per tante persone. Una volta qualcuno ha fatto una foto di noi tre e mi sono sentita come se fossi uno spettacolo da circo. Quindi ho iniziato ad allattare in tandem solo a casa, quando ero sola con i miei figli o con loro e mio marito. Poco a poco abbiamo trovato la nostra strada, il nostro ritmo. Ho imparato ad allattare in un modo che rendeva contenti sia i bimbi che me. Era come un ballo. Troppo, troppo poco, sì durante la notte, no durante la notte, questo è il modo in cui dovresti chiedermelo… etc. È stata un’esperienza molto arricchente per tutti e tre. E sono contenta del fatto che stessi ancora allattando Gianina quando è arrivato il suo fratellino. In questo modo lei poteva guardarci durante l’allattamento e rimanere tranquilla perché sapeva che allattare era anche una cosa che poteva fare lei con me, non esclusiva del fratello. Per non parlare della dolcezza di quando si tenevano per mano durante l’allattamento!

Io penso che semplicemente allattare al seno non sia per tutti. Tante volte, per poter allattare, devi lasciarti andare completamente in questo nuovo ruolo. Devi stare quasi nudo col tuo bebè per tanto tempo e rinunciare a tante libertà… È frustrante.

Hai cercato aiuto in qualche gruppo di sostegno locale?

Sì, ho trovato qualche gruppo della Leche League. All’inizio non riuscivo a credere che esistessero. Ero a casa a leggere “L’Arte dell’Allattamento Materno” e alle fine del libro c’era scritto il nome del sito e il fatto che ci sono gruppi di sostegno in tutto il mondo. Ho pensato “figuriamoci se ci sono questi gruppi vicino a me.” Ho guardato e ce n’erano tre, tutti più o meno vicino! Sono andata a tutti e tre! Avevo così tanto bisogno di interagire con persone che mi potessero capire!

Tante donne scelgono di non allattare. Secondo te perché?

Io penso che semplicemente allattare al seno non sia per tutti. Tante volte, per poter allattare, devi lasciarti andare completamente in questo nuovo ruolo. Devi stare quasi nudo col tuo bebè per tanto tempo e rinunciare a tante libertà. Non è possibile fare programmi con facilità. Sembra che i bebè vogliano essere allattati appena la mamma si siede per mangiare o entra nella doccia. È frustrante. Stare attaccato ad un’altra persona per delle ore può essere travolgente. Alcune mamme si adattano al massimo, alcune mamme si adattano con fatica, e per alcune mamme adattarsi non è un’opzione. E non credo che questa sia una cosa di cui vergognarsi. Semplicemente siamo tutte diverse. La maggior parte delle mamme cambia profondamente dopo aver dato alla luce il proprio bambino, e per alcune allattare al seno non è parte di questi cambiamenti.

Se hai la sfortuna di ricevere degli sguardi sgradevoli, ricorda che le persone che pensano che non dovresti allattare in pubblico sono le persone che hanno zero esperienza con l’allattamento. Semplicemente non sanno che è normale.

Sfortunatamente penso che alcune mamme avrebbero voluto allattare per più tempo, ma non hanno avuto un giusto supporto. Magari a volte hanno ricevuto informazioni sbagliate, o addirittura sono state incoraggiate a smettere. Penso che la maggior parte delle neo mamme (includo me stessa in questo gruppo) non ritengano normale che un bebè voglia stare con la propria madre, o stare in braccio, o attaccato al seno per così tanto tempo. Sembra quasi sempre una situazione così eccessiva. E cerchiamo la colpa. A volte diamo la colpa a noi stesse, o al nostro modo di fare il genitore, e a volte viene data la colpa all’allattamento. Ci convinciamo che allattare “tanto” vuol dire viziare o creare abitudini non sane (per noi o per loro). Lungo la strada perdiamo sicurezza per diverse ragioni, e il latte diminuisce. Non possiamo allattare se siamo tese. Prolattina ed ossitocina, i due ormoni principali nell’allattamento, diminuiscono con la tensione e lo stress. Le mamme devono sentirsi rilassate, supportate, e sicure di sé stesse per poter allattare. Una cosa non semplice se sei da sola o circondata da gente che ti fa venire dubbi sul tuo modo di fare genitore.

Allattare in pubblico…un atto naturale e di amore incondizionato, ma anche un tema ancora controverso. Cosa suggeriresti a una neomamma?

allattamentoMi pare che sarebbe sufficiente fare copia incolla di qualche foto delle pubblicità con le donne quasi nude per rispondere a questa domanda. Se va bene che loro facciano vedere i loro corpi, va bene che tu dia da mangiare al tuo bebè. Puoi farlo anche senza fare vedere la pelle se hai una maglietta sotto e una sopra. Tiri su quella di sopra e giù quella di sotto e il capezzolo rimarrà scoperto solo per un mezzo secondo prima che si attacchi il bebè. Se hai la sfortuna di ricevere degli sguardi sgradevoli, ricorda che le persone che pensano che non dovresti allattare in pubblico sono le persone che hanno zero esperienza con l’allattamento. Semplicemente non sanno che è normale. Non lo hanno visto fare ed è nuovo per loro. Le novità a qualcuno fanno paura. I cambiamenti sociali sono lenti per questo. Ma per ogni adulto che rimprovera una mamma che allatta, c’è un bambino che passa e ti ricorderà quando diventerà madre o padre. E questa è la cosa più importante. L’educazione dei bambini. Così loro non penseranno che sia una cosa di cui avere paura o che sia una novità. Speriamo che per loro sarà una cosa normale.

Come può trovare aiuto un’expat nel paese ospitante?

Io consiglierei qualsiasi tipo di gruppo di sostegno per genitori. Anche se non si parla la stessa lingua, nel momento in cui si hanno figli, si ha una cosa grande in comune. Stare assieme con altre persone che stanno attraversando la tua stessa esperienza, non ha prezzo.

Professionisti nell’allattamento che potrebbero aiutare sono i IBCLCs (International Board Certified Lactation Consultants).

Le doula del parto e del post parto offrono supporto per neo-mamme. Tutte le doule offrono supporto direttamente a casa tua, ma tante offrono anche supporto via telefono e video telefonate. Io stessa ho da poco iniziato ad offrire questo servizio ( Love Grow Discover, sia in italiano che in inglese). Una doula crea uno spazio su misura per te, per facilitare la tua strada unica verso il tipo di genitore che vuoi essere, ma senza importi cosa fare. Non siamo professionisti della sanità. Siamo lì per supportare la donna e la famiglia mentre creano un nuovo modo di vivere. Se sei in contatto con una doula vicino a te, lei ti può mettere in contatto con dei professionisti che ti possono aiutare di persona.

Tre libri molto informativi nell’allattamento sono L’Arte dell’allattamento Materno, Allatti Ancora? di Norma Jane Bumgarner, e Adventures in Tandem Nursing, tutti libri della Leche League.

Esistono associazioni internazionali che forniscono supporto per l’allattamento alle donne in diversi paesi?

1) La Leche League International

2) Avete visto questo sito, chiamato Bellies abroad con professionisti che offrono supporto sia in inglese che in italiano in tutto il mondo?

C’era una certa magia nell’atto del parto ed era tutto molto speciale, ma i professionisti intorno a me facevano il loro lavoro come se fosse un giorno qualsiasi. E per loro, sì, era un giorno qualsiasi, ma per me era uno dei giorni più importanti della mia vita e che segnava un cambiamento.

Come è iniziata la tua collaborazione con il sito “Breastfeeding World”?

Li ho trovati su Instagram! Mettono sempre delle bellissime foto e un giorno hanno fatto un post chiedendo scrittori volontari e così gli ho scritto. Loro sono di New York ma fanno dei Flash Mob dell’allattamento in diverse città del mondo. Mi piace scrivere per loro perché sono molto positivi e mi stanno aiutando ad imparare tutto quello che ha a che fare con i social, una cosa di cui so poco!

Perchè e quando hai deciso di diventare una doula?

allattamento Quando ho partorito i miei due figli qui a Genova (2012 e 2013), sentivo molto profondamente che mancava qualcosa. Che non doveva essere un’esperienza così difficile. C’era una certa magia nell’atto del parto ed era tutto molto speciale, ma i professionisti intorno a me facevano il loro lavoro come se fosse un giorno qualsiasi. E per loro, sì, era un giorno qualsiasi, ma per me era uno dei giorni più importanti della mia vita e che segnava un profondo cambiamento. Quindi ho deciso che chi partorisce dovrebbe avere più supporto. E non un qualsiasi tipo di supporto. Supporto dalle persone che costruiscono attorno all’evento del parto uno spazio sacro. Perché le donne che hanno appoggio possono fare delle grandi, no, grandissime cose. Quindi appena la mia mente si è ripresa da tutto questo stato confusionale in cui era piombata per via dei miei due neonati, ho deciso di fare un corso nella Scuola delle Doule di Mondo Doula .
Ora che ho fatto questo corso mi rendo conto che ho avuto sempre una mentalità un po’ “doulesca” . Sono insegnante di scuola elementare, e il mio approccio è stato sempre quello di ascoltare. Ascolto, faccio domande, offro supporto, ma il cammino di apprendimento è sempre quello del bambino. E ora faccio questo lavoro con le mamme. Non ci sono parole per come mi sento soddisfatta nel vedere una mamma rilassarsi e credere in sé stessa. Nel parto, facilita tutto, accorcia il travaglio e rende il tutto più sicuro. Nei mesi post-parto le neo-mamme sono in una nuova fase di apprendimento ed è un onore per me stare al loro fianco.

 

Anne Kathryn Rice
Genova, Italia
Love Grow Discover
Marzo 2018
Intervistata da Deborah Patroncini (Deborahexpat)
Intervista tradotta dall’inglese da Anne Kathryn Rice
Foto ©AnneKathrynRice

 

Già che sei qui ...

... possiamo chiederti di offrirci un caffe ? Scherziamo, naturalmente, ma fino a un certo punto. Come forse avrai notato, Expatclic non ha  pubblicità nè quote associative obbligatorie. Da 13 anni lavoriamo volontariamente per garantire dei contenuti e un'assistenza di qualità alle espatriate in tutto il mondo. Mantenere un sito di queste dimensioni, però, ha dei costi, che copriamo parzialmente autotassandoci e con donazioni spontanee di chi ci segue e apprezza da anni. Se tu potessi dare anche solo un piccolo contributo per coprire il resto, ti saremmo immensamente grate ♥ Puoi sostenerci con una donazione o diventando socia onoraria. Grazie di cuore.