Home > Famiglia e Bambini > Gravidanza > Le difficoltà di una procreazione assistita per la coppia in espatrio
gravidanza

Anne, alias Poxyex, ci racconta il suo percorso lungo e difficile per coronare il suo desiderio di maternità. E’ una testimonianza che risale a qualche anno fa, ma sempre attuale.  Oggi Anne è la mamma felice di tre bambini.

Avere delle difficoltà a concepire un bambino quando si vive all’estero può rivelarsi un problema.
Lo scopo di questo articolo non è tanto raccontarvi la mia esperienza in questo campo, ma piuttosto spiegarvi quali siano gli errori da non fare, i vantaggi (ce ne sono) e gli inconvenienti di una PMA (procreazione medicalmente assistita) al di fuori del vostro paese.

L’assistenza sanitaria: siete sicuri di essere rimborsati in caso di problemi di fertilità ?
Quando si parte in espatrio spesso si verifica di essere ben coperti a livello sanitario o di rimpatrio in caso di grossi problemi, ma ci si dimentica facilmente di coprire la totalità dei casi previsti dall’assicurazione aziendale.
Nel nostro caso mio marito lavora per un’azienda inglese. In Gran Bretagna i trattamenti relativi alla procreazione medicalmente assistita sono a carico dei pazienti i quali spesso hanno delle assicurazioni private che coprono una parte o la totalità delle spese.
E’ una cosa sulla quale non avevo mai riflettuto, visto che in Francia è rimborsata al 100% dall’assistenza pubblica.
E così con stupore abbiamo scoperto che l’assicurazione sottoscritta per noi dall’azienda non copriva le spese legate ai trattamenti inerenti ai problemi di fertilità.
Oggi dopo il nostro primo tentativo di FIV (senza parlare dei diversi trattamenti ormonali e degli esami effettuati tra gennaio 2003 e febbraio 2004) stiamo ancora cercando un accordo con i responsabili delle risorse umane della nostra azienda. Cosa non semplice, visto che si basano sulle procedure adottate in Gran Bretagna, ma noi chiediamo l’applicazione della clausola del libretto di espatrio che dice che non possiamo perdere i vantaggi dati dall’assistenza sanitaria del nostro paese di origine…

Prima considerazione : quando decidete di partire in espatrio o di emigrare in un altro paese (penso a posti come USA e Canada dove la PMA è coperta solo dalle grosse e costose assicurazioni o provoca un indebitamento fortissimo; che l’azienda sia francese o no, guardate attentamente il quadro salute, immaginatevi ogni tipo di scenario possible, guardate bene cosa verrà rimborsato dall’assicurazione, dalla vostra società e cosa vi resterà da pagare. Non si è mai abbastanza lungimiranti.

LaboratorioIl vostro paese di accoglienza : un vantaggio o un inconveniente ?
Il paese in cui andrete a vivere può essere un problema di per sè così come puo rivelarsi essere un vantaggio.
In Repubblica Dominicana è possible realizzare una inseminazione artificiale a Santo Domingo, la capitale, se avete bisogno di cure più specifiche e più pesanti come la fecondazione in vitro, dovete andare a Miami, il che implica delle spese supplementarie in termini di sistemazione (con un’ecografia ogni 2/3 giorni è impossibile viaggiare) senza parlare del costo del trattamento in sè: 10.000 USD come minimo (tutto dipende dalla tecnica utilizzata e dalla quantità di ormoni che vi sarà iniettata, etc…).
D’altro canto però un bilancio completo della coppia è stato realizzato rapidissimamente, mentre in Francia la maggior parte dei ginecologi aspettano almeno 1 o 2 anni dall’inizio dei primi tentaivi di concepire prima di mettere in moto qualsiasi trattamento.
E generalmente incomincerete dalla curva della temperatura… quindi ancora 6 mesi buttati via.
A Santiago abbiamo spiegato il nostro caso, un anno e mezzo di infruttuosi tentativi, e abbiamo incominciato gli esami (bilancio ormonale, spermogramma etc…). Avevo comunque ascoltato la mia ginecologa in Francia che vedevo ogni 6 mesi, oggi lo rimpiango, perchè nel nostro caso si tratta di un problema di ipofertilità maschile, cosa di cui non mi aveva mai parlato… (40% dei casi di scarsa fertilità derivano da un fattore maschile , 40% femminile, 20% misto).
E per l’uomo c’è un solo esame da fare, lo spermogramma, e se si rivela essere mediocre o per nulla buono, evita di continuare con esami che sono comunque pesanti e non facili per la donna. Almeno in Repubblica Dominicana la diagnosi è stata fatta e ci ha permesso di passare ad una fase successsiva.
Spesso nei paesi in via di sviluppo è difficile trovare un centro specializzato in PMA.
Noi abbiamo commesso un errore: ascoltare gli espatriati al nostro arrivo in Indonesia. Sovente danno dei buoni consigli ma in quel caso avendo paura degli ospedali locali vanno principalmente a Singapore. Abbiamo quindi fatto la stessa cosa. Il trattamento per una Fiv ICSI è costato 5.000 USD, certo, la metà che negli Stati Uniti, ma aggiungendo l’hotel, il volo e tutto, il conto è stato salato.

Inoltre se scegliete di fare questo tipo di trattamento in un altro paese, vostro marito non potrà facilmente assentarsi, quindi dovrete trovare qualcuno che possa accompagnarvi per i primi quindici giorni (in seguito vostro marito dovrà venire per il prelievo), si rischia infatti di essere molto affaticati all’inizio del trattamento. Non è stato il mio caso, sono stata in super forma per 15 giorni, il seguito poi è un’altra storia.

Di ritorno a Surabaya e visto il fallimento di questo primo tentativo, abbiamo incominciato a cercare da soli un andrologo, almeno nella speranza di trovare una soluzione al nostro problema. E’ così che siamo per caso capitati su un centro di FIV che pratica l’ICSI. Questa tecnica esiste solo dal 1995 e non tutti i centri la praticano ancora poichè richiede molte capacità tecniche.
In questo caso è il biologo che sceglie quali spermatozoi iniettare nell’ovulo, dura responsabilità, ma anche la sola speranza per molte coppie per le quail la FIV tradizionale non funziona, a causa di spermatozoi molto poco “coraggiosi”.
Costo della FIV qui : 1.500 € !!!! E viviamo in loco!!

Quindi un altro consiglio: non ascoltate esclusivamente gli espatriati. Alcuni vivono sì da anni in un paese, ma non avendo bisogno di un tipo di servizio, non sanno che questo esiste e non sono portati a dar fiducia a questo tipo di strutture sconosciute ai loro occhi.

Fatevi le vostre idee da soli. Avendo l’esperienza di una FIV a Singapore ho constatato da sola che il laboratorio in cui andavamo a fare questo nuovo tentativo applicava in tutto e per tutto le stesse procedure.
Anche parlare la lingua del paese è molto importante. Alla fin fine un primo tentativo a Singapore mi ha permesso di fare tutte le domande possibili (sono particolarmante ansiosa, e non sarebbe stato lo stesso qui a Surabaya, visto il mio livello di bahasa.

OspedaleComunque non tutti i problemi di concepimento portano automaticamente ad una PMA, per certe persone il percorso è sì lungo ma passa attraverso cure diverse, come la regolarizzazione dell’ovulazione; è quindi attraverso dei trattamenti chimici che l’attesa fecondazione avverrà (spesso dei trattamenti a base di molecule di clomifene per l’ovulazione o attraverso l’amministrazione di progesterone se è la seconda fase a causare problemi). Le cause di ipofertilità nella donna sono numerose e fortunatamente alcune sono facilmente curabili.
Per quanto riguarda i problemi maschili nella maggior parte dei casi, nonostante i trattamenti ormonali, i cambiamenti nel regime alimentare, l’ablazione del varicocele (varice a livello dei testicoli), la PMA è quasi scontata, anche se la partner non presenta problemi.
Ci sono meno ricerche nel campo dell’ipofertilità maschile, e dopo l’arrivo della FIV ICSI, che dà buoni risultati, i medici vi si orientano rapidamente.

La procreazione può essere medicalmente assistita in due modi :

Favorendo la procreazione naturale in vivo, quand’è possible: 
* La tecnica più semplice è l’inseminazione artificiale che si accontenta di avvicinare gli spermatozoi alle tube.
* La più utilizzata delle tecniche di inseminazione è l’inseminazione intra uterina che porta il più vicino possible alle tube all’incira 500.000 spermatozoi, cioè un numero mille volte più grande che con la fecondazione naturale, e questo proprio al momento dell’ovulazione.

Rimpiazzando la fecondazione naturale con una fecondazione artificiale al di fuori della via genitale: è la fecondazione in vitro (FIV) 
* La FIV classica è una semplice messa in contatto degli spermatozoi e degli ovuli. E’ poi lo spermatozoo a dover penetrare nell’ovulo. L’embrione o gli embrioni così ottenuti sono trasferiti nell’utero o congelati.
* La FIV con micro iniezioni (ICSI/ Intra Cytoplasmic Sperm Injection = ICSI) consiste nell’introdurre artificialmente uno speramatozoo nell’ovulo, quando la penetrazione spontanea è impossibile. Questa tecnica utilizza un solo spermatozoo che è introdotto nell’ovulo con una micro pipetta. L’embrione ottenuto è trasferito nell’utero o congelato.
(Fonte Ospedale Cochin, Parigi)

In Francia la maggior parte dei centri reimpianta due embrioni alla volta, a Singapore e in Italia 3, mentre in Belgio la legislazione limita a 1. Tutto dipende dalla regolamentazione nei diversi paesi.

Qualche sito da consultare :

Sito dell’ospedale Cochin:
http://www.aphp.fr/hopital/cochin/
E’ uno dei più completi e spiega il percorso di una coppia con problemi di fertilità, le diverse tecniche e come si svolge la procreazione medicalmente assistita.

In Francia c’è una riunione di informazione obbligatoria. C’è anche una pagina dedicata ai francesi residenti all’estero o agli stranieri che desiderano seguire una PMA in Francia (tempi e costi).
La passerelle :
http://la–passerelle.pagesperso-orange.fr/
Questo sito raccoglie le testimonianze e i percorsi di coppie confrontate a problemi di concepimento. Con molte informazioni disponibili.

Doctissimo, dossier sulla infertilità
http://www.doctissimo.fr
Un dossier molto completo che spiega tutti gli esami da fare per uomo e donna, delle tabelle che permettono di meglio capire e di interpretare i risultati delle analisi ormonali, dello spermogramma e altri risultati di esami (anche se solo la lettura di un medico può dare la giusta interpretazione), le possibili cause, le ricerche e le cure attuali oltre alla PMA stessa.

FIVNAT
http://perso.wanadoo.fr/fivnat.fr/ : l’associazione FIVNAT gestisce le statistiche dell’assistenza medica alla procreazione in Francia. E’ molto tecnico ma le tematiche affrontate permettono di rassicurare (ad esempio : un bambino concepito con una Fiv ISCI e un bambino concepito naturalmente sono la stessa cosa? I bambini concepiti con una PMA sono più fragili? etc…), di conoscere ogni fase chiave della FIV (su 100 giovani donne quale precentuale supererà la fase della stimolazione, etc…).

Spero che per voi la via del concepimento sia più semplice (così è nella maggior parte dei casi), ma se non fosse il caso non esitate a contattarmi, sapendo che le mie conoscenze sono principalmente sulla ipofertilità maschile, i trattamenti possibili e la FIV ISCI.

In italiano
http://www.iss.it/
E’ il sito dell’Istituto Superiore di Sanità. Sono elencati i centri in Italia che applicano le tecniche di procreazione divisi per regioni. Si possono leggere articoli sull’infertilità e vengono spiegate le principali tecniche.

Anne (Poxy)
Giugno 2004

Segue la testimonianza di Anne, che ringraziamo di cuore. Difficile testimoniare su un tema così delicato e personale…

Vi risparmio la storia della nostra ipofertilità… solo qualche data poi mi consacrerò all’aspetto psicologico della cosa.

Tentativi per avere un bebè dall’agosto 2001:
Gennaio 2003: analisi della coppia, scoperta di oligoastenotetraspermie per mio marito (pochi spermatozoi, non mobili e non maturi)
Febbraio 2003: operazione di varicocele (che poteva esserne la causa).
Aprile 2003/agosto 200 : mio marito subisce diversi trattamenti (vitamine, ormoni) gli esami si succedono con dei miglioramenti praticamente inesistenti. Decisione: una FIV ICSI a Miami dato che in Repubblica Dominicana non ci sono laboratori specializzati in questa tecnica.
Settembre 2003: mutazione professionale e di conseguenza cambiamento di paese. I nostri progetti sono ritardati ma prendiamo contatto con un centro di PMA a Singapore che è a due ore di volo da Surabaya.
Ottobre 2003: ultime analisi complementari e viene fissata la data per un primo tentativo di FIV
9 dicembre 2003: incomincio la stimolazione ovarica. Mia suocera è venuta dalla Francia in modo che io non sia sola a Singapore, mio marito non può assentarsi. Ci raggiungerà il 22 dicembre, il giorno della ponzione, per fare il suo dono (poetico, no?). 40 ovuli, 8 fecondi, di cui alcuni fragili e non ben sviluppati, 3 vengono impiantati. Il 31 dicembre siamo informati che i restanti 5 non hanno potuto essere congelati, hanno smesso di svilupparsi allo stadio 5 cellule, in quel momento avremmo dovuto capire che le nostre possibilità di riuscita erano molto deboli, ma abbiamo continuato a sperare che dei 3 impiantati ben al caldo almeno uno potesse continuare a svilupparsi.
9 gennaio 2004 : esame del sangue negativo. Da un lato sono abbastanza contenta di vivere questo problema di concepimento lontano dale nostre famiglie e dai nostri amici. Abbiamo tenuto nascosta la situazione fino al febbraio 2003, semplicemente perchè prima di fare tutte le analisi non avevamo nessun interesse a spiegare che “sì, cercavamo di avere un bambino, ma non funzionava”. Una volta identificato il problema è più semplice ed evita le chiacchiere inutili. C’è sempre qualcuno pronto a fare delle riflessioni stupide, ma adesso sono abbastanza ferrata sull’argomento per ribattere ai vari “non siete capaci!!” “ abbiate fiducia” e il classico “è una questione psicologica”.

Essere lontani mi ha anche aiutata a meglio gestire i problemi di gelosia. Quando mia suocera mi ha detto nel novembre 2002 che la nuova compagna del fratello di mio marito era incinta di due mesi, ed erano solo 4 mesi che uscivano insieme, ho pianto e ho urlato per la rabbia di fronte al mio computer. Non sono fiera di questo modo di reagire ma è così, è quello che ho provato, un grande dolore e il “perchè loro e non noi“. Quella ragazza non l’avevo ancora conosciuta, quando lui era venuto a trovarci non era ancora nella sua vita, l’avremmo incontrata per la prima volta a dicembre, ed eccola già incinta. Al nostro ritorno a dicembre la gravidanza non si notava ancora, ma visto che la famiglia era all’oscuro dei nostri problemi non siamo scampati ai “e voi allora, quando?”(soprattutto in Italia nella famiglia di mio marito). Ho sorriso e tirato fuori la mia solita frase “il mio gatto mi basta!”

NascitaL’annuncio di ogni nuova gravidanza nel nostro cerchio di amici non era vissuto in modo così forte, ma sempre con una stretta al cuore, le lacrime ogni volta che sentivo “per noi tutto a posto in tre mesi aspettavamo un bambino”; bene…. che fortuna… ma un po’ di pietà per gli altri ….
La nascita di mia nipote, meglio non parlarne, eravamo in Repubblica Dominicana, mio marito ha avuto dei problemi di salute per cui è stato necessario un ricovero, ma tutte le notizie che ricevevamo erano sull’arrivo di Isabella, che si faceva attendere.
In quel momento ho avuto l’impressione che avendo scelto di vivere lontano dalla famiglia non esistessimo più, lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Alla fine ne ho parlato con mia suocera, era molto stupita, non immaginava che stessimo sopportando quello che ci stava capitando, trovava che gestissimo benissimo la situazione … forse l’effetto della distanza, non si era accorta del mio sconforto e trovava anzi che l’arrivo di Isabella mi desse coraggio. Questo “scambio” via mail è rimasto tra noi, così a settembre di passaggio in Francia prima di partire per l’Indonesia, mi sono scontrata con gli stessi problemi.

Non facile dire in faccia alla propria futura cognata che la sua bambina è estremamente carina, ma l’idea di averla in braccio … beh no, non è possibile, allora ho preso in braccio mia nipote e ho cacciato via le lacrime, non del tutto però, poi è mio marito che sopporta tutto.
Lo sa che sono così, accumulo accumulo piuttosto che dire “no” o spiegare agli altri e poi mi sfogo con lui, alla fine si sente colpevole.
Effettivamente lui vive questa nostra situazione da buon ingegnere: c’è un problema, si trova la causa, si agisce. Non dico che la cosa non lo tocchi, ma reagisce in modo più razionale e meno emotivo. In quel periodo mi faceva l’effetto di un mostro egoista e senza cuore.
C’è forse del vero, sono forse dei sentimenti normali.
Da parte della mia famiglia c’era piuttosto la politica del “non ne parliamo”.
E ho capito che non era un atteggiamento dettato dal disinteresse, ma piuttsto dal fatto che era difficile per tutti affrontare l’argomento.

All’inizio non volevo avvertire le nostre famiglie del nostro primo tentativo di FIV, ma viste le circostanze ho dovuto farlo, e francamente ringrazio di avere la suocera che ho. E’ salita sul primo aereo quando è stato necessario, mi ha fatto delle iniezioni due volte al giorno per quindici giorni e mi ha dato il coraggio di cui avevo bisogno durante le cure. Senza il suo aiuto non so se avremmo potuto fare un tentativo così presto, avremmo forse dovuto aspettare le vacanze di mio marito.
Il vantaggio di aver fatto tutto ciò all’estero sta nell’averlo fatto a pagamento, quindi nell’essere trattati come dei clienti!
Il personale medico spiega bene, risponde alle domande e alle ansie, mentre per la mia amica che ha fatto due tentativi in Francia (il secondo andato in porto) il registro era un altro, molta attesa, personale spesso di corsa perchè poco numeroso, etc…
Al momento del risultato i miei suoceri erano già rientrati in Francia e fortunatamente la loro presenza mi avrebbe obbligata a interiorizzare il mio dolore e a darmi una scossa, invece sono crollata. E credo che fosse anche un fattore ormonale, visto il risultato negativo ho dovuto interrompere il progesterone, e ovviamente si è sentito a livello psicologico.

La sindrome premestruale!
La settimana o i giorni prima delle mestruazioni in cui il morale è altalenante, in cui ci si sente tese, nervose, … sono gli ormoni che cambiano… durante e dopo una fiv è un po’ così alla potenza, e non esagero!Aggiungi poi il sentimento di sconfitta ed ecco il risultato finale. E anche quando il risultato è positivo ci sono alti e bassi dovuti appunto a tutto quello che ci è stato iniettato.
Ho passato una settimana a trascinarmi come uno zombie, fortunatamente il 9 era un venerdì e ho avuto quindi il fine settimana con mio marito, ma la settimana successiva mi è parsa interminabile.
Sono stata molto fortunata nella mia vita, nessun grande dolore, ho perso i miei nonni più che 90enni (non che il dolore sia meno forte ma ce ne facciamo una ragione), è stata quindi la prima volta in cui ho provato un dolore così intenso, al punto di non saper più cosa fare, un senso enorme di vuoto.
Penso che se avessi avuto un lavoro mi ci sarei buttata a capofitto. Inoltre la vita a Surabaya era ai suoi inizi per noi: è stata ancora più dura. Santiago, i miei amici, la nostra vita laggiù mi sono mancati ancora di più.

Cathleen parlava del fatto che non vedevamo più il corpo se non come apparato riproduttivo e che questo contribuiva ad aumentare il senso di malessere.
Non so.
Credo di aver alla fine imparato ad accettare questo lato “non romantico” di concepire un bebè in provetta, così come tutti gli esami medici relativi.
Credo che la buona relazione che ho con mio marito ci abbia aiutati a sdrammatizzare e alla fine scherzare su tutto ciò e trovarci pure dei vantaggi (per esempio potremo vedere il nostro bebè già allo stadio embrionale, grazie alla foto che ti danno prima dell’impianto).

Cathleen parlava ugualmente delle difficoltà di una procreazione medicalmente assistita per una coppia in espatrio. Marie mi diceva che era contenta della mia apertura di spirito sull’argomento. Ogni tanto mi chiedo se abbiamo fatto bene a parlare del fatto che avessimo bisogno di aiuto per avere un bebè sia sui forum che nella vita di tutti i giorni (ovviamente non con tutti e in ogni momento), ma non avevo più voglia di “mentire” come avevo fatto per due anni. Mi vergognavo di non riuscire ad avere un bambino e il giorno in cui ho capito quello che dovevamo affrontare ho smesso di evitare la domande.

Certo, se le persone non vanno oltre il mio ”no, non abbiamo ancora dei bambini” non vado oltre, ma è raro perchè in generale la gente è curiosa e in tutti i paesi una coppia senza bambini dà da pensare!
E soprattutto se la donna non lavora. E per sottolineare come gli stereotipi abbiano vita dura, solitamente il mio interlocutore pensava che il problema fosse mio… sono sicura che per anni le donne hanno subito dei trattamenti perchè la nostra società non poteva ammettere che un uomo avesse dei problemi.

E infatti la mia ginecologa francese non mi ha mai parlato della possibilità di far fare degli esami a mio marito, per lei il problema era mio, nella mia testa, ci pensavo troppo, avrei dovuto aspettare e poi al limite dopo due anni di tentativi fare un check up completo. Che rabbia…
A volte ho l’impressione che l’argomento sia imbarazzante, certo capisco che la non conoscenza possa portare a non rispondere. E’ meglio spesso non parlare piuttosto che dire “vedrai, arriverà;” o “una fiv non è niente, funziona a colpo sicuro” (il che non è sempre vero).
Io ho bisogno di parlare del mio problema, il parlare mi aiuta. Alla fin fine penso che espatriata o no il mio problema l’avrei vissuto allo stesso modo.
Certo la distanza geografica ha come ho spiegato effetti diversi, così come dei vantaggi.
Ovunque sopporto comunque male le persone che mi dicono “dai, non è poi cosi grave, c’è di peggio” (tanto più quando esce dalla bocca di chi si lamenta per un non nulla), e il vedere il bebè di un’amica o dei genitori felicissimi dà sempre una stretta al cuore, sono fatta così. Ma pian piano me ne faccio una ragione, ho visto in certi paesi una tale miseria, che mi dico che non ho diritto di piangere sui miei problemi.

Grazie a Anne per aver testimoniato su un argomento così delicato e difficile per una coppia

Testimonianza raccolta da Vivianexpat
Giugno 2004

Traduzione dal francese a cura di Giuliettaexpat
Aprile 2008

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