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donna incinta

Mociexpat condivide l’esperienza della sua gravidanza a Budapest, sua città d’accoglienza. 

 

Essere incinta può voler dire molte cose: può essere emozionante, complicato, doloroso, disagevole, difficile, sconvolgente, può spaventare o dare molta calma, può essere tutto questo ma anche il contrario. In realtà è diverso per ognuna di noi, e addirittura diverso per la stessa donna in gravidanze differenti. Oltre a tutte queste incertezze, perchè nessuno può sapere come andrà, il tutto si complica quando si è incinte all’estero, in un paese che non è il tuo e nel quale, anche se ci stai vivendo da tempo, devi scoprire il nuovo mondo della maternità (nel senso più ampio del termine).

Fortunatamente la mia prima gravidanza è stata meravigliosa e senza complicazione alcuna, mi sono gustata (quasi) ogni secondo, e mi sentivo talmente bene che avrei potuto continuare per altri due mesi. Questo non toglie che, essendo espatriata a Budapest, e pur avendoci vissuto già quasi due anni quando restai incinta, trovare le informazioni di cui avevo bisogno, e che le donne locali hanno sottomano senza grande sforzo, sia stato piuttosto difficile. Ad essere sincera mi è costato di più trovare dove comprare cose da neonato che scoprire quali erano i medici e gli ospedali disponibili perchè la fortuna ha voluto che il centro medico dove andavo da quando ero arrivata in Ungheria, offrisse un corso prenatale ottimo che mi fornì tutte le informazioni di cui avevo bisogno (e che prima di frequentare il corso non avevo idea di aver bisogno, e nemmeno che esistevano). Ma andiamo per gradi.

L’idea di questo articolo non è solo di raccontarvi l’esperienza della mia gravidanza e del mio parto a Budapest, ma di darvi qualche dato per aiutarvi a cercare l’informazione di cui potreste aver bisogno se un giorno doveste dare alla luce in questa bella città.

La mia esperienza è stata positiva in (quasi) tutti i sensi. Ho avuto una cura prenatale di ottimo livello in un centro medico privato, www.FirstMedCenters.com (so che anche il servizio pubblico è abbastanza buono, ma preferivo evitarlo). Ci sono varie opzioni disponibili e la maggior parte delle cliniche e dei centri medici privati offrono dei programmi prenatali completi a prezzi più bassi che se uno pagasse separatamente le varie visite ed esami prescritti dal protocollo medico ungaro.

Il mio dottore mi è piaciuto molto (anche se abbiamo avuto un finale non troppo felice, ma più per un tema amministrativo che medico), era molto tranquillo e rilassato, come me. In una gravidanza così bella come quella che ho avuto, è stato il complemento perfetto. Forse sarebbe stato diverso in una gravidanza con complicazioni. So anche di donne a cui il suo stile non andava. Ma come in tutto, ci sono medici per tutti i gusti, e molti che parlano inglese o altre lingue.

Un punto da prendere in considerazione al momento di cercare e scegliere un medico – a Budapest e in tutto il mondo, immagino – è la sua posizione rispetto alle varie opzioni che esistono al momento della nascita. Cosa pensa del cesareo, quanto gli piace il parto naturale, l’allattamento, il lasciarti tenere il bebè immediatamente dopo il parto, l’uso (o il non uso) dell’epidurale, mangiare o no durante il travaglio, se vuole che cammini o che passi il travaglio nel letto, la necessità della episiotomia, etc. Io ho fatto un “piano del parto” e l’ho fatto vedere al medico con cui avrei partorito. Gli ho spiegato cosa volevo e lui mi ha detto cosa poteva promettermi, cosa avrebbe tentato di fare e cosa non credeva proprio possibile. In effetti ho avuto (ancora una volta) il parto che ho voluto, anche con circostanze fisiche non proprio favorevoli.

incinta budapestLa mia impressione generale, per quello che ho sentito e per quello che ho imparato nel mio corso prenatale, è che il sistema ungherese è piuttosto conservatore (i medici, e di conseguenza gli ospedali), il tasso di tagli cesarei molto alto (soprattutto nel privato, anche se a differenza di altri paesi – perlomeno dal Perù, da dove vengo – i prezzi non variano di molto tra il parto naturale e il cesareo) e questo sembra essere uno dei fattori che le future madri considerano di più al momento di scegliere dove e con chi partorire. Proprio per questo è importante vedere in quali ospedali o cliniche le cose funzionano come ci piace e dare un’occhiata alle statistiche dei parti in ognuno. Il mio caso, ad esempio, è stato un po’ fuori dal comune. Ho partorito in un’area privata di maternità all’interno di un ospedale pubblico, http://maternity.hu/en/ (l’ho scelto perchè era vicino, così se fosse successo qualcosa avevamo l’ospedale a due passi, e perchè il medico che mi avrebbe seguita e io eravamo d’accordo in linea di massima su come volevamo gestire le cose…a parte delle punture di ferro che mi ha fatto fare negli ultimi giorni di gravidanza…però insomma, non si può avere tutto nella vita!). Purtroppo il tasso di cesarei in questa clinica è uno dei più alti di Budapest, circa il 70%. Io sono completamente per il parto naturale e ho avuto fiducia nel mio medico, che mi ha assicurato che avrebbe fatto il possibile per evitare il cesareo e interventi medici non necessari. Arrivato il giorno, ho avuto il parto naturale che volevo, anche se tutto lasciava presagire il contrario (a parte solo il fatto che la sala parto era pronta da quando hanno cominciato a indurmi). Sono quasi diventata l’eroina dell’ospedale, nessuno riusciva a credere che avessi partorito naturalmente e tutti venivano a farmi i complimenti!

Altro fatto da tenere in considerazione è quanto è importante per ognuna partorire con lo stesso medico che l’ha seguita durante la gravidanza. Questo dà più libertà di scegliere un medico senza preoccuparsi se lavora nell’ospedale che ci piace. In America Latina – almeno per quanto ne so – le donne vogliono partorire con lo stesso medico. In Europa invece, con un sistema pubblico che funziona molto bene, questa non è una cosa che ci si aspetta, si partorisce con chi è di turno in quel momento e basta. Per me non era importante che il medico che mi seguiva fosse presente al parto, e infatti alla 38° settimana ho cercato il medico con il quale avrei partorito (quello che lavorava nella clinica che avevo scelto) e mi è andata benissimo. La mia filosofia (ovviamente avallata dalla scienza) è che se una gravidanza non ha presentato problemi, è molto probabile che il parto sia uguale, e in fondo è vero che i medici arrivano di solito solo al momento delle spinte – per me era indifferente chi avrebbe preso tra le mani mia figlia per primo.

Un’altra cosa che mi ha molto aiutata è stata l’avere con me una doula. Prima di tutto perchè è stata anche la mia traduttrice con il personale medico durante il parto. Il mio medico e l’ostetrica parlavano inglese ma a livello di base, e quindi le risposte alle mie domande erano sempre molto corte e poco dettagliate. Grazie alla presenza della mia doula sono riuscita a capire tutto quello che succedeva, e mi ha addirittura salvata dalla episiotomia! A parte la questione linguistica, i servizi della doula in sè, con le sue pezzuole di acqua tiepida e oli rilassanti durante le contrazioni, e le candele che ha messo nella stanza per creare un ambiente più caldo e meno da ospedale (per un attimo ho pensato che il dottore ci avrebbe buttate fuori perchè spegnevamo la luce e accendevamo le candele, e invece, no, gli è sembrato carino!) e l’appoggio emotivo sono stati di grande valore. Mi ha contenuta quando ne avevo bisogno, e mi ha calmata quando a un certo punto sono entrata nel panico all’idea di conoscere mia figlia e di non innamorarmi immediatamente di lei.

Per quanto riguarda il protocollo medico, quello ungherese è abbastanza completo. Paragonando e parlando con amiche di vari paesi, ho scoperto che in ogni paese tengono in cosiderazione e danno importanza a cose diverse. Ad esempio in Italia la questione della toxoplasmosi è importantissima. Una volta un’amica di mio marito ha quasi avuto un infarto nel vedermi mangiare un panino col prosciutto crudo mentre ero incinta, mi ha chiesto subito della toxoplasmosi, e in realtà io non le avevo dato nessuna importanza…e il mio dottore nemmeno. In Italia se non hai l’anticorpo ti raccomandano di non mangiare insaccati, qui in Ungheria ti fanno l’esame ma non ti danno raccomandazioni particolari (e io non avevo l’anticorpo). In Perù, ad esempio, ti dicono di fare attenzione alla provenienza dei vari prodotti e niente più (e per fortuna non ti proibiscono di mangiare il ceviche!). Altro test diverso a seconda dei paesi è il Citomegalovirus, in Perù non lo fanno (neanche in Spagna, e mi pare di capire neanche nella maggior parte dei paesi) ma qui sì. E lo prendono molto sul serio. Ce ne sono anche altri, non sono motivo di allarme ma è bene saperlo per non farsi sorprendere (o per chiederne qualcuno che vi interessa in particolare).

Per finire, e come sempre, se qualcuna di voi ha bisogno di più informazioni su qualsiasi delle cose di cui ho parlato (o altre che ho magari dimenticato), mi contatti pure. Come ho detto, la mia esperienza di diventare madre a Budapest è stata ottima e direi a qualsiasi futura madre che a parte le difficoltà iniziali per trovare quello che si vuole, si finisce per trovare tutto (e se posso aiutarvi a trovarlo, meglio ancora!). Questo è stato il mio caso, e dopo quaranta settimane e cinque giorni di attesa meravigliosa d un parto che è stato un’esperienza positivamente indimenticabile, è arrivata mia figlia a cambiarmi la vita.

Vi racconterò come andrà adesso che arriva il secondo!*

*Immaginando che saremo ancora qui quando arriverà, in questa vita da expat non si sa mai! Altrimenti vi racconterò com’è andata ovunque saremo!

 

Alcuni dati:

Il corso prenatale che ho fatto, con la persona con cui l’ho fatto, non c’è più perchè la persona se n’è andata, MA continua a dare il corso via Skype e ha anche una versione in video e un libro intitolato “Giving Birth in Hungary”. Qui trovate tutte le informazioni: www.RekaMorvay.com

Qui trovate una lista di ginecologi con commenti inclusi https://docs.google.com/spreadsheet/. La lista è stata creata da un gruppo di mamme che si chiama www.BudapestMoms.com e che ha anche un gruppo Google che è un’ottima fonte di informazione per TUTTO (http://www.budapest-moms.com/forum2/).

La mia doula è stata la stessa persona del corso prenatale, e non vive più a Budapest, però qui trovare una lista complete di doule, ostetriche, etc. https://docs.google.com/spreadsheet

 

Moraima Ferradas Reyes (Mociexpat)
Budapest, Ungheria
Maggio 2015
Foto di Mociexpat
Tradotto dall0 spagnolo da Claudiaexpat