Home > Famiglia e Bambini > Bambini > Il futuro è dei nostri bambini bilingui

Ringraziamo di cuore Elena per l’inestimabile lavoro che ha fatto nel preparare questo articolo che sarà di grandissima utilità a chiunque viva l’avventura di crescere figli e figlie in un mondo plurilingue.

 

Uno dei risvolti positivi del nostro vagabondare per il globo è che i nostri figli parlano più di una lingua. Vederli comunicare in modo spontaneo e immediato in lingue diverse è una sorpresa ogni volta, e un regalo.

Un regalo reciproco che noi facciamo loro e che loro ci restituiscono moltiplicato.

In questo articolo, mi piacerebbe condividere con voi alcune idee riguardo le nostre famiglie e i nostri bambini plurilingue e alcune ragioni e modi per mantenere l’italiano, la lingua più bella del mondo perchè porta, per i nostri figli, il suono della nostra voce.

Accompagnerò l’articolo con alcune mappe mentali. Ho scelto di utilizzare questo mezzo per tre ragioni essenziali.

Le mappe mentali permettono di sintetizzare in modo estremamente efficace e preciso un tema. Costringono a trovare la parola giusta per ogni concetto.

Ogni mappa ha dello “spazio bianco” attorno. E’ lo spazio di chi legge: uno spazio per pensare, aggiungere, completare, partecipare e quindi arricchire e personalizzare la nostra riflessione.

Si adeguano perfettamente al mio personale modo di organizzare le conoscenze.

Spero conquisteranno anche voi!*

La famiglia multilingue

Nelle nostre famiglie si parlano almeno due lingue:

l’italiano e…                       la lingua di papà

(lingua della mamma expatclic)        e/o              la lingua del posto dove viviamo.

Ci sono poi moltissime situazioni che portano i nostri figli a entrare in contatto con altre lingue: la lingua della baby-sitter, quella di amici e compagni di scuola che vengono da altre nazioni, quella della cuoca, del vicino di casa e così via.

Il nostro compito è di offrire ai nostri bambini la possibilità di godere al meglio di questo ambiente linguistico ricchissimo.

Se noi siamo consapevoli di quello che accade (linguisticamente parlando) nella nostra famiglia, avremo maggiori possibilità di non lasciare la crescita linguistica dei nostri figli all’improvvisazione e sapremo gradualmente intervenire per aiutarli e sostenerli.

Vi suggerisco allora, innanzitutto, di scegliere una strategia linguistica familiare. Eccovi una breve descrizione delle più comuni, che ritroverete nella prima mappa:

  • OPOL – one parent, one language: ciascun genitore parla la propria lingua madre al figlio
  • mL@h – minority language at home: la lingua della famiglia è diversa e minoritaria rispetto a quella dell’ambiente in cui si vive; una lingua in casa, una lingua fuori
  • patterns – si sceglie di parlare una lingua in una situazione particolare. E lo si fa in modo costante. Ad esempio la lingua per il gioco, la lingua per il playgroup, la lingua per i nonni e cosi via.

Il principio essenziale che sta dietro queste strategie è che ciascun adulto è portatore di un patrimonio linguistico radicato nel proprio Paese di origine e parlando la propria lingua con il figlio potrà trasmettergli non solo l’aspetto linguistico, senza problemi di accento, ma anche quello di cultura che ogni lingua si porta dentro: il modo in cui parliamo loro, la scelta dei termini, a volte anche l’uso di espressioni dialettali, parlano del nostro mondo che abbiamo lasciato in Italia, che per noi è la nostra storia, la nostra vita, ma per i nostri figli è spesso solo un racconto che passa, appunto, attraverso la nostra lingua madre.

mind map1

Il bambino bi (+++) lingue

Certo non è sempre tutto facile. Il bambino bilingue (dico bilingue, ma intendo ogni bambino che parli più di una lingua) si trova in bilico su una bilancia: da un lato il suo bagaglio cognitivo e di esperienze si arricchisce enormemente, dall’altro incontra alcune difficoltà.

Gli studi più recenti dei linguisti sostengono che gli aspetti positivi controbilanciano efficacemente le difficoltà: il plurlinguismo è un valido aiuto che sostiene il bambino su fronti diversi dello sviluppo (personale, sociale, culturale e cognitivo).

mind map2

Le difficoltà che incontra possono essere di diverso tipo. Qui punterò l’attenzione esclusivamente su problemi di tipo linguistico, perchè credo siano quelli che più da vicino tocchino i nostri bambini e le nostre famiglie plurilingue. Miscugli di parole tratti dalle diverse lingue, errori grammaticali ed espressioni-ponte tra una lingua e l’altra sono all’ordine del giorno: Mamma, sto jumpando!, Chi ti piace giocare con? Posso avere un lolly? chissà quante potremmo elencarne!!!

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Perchè aiutare i nostri figli a mantenere l’italiano

Quali sono allora le ragioni che possono convincerci a fare (e a far fare ai nostri figli) queste fatiche? Ne ho raccolte alcune:

mind map4

E se ancora non vi ho convinte, eccovi una ragione in più.

Un linguista britannico, David Graddol, sostiene che il futuro è multilingue. In passato era sufficiente conoscere bene l’inglese per farsi spazio in un mondo sempre più globalizzato. Oggi, l’inglese non basta più, soprattutto agli Inglesi stessi. Infatti la lingua inglese non perderà la propria rilevanza nel mondo economico e sociale, ma lo faranno gli Inglesi, proprio perchè parlano una sola lingua. Nel suo studio intitolato “English next” (che potete trovare qui), Graddol sostiene

“… that monoglot English graduates face a bleak economic future as qualified multilingual youngsters from other countries are proving to have a competitive advantage over their British counterparts in global companies and organisations. Alongside that, many countries are introducing English into the primary curriculum but – to say the least – British schoolchildren and students do not appear to be gaining greater encouragement to achieve fluency in other languages.”

(… che davanti ai laureati monoglotti inglesi si stende un futuro inclemente mentre dei giovani multilingua qualificati da altri paesi dimostrano di avere un vantaggio competitivo sulle loro controparti britanniche nelle compagnie e organizzazioni globali. Oltre a ciò, molti paesi stanno introducendo l’inglese nel curriculum della scuola elementare ma, a dir poco, gli alunni e studenti britannici non sembrano venir molto incoraggiati nel raggiungere un livello fluente in altre lingue” – la traduzione è mia).

I paesi di lingua inglese hanno favorito enormemente la diffusione del multilinguismo (se non sai l’inglese, dove vai?) ma non hanno saputo assimilare il plurilinguismo che questo ha generato.

“I think one often overlooked but potentially huge impact on the world is the way that the spread of English is gradually converting all those largely monolingual countries (especially in Europe) into bilingual and multilingual ones. English is spreading from the north of Europe to the south, leaving Ireland and the UK as the least multilingual of all the countries in the European Union. I enjoy the irony that English — so long thought of as the language of monolingual culture — is now helping re-establish multilingualism as a societal norm.”

(“Penso che uno degli impatti non considerati ma potenzialmente enorme sul modo sia il modo in cui la diffusione dell’inglese sta gradualmente convertendo tutti quei paesi ampiamente monolinguistici (specialmente in Europa) in paesi biliguistici o multilinguistici. L’inglese si sta diffondendo dal nord Europa al sud, lasciando l’Irlanda e il Regno Unito come il più piccolo paese monolingua di tutti i paesi dell’Unione Europea. Mi piace l’ironia del fatto che l’inglese, considerato a lungo la lingua della cultura monolinguistica, adesso contribuisca a ristabilire una norma societaria multilinguistica” – la traduzione è mia).

Noi, e i nostri figli, partiamo da una posizione privilegiata, per scelta o… per caso.

Non sprechiamola!

Come aiutare i nostri figli a mantenere l’italiano

A questo punto tocca a noi lasciare a briglie sciolte la nostra fantasia e accompagnare i nostri bambini in questo entusiasmante percorso.

Nella mappa ho raccolto una serie di attività e atteggiamenti che ritengo aiutino i bambini a mantenere la lingua minoritaria.

Siamo noi le radici che sostengono la lingua materna: sforziamoci di parlare sempre in italiano con i bambini e di farlo in modo corretto, di raccontare loro i nostri ricordi e giochi di infanzia, i nostri viaggi, i luoghi e le persone che abbiamo incontrato. Dalle nostre radici spunteranno numerose gemme, molte più di quelle che potrete trovare su questo albero.

mind map5

Ricordiamoci anche di correggere i nostri bambini se parlano in modo scorretto, ma di farlo con tatto, senza mai umiliarli o deriderli. A volte è più efficace ripetere la frase in modo corretto che sottolineare l’errore.

mappa equipe logo

Vi lascio con alcuni trucchi speciali messi in atto dalle mamme dell’equipe. Solo per dire che tutto quello di cui abbiamo parlato fino qui, può trovare spazio nelle nostre vite intense, dove spesso il tempo è tiranno.

E aspetto i vostri trucchi, per arricchire il mio albero (e i miei bimbi bilingue!!!).

*Le mappe che ho utilizzato in questo articolo si definiscono mappe mentali (mind maps, l’inventore è Tony Buzan). Le ho incontrate nel corso del mio lavoro di insegnante e ho deciso di approfondirne la conoscenza e l’utilizzo. Per la loro realizzazione, ho chiesto la consulenza ad un’esperta mind mapper, Roberta Buzzacchino, che ringrazio per la disponibilità e la professionalità. Roberta ha un blog che vi invito a visitare: è una miniera di spunti interessantissimi: http://mappementaliblog.blogspot.com/

 

Elena
Melbourne
Novembre 2010

Già che sei qui ...

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