Home > Vita d'Expat > Trasferirsi > Espatriare con famiglia: sfide, dolori e ricchezze
espatriare con famiglia

Spesso mi viene chiesto se espatriare con famiglia sia fattibile, e soprattutto a quale prezzo. Dopo trent’anni di vita all’estero, rifletto su quello che ho imparato dalla mia esperienza.

 

Per festeggiare lo scorso Natale in Toscana, mio figlio Mattia ha preso il volo da Londra, io ho viaggiato in macchina da Ginevra con la mia gatta, Alessandro ha raggiunto mio marito da Parigi a Ginevra, e il giorno dopo tutti e due sono venuti a Milano in treno. E questo non è niente rispetto alle acrobazie che facevamo quando io e mio marito vivevamo in Indonesia.

Quando si è passata più della metà della propria vita o, nel caso dei miei figli, tutta la vita in espatrio, diventa normale essere sempre in movimento, e inserire nei piani famigliari più punti sparsi sul mappamondo. Diventa naturale considerarsi prima di tutto cittadini di una geografia più ampia, che ingloba svariati climi,  lingue, più acrobazie logistiche, più esperienze.

Il processo per diventare quello che siamo, però, è stato lungo e non sempre in discesa. Espatriare con famiglia significa moltiplicare la ricchezza ma anche e soprattutto le sfide e la sofferenza. Ci vorrebbe un libro per raccontarvi tutto quello che ho maturato in trent’anni di vita all’estero. Qui mi limiterò a condividere i quattro punti principali di cui a mio parere è importante essere coscienti quando si decide di espatriare con famiglia.

Espatriare è sempre un cataclisma emotivo

Non illudiamoci: ogni nuovo espatrio è uno strappo doloroso. Dover abbandonare il proprio mondo – sia quello originario nel quale siamo cresciuti, che quello che ci siamo creati in un nuovo paese – è una profonda sofferenza. Lo è quando si è soli o in coppia ma ancora di più nell’espatriare con famiglia. Quello che imponiamo ai nostri figli quando li sradichiamo dall’ambiente caldo e famigliare che si sono creati, è un lutto a tutti gli effetti. Lutto che nel caso di espatri ripetuti, si ripresenterà regolarmente, generando ogni volta lo stesso dolore. Il numero di addii che le nostre figlie devono affrontare in espatrio è enorme, spesso notevolmente superiore a quelli che una persona stanziale dà in tutta l’intera vita.

Affrontare un nuovo ambiente non è facile

La facilità e rapidità di adattamento a un nuovo ambiente varia in base a tanti fattori. Di certo i primi tempi in un nuovo paese sono una sfida quotidiana e per molti piuttosto snervante. Espatriare con famiglia vuol dire che il processo d’ambientamento si moltiplica per quanti sono i membri del nucleo famigliare. Tutti sono coinvolti in egual misura. Se uno dei membri ha un adattamento particolarmente difficile, la famiglia intera dovrà amalgamare al suo interno le frustrazioni, la tristezza e il disagio di chi, per un motivo o per l’altro, non ha una partenza liscia nel nuovo paese. In questa fase, infatti, la famiglia sarà l’unico punto fermo in un mare d’incertezze quotidiane. Sarà anche il ricettore della rabbia del figlio che si sente preso in giro a scuola, del padre che non riesce ad esprimersi in una nuova lingua, della madre che sente di soccombere sotto il peso delle troppe cose da far quadrare.

Le acrobazie logistiche diventano la norma

Espatriare con famiglia significa inserire nell’avventura mille difficoltà logistiche in più. La scelta della scuola, il far quadrare il calendario scolastico con il nuovo contratto di lavoro, capire quale piano vaccinale seguire, oltre al cercare una casa adatta a un nucleo famigliare allargato e comprimere nella spesso già difficile fase di atterraggio in un nuovo paese, le tante esigenze personali di tutti i membri della famiglia, obbligano a una ginnastica mentale ma anche e soprattutto pratica che spesso può diventare snervante e di difficile gestione.

I sensi di colpa diventano i nostri migliori amici

Nel senso che non ce ne liberiamo più. Espatriare con famiglia vuol dire non dimenticarsi mai che siamo i diretti responsabili degli scossoni emotivi e pratici che i nostri figli subiscono a più riprese. Ce ne ricordiamo quando li vediamo sforzarsi per esprimersi in una lingua che non conoscono, quando tornano da scuola avviliti perché faticano a integrarsi, quando vorrebbero continuare uno sport che in quel nuovo paese proprio non è praticabile. Ogni piccola difficoltà, ogni nodo nel quotidiano che le nostre figlie affrontano – soprattutto nei primi tempi – ci ricorda che abbiamo scelto per loro un tipo di vita pieno di continue sfide.

Naturalmente, però, tutte queste fatiche hanno un tornaconto che è forse più difficile da esprimere in tutta la sua grandezza a parole. Sono cose che entrano nel sangue in maniera talmente naturale che spesso ci fanno sembrare degli alieni agli occhi di chi non si è mai misurato in maniera ripetuta con realtà e avventure diverse.

aereo con bambiniIl mondo diventa la nostra casa. Sappiamo muoverci con naturalezza in contesti svariatissimi, e i cambiamenti o i confronti con il diverso non ci fanno paura. Anzi, li prendiamo per quello che sono: una fonte inestimabile di ricchezza.

Ci esprimiamo con naturalezza in due, tre, a volte quattro lingue diverse, e la loro comprensione ci apre mondi culturali, letterari e musicali inimmaginabili a chi non si è mai mosso.

I nostri amici vivono su tutti i climi, a tutte le latitudini, in situazioni diversissime. Abbiamo una casa in tutto il mondo, e la geografia dei nostri rapporti muta in continuazione perché la stragrande maggioranza delle persone che abbiamo incontrato sul nostro cammino fa la nostra stessa vita nomade.

Ci ricordiamo avvenimenti politici che ai più sfuggono, sappiamo anticipare gli eventi in numerosi paesi, e se leggiamo le notizie di un posto in cui abbiamo vissuto, non registriamo solo il dato oggettivo, ma comprendiamo la situazione a fondo perché sappiamo cosa c’è dietro le parole.

Ognuno tira le sue somme in questo tipo di vita, e i sentimenti saranno naturalmente legati a una varietà di fattori che sarebbe troppo lungo analizzare qui. Quello che posso dire dopo trent’anni di vita all’estero è che ho incontrato molte più famiglie felici della scelta, che famiglie deluse dallo stile di vita che l’espatrio impone.

Espatriare con famiglia è possibile. Duro, difficile, ma anche arricchente e totalizzante. Tutta la comunità di Expatclic ne è la prova 🙂

Claudia Landini (Claudiaexpat)
Milano, Italia
Gennaio 2019
Main photo ©Expatclic
Pics in the article: Pixabay

 

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