Home > Scuola > La scolarità per i bambini italiani che vivono all’estero

In questo articolo ExpatClic, con l’aiuto di Cinzia, insegnante di italiano alla scuola italiana Antonio Raimondi di Lima, fornisce alcune indicazioni per la scolarità per i bambini italiani che vivono all’estero. Ringraziamo di cuore Cinzia per tutte le informazioni fornite e il tempo che ci ha dedicato.

Quando ci si trasferisce a vivere all’estero con dei bambini, la prima preoccupazione che ci si pone è quella della scuola. Finchè i bimbi sono in età da scuola materna, i problemi sono limitati: un asilo in lingua straniera è fonte di arricchimento e nulla toglie all’apprendimento della lingua italiana, che viene sempre coltivato nell’ambito familiare, e ancora non si consolida nella lettura e nella scrittura. Quando si inizia con la scuola elementare, il discorso cambia, e si complica man mano che il bambino/a cresce. Molte famiglie che si trasferiscono all’estero per un periodo limitato di tempo scelgono di far frequentare ai loro figli/e una scuola anglofona o di altra lingua, mantenendo l’apprendimento dell’italiano a casa, sapendo che rientreranno a breve nel sistema italiano in patria, e reintegreranno i figli nel sistema scolastico italiano. Le famiglie che invece vivono all’estero per la maggior parte della vita scolastica dei figli, si trovano spesso ad operare una scelta non facile, anche e soprattutto per via del fatto che la scuola italiana, a differenza di scuole di altri paesi, è molto poco rappresentata nel mondo.

Quando si parla di scuole italiane all’estero, bisogna innanzitutto distinguere tra tre tipologie:
la scuola legalmente riconosciuta, la paritaria, e la statale.

Scuola legalmente riconosciuta: è il primo stadio degli istituti scolastici italiani all’estero. Si tratta di scuole private, di insegnanza italiana, che vengono riconosciute dal governo italiano tramite decreto ministeriale, e che differiscono dalle altre tipologie in termini di procedure di tipo burocratico e di finanziamenti. Ad esempio, la costituzione della commissione in caso di esami è a discrezione della scuola stessa, e non segue necessariamente la normativa che si applica alle scuole italiane in territorio nazionale.

Scuole paritarie: sono istituti di insegnanza italiana, privati, ma in tutto e per tutto equivalenti alla scuola italiana in Italia per quanto riguarda i programmi, i titoli e i percorsi. Nelle scuole paritarie, ad esempio, la commissione d’esame per gli esami di stato è formata unicamente da un presidente inviato dall’Italia, esattamente come avviene nelle scuole italiane in Italia.

Scuole statali: sono in tutto e per tutto l’equivalente delle scuole pubbliche italiane in territorio nazionale: sono enti pubblici e con personale italiano.

Trovate scuole italiane nei seguenti paesi: Arabia Saudita, Argentina, Australia, Brasile, Bulgaria, Cile, Colombia, Ecuador, Egitto, Eritrea, Etiopia, Federazione Russa, Francia, Germania, Grecia, Iran, Libia, Marocco, Mozambico, Nigeria, Perù, Repubblica del Congo, Romania, Spagna, Stati Uniti, Svizzera, Tunisia, Turchia, Uruguay, Venezuela.
Per informazioni sopra lo status dei vari istituti, consultate l’elenco del sito del Ministero degli Affari Esteri.

Se avete dunque la fortuna di essere assegnati a un paese nel quale esiste una scuola italiana, e non decidete altrimenti, i vostri figli/e potranno seguire il sistema scolastico italiano, ed integrarsi automaticamente nel sistema pubblico in Italia al loro rientro.

Vediamo ora il caso di studenti italiani che frequentano altre scuole.
Alcune famiglie scelgono di far frequentare ai propri figli degli istituti scolastici il cui sistema è abbastanza vicino a quello italiano, e che si ritrova più facilmente in un numero più elevato di paesi al mondo (ad esempio il sistema francese, che ha istituti scolastici in quasi tutti i paesi del mondo). Altri optano per un sistema anglofono o per la scuola americana, anche quest’ultima abbastanza diffusa. In questo caso le famiglie decidono di far studiare la lingua e la cultura italiana ai propri figli privatamente in casa propria, avvalendosi di supporti didattici portati dall’Italia, o di professori in loco.

Ma come fare in vista di un rientro in patria e con il desiderio che i figli si riintegrino nel sistema scolastico statale italiano? Eccovi alcune opzioni:

1) I vostri figli da sempre studiano in un sistema scolastico europeo o di altra provenienza e si trovano temporaneamente in un paese dove esiste anche una scuola italiana: hanno in questo caso la possibilità di sostenere gli esami di idoneità alla lingua italiana alla fine di ogni anno scolastico. Si tratta di prove di italiano scritte e orali, alle quali ci si presenta come privatisti. Anche se i vostri figli non hanno mai sostenuto esami di idoneità alla lingua italiana prima, possono presentarsi, ad esempio, per l’esame di idoneità della quinta elementare o della seconda o terza media. La domanda di ammissione all’esame va presentata entro sei mesi dall’inizio dell’anno scolastico, con annessi i programmi che si intendono presentare (devono seguire complessivamente i programmi scolastici ministeriali, che si trovano sul sito del Ministero dell’Istruzione, o possono essere richiesti nelle scuole pubbliche italiane). Questi esami si possono dare alla fine di ogni anno scolastico e permettono di mantenersi in pari con la lingua italiana, e di riintegrarsi nel sistema pubblico italiano in qualsiasi momento.

2) I vostri figli studiano in un sistema scolastico non italiano ma facente parte dell’Unione Europea: quando decidete di rientrare in Italia e reintegrarli nel sistema scolastico italiano, abbiate cura di far tradurre (traduzione giurata) tutta la documentazione scolastica dall’ambasciata o consolato italiano del paese dove risiedete. La scuola italiana che accoglie vostro figlio/a dovrà integrarlo automaticamente sulla base di questa documentazione tradotta.

3) I vostri figli studiano in un sistema extraeuropeo e non hanno sostenuto gli esami di idoneità alla lingua italiana durante il loro soggiorno all’estero: in questo caso la scuola italiana che li accoglie al loro rientro si riserva di far loro sostenere un esame per verificare la loro conoscenza della lingua e della cultura italiana e generale.

Va segnalato che la normativa in materia di ammissione di nuovi alunni provenienti da sistemi scolastici al di fuori di quello italiano prevede in ogni caso un esame di ammissione (salvo, appunto, il caso in cui lo studente possa certificare di aver sostenuto e superato l’esame di idoneità alla lingua italiana in una scuola italiana all’estero), ma che ogni scuola, studiato il caso di ogni singolo alunno, si riserva la facoltà di far sostenere tale esame o no. Vale a dire che anche se vostro figlio ha seguito altri percorsi scolastici, ma ha sempre studiato la lingua e la cultura italiana a casa per conto proprio, e se voi ne parlate con il direttore/direttrice della scuola italiana che lo accoglie, può anche darsi che venga accettato senza necessità di sostenere l’esame. Come molte cose in ambito italiano, anche questa procedura è sottoposta alla discrezione dell’ente accogliente, e presenta quindi un margine di elasticità che in certi casi, come può essere quello di un ragazzino/a che si trova ad affrontare un nuovo ambiente e a riadattarsi ad una nuova realtà, può essere molto conveniente.

Vi segnaliamo anche la possibilità del CELI, Certificazione della Conoscenza della Lingua Italiana. Si tratta di un esame di certificazione della lingua italiana promosso dall’Università per Stranieri di Perugia. E’ un esame che normalmente sostengono gli stranieri desiderosi di lavorare in Italia, e che necessitano di certificare la propria conoscenza e padronanza della lingua italiana. Alcuni studenti italiani che da sempre risiedono all’estero, e che desiderano studiare all’università in Italia o lavorare in Italia, scelgono di sostenere il Celi per comprovare nel loro curriculum vitae che nonostante gli anni di studio trascorsi all’estero, la loro padronanza della lingua italiana è al livello richiesto. Il Celi si sostiene negli Istituti di Cultura Italiani all’estero, ai quali va presentata regolare domanda. E’ un esame piuttosto complesso che si articola su cinque livelli – dal Celi1, che prevede abilità linguistiche necessarie alla “sopravvivenza”, al Celi5, che certifica la conoscenza linguistica per inserirsi con successo in qualsiasi contesto italiano di studio o di lavoro.
Il sito dell’Università per Stranieri di Perugia: http://www.unistrapg.it/

Vi segnialiamo ora alcuni siti web dove potete trovare materiale didattico per mantenere i vostri figli/e a un buon livello di italiano, e altri per mantenervi aggiornate sulle novità del sistema scolastico italiano, ed eventualmente chiedere consigli ed informazioni. Se non sapete come districarvi nel labirinto di titoli proposti, richiedete o ricercate dei testi che insegnino l’italiano come Lingua 2:

Alma Edizioni : leader nella pubblicazione di materiale didattico per l’apprendimento della lingua italiana. Spediscono in tutto il mondo.

Edizioni Guerra : altra casa editrice che si specializza nella produzione di materiale didattico per l’apprendimento della lingua italiana per stranieri. Anche loro spediscono in tutto il mondo.

Centro Come : Il sito si propone di realizzare un intervento di sostegno e di consulenza a distanza nei confronti degli insegnanti (e quindi molto utile ai genitori) attraverso la fornitura di informazioni, bibliografie aggiornate,materiali didattici – modelli di progetto organizzativo e didattico – risposte mirate riguardanti percorsi didattici specifici per l’intercultura e l’inserimento scolastico di minori stranieri. Contiene una serie di link molto interessanti.

Eduscuola : tutti i decreti legge, le rassegne stampa e le circolari ministeriali sul mondo della scuola italiana.

Sito del Ministero dell’Istruzione Italiano

 

Articolo aggiornato ad aprile 2015

Claudiaexpat (Claudia Landini)
Lima, Perù
Dicembre 2004

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