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La nostra Antonella, prolifica produttrice di interessantissimi articoli, torna tra noi per presentarci l’opera di Paola Oliva Bertelli, con un taglio tutto speciale, essendo Paola un’amica di famiglia. Un articolo ricco di riflessioni e spunti sull’espatrio passato, presente e futuro.

Praga Radio Clandestina
Paola Oliva Bertelli, Terre di Mezzo Editore

Diario finalista all’Archivio Diaristico Nazionale Premio Adn-Banca Toscana 2006

Prefazione di Nicola Tranfaglia*, ordinario di storia all’ Università La Sapienza.

radio pragaTra i libri premiatial Premio dei Diari a Pieve S. Stefano dell’edizione 2006, “Praga Radio Clandestina”, oltre ad essere la storia di una vita, racconta di un espatrio di altri tempie precisamente dal 1953 al 1960. Non sono tempi lontanissimi, si tratta di storia recente , nella quale le vicende dell’autrice si intrecciano con gli eventi importanti dell’ Italia e dell’Europa negli ultimi settant’anni.Paola Oliva Bertelli è stata anche direttrice del Museo del folklore a Roma, oggi Museo di Roma in Trastevere, e mi è venuto spontaneo collegare la sua storia con la mia visita recente al Museo Nazionale di Singapore. In questo museo la storiadel paese è raccontata attraverso due percorsi paralleli: uno che segue storie personali e l’altro che mostra gli eventi ufficiali. Le storie personali degli anonimi protagonistidi Singapore sono raccontate attraverso brani di diari, oggetti d’uso quotidiano, fotografie. Leggere il libro è come ripercorrere la storia – con la S maiuscola – dal punto di vista quotidiano e della vita privata di una protagonista e testimone attiva.

Oggi l’espatrio dall’Italia è molto diverso da quello che è stato in passato per molti italiani, per i quali l’emigrazione era la possibilità di sopravvivenza e magari di una vita migliore. Penso che oltre alla necessità economica e ai motivi di lavoro, quello che spinge le persone a lasciare il proprio paese d’origine sia la voglia di cambiaree di avere una vita diversa – non sempre migliore – ma diversa, ma soprattutto la possibilità di decidere qualcosa del proprio futuro. Paola Oliva Bertelli è una cara amica di famiglia e ritrovare una parte di vita dei miei genitori e alcune vicende che ricordo bene, mi ha molto emozionato.Nella storia di Paola l’espatrio, oltre ad essere una necessità economicae una scelta ideale, è anche il modo per lasciarsi alle spalle una vita familiare troppo rigida e stretta, andando incontro alle proprie passioni e ai propri ideali : “Praga voleva dire non soltanto aver trovato un lavoro per tutti e due, ma lavorare per accelerare il processo della democrazia nel nostro Paese e farlo diventare un pacifico e libero Paese socialista.”.

Penso inoltre che l’esperienza dell’espatrio faccia emergere la componente nomade, che credo sia nascosta profondamentedentro ogni essere umano e che una volta emersa faccia sentire straniero in ogni luogo e cittadino del mondo. “Figlia e nipote di ferrovieri avevo imparato presto l’amore per il viaggio. Viaggiare era per me un’ emozione.”. E anche se la citazione iniziale della poetessa russa Marina Svietaieva si conclude con “Ma so che solo nella prigionia di una culla sta la quieta – femminile – mia felicità”, le ultime parole del libro sono: “domani farò un’altra cosa, imparerò ancora altro e conoscerò altre persone”.

Stalin muore nel ’53 e la morsa della guerra fredda comincia ad allentarsi. Paola e suo marito, poco più che ventenni, partonoclandestinamente da Roma per andare a lavorare per la radio clandestina del PCI a Praga. L’esperienza di Praga avrà per Paola un’importanza fondamentale, perché le farà sperimemtare di personala differenza tra l’ideale con cui era partita e la realtà della vita nei paesi“socialisti”. Avrà la possibilità di confrontare il suo ideale con la natura dell’uomo, con il bene e il male: “la vita è fatta di bene e di male, nel male c’è sempre un po’ di bene e nel bene c’è sempre un po’ di male”. L’altro aspetto importante,che mi ha colpito dell’ espatrio di Paola è l’aggettivo “clandestino”. La parola clandestino così come la parola emigrante o più di recente extracomunitario,ci fanno atterrare improvvisamente in un terreno minatoche è quello dell’incertezza per il futuroe del pericolo di andare fuori dalle regole e di perdere la vita. Al giorno d’oggi viaggiare in Europa è molto più semplice e attraverso internet si mantengono facilmente i contatti e la comunicazione è più facile. Non si parla più di situazionidi disagio, dei permessi, dei visti, delle dogane e dei conflitti, anche se tutto ciò continua ad esistere in molte parti del mondo. Così come ogni giorno persone lasciano clandestinamente il proprio paese rischiando la vita per un futuro migliore. O il caso di paesi sotto embargo come l’Iran, i cui cittadini sono limitati all’estero nei visti e nei permessi di lavoro. Di sicuro il benessere diffuso nei paesi occidentali fa sentire distante il problema dei conflitti, della fame, dello sfruttamento e dell’ oppressione, e sicuramente l’informazione ufficialeattraverso i mass media non racconta esattamente le cose come stanno e offre una visione del mondo che solo chi ha la possibilitàdi vivere direttamente sul luogo può verificare. In questo senso l’esperienza di Paola è importante; perché nella sua storia si trovano temi importanti e attualissimi, come l’uso della comunicazione e della propaganda, il problema dei diritti umani, la volontà di fare qualcosa per un modo migliore, l’emigrazione, l’espatrio e non ultima la realtà delle persone che stanno dietro i grandi fatti storici.

Ho finito di leggere il libro nel viaggio di ritorno da Bologna a Labuan. Sull’aereo durante il decollo guardavo la città di Bologna ai piedi delle colline poi due ore dopole luci e i canali di Amsterdam. Mi è sembrato tuttoveloce e rapido e le città come cartoline illustrate. Vedere tutto dall’alto è un’emozione concentratae distante, non ci sono i dettagli e la lentezza del treno.

Nel 2006 Paola mi ha regalato un taccuino che ho usato per scrivere gli appunti di questo articolo.Così come lei ha scritto il suo diario in tanti pezzetti di carta, questo regalo mi sembra di buon auspicio per i miei progetti e le mie storie future. Paola oggi vive a Bologna, la voglia di viaggiare e di scoprire cose nuove non le è passata e così appena può fa la valigia e se ne va da qualche parte.

 

Antonella

Labuan, Malesia

16 ottobre 2008

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