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Barbaraexpat ci racconta di cos’hanno discusso nell’ultimo incontro del nostro gruppo di supporto – e perchè è un luogo privilegiato.

 

Dopo una lunga pausa estiva abbiamo ricominciato.

Questo progetto è iniziato nell’aprile del 2015. Sinceramente non sapevo cosa aspettarmi, non avevo idea di come un gruppo online con partecipanti sparse in tutti i continenti potesse funzionare. Ma, come Claudia, amo provare cose nuove e quindi armate di tanto entusiasmo e passione ci siamo lanciate.

Il 23 aprile ci siamo incontrate per la prima volta, per parlare di Solitudine e Isolamento. Dal primo momento tutti i miei dubbi si sono dissolti. Non ci eravamo mai viste, vivevamo in continenti diversi, separate da oceani e unite su uno schermo. E’ bastato un attimo perché ci sentissimo vicine, in completa sintonia ed unione. Un attimo per creare quell’atmosfera che ora, a distanza di tempo, dò per scontata ma che in realtà non lo è affatto.

Ultimamente però cominciavo a sentirmi un pochino stanca e frustrata. Poca partecipazione, meno interesse, più fatica ad organizzare per mancanza di coinvolgimento e attenzione. Insomma, temevo che fossimo arrivate ad un capolinea, forse era giunto il momento di chiudere i battenti e restare con i ricordi.

Ed è con questa attitudine che ho dato inizio all’incontro di settembre. Ero in Italia dai miei, ho dovuto svegliare e sbattere fuori le mie ragazze (le 10 per un’adolescente è l’alba!), per potermi collegare al gruppo, e mi sono chiesta: perché faccio tutto questo, potrei andarmene al mare. Lo ammetto pubblicamente, fino all’ultimo avevo sperato non ci fossero iscritte…e invece, la mattina del 21 settembre mi aspettavano quattro splendide donne pronte a ricaricarmi!

Hanno ascoltato il mio sfogo, mi hanno coccolato, hanno partecipato con idee e pensieri ma soprattutto mi hanno confermato quanto questo gruppo sia importante per ognuna di noi. E’ un luogo privilegiato in cui condividere esperienze, ascoltare, confrontarsi e soprattutto sentirsi comprese.

Alla fine dell’incontro era chiaro che il gruppo deve continuare ma è giunto il momento di fare qualche modifica e revisione. Il gruppo cambia e cresce con noi, con i nostri bisogni e per cominciare creeremo e pubblicheremo una lista di temi in modo che abbiate tempo di organizzarvi per partecipare al tema che più vi interessa.

A questo proposito però vorrei condividere alcune considerazioni fatte durante l’incontro. Nonostante il tema sia importante, è possibile trovare un valore nell’incontro anche se non ci riguarda direttamente. Ascoltare come altre hanno vissuto ed affrontato una situazione può essere un’opportunità per riflettere sulle nostre risorse personali e su come noi viviamo difficoltà e disagi. Inoltre l’ascolto è, secondo me, uno strumento molto potente, sia per chi lo pratica che chi lo riceve. Con tutte le distrazioni che abbiamo intorno non capita spesso di poter essere completamente presenti per un’altra persona e i nostri incontri sono anche questo, un momento di presenza e di ascolto.

Gli incontri continueranno ad essere basati sul tema del mese, ma offriranno anche la possibilità a chi ha qualcosa da condividere di farlo apertamente. A questo proposito cominceremo ogni incontro con l’invito a dire qualcosa sul nostro stato d’animo attuale, naturalmente senza nessun obbligo. Se necessario, resteremo con chi ha particolare bisogno di sostegno, lasciando la discussione del tema al prossimo incontro. 

Per concludere vi lascio con le parole di Francesca che ha scritto nel nostro gruppo Facebook (Expat Support Group) il giorno dopo l’ultimo incontro. Penso che molte di noi si possano identificare in quello che scrive e la ringrazio infinitamente per aver espresso in maniera così chiara e vera quello che il Gruppo di Supporto di Expatclic è per tutte noi:

Bello ritrovarvi ieri. Chi c’era fisicamente, chi con il pensiero. Grazie a chi si è adoperato con tanta generosità in questi tre anni, affinché ci potessimo ritrovare sempre, nonostante fusi ed impegni, e nonostante i dubbi che, comunque, sono sempre parte di un “sano” percorso. La solitudine di chi si ritrova ad affrontare l’ incomprensione altrui, di chi non è mai andato via di casa, qui scompare. Ognuna di noi, chi prima, chi dopo, chi sempre e durante, si è chiesta, a volte dandosi addirittura risposte, dove sia casa sua, se il luogo che ha scelto, quello dove è capitata, sia il suo. Bé, che dire…in quell’ora che si passa insieme, finalmente non c’è più bisogno di dare spiegazioni. Quasi quasi, in quella oretta, ci si sente finalmente a casa. Che privilegio far parte di questa esperienza.

Barbara Amalberti (Barbaraexpat)
Settembre 2017

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