Home > Asia > Indonesia > Rimborso biglietto aereo – una finestra su Jakarta
rimborso biglietto aereo

Prima che i ricordi della sua ex città d’accoglienza sbiadiscano, Claudiaexpat apre la sua finestra su Jakarta e ci racconta di quella volta che ha chiesto il rimborso per un biglietto aereo.

 

Quest’anno eravamo in tante a lasciare Jakarta, e a un’amica è venuta l’idea di organizzare una gita di un paio di giorni a Bali, per salutarci con classe.

Naturalmente ho subito detto sì, perché poche cose al mondo mi gasano quanto un sano incontro tra donne, meglio ancora se al mare e in qualche bel ristorantino.

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Purtroppo, però, quando si è avvicinato il momento mi è successa una cosa che mi ha spinto a dover rinunciare. Ho pensato che valeva la pena tentare di farsi rimborsare almeno i biglietti aerei, e dopo aver chiamato la Garuda Airlines, che mi ha confermato che quella tariffa mi dava diritto al rimborso, sono andata all’agenzia che aveva emesso i biglietti e che avrebbe avviato la pratica.

Ci ho messo del bello e del buono a far capire alle zelanti signorine che anche se il mio biglietto era stato acquistato insieme ad altri sette, io ero l’unica (sigh) del gruppo che doveva rinunciare al viaggio. Loro, le signorine, ci han messo del bello e del buono per far capire a me che dato che i biglietti erano stati acquistati online attraverso eDreams, e loro si erano limitati a stamparli per il gruppo, non potevano rimborsarli senza prima ottenere l’autorizzazione alla fonte.

A me non importava aspettare, e alla fine di un’ora e mezza di sudate, nonostante l’aria condizionata a livelli glaciali come sempre, per via del fatto che il loro inglese e il mio bahasa facevano a gara per la palma d’oro del peggior parlato, ci siamo amichevolmente salutate.

Due giorni dopo la mia amica che si era incaricata di organizzare il tutto mi racconta che ha tentato di fare il check-in online ma qualcosa non ha funzionato, ed è quindi andata all’agenzia, solo per rendersi conto che il mio biglietto è stato sì cancellato….ma han cancellato anche gli altri sette!!!

Per fortuna la faccenda viene risolta al volo, con la riemissione, check-in incluso, dei sette biglietti svaniti.

Il giorno dopo mi arriva un messaggio dell’agenzia che mi dice che il rimborso è pronto, ma che per poterlo ritirare devo fornire i documenti d’identità di tutte le partecipanti del viaggio. Spero di aver tradotto male e chiedo conferma che li abbiano bisogno tutti, e mi rispondono che sì, ho capito bene, li vogliono tutti.

A quel punto non ho la forza di addentrarmi nelle ragioni di una tale bizzarra richiesta, e chiedo alle mie amiche, intente a chiudere le valigie, di mandarmi in fretta e furia le fotocopie dei loro passaporti.

rimborso biglietto aereoIl mattino dopo, forte del fatto che loro sono partite e nulla può più fermare l’allegra gita, mi avvio all’agenzia con un dossier degno dell’FBI. Mi siedo e tendo speranzosa il fascicolo all’incaricata. A quel punto parte un via vai di signorine che si assembrano intorno al computer dell’addetta al rimborso, e ci immergono lo sguardo come se dovessero risolvere l’enigma della sfinge. I proverbiali sorrisi indonesiani lasciano via via il posto a espressioni pericolosamente corrugate.

Ad un certo punto chiedo se c’è qualche problema e mi viene fornita seduta stante la lista stampata di tutti i nomi delle partecipanti alla gita, alcuni di questi spuntati con un evidenziatore. Il terrore si fa strada nel mio cervello, mentre chiedo, o tento di chiedere, perché mi stanno mostrando quella lista invece dei soldi del rimborso. Mi guardano come se fossi una marziana e mi dicono che stanno naturalmente preparando il rimborso per tutti i passeggeri, ovvio, no???

A quel punto sento di non avere più risorse. Con un filo di voce sussurro “only for me”, maledicendomi perché in quattro anni la parola “solo” in Bahasa non l’ho proprio imparata. Evidentemente qualcuno nota il mio pallore perché viene prodotto all’immediato un ragazzo (probabilmente un robot con sembianze umane), che parla un discreto inglese e a cui posso spiegare, per l’ennesimissima volta, che il biglietto da rimborsare è solo e soltanto il mio, dato che l’allegra comitiva, al contrario di me, in quel momento si trova sul lettino da spiaggia al sole.

A quel punto un’ondata di sollievo passa lieve sull’agenzia, e dopo qualche istante vedo un’altra addetta venire verso di me con dei soldi in mano. Non ho controllato la cifra né niente. Me ne sarei andata anche con un quarto di dollaro. E invece sapete cosa? Avevano sbagliato anche a darmi i soldi!!! Sì, me ne hanno dati di più!!! Ma dato che non erano troppi di più, me li sono tenuti, e non ho remore a dichiararlo pubblicamente: non ce l’avrai fatta ad avviare la trafila del rimborso dell’esubero del rimborso!!!

 

Claudia Landini (Claudiaexpat)
Giugno 2018
Foto ©Claudiaexpat

Questo articolo è parte di un progetto che chiamiamo “Una finestra su…”. Scriviamo articoli brevi su un aspetto molto specifico del nostro paese d’accoglienza. Come se aprissimo la finestra di casa nostra e vi raccontassimo quello che vediamo. Saremmo felicissime di pubblicare anche quello che vedete voi. Scriveteci!

 

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