Home > Famiglia e Bambini > Adolescenti > Che fine han fatto i nostri figliexpat: intervista a Yuko
yuko

Con questa rubrica Expatclic intende cercare quelli che erano bambini/e quando il sito è stato lanciato, e intervistarli per capire che scelte han fatto, dove vivono, come legano il loro passato mobile al loro presente.

 

Dopo l’intervista a Valentina, voliamo oggi a Città del Messico, dove Valentina ha intervistato Yuko. Potete guardare l’intervista sul nostro canale YouTube, o leggere la trascrizione che segue. In fondo alla trascrizione trovate un bel video di Yuko che canta con il suo gruppo Terror Culero 🙂

 

Nata a La Paz, Yuko ha vissuto in Bolivia, Cambogia, Perù, Haiti e Messico.

Attualmente vive a Città del Messico, dove lavora come musicista
e produttrice musicale.

Parla italiano, inglese, francese, e spagnolo.

Il suo momento più brutto in espatrio:

partire dalla Bolivia quando era adolescente (15 anni). E’ stato anche il momento più commovente, perchè tutti i compagni di scuola sono andati in aeroporto a salutarla. Tutti avevano preparato un regalino da aprire in aereo: cartine, disegni di quando avevano 6 anni, ricordi, foto… Yuko ha pianto per giorni e ha odiato intensamente i suoi genitori  – ma solo per un breve periodo 🙂

Il suo momento più bello in espatrio:

tornare a visitare i suoi amici della Bolivia, sentire che anche se erano lontani non cambiava l’amicizia che li univa. Questo è un sentimento che Yuko conserva tutt’oggi. Nel corso del tempo ha rincontrato tanti amici, una volta in Francia, dove anche loro avevano fatto il bac ed erano andati a studiare. Yuko è molto grata, ha stretto tante amicizie e la distanza le ha permesso di capire che l’amore non ha frontiere.

Yuko è figlia di espatriati, che hanno avuto la prima figlia in Mali. Lei è nata in Bolivia, dove ha vissuto i primi sette anni della sua vita. Si è poi trasferita in Cambogia, per quattro anni, ed è poi tornata “a casa”, a La Paz, dove suo padre ha avuto un lavoro, prima di spostarsi in Perù, dove Yuko ha vissuto l’adolescenza. Yuko ha continuato il suo viaggio da sola, con gli studi superiori in Francia.

Yuko racconta che per lei questo tipo di vita non ha costituito particolari difficoltà. Pur ammettendo che ricevere la notizia di partire, quando si è un po’ più grandicelli, è devastante, lei non ricorda di aver mai patito particolarmente gli spostamenti. Ammette che i suoi genitori sono stati bravissimi nell’accompagnarla, e non in ultimo nello spiegare a lei a e sua sorella che quella era la loro vita, che avrebbe funzionato sempre così.

Yuko sostiene che se è difficile affrontare la partenza, nel momento in cui si arriva nel nuovo paese, tutto si sistema in maniera molto spontanea e liscia. Si arriva in un luogo dove si è accolti da strutture sicure: la scuola, la casa, i compagni di classe.

Ricorda la partenza da La Paz per installarsi a Lima come la più dura che ha dovuto affrontare perchè era in piena adolescenza. Una volta di più però, la presenza empatica dei genitori e l’arrivare in una scuola in cui integrarsi, ha reso il passaggio abbastanza facile (unico punto nero il dover restare in hotel molto a lungo).

Cambiare è sempre una buona idea, viaggiare apre la mente, fa diventare più empatici e conoscere tantissime culture e cose diverse.

La prima esperienza fuori casa è stata a Parigi, dove Yuko ha studiato sociologia, sbocco naturale per lei, che voleva teorizzare tutto quello che aveva visto. Dopo la laurea ha però deciso di cambiare carriera, il suo sogno era sempre stata la musica, quindi ha dato una svolta completa. Cercava un posto assolutamente nuovo, che nessuno in famiglia conoscesse. Sentiva che era ora di fare il suo viaggio personale, e trovare un po’ le sue radici.

Yuko non si è mai sentita italiana. Quando le chiedono di dov’è, non sa esattamente cosa rispondere. A volte dice di essere boliviana, a volte peruviana, a volte italiana. Dai diciotto ai ventisei anni è stato un po’ complicato perchè ha attraversato la fase di ricerca delle proprie origini. E’ tornata in Bolivia, ha provato a starci per un periodo, poi ha viaggiato un po’, ha fatto del volontariato ad Haiti. Ha cercato a lungo e alla fine si è concentrata sul trovare un posto nuovo, dove si parlasse le spagnolo, per costruire qualcosa di suo. In Messico ha trovato la sua dimensione. Le piace tantissimo, non ha voglia di tornare in Europa.

Yuko consiglia ai genitori che vivono in espatrio di non dubitare e non temere per i propri figli e figlie perchè i bambini hanno un grandissimo potere di resilienza. Se le cose vanno bene in famiglia (requisito fondamentale), non c’è ragione di temere che i figli non si adattino. E’ importante non stare troppo addosso ai bambini e comunicar loro paure che non hanno senso di esistere. Importante empatizzare con la loro situazione e non mettere pressione.

Cambiare è sempre una buona idea, viaggiare apre la mente, fa diventare più empatici e conoscere tantissime culture e cose diverse.

 

Intervista raccolta a febbraio 2019
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