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Ho fatto proprio di recente, in occasione del lancio della piattaforma Expatwomen at Work, una lunga chiacchierata con Silvia, una donna italiana arrivata poco più di un anno fa in Australia, che ho avuto la fortuna di incontrare e conoscere. Vi racconto volentieri la sua esperienza di giovane laureata con una grande voglia di mettere le mani in pasta e maturare quell’esperienza e consapevolezza che si possono costruire solo in un ambiente di lavoro sano e costruttivo. Potrà essere di ispirazione ad altre donne che stanno costruendo il loro futuro professionale.

Elenaex

 

La formazione e i primi passi nel mondo del lavoro in Italia.

Dopo la laurea in Scienze della Formazione, Silvia ha deciso di proseguire gli studi con una laurea specialistica sempre in ambito educativo ma con un’attenzione particolare alla coopoerazione internazionale e ai temi della migrazione. Nel frattempo, si è sempre data da fare come volontaria in diversi ambienti: associazioni giovanili, eventi per ragazzi, disabili. Durante gli studi ha anche potuto trascorrere alcuni periodi all’estero sia all’interno del percorso educativo (progetto Leonardo in Irlanda) sia seguendo e ampliando le sue esperienze di volontariato, in Kossovo e in India. Finiti gli studi, è incominciata la ricerca di un lavoro che potesse tenere conto dei suoi studi e dei suoi interessi: praticamente una “mission impossible” in un’Italia che già arrancava dal punto di vista politico ed economico.

Per iniziare allora, Silvia decide di accettare un lavoro in una cooperativa che si occupa di formazione, in particolare rivolta agli adolescenti. Anche se non è esattamente quello che sta cercando, rappresenta comunque un’opportunità per lanciarsi nel mondo del lavoro. Fin dall’inizio si scontra con le difficoltà di costruirsi, senza troppo supporto, una professionalità e di dover accettare orari di lavoro difficili e poco strutturati. Anche dal punto di vista economico, il riconoscimento non è di certo adeguato.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAIn questo periodo della sua vita, incontra quello che ora è suo marito, Greg, con il quale condivide una passione per le culture diverse e per un pizzico di avventura. Greg è nato e cresciuto in Italia da padre italiano e madre australiana, quindi si apre per loro una possibilità interessante: trasferirsi in Australia.

La decisione non è facile, ma entrambi si rendono conto di non essere soddisfatti dei loro rispettivi lavori, e nonostante sia un salto nel buio, decidono di partire.

Dall’altra parte del mondo…

All’arrivo in Australia, Greg (bilingue e cittadino australiano) trova lavoro in poche settimane e per Silvia si apre un capitolo un po’ difficile. Il perfezionamento della lingua, la necessità di tessere nuovi rapporti sociali, lo scontro con una cultura diversa e, non da ultimo, la ricerca di un lavoro.

Grazie ad un corso di inglese per professionisti cui Silvia ha potuto partecipare, entra in contatto con alcune associazioni internazionali e con tutte le forze riesce ad organizzarsi (anche senza il supporto della scuola) un tirocinio alla Red Cross: due settimane intense e faticose, soprattutto dal punto di vista emotivo, con gli asylum seekers. L’esperienza la entusiasma tanto che le idee sulla ricerca del lavoro le si chiariscono e si rende anche conto di avere ora gli strumenti necessari per potersi proporre in questo ruolo. Riesce anche a procurarsi un colloquio per un lavoro alla Red Cross per il quale però si rende conto di non essere ancora pronta. Un duro colpo in un momento in cui le speranze di aver trovato quello che stava cercando si erano accese.

Nel frattempo, incomincia a inviare curriculum alle associazioni che si occupano di accoglienza degli immigrati e inizia a insegnare inglese come volontaria ai nuovi immigrati. Questa parentesi, le permette di entrare in contatto con numerosissimi giovani come lei che arrivano dai posti più impensati e comincia a costruirsi così una rete di conoscenze e amicizie che la sosterranno nel suo percorso.

Poi viene il colloquio decisivo, grazie anche a un pizzico di fortuna: un’amica della famiglia di Greg che ha in questo periodo dato loro una mano ad ambientarsi, le suggerisce di inviare il curriculum ad una organizzazione che si occupa di immigrati. In pochi giorni Silvia è invitata per un colloquio e le viene offerta la posizione che desiderava, il lavoro per cui si sentiva pronta, “il lavoro che sognavo da una vita” nelle sue parole.

A circa un anno da quel primo contratto, Silvia ha guadagnato una promozione come Team Leader: una gratificazione davvero importante nel suo percorso personale e professionale, nella sua conquista di indipendenza, nel suo crescere come persona e come professionista.

Espatrio e scelte professionali

Dopo questa lunga chiacchierata, davanti a una tisana e un biscotto al cioccolato, abbiamo fatto insieme alcune riflessioni che vorremmo passare a chiunque si trovi a un bivio e decida di lasciare il noto per l’ignoto. Lasciare il proprio paese e le proprie sicurezze espone all’inizio alla solitudine. Ma la determinazione, un progetto in mente (e un partner che ti supporta) sono fondamentali e possono fare la differenza. Inoltre è importante impegnarsi per imparare bene la lingua del posto dove ci si trasferisce e per construirsi un network di amici e persone che possano darci una mano dal punto di vista lavorativo, ma anche semplicemente affettivo. Questo è quello che possiamo fare noi, in prima persona. Poi viene tutto quello che invece troviamo nel paese che abbiamo scelto.

L’Australia ha il grosso vantaggio di essere una terra giovane e relativamente ricca, che non ha sofferto in modo drastico della crisi economica mondiale, che permette ai giovani di giocare le proprie carte, di proporsi e reinventarsi. Il rapporto fra il lavoratore e il datore di lavoro è alla pari: chi ti intervista per il colloqio ti dà spazio, ascolta e apprezza quello che hai da offrire anche se, come nel caso della Red Cross per Silvia, non sei il suo candidato ideale.

Silvia ha messo in gioco tutte le sue competenze e il suo sforzo ha trovato, dall’altra parte, riconoscimento, apprezzamento e gratificazione. Sono sicura che questo è solo l’inizio di un percorso che la porterà, un giorno, altrove, ma che ha segnato un momento importante e significativo.

In bocca al lupo per tutto, Silvia, e tienici aggiornate sul tuo futuro!!!

Trovate il profilo di Silvia nella nostra piattaforma Expatwomen at Work.

Potete contattarla tramite la piattaforma per avere suggerimenti o semplicemente per conoscere meglio la sua epserienza.

Se desiderate far conoscere la vostra storia di successo professionale in espatrio, o inserire il vostro profilo professionale nella piattaforma contattateci a expatwomentatwork@expatclic.com.

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Elenaex
Melbourne
Ottobre 2013

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