Home > Uomini Expat > Viaggiare lavorando e lavorare viaggiando: la storia di Daniele

Daniele Besana è il fondatore di WP-OK. Claudiaexpat l’ha incontrato di persona a Jakarta, e ne ha approfittato per intervistarlo sulla sua interessantissima esperienza di vita e lavoro, che dimostra che viaggiare lavorando e lavorare viaggiando è davvero possibile. Grazie Daniele!

 

Ci sono tantissime cose che vorrei chiederti tutte in una volta, ma diamo innanzitutto alle nostre lettrici la possibilità di inquadrarti un pochino… qual è il tuo background professionale e quando e perchè ti sei trasferito nella bella Amsterdam?

Ciao Claudia, grazie per l’intervista e un saluto a tutte le lettrici!
Mi sono sempre occupato di informatica tecnica, al servizio dei clienti. Solo che i clienti sono cambiati molto nel corso della mia carriera. Iniziai in una cartoleria Buffetti, installando modem e antivirus ad artigiani e piccole imprese della Brianza. Successivamente mi sono specializzato in reti e sicurezza informatica, iniziando a lavorare a Milano con clienti più grandi in tutta Italia. Dopo qualche anno ero alla ricerca della famosa “esperienza all’estero” per migliorare l’inglese e con la curiosità di fare nuove esperienze. Era il 2006 e misi il CV in inglese su Monster e LinkedIn, non passò molto tempo prima che un recruiter mi chiamasse offrendomi un lavoro ad Amsterdam per Juniper Networks, un’azienda leader del settore dove fornivo supporto a grossi clienti in Europa e Medio Oriente.
La ‘network security’ è settore molto specialistico, dove la conoscenza e l’esperienza contano più dei titoli di studio – infatti non ho mai fatto un giorno di università.
E così a 26 anni arrivai ad Amsterdam per la famosa esperienza che si sta tramutando in una vita all’estero

Ti ricordi come ti sei sentito quando sei arrivato ad Amsterdam? Le più grandi sfide, le paure, se ne avevi? E cosa ti è piaciuto subito?

Devo dire che gli ultimi mesi in Italia e i primi ad Amsterdam sono stati intensi ma bellissimi. Salutare gli amici, preparare la partenza, ‘chiudere’ varie cose.
Sono arrivato ad Amsterdam, insieme a mio fratello Sergio che è stato con me i primi giorni, pieno di entusiasmo. E perché no? Spostandomi con un lavoro in tasca, ho avuto un inizio agevolato. Per esempio ho avuto una casa temporanea, che ad Amsterdam fa davvero una grossa differenza perché gli alloggi sono pochi, cari e con contratti annuali fin da subito.
La più grande sfida per me è stata la lingua. No, non intendo l’olandese… parlo dell’inglese!
Mi ero illuso di essere pronto, avevo fatto un corso di conversazione e guardavo film in lingua. Ed ero abituato a leggere manuali tecnici e seguire blog in inglese. Ma una volta arrivato ad Amsterdam, l’impatto con chi parla inglese in modo fluente, i vari accenti dei madrelingua (quanto ho odiato i British!), i riferimenti ad una cultura popolare diversa dalla nostra, la mancanza di parole per esprimere le sfumature di significato in una frase, mischiato alla voglia di far ‘bella figura’ con i nuovi colleghi… mi hanno messo un po’ in crisi. Mi ci sono voluti almeno sei mesi per sentirmi a mio agio con la lingua, e ricordo bene i momenti in cui scoprii che i puffi in inglese sono chiamati smurfs e che Bud Spencer e Terence Hill li conoscono solo in sud Europa. L’inglese è stato per me la grande difficoltà, motivo per cui consiglio sempre a chi valuta un’esperienza all’estero di prepararsi bene bene bene.
Ma ad Amsterdam mi sono subito innamorato dell’ambiente internazionale, del grande equilibrio tra lavoro e vita personale, e delle biciclette che sono un mezzo di trasporto che cambia davvero la relazione con la città.

Come ti capisco! Poter comunicare bene in una lingua comune a chi ci circonda è fondamentale per potersi sentire a proprio agio in un posto… Sono passati 11 anni dal tuo arrivo, e da quattro hai intrapreso un nuovo percorso professionale, lasciando il tuo lavoro fisso ad Amsterdam per creare qualcosa di tuo. Vuoi spiegarci cos’è WP-OK, com’è nata l’idea, come hai fatto per gestire il passaggio e come sta andando il tutto?

Sono in proprio da cinque anni e mezzo. Uff, sembra ieri quando ho iniziato!
Sono una vittima del libro 4 ore alla settimana di Tim Ferriss. Leggendolo sono rimasto affascinato da quest’idea di lavorare e viaggiare, essere indipendente e più libero. Per questo ho iniziato ad esplorare l’online marketing, perché il web offre tante opportunità di lavoro remoto. Iniziai comprando siti esistenti, già avviati e con guadagni. È una cosa non molto conosciuta, ma c’è un mercato di compra-vendita di siti web e per me è stata una scorciatoia per cominciare ad avere dei guadagni online. Certo, all’inizio è stato un dramma, non avevo la minima idea di cosa stessi facendo però dopo diversi mesi ho raggiunto la mia indipendenza, viaggiando molto. Davvero tanto, un’esperienza bellissima.

Amsterdam però costa, e così ho iniziato anche a fare consulenze su WordPress, che era un po’ un gioco da ragazzi per me, visto che mi sono sempre occupato di supporto tecnico.
Lì ho capito che durante i miei 12 anni di carriera in azienda non era cambiato nulla: liberi professionisti, piccoli imprenditori e piccole aziende non sono ancora supportate a dovere.
Ho sentito tante di quelle storie di sviluppatori che spariscono, siti web abbandonati, email che restano senza risposta per settimane, ritardi mostruosi per piccole modifiche, che ho capito che al mondo non serve un altro consulente WordPress. Serve un servizio di assistenza professionale, veloce e a prezzi accessibili anche per chi non ha grossi budget!
Così ho lanciato WP-OK, creando un team di esperti sempre a disposizione di chi usa il web per fare business.

Era il 2015 e pian piano le cose sono cresciute, tra una nuova sfida e l’altra.
Ora abbiamo un centinaio di clienti sparsi su quattro continenti, siamo un’azienda ‘liquida’ cioè niente ufficio, ognuno lavora da dove vuole, che è poi la libertà che volevo per me stesso.

Che cosa fantastica!!! E io che uso WP-OK da un po’ ormai, posso testimoniare della serietà e della professionalità del vostro servizio. Tu sei l’esempio concreto del fatto che si può davvero vivere in maniera autonoma e indipendente, e portare avanti un lavoro che ci si gestisce online da qualunque posto ci si trovi. Quali sono gli ingredienti imprescindibili per creare un business di questo tipo?

Grazie mille Claudia!

Bella domanda, me ne vengono in mente tre:

  • Competenza: una volta si sceglievano i professionisti nella ristretta cerchia di amici o conoscenti. Online invece si viene sempre confrontati con professionisti in tutto il mondo. Sono convinto che la mediocrità ha i giorni contati, i clienti ora possono scegliere i migliori servizi e le review sono il nuovo passaparola.
  • Disciplina: se è importante quando si lavora in proprio, diventa super-importante quando si lavora da casa e uber-importante quando si è in viaggio. Ogni giorno ci sono distrazioni ma bisogna dare le giuste priorità.
  • Passione: all’inizio ho fatto tante scelte per ‘fare soldi’, ma ho sperimentato che non è l’approccio giusto. I soldi sono piuttosto una conseguenza quando si fa qualcosa con passione e dando valore. Anche perché con tutti gli alti e bassi, false partenze, battute d’arresto, senza passione credo che avrei smesso da un pezzo.

Spesso leggo domande tipo “voglio viaggiare, che lavoro online posso fare per mantenermi?’, ma non funziona così, bisogna prima trovare una passione e competenza per creare una professione e poi si può pensare a viaggiare. Altrimenti inizia a mettere via i soldi e prenditi un sabbatico!

Certo che se continui a rispondere con spunti così interessanti, quest’intervista non finirà più! Voglio provare a chiederti un’ultima cosa: com’è cambiata la tua vita da quando hai lanciato WP-OK? E cosa vedi nel tuo futuro?

Sicura che non sono le tue domande? 🙂
Credo sia cambiato tanto, ma lentamente. Il cambiamento dopo WP-OK è arrivato gradualmente, è ora, dopo più di due anni, che posso vedere molte differenze.
Anche prima di WP-OK guadagnavo online, ma con progetti che non mi appassionavano. Ho comprato siti sul fai-da-te, droni (che odio), job board con annunci di lavoro, tutti argomenti carini ma di cui non so molto. Ci ho visto delle opportunità, tutto qui.
WP-OK lo sento invece come il MIO bimbo, un progetto che è nato per durare nel tempo e crescere con me. All’inizio facevo tutto io… mi ricordo una volta a Ngapali, Myanmar, dove ho fatto i salti mortali per sistemare un sito tra un’interruzione di corrente e l’altra. Uno stress!
Ora ho un team di collaboratori, il che è stato un cambio abissale in come lavoro e comunico.
E finalmente ho più tempo da dedicare al marketing e sviluppare nuove idee!
Insomma sto transitando da essere un tecnico ad essere un imprenditore…direi che la vita è cambiata molto.

Guardando al futuro: è il momento di far crescere WP-OK e far conoscere i nostri servizi a sempre più persone che, come me e te, hanno progetti web e non vogliono ‘mal di testa’ tecnici!
Possibilmente mantenendo il buon equilibrio lavoro-vita che ho imparato dei cari Olandesi…

 

Ti facciamo tantissimi auguri Daniele, grazie per il tempo che ci hai dedicato e lunga vita a WP-OK!

 

Intervista raccolta da Claudia Landini (Claudiaexpat)
Jakarta, Indonesia
Novembre 2017
Photo credit @Daniele Besana e Hanny Kusumawati

 

Già che sei qui ...

... possiamo chiederti di offrirci un caffe ? Scherziamo, naturalmente, ma fino a un certo punto. Come forse avrai notato, Expatclic non ha  pubblicità nè quote associative obbligatorie. Da 13 anni lavoriamo volontariamente per garantire dei contenuti e un'assistenza di qualità alle espatriate in tutto il mondo. Mantenere un sito di queste dimensioni, però, ha dei costi, che copriamo parzialmente autotassandoci e con donazioni spontanee di chi ci segue e apprezza da anni. Se tu potessi dare anche solo un piccolo contributo per coprire il resto, ti saremmo immensamente grate ♥ Puoi sostenerci con una donazione o diventando socia onoraria. Grazie di cuore.