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Giuliettaexpat intervista Mirella, la sua “mamma con la valigia”! 

Mirella vive a Torino ma è una nonna con la valigia sempre in mano, tra un treno ed un aereo da 15 anni va in giro, tra una figlia e l’altra. 
E sì, la fortuna-sfortuna è avere due figlie espatriate tutte e due, Carlotta, la più grande, vive fuori dall’Italia ormai da 18 anni, prima come studentessa poi per scelta. Con un marito inglese, dopo un periodo a Londra ha messo radici a Chambéry.
Giulietta sono io, la più piccola, in Giappone da un paio d’anni dopo una lunghissima permanenza in Francia.
6 nipoti la inteneriscono e la coccolano quando ce l’hanno sotto mano. Julia (13 anni) Francesca (10), Federica (9), Thomas e Chiara (7), Camilla (5) sono sicuramente il primo dei suoi pensieri quando si sveglia e se li vede immersi nei loro mondi multiculturali, piena di entusiasmo per questa grande apertura che con la nostra vita all’estero diamo loro. Indubbiamente questa famiglia un po’ sparsa al di là del giro dell’isolato ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi: è difficile trovarci tutti dalla nonna per il pranzo della domenica, ma quando ci si ritrova la festa è grande!!!

All’inizio indubbiamente ho provato un po’ di malinconia, sono rimasta un po’ perplessa, ma poi mi sono detta che era giusto che le mie ragazze seguissero la loro strada.
Ho velocemente capito che non mi sarei poi persa molto delle loro vite, potendo liberamente muovermi tra l’una e l’altra. Ci sono sempre stata nei momenti importanti, ho avuto la gioia con mio marito di veder nascere o quasi i nostri nipotini, anche con un’aereo o un treno di mezzo…

E la relazione con noi?

Non penso che sia stata diversa da come sarebbe stata se foste rimaste a Torino, si è evoluta perchè voi siete diventate grandi, vi siete sposate, avete avuto dei bambini, ma così sarebbe stato comunque.

 

Mirella con Giuliettaexpat (a sin.) e Carlotta

Mirella con Giuliettaexpat (a sin.) e Carlotta

E cosa c’è di positivo e di negativo nell’averci lontane?

Il positivo sono sicuramente le aspettative migliori che avete e avete avuto rispetto a quelle che probabilmente avreste avuto rimanendo in Italia, l’apertura che date ai vostri figli è fantastica. Il negativo è non avervi vicine, il non poter condividere nessuna quotidianità e da quando papà non c’è più, la mancanza di una famiglia intorno.

Comunque la mamma non solo ha la valigia in mano facilmente per venirci a trovare, ma per amore delle sue fanciulle si è anche messa al computer, più per necessità che per passione. Quando c’era papà si occupava lui di mail e ricezione foto, ma poi è toccato a lei, prima si è iscritta a un corso di informatica organizzato dal comune di Torino e poi ha incominciato a fare pratica, sotto l’occhio vigile di Thomas, 7 anni, il suo professore preferito. Quando la nonna va a trovarlo Thomas la segue, la sgrida, le fa fare esercizi, ogni tanto ci vuole una messa a punto e una spolveratina delle nozioni, ma alla fin fine Skype e Outlook non hanno quasi più segreti per me.

Vado spesso a trovare le mie figlie, in Giappone un po’ meno, ma quando ci vado rimango a lungo condividendo con Giulietta e le bambine tutta la loro quotidianità.
Ovviamente Chambéry è più vicina ed è più facile andarci anche solo per un fine settimana, per il saggio di danza o lo spettacolo della scuola….

Ma insomma quando la nonna non può venire tra foto, filmini e racconti facciamo in modo che viva un po’ quello che i suoi nipotini hanno fatto.

 

Mirella oggi, con le sue nipotine

Mirella oggi, con le sue nipotine

E i rapporti con i bambini come sono, pensi che siano diversi dai rapporti che i nonni hanno con i nipotini che vivono vicino a loro?

No, assolutamente, sono profondi, profondissimi, dei veri rapporti nonna nipoti. I bambini sono tutti affettuosissimi ed è un piacere stare con loro, mi raccontanno le loro cose, ognuno a modo suo, con il proprio carattere

E come hai vissuto il fatto di vederli nascere e crescere lontano? 

Le loro nascite all’estero per me erano una cosa normale, voi vivevate via ed era ovvio che non sareste venute a partorire a Torino. Ho sempre fatto in modo di esserci o di arrivare dopo poche ore. Julia la più grande è nata a Londra e l’abbiamo vista che aveva poche ore, dall’aeroporto siamo andatti diritti alla maternità.
Ero dalla mia Carlotta quando è nato Thomas, e sono stata io a chiamare alle tre di notte mio marito che era rimasto a lavorare a Torino per annuciargli la nascita di un maschietto atteso da 30 anni!!!

Quindi niente di diverso rispetto ai nonni che hanno i nipoti alla porta accanto…

Con i miei nipotini riesco a passare dei momenti intensi, delle vacanze, a condividere un po’ la loro quotidianità… e poi per noi la quotidianità è sempre stata questa, in fondo dall’inizio abbiamo imparato a vivere lontani e a ritrovarci.

Ma per te quali sono i vantaggi per i tuoi nipoti della nostra scelta di vivere fuori dall’Italia?

Ci sono solo vantaggi, sono grandi, grandissimi, l’apertura mentale, la multiculturalità, il multilinguismo. Sui miei 6 nipotini 3 sono bilingue e 3 trilingue, non è male per il loro futuro, è un piacere vederli interagire con gente diversa utilizzando abilmente lingue diverse… mi fa sorridere vederli comunicare tra di loro in francese e non in italiano.

Certo voi figlie mi mancate e i bambini ancora di più ma quando vi vedo e vi vedo serene sono contenta delle vostre scelte

E io penso che la distanza non tolga nulla al nostro rapporto e all’affetto che ci lega, anche se ogni volta vederti partire mamma mi dà una piccola stretta al cuore … ma si impara a convivere anche con le distanze quando ci si vuole bene.

Giuliettaexpat
Tokyo, Giappone
Aprile 2007