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Ho incontrato Jacobien, un’olandese che vive a Gerusalemme, durante un tour nel quartiere ebreo ultraortodosso di Mea Sharim organizzato da lei. Jacobien ha sposato un israeliano, Eytan, e vive a Gerusalemme da tredici anni. Ha due figli, una nata in Olanda, l’altro in Israele. Dal 2009 è guida turistica certifica in Israele. Grazie Jacobien per questa intervista interessante e completa!

Claudiaexpat
Gennaio 2014

Qual è la tua formazione?

Ho studiato per diventare consulente socio finanziario in Olanda. All’inizio ho lavorato per una ONG e dopo cinque anni sono passata a una municipalità a capo del dipartimento degli affari sociali. Ho lavorato anche come autrice di libri scolastici e copywriter.

Vivevi in Olanda con tuo marito e tua figlia. Cosa ti ha spinta a installarti in Israele?

Vivevamo in Olanda, il mio paese natale, da più di dieci anni, e nella possibilità di spostarci abbiamo visto un’opportunità per cominciare qualcosa di nuovo. Dopo che mio marito ha avuto il suo PhD dall’università di Groningen, l’opzione di partire è diventata reale. Ha fatto domanda per varie posizioni post dottorato, in Norvegia, Stati Uniti e Israele. Alla fine abbiamo scelto Israele.

Anche se Eytan è nato qui, siamo venuti come espatriati. Ha cominciato con un contratto di due anni alla Scuola Farmaceutica della Hebrew University. All’inizio pensavamo di restare solo due anni, ma le cose sono andate diversamente: gli hanno esteso il contratto. Più avanti ha lavorato per una compagnia farmaceutica e adesso insegna al College for Engineering. Eccoci dunque qui, dopo tredici anni. Non siamo però rimasti solo per ragioni di lavoro. Dopo tutto si può lavorare in ambito scientifico ovunque nel mondo. La verità è che pur sapendo quanto è complicata la situazione della regione, viviamo qui perchè ci piace. Abbiamo entrambi dei lavori che amiamo, buoni amici e ci piace l’ambiente.

Quando sei arrivata non avevi lavoro. Come ti sentivi?

Non ho sentito subito il bisogno di lavorare. Consideravo due anni all’estero come una sorta di pausa, legittima o no…Soprattutto quando vivi al di fuori dell’Unione Europea, ti trovi di fronte a un sacco di restrizioni e burocrazia per quanto riguarda ogni tipo di permesso. Io ho attraversato varie fasi. Un giorno avanzavo velocemente, un altro mi sentivo completamente bloccata. All’inizio ero molto impegnata solo nel sopravvivere, che è un’occupazione in sè. Devi trovare il modo di funzionare in un sacco di cose nuove, vai in giro con la tua mappa, ti perdi, continui a girare… devi fare così, altrimenti il tuo mondo si restringe.

Un’altra sfida è quella di crearsi un circolo di amici totalmente nuovo, una rete. Anche se mi mancavano gli amici e la famiglia in Olanda, ho capito che cominciare nuovi rapporti generava molta nuova energia. Puoi cominciare con nuove persone, incontrare gente che non avresti mai incontrato in patria, diventare flessibile usando varie lingue. La scuola, se si hanno bambini, il quartiere o un club sono molto utili.

Un’amica mi ha messo in contatto con la Jerusalem Expat Network, dove ho incontrato persone che vivevano qui da parecchio tempo. Mi si sono aperti nuovi orizzonti. Il vantaggio di essere espatriata è che anche se non lavori professionalmente, ci sono comunque un sacco di cose interessanti da fare. Il fatto di essere straniera aiuta ad attraversa frontiere e check-point, e questo è molto utile per tante ragioni. Poco dopo essere arrivata si è aperta la posizione di Speakers Coordinator nella Jerusalem Expat Network e mi sono proposta. Ho mantenuto la posizione per vari anni. A volte era stressante dover trovare ogni mese una persona che venisse a parlare, ma era anche un modo per restare attiva nella sfera pubblica. Questo, e il fatto che stavo pensando seriamente a una carriera professionale, dato che ci avevan prolungato il contratto a Gerusalemme, mi ha portata ad agire.

Quindi dato che la tua formazione professionale non era spendibile qui, hai deciso di reinventarti e diventare guida turistica. Come hai fatto?

In realtà non mi sono proprio reinventata. Sono una mediatrice. So come creare una connessione tra la gente e del materiale complesso di loro interesse. Quello che faccio qui è di connettere la gente a una parte (perchè tutti sanno qualcosa di questa regione) sconosciuta e complessa del paese. Tra l’altro a scuola mi sono sempre piaciute le lezioni di storia e la narrativa.

Per me guidare le persone vuol dire collegarle a questa ragione ampliando i loro orizzonti, con la mia esperienza e con una buona arte narrativa. Vivere all’estero significa avere un sacco di visitatori, portarli in giro; si scoprono posti, cose. Il passo successivo per me è stato di usare questa conoscenza acquisita vivendo qui in un contesto professionale.

 

Jacobien con suo marito e il suo cane

Jacobien con suo marito e il suo cane

 

La tua conoscenza della realtà e delle lingue locali è davvero vasta, immagino che tu ci abbia lavorato attivamente?

Sì, certo, anche se non avevo un piano preciso dall’inizio. Ho studiato arabo e ebraico. Non per interesse accademico, ma per comunicare con la gente del posto. La cosa bella è che i miei sforzi mi han ripagata, perchè anche prima di decidere di diventare una guida certificata, avevo già messo un sacco di energia nello studio delle lingue e per scoprire la realtà quotidiana di qui. Il passo successivo è stato di cominciare un corso ufficiale per diventare guida turistica. E’ un corso universitario di due anni. Per fortuna mi ci sono iscritta, perchè mi ha dato una conoscenza molto vasta delle regione. Anche se in realtà non smetto mai di imparare. Controllo sempre le librerie e le biblioteche alla ricerca di libri o riviste interessanti. Ci sono un sacco di belle librerie a Gerusalemme. E raccolgo storie.

Quali sono state le procedure pratiche per lavorare nel campo del turismo?

All’inizio ho avuto un sacco di lavoro tramite la rete del mio corso per diventare guida turistica, e attraverso il passaparola. E lavoro ancora così perchè questa rete mi porta gruppi piccoli, e mi piacciono i gruppi piccoli.

Sono anche in contatto con diverse missioni diplomatiche. Chi lavora qui di solito ha molta conoscenza del proprio campo di lavoro, ma vuole informarsi anche su altri aspetti. Vogliono capire meglio cosa succede. Io mi sono specializzata in aree ben definite. Ad esempio nei tour a Mea Sharim. Porto anche in giro i loro amici e famigliari che vengono in visita, se loro non hanno il tempo di farlo. Oppure organizzo giri con trasporto, cibo, etc., se vogliono fare qualcosa di particolare.

Inoltre vivo in una zona che ha molti bed & breakfast. Ricevo clienti anche da loro.

Eppure, anche con tutto ciò, a volte è davvero faticoso restare in pista. Per questo ho chiesto alla rete di guide turistiche che parlano olandese con che agenzie lavorano, e le ho contattate. E’ un tipo di turismo più di massa, e lo svantaggio è che i giri durano più di una settimana… Ho dei buoni contatti con alcune agenzie. Se lavori bene, ti richiamano, e a quel punto si tratta solo di organizzare bene il proprio tempo.

 

Spiegazione al Shepherds Field

Spiegazione al Shepherds Field

 

Quali sono i requisiti amministrativi per poter lavorare in Israele?

Bisogna avere un visto particolare che ti dà il permesso di lavorare senza restrizioni. Dato che sono sposata a un israeliano, ho avuto subito un visto di un anno, con permesso di lavoro. Da tre anni ho un Permesso Permanente di Residenza, che devo rinnovare ogni cinque. Non ho un passaporto israeliano, e questo è un vantaggio perchè mi permette di lavorare in West Bank.

Negli ultimi due anni sono diventata ufficialmente free-lance. Esitavo perchè è una posizione che richiede il pagamento di un sacco di tasse, calcoli complicati, etc. Quando lavoro per una grande agenzia, sono loro che mi contrattano. ma quando vengo chiamata da un’organizzazione più piccola, adesso posso emettere fattura.

Lavorare come free-lance non ti dà un’entrata fissa. Il turismo ha la bassa e l’altra stagione, e qui siamo esposti a ogni tipo di crisi: politica, militare, economica… la gente cancella i tour in continuazione. Ma mi piace molto il mio lavoro, e grazie a un ventaglio ampio di contatti, continuo a farlo.

Jacobien
Gerusalemme
Gennaio 2014

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